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E’ possibile mettere assieme la monnezza, la corruzione, Berlusconi, le intercettazioni vietate, il gay pride, le genuflessioni, Roma tornata papalina, la mostruosità degli italiani, Moggi, calciopoli e tutto ciò che questi concetti evocano a loro volta, in una catena senza fine? Lo so, ci ritroveremo alla fine con lo zuppone alla porcara del titolo, un’intruglio dove sono andate a cascare cose innominabili.
Tiriamo su i figli come dei delinquenti ma poi la colpa, se incendiano la scuola, è degli insegnanti.
Siamo un popolo di clienti che vogliono fare leggi per criminalizzare le puttane. In realtà non è la prostituzione che ci dà fastidio, sono le puttane da poco per i clienti da poco. Quelle d’alto bordo che non battono per strada spesso le eleviamo ai massimi onori della scala sociale, come i loro clienti e papponi. Non le chiamiamo più nemmeno puttane ma top model, escort, hostess. A volte addirittura mogli.
Daniele Luttazzi scrive un finto coccodrillo su Berlusconi e i crociati si offendono, parlando di cattivo gusto. Non sanno che stampare il proprio nome su un manifesto funebre allunga la vita. E’ inutile offrire la satira agli italiani, specie di questi tempi, è come servire la ratatouille del ratto Remy a chi è abituato a mangiare McDonald’s.
La carità cristiana si applica sempre al ricco e potente, meglio se dal portafoglio chiacchierato, non certo al paraplegico che non può sposarsi in chiesa perchè potenzialmente incapace di procreare o al malato terminale che vuole solo morire in pace.
Mi domando a questo punto: chi è il vero corruttore? La Chiesa è così marcia perchè ha sede in Italia oppure l’Italia è stata corrotta dalla presenza della Chiesa?
La libertà ci piace ma solo per poco, poi ci viene a noia. Il brivido ce lo dà la strafottenza, la spudoratezza, il vincere facile, magari aggregandosi al vincitore. Ci piace essere fascisti e lo diventiamo e ridiventiamo alla svelta. Ci piacciono i piccoletti con il vizio del comando a bacchetta. Siamo sessualmente attratti da chi ha successo, e non importa come lo ha ottenuto, al quale offriamo senza esitazione il culo.
Allo stesso tempo però siamo omofobici e i froci devono stare al loro posto, cioè ben nascosti. Noi che siamo una compagnia di guitti, ballerine e nani da strapazzo, con un repertorio da avanspettacolo di quart’ordine fatto di pernacchi e peti, pretendiamo sobrietà da chi ha il torto, le paillettes, di mettersele per protesta alla sfilata del Gay Pride. Noi non ci facciamo corrompere, siamo un popolo di veri maschi, comprese le donne.
Suvvia, perchè negarlo, della televisione ci piace soprattutto la pubblicità ripetitiva e idiota che interrompe quegli inutili programmi, anche quelli che cercano di fare informazione, come nei paesi civili. Tempo perso. Anche se agli italiani dici che chi dovrebbe liberarli dalla monnezza è inquisito per traffici legati alla monnezza non ci credono. I rompicoglioni sono il carabiniere Parascandalo che va a ravanare nella monnezza e il giornalista Travaglio che ne parla.
A Santoro chiuderanno il programma con la scusa che disturba le repliche del tenente Colombo su Retequattro. Arriverà un bel decreto che vieterà le intercettazioni, così nessun magistrato potrà disturbare i loschi traffici e noi non sapremo più cosa accade attorno a noi e alle nostre spalle.
Potete giurarci che rimarranno le intercettazioni illegali, quelle delle centrali illecite di spionaggio, quelle che fanno passare le intercettazioni di Moggi ma non quelle della squadra della Telecom.
Questo post voleva essere soprattutto un omaggio al grande Dino Risi, morto ieri a 91 anni. Il suo pensiero cinematografico è stato allo stesso tempo osservatore, vivisezionatore e profeta delle quotidiane depravazioni italiane. Ciò che siamo diventati era già previsto nei suoi film degli anni 60. Altro che italiani brava gente. Italiani bravi mostri.
E’ possibile mettere assieme la monnezza, la corruzione, Berlusconi, le intercettazioni vietate, il gay pride, le genuflessioni, Roma tornata papalina, la mostruosità degli italiani, Moggi, calciopoli e tutto ciò che questi concetti evocano a loro volta, in una catena senza fine? Lo so, ci ritroveremo alla fine con lo zuppone alla porcara del titolo, un’intruglio dove sono andate a cascare cose innominabili.
Tiriamo su i figli come dei delinquenti ma poi la colpa, se incendiano la scuola, è degli insegnanti.
