You are currently browsing the monthly archive for Febbraio 2009.
Grazie al nostro solito culo ci è andata bene. Poteva essere una testata nucleare, visto l’argomento dell’incontro, e invece è stata la solita testata di minchia.
Avevano appunto parlato tutto il giorno di nucleare. Nucleare – atomica – Rita Hayworth-detta-l’atomica – gnocca – Carla Bruni – Sarkozy si fa la Bruni – la Bruni l’ha data a Sarkozy – ma la Bruni è italiana – c’è qualcosa di italiano che non è mio? – no – quindi Carla Bruni l’ho data io a Sarkozy = io dato te tua dona.
Update: Anche stavolta finirà come per Zidane e Materazzi. Non sapremo mai la verità, a meno che Nicolas non riveli ciò che le sue presidenziali orecchie hanno udito. Se veramente il mezzo Materazzi ha parlato di Sorbona, come mai Sarkozy dice, in risposta alla minchiata e visibilmente imbarazzato: “Non sono sicuro di poter ripetere questo”? Cosa c’è di così sconveniente da non poter essere ripetuto in pubblico, nel rievocare gli studi? Forse il fatto che il serial gaffeur non ha mai studiato alla Sorbona?
Il resto lo lascio a John Belushi al minuto 3:45 del filmato.
Grazie al nostro solito culo ci è andata bene. Poteva essere una testata nucleare, visto l’argomento dell’incontro, e invece è stata la solita testata di minchia.
Avevano appunto parlato tutto il giorno di nucleare. Nucleare – atomica – Rita Hayworth-detta-l’atomica – gnocca – Carla Bruni – Sarkozy si fa la Bruni – la Bruni l’ha data a Sarkozy – ma la Bruni è italiana – c’è qualcosa di italiano che non è mio? – no – quindi Carla Bruni l’ho data io a Sarkozy = io dato te tua dona.
Update: Anche stavolta finirà come per Zidane e Materazzi. Non sapremo mai la verità, a meno che Nicolas non riveli ciò che le sue presidenziali orecchie hanno udito. Se veramente il mezzo Materazzi ha parlato di Sorbona, come mai Sarkozy dice, in risposta alla minchiata e visibilmente imbarazzato: “Non sono sicuro di poter ripetere questo”? Cosa c’è di così sconveniente da non poter essere ripetuto in pubblico, nel rievocare gli studi? Forse il fatto che il serial gaffeur non ha mai studiato alla Sorbona?
Il resto lo lascio a John Belushi al minuto 3:45 del filmato.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all’auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l’amica a chiamare subito aiuto. “L’ho già fatto”, annuncia l’altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.
E’ un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall’ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?
Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell’effetto canyon rimane.
Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.
Due ragazze si rifugiano in macchina in un parcheggio deserto, di notte, inseguite da quattro malintenzionati, sicuramente stupratori, che le circondano girando attorno all’auto con fare minaccioso. Una scena che ne ricorda moltissimo una tratta da “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara, un classico del genere exploitation rape & revenge. Solo che, nel film, Thana stermina tutti i sette omuncoli. Tutto da sola e con soli sette colpi di una calibro 45.
Nello spot invece, una delle due ragazze inizia ad agitarsi ed invita l’amica a chiamare subito aiuto. “L’ho già fatto”, annuncia l’altra senza scomporsi più di tanto. Le è bastato premere i due pulsanti, (contemporaneamente, se no non funziona!), del telesalvalavita.
E’ un caso che per ampliare il mercato dei potenziali clienti di un dispositivo di telesoccorso si sia pensato di uscire dall’ambito dei soliti anziani per rivolgersi alle donne minacciate sempre più di frequente da extracomunitari infoiati, come ci raccontano i TG ogni sera con la bava alla bocca?
Un caso di instant marketing o campagna pronta già da tempo?
Naturalmente, care sorelle, è necessario portarsi il baracchino del telesoccorso sempre dietro, non scordarsi di tenerlo carico, averlo a portata di mano per non doversi mettere a ravanare nella borsa a sacco e sperare infine di non trovarsi in pieno effetto urban canyon, cioè in un luogo dove il GPS non becca il satellite manco a calci. Per esempio tra i grattacieli, nei caruggi di Genova ma anche in mezzo ad un bosco e con il tempo nuvoloso. Per non parlare della propria abitazione se per caso lo stupratore è persona nota, marito o convivente ed italianissimo.
