Che non esistano più le stagioni lo si capisce anche da come sono cambiati i giornali.

Una volta i quotidiani potevano sbizzarrirsi con articoli leggeri e lanciarsi a chiappa libera nel gossip, allora chiamato italicamente pettegolezzo, solo e rigorosamente in estate, secondo il detto che l’ombrellone nun vuò penzieri e nelle redazioni fa caldo e impazza il crampo dello scrivano.

A tenere alta l’attenzione dei lettori per diversi giorni arrivava di solito qualche delitto, possibilmente nell’alta società e dintorni e rigorosamente insoluto come il mistero della contessa assassinata, oppure, ma dobbiamo retrocedere fino agli anni settanta, qualche ondata di avvistamenti UFO.
C’erano a disposizione le notizie sempre in odor di bufala e quasi commoventi nella loro ingenuità, come il coccodrillo trovato nelle fogne, inevitabilmente a New York, la pioggia di rane in Cornovaglia o la pantera in fuga sempre nei dintorni di Roma, come se vi fosse un “wormhole” temporale a Frascati da dove vengono sputate le bestie feroci del Colosseo.
Poi, ultimamente, esauriti gli alieni, le contesse morte, le principesse tristi e messi gli ormoni a posto le sorelle Grimaldi, arrivarono i cani mordaci, i rottweiler almodovariani sempre sull’orlo di una crisi di nervi.
Con il sospetto sempre più forte che le mute di cani che si mettono a mordere tutti all’unisono nascondano effettivamente più la mancanza di idee del giornalista che una misteriosa psicosi collettiva canina.

Un altro classico estivo della stampa di una volta erano i test: scopri quanto sei porcella, ma sei vegetariana o carnivora?, il tuo lui è veramente uomo? Contate le A e le B e la prevalenza di C scoprivi che in te si nascondeva Madame Fetish, che in realtà eri una mucca ruminante e che il tuo lui che credevi rude come un boscaiolo in realtà era più vicino spiritualmente a Elton John.

Era bello però, sentivi la differenza tra l’estate e l’inverno, tra la vacanza e il tempo per lo studio, il lavoro e l’impegno. Non c’era solo il pettegolezzo, la ciatella da salotto, lo sbraco da mutanda abbassata.
D’inverno si tornava alla normalità, c’erano le grandi inchieste, i reportages, i giornalisti che ti insegnavano a leggere e scrivere e guardando i telegiornali ti sembrava di assistere allo scorrere della storia. Per trovare la notizia leggera sui quotidiani o al telegiornale doveva come minimo sposarsi un re o una regina e non accadeva tanto spesso. Fa un certo effetto raccontare di quando esisteva una cosa chiamata giornalismo. Ci si sente vecchi.

Oggi è tutto diverso. Per trovare un giornale senza gossip e per tutto l’anno devi leggerti “Radiorivista”, il bollettino dei radioamatori, l’unica rivista che se la trovi in bagno ti provoca una irreversibile stitichezza.
Ciò che una volta leggevi solo dal parrucchiere un po’ vergognandotene, te lo ritrovi in prima pagina da gennaio a dicembre sull’ex-serioso “Corriere della Sera”. Prendo dall’edizione online di oggi: “Simona Ventura: “sono carica a pallettoni”, “Troppo occupati per far sesso? Dieci consigli (veloci)” (cos’è, fanno pure gli spiritosi?); “Vale lascia Arianna per colpa della Canalis”. E poi non stupiamoci che uno come Ricucci volesse comprarsi il giornale.
Non ditemi che siamo in giugno, d’estate appunto, e che i giornali in questa stagione vanno in cerca di cose rilassanti dalla notte dei tempi. Se tornerete su quella pagina il 15 dicembre di diverso ci sarà solo la neve invece del solleone.

Questa onda anomala di fuffa, scemate, inutilità che riempie i giornali sta letteralmente travolgendo e facendo sparire le notizie vere che dovrebbero farci riflettere. Per esempio i morti delle tante e troppe guerre che ancora si combattono.
Se cercate infatti, sempre sul Corriere online di oggi, notizie per esempio sull’Afghanistan, dovete scrollare fino in fondo, nelle brevi. Afghanistan, Karzai: «Uccisi 90 civili». Cosa vuoi che sia.

Più o meno le stesse cose le scrissi l’anno scorso per il vecchio blog. Volendo fare come la tv estiva che ripropone le cose vecchie e ribollite, ho guardato se questo pezzettino di costume poteva essere riciclato anche oggi. E’ bastato aggiornarlo un poco con l’attualità ma la sostanza rimane la stessa. Le notizie stanno sparendo in un mare di merda e che la cosa sia voluta mi pare sempre più evidente.


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