Siamo un popolo di clienti che vogliono fare leggi per criminalizzare le puttane. In realtà non è la prostituzione che ci dà fastidio, sono le puttane da poco per i clienti da poco. Quelle d’alto bordo che non battono per strada spesso le eleviamo ai massimi onori della scala sociale, come i loro clienti e papponi. Non le chiamiamo più nemmeno puttane ma top model, escort, hostess. A volte addirittura mogli.
Daniele Luttazzi scrive un finto coccodrillo su Berlusconi e i crociati si offendono, parlando di cattivo gusto. Non sanno che stampare il proprio nome su un manifesto funebre allunga la vita. E’ inutile offrire la satira agli italiani, specie di questi tempi, è come servire la ratatouille del ratto Remy a chi è abituato a mangiare McDonald’s.
La carità cristiana si applica sempre al ricco e potente, meglio se dal portafoglio chiacchierato, non certo al paraplegico che non può sposarsi in chiesa perchè potenzialmente incapace di procreare o al malato terminale che vuole solo morire in pace.
Mi domando a questo punto: chi è il vero corruttore? La Chiesa è così marcia perchè ha sede in Italia oppure l’Italia è stata corrotta dalla presenza della Chiesa?
La libertà ci piace ma solo per poco, poi ci viene a noia. Il brivido ce lo dà la strafottenza, la spudoratezza, il vincere facile, magari aggregandosi al vincitore. Ci piace essere fascisti e lo diventiamo e ridiventiamo alla svelta. Ci piacciono i piccoletti con il vizio del comando a bacchetta. Siamo sessualmente attratti da chi ha successo, e non importa come lo ha ottenuto, al quale offriamo senza esitazione il culo.
Allo stesso tempo però siamo omofobici e i froci devono stare al loro posto, cioè ben nascosti. Noi che siamo una compagnia di guitti, ballerine e nani da strapazzo, con un repertorio da avanspettacolo di quart’ordine fatto di pernacchi e peti, pretendiamo sobrietà da chi ha il torto, le paillettes, di mettersele per protesta alla sfilata del Gay Pride. Noi non ci facciamo corrompere, siamo un popolo di veri maschi, comprese le donne.
Suvvia, perchè negarlo, della televisione ci piace soprattutto la pubblicità ripetitiva e idiota che interrompe quegli inutili programmi, anche quelli che cercano di fare informazione, come nei paesi civili. Tempo perso. Anche se agli italiani dici che chi dovrebbe liberarli dalla monnezza è inquisito per traffici legati alla monnezza non ci credono. I rompicoglioni sono il carabiniere Parascandalo che va a ravanare nella monnezza e il giornalista Travaglio che ne parla.
http://www.youtube.com/v/GOzLy8Ryw3E&hl=it
A Santoro chiuderanno il programma con la scusa che disturba le repliche del tenente Colombo su Retequattro. Arriverà un bel decreto che vieterà le intercettazioni, così nessun magistrato potrà disturbare i loschi traffici e noi non sapremo più cosa accade attorno a noi e alle nostre spalle.
Potete giurarci che rimarranno le intercettazioni illegali, quelle delle centrali illecite di spionaggio, quelle che fanno passare le intercettazioni di Moggi ma non quelle della squadra della Telecom.
Questo post voleva essere soprattutto un omaggio al grande Dino Risi, morto ieri a 91 anni. Il suo pensiero cinematografico è stato allo stesso tempo osservatore, vivisezionatore e profeta delle quotidiane depravazioni italiane. Ciò che siamo diventati era già previsto nei suoi film degli anni 60. Altro che italiani brava gente. Italiani bravi mostri.
E’ possibile mettere assieme la monnezza, la corruzione, Berlusconi, le intercettazioni vietate, il gay pride, le genuflessioni, Roma tornata papalina, la mostruosità degli italiani, Moggi, calciopoli e tutto ciò che questi concetti evocano a loro volta, in una catena senza fine? Lo so, ci ritroveremo alla fine con lo zuppone alla porcara del titolo, un’intruglio dove sono andate a cascare cose innominabili.
Tiriamo su i figli come dei delinquenti ma poi la colpa, se incendiano la scuola, è degli insegnanti.
Siamo un popolo di clienti che vogliono fare leggi per criminalizzare le puttane. In realtà non è la prostituzione che ci dà fastidio, sono le puttane da poco per i clienti da poco. Quelle d’alto bordo che non battono per strada spesso le eleviamo ai massimi onori della scala sociale, come i loro clienti e papponi. Non le chiamiamo più nemmeno puttane ma top model, escort, hostess. A volte addirittura mogli.
Daniele Luttazzi scrive un finto coccodrillo su Berlusconi e i crociati si offendono, parlando di cattivo gusto. Non sanno che stampare il proprio nome su un manifesto funebre allunga la vita. E’ inutile offrire la satira agli italiani, specie di questi tempi, è come servire la ratatouille del ratto Remy a chi è abituato a mangiare McDonald’s.