Dico questo a meno che il congegno non sia realizzato con tecnologia eGPS, che dovrebbe risolvere i noti problemi di georeferenziazione. In tal caso non parlo più. Nel sito però si parla solo di GPS e GPRS e il dubbio dell’effetto canyon rimane.
Spray al peperoncino, telesalvalavita, stelle ninja, tutte cose utilissime, sperando di non essere prima scippate della borsa dove teniamo tutto questo prezioso armamentario. Perchè se continua il terrorismo, più che borse rischiamo di doverci portare dietro delle santebarbare. Dove la calibro 45 non potrà più mancare. A portata di mano nel cinturone.
Ecco, come volevasi dimostrare. Il presunto violentatore pedofilo di Napoli non è un barbone, come si erano affrettati ad espettorare l’altra sera certi cronisti, purtroppo anche quelli che informano sui tg di maggiore ascolto.La vittima lo ha riconosciuto ed inoltre l’uomo ha precedenti per reati sessuali. Un maniaco, insomma, che oltretutto è il convivente della nonna di un amico del ragazzo. Non è improbabile che avesse adocchiato il ragazzino proprio a casa dell’amico. In questi casi, a sparare vicino a casa delle vittime si centra quasi sempre il colpevole.
Colpevole che, in questo caso, è un operaio comunale addetto alle fognature ma poteva essere chiunque, in quanto a professione.
La prossima volta definiamo sui media questi soggetti più semplicemente PEDOFILI, visto che la pedofilia è trasversale ed alligna in tutte le classi sociali, dal lumpenproletariat all’alta borghesia e quindi non ci si può nemmeno aggrappare alle attenuanti del degrado sociale.
Visto che è mercoledì delle ceneri, non sarebbe male che chi ha il vizio di additare intere categorie, guarda caso poi sempre le stesse, come mostri, se ne cospargesse il capo.
Ecco, come volevasi dimostrare. Il presunto violentatore pedofilo di Napoli non è un barbone, come si erano affrettati ad espettorare l’altra sera certi cronisti, purtroppo anche quelli che informano sui tg di maggiore ascolto.La vittima lo ha riconosciuto ed inoltre l’uomo ha precedenti per reati sessuali. Un maniaco, insomma, che oltretutto è il convivente della nonna di un amico del ragazzo. Non è improbabile che avesse adocchiato il ragazzino proprio a casa dell’amico. In questi casi, a sparare vicino a casa delle vittime si centra quasi sempre il colpevole.
Colpevole che, in questo caso, è un operaio comunale addetto alle fognature ma poteva essere chiunque, in quanto a professione.
La prossima volta definiamo sui media questi soggetti più semplicemente PEDOFILI, visto che la pedofilia è trasversale ed alligna in tutte le classi sociali, dal lumpenproletariat all’alta borghesia e quindi non ci si può nemmeno aggrappare alle attenuanti del degrado sociale.
Visto che è mercoledì delle ceneri, non sarebbe male che chi ha il vizio di additare intere categorie, guarda caso poi sempre le stesse, come mostri, se ne cospargesse il capo.
Bisognerebbe ricordarsene quando si scrivono le articolesse sui fatti di cronaca più efferati. Altrimenti poi capita che se un sindaco annuncia frettolosamente che il colpevole dello stupro è probabilmente rom, senza alcun indizio preciso ma perchè lui se lo sente, quando si scopre che il colpevole rom non lo era, ma rumeno, non c’è nessuno che si scusa per l’abbaglio.
Per dare un colpo ai rom e un altro ai barboni, stasera ho sentito al TG1, nel corso della notizia dello stupro ai danni di un ragazzino a Napoli, dire che si stava setacciando la zona frequentata dai barboni.
Spero che, se il colpevole risulterà essere non un senzatetto ma un regolare qualunque in cerca di brividi pedofili, qualcuno si scusi con la categoria ingiustamente accusata di un delitto atroce.
Il triangolo nero a corredo di questo post è puramente casuale. Ricordiamo però che esso veniva appuntato addosso a Rom e sinti (che in seguito furono segnati con il triangolo marrone), Elementi asociali (vagabondi) Ritardati mentali, Alcolisti, Donne con “comportamenti asociali” come lesbiche e prostitute, anarchici. Nella Germania nazista, ovviamente. Che avevate pensato?
Bisognerebbe ricordarsene quando si scrivono le articolesse sui fatti di cronaca più efferati. Altrimenti poi capita che se un sindaco annuncia frettolosamente che il colpevole dello stupro è probabilmente rom, senza alcun indizio preciso ma perchè lui se lo sente, quando si scopre che il colpevole rom non lo era, ma rumeno, non c’è nessuno che si scusa per l’abbaglio.