La carità cristiana si applica sempre al ricco e potente, meglio se dal portafoglio chiacchierato, non certo al paraplegico che non può sposarsi in chiesa perchè potenzialmente incapace di procreare o al malato terminale che vuole solo morire in pace.
Mi domando a questo punto: chi è il vero corruttore? La Chiesa è così marcia perchè ha sede in Italia oppure l’Italia è stata corrotta dalla presenza della Chiesa?
La libertà ci piace ma solo per poco, poi ci viene a noia. Il brivido ce lo dà la strafottenza, la spudoratezza, il vincere facile, magari aggregandosi al vincitore. Ci piace essere fascisti e lo diventiamo e ridiventiamo alla svelta. Ci piacciono i piccoletti con il vizio del comando a bacchetta. Siamo sessualmente attratti da chi ha successo, e non importa come lo ha ottenuto, al quale offriamo senza esitazione il culo.
Allo stesso tempo però siamo omofobici e i froci devono stare al loro posto, cioè ben nascosti. Noi che siamo una compagnia di guitti, ballerine e nani da strapazzo, con un repertorio da avanspettacolo di quart’ordine fatto di pernacchi e peti, pretendiamo sobrietà da chi ha il torto, le paillettes, di mettersele per protesta alla sfilata del Gay Pride. Noi non ci facciamo corrompere, siamo un popolo di veri maschi, comprese le donne.
Suvvia, perchè negarlo, della televisione ci piace soprattutto la pubblicità ripetitiva e idiota che interrompe quegli inutili programmi, anche quelli che cercano di fare informazione, come nei paesi civili. Tempo perso. Anche se agli italiani dici che chi dovrebbe liberarli dalla monnezza è inquisito per traffici legati alla monnezza non ci credono. I rompicoglioni sono il carabiniere Parascandalo che va a ravanare nella monnezza e il giornalista Travaglio che ne parla.
A Santoro chiuderanno il programma con la scusa che disturba le repliche del tenente Colombo su Retequattro. Arriverà un bel decreto che vieterà le intercettazioni, così nessun magistrato potrà disturbare i loschi traffici e noi non sapremo più cosa accade attorno a noi e alle nostre spalle.
Potete giurarci che rimarranno le intercettazioni illegali, quelle delle centrali illecite di spionaggio, quelle che fanno passare le intercettazioni di Moggi ma non quelle della squadra della Telecom.
Questo post voleva essere soprattutto un omaggio al grande Dino Risi, morto ieri a 91 anni. Il suo pensiero cinematografico è stato allo stesso tempo osservatore, vivisezionatore e profeta delle quotidiane depravazioni italiane. Ciò che siamo diventati era già previsto nei suoi film degli anni 60. Altro che italiani brava gente. Italiani bravi mostri.
Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.
Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.
Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.
Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.
P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.
Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.
Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.
Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.
Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.
P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.
Solo un idiota si metterebbe a gridare che vuole la distruzione di Israele, avendo tutti gli amici di Israele attorno, con gli M16 puntati alla sua testa e una pattuglia di B52 che gli svolazza sopra.O Ahmadinejad è un idiota o è un pupo che interpreta una parte, quella del feroce Saladino che regolarmente va a sbattere con rumore di ferraglia contro i crociati venuti a combatterlo. In ogni caso è un mistero perchè faccia di tutto per fare la fine di Saddam Hussein. Esistono forme di suicidio decisamente stravaganti.
Però è anche vero che le parole di Ahmadinejad, non sembrando mai abbastanza forti per lo scopo che ci si è prefissati, l’attacco all’Iran già deciso anche se al posto di Ahmadinejad ci fosse lo Scià redivivo, vengono aggiustate sulla stampa occidentale in modo truffaldino, tanto nessuno crede al “nuovo Hitler” ma ai paladini della libertà, che non importa si facciano rappresentare da un Orlando sempre più fuori di senno.
Per esempio, Ahmadinejad dice che “presto il regime sionista sarà spazzato via”. Nella traduzione, anzi nell’esegesi, diventa “Israele sarà spazzato via”. Si noti che Ahmadinejad viene intervistato in TV e ripete, in modo che tutti possiamo sentirlo, “il regime sionista è giunto alla fine” riferendosi appunto al sistema di potere di Tel Aviv ma alla fine andremo a letto con la certezza che lui intendeva “cancellare Israele”, pompelmi compresi.
Qui trovate la traduzione integrale dell’intervista che ha rilasciato al TG1. Il pensiero di Ahmadinejad è come il gioco del “campo minato”. Dice cose anche giuste disseminate di minchiate che esplodono all’improvviso distruggendo tutto il discorso. Ad esempio, quando dice “ammettiamo che qualcosa sia successo (riferendosi all’Olocausto), bbooom”! E