Per dare un colpo ai rom e un altro ai barboni, stasera ho sentito al TG1, nel corso della notizia dello stupro ai danni di un ragazzino a Napoli, dire che si stava setacciando la zona frequentata dai barboni.
Spero che, se il colpevole risulterà essere non un senzatetto ma un regolare qualunque in cerca di brividi pedofili, qualcuno si scusi con la categoria ingiustamente accusata di un delitto atroce.
Il triangolo nero a corredo di questo post è puramente casuale. Ricordiamo però che esso veniva appuntato addosso a Rom e sinti (che in seguito furono segnati con il triangolo marrone), Elementi asociali (vagabondi) Ritardati mentali, Alcolisti, Donne con “comportamenti asociali” come lesbiche e prostitute, anarchici. Nella Germania nazista, ovviamente. Che avevate pensato?
Fateci caso, questo è un governo ad effetto. Per loro non conta risolvere i problemi ma semplicemente affermare di volerlo fare e, se ancora si sta pensando al come e al dove intervenire, non importa, è come se lo avessimo già fatto. Tanto nessun pennivenduto andrà mai a controbattere le affermazioni ripiene di certezze da Sibillla Cumana dei portavoce del governo.
Ad esempio, si manda in TV in uno dei telegiornali di famiglia un ministro a caso, mettiamo la Carfagna, con il look da vergine di ritorno e l’occhio da urlo di Munch, a dire che con il decreto antistupri le donne sono più sicure. Non “saranno”, visto non è nemmeno entrato in vigore e non abbiamo ancora i dati di follow-up, per cui sarebbe doveroso anche un “forse”, ma proprio “sono”. Volere è potere. Triumph des Willens, il trionfo della volontà.
Riassumendo: un modo di trattare i problemi gravi come la sicurezza di tutti noi di una superficialità disarmante, condita da non poca facciatosta e faciloneria.
Nel decreto antistupri si afferma che sarà comminata la pena dell’ergastolo se a seguito dello stupro vi sarà la morte della vittima. Grazie al … , ma è ovvio, dato che se la vittima muore il reato diventa automaticamente omicidio. Eppure detto così, alla svelta, arrotolando bene la lingua, sembra che venga dato l’ergastolo per punire lo stupro. Tanto la gente è distratta e la sera è pure stanca da giornate lavorative massacranti.
Altra trovata ad effetto, anzi, questa sembra proprio uscita dalla factory della Industrial Light & Magic di George Lucas, è un vero effetto speciale: le ronde.
Gruppi di cittadini volontari che si prestano a pattugliare le città per difenderne i restanti cittadini non volontari e non rondisti. Non ho capito se per noi ragazze rimane l’idea del soldato ‘nnammurato personale da portare come chaperon oppure ci dobbiamo cuccare i City Angels con il basco sulle ventitrè anche noi.
Cittadini volontari. Uhm, ok, ma reclutati e selezionati da chi? Dal gufetto con gli occhiali? O da qualche vecchio gladiatore?
Volontari non armati. Va bene ma, se i delinquenti poi girano armati di katana, questi che fanno, si fanno affettare come dei culatelli?
Siamo sicuri che tra i volontari non si arruoleranno anche persone che individuano nell’appartenenza alla ronda solo l’occasione propizia per menare le mani e andare a caccia di immigrati? Ovvero qualche Charles Bronson della Baggina che vorrà rifare il Giustiziere della Notte, o qualche novella Angelo della Vendetta?
Partiamo da un semplice presupposto. I pedofili cercano di trovare lavoro nelle scuole e nei centri sportivi frequentati dai bambini; i necrofili non si impiegano certo al mercato del pesce ma negli obitori. Se ti piace avere potere sugli altri ed all’occorrenza vessarli, è probabile tu faccia di tutto per fare la guardia carceraria.
Per evitare abusi quindi, non sarebbe meglio sottoporre questi aspiranti rondisti ad un esame attitudinale, per escludere chi non sarebbe in grado di controllarsi in determinate situazioni e chi è un violento per natura?
Lo ribadisco. A me tutta questa storia delle ronde pare una minchiata e oltretutto un modo per rompere i fagioli alle forze dell’ordine che hanno studiato, hanno frequentato corsi, conoscono le regole di ingaggio e hanno l’esperienza necessaria per fronteggiare il crimine. Offellee fa el to’ mesté, dicono in Padania. Andrà a finire che gli agenti dovranno intervenire per limitare i danni provocati da rondisti un po’ troppo focosi.
Non sarebbe stato più saggio e più semplice potenziare le forze dell’ordine professioniste ed assumere poliziotti e carabinieri in più?
Ma no, avete ragione, non sarebbe stata una mossa ad effetto. Meglio la minchiata delle ronde. Un gioco (pericoloso) di squadra che rischia di diventare di squadraccia. E, Dio ne liberi, di squadroni. Della morte.
Fateci caso, questo è un governo ad effetto. Per loro non conta risolvere i problemi ma semplicemente affermare di volerlo fare e, se ancora si sta pensando al come e al dove intervenire, non importa, è come se lo avessimo già fatto. Tanto nessun pennivenduto andrà mai a controbattere le affermazioni ripiene di certezze da Sibillla Cumana dei portavoce del governo.
Ad esempio, si manda in TV in uno dei telegiornali di famiglia un ministro a caso, mettiamo la Carfagna, con il look da vergine di ritorno e l’occhio da urlo di Munch, a dire che con il decreto antistupri le donne sono più sicure. Non “saranno”, visto non è nemmeno entrato in vigore e non abbiamo ancora i dati di follow-up, per cui sarebbe doveroso anche un “forse”, ma proprio “sono”. Volere è potere. Triumph des Willens, il trionfo della volontà.
Riassumendo: un modo di trattare i problemi gravi come la sicurezza di tutti noi di una superficialità disarmante, condita da non poca facciatosta e faciloneria.
Nel decreto antistupri si afferma che sarà comminata la pena dell’ergastolo se a seguito dello stupro vi sarà la morte della vittima. Grazie al … , ma è ovvio, dato che se la vittima muore il reato diventa automaticamente omicidio. Eppure detto così, alla svelta, arrotolando bene la lingua, sembra che venga dato l’ergastolo per punire lo stupro. Tanto la gente è distratta e la sera è pure stanca da giornate lavorative massacranti.
Altra trovata ad effetto, anzi, questa sembra proprio uscita dalla factory della Industrial Light & Magic di George Lucas, è un vero effetto speciale: le ronde.
Gruppi di cittadini volontari che si prestano a pattugliare le città per difenderne i restanti cittadini non volontari e non rondisti. Non ho capito se per noi ragazze rimane l’idea del soldato ‘nnammurato personale da portare come chaperon oppure ci dobbiamo cuccare i City Angels con il basco sulle ventitrè anche noi.
Cittadini volontari. Uhm, ok, ma reclutati e selezionati da chi? Dal gufetto con gli occhiali? O da qualche vecchio gladiatore?
Volontari non armati. Va bene ma, se i delinquenti poi girano armati di katana, questi che fanno, si fanno affettare come dei culatelli?
Siamo sicuri che tra i volontari non si arruoleranno anche persone che individuano nell’appartenenza alla ronda solo l’occasione propizia per menare le mani e andare a caccia di immigrati? Ovvero qualche Charles Bronson della Baggina che vorrà rifare il Giustiziere della Notte, o qualche novella Angelo della Vendetta?
Partiamo da un semplice presupposto. I pedofili cercano di trovare lavoro nelle scuole e nei centri sportivi frequentati dai bambini; i necrofili non si impiegano certo al mercato del pesce ma negli obitori. Se ti piace avere potere sugli altri ed all’occorrenza vessarli, è probabile tu faccia di tutto per fare la guardia carceraria.
Per evitare abusi quindi, non sarebbe meglio sottoporre questi aspiranti rondisti ad un esame attitudinale, per escludere chi non sarebbe in grado di controllarsi in determinate situazioni e chi è un violento per natura?
Lo ribadisco. A me tutta questa storia delle ronde pare una minchiata e oltretutto un modo per rompere i fagioli alle forze dell’ordine che hanno studiato, hanno frequentato corsi, conoscono le regole di ingaggio e hanno l’esperienza necessaria per fronteggiare il crimine. Offellee fa el to’ mesté, dicono in Padania. Andrà a finire che gli agenti dovranno intervenire per limitare i danni provocati da rondisti un po’ troppo focosi.
Non sarebbe stato più saggio e più semplice potenziare le forze dell’ordine professioniste ed assumere poliziotti e carabinieri in più?
Ma no, avete ragione, non sarebbe stata una mossa ad effetto. Meglio la minchiata delle ronde. Un gioco (pericoloso) di squadra che rischia di diventare di squadraccia. E, Dio ne liberi, di squadroni. Della morte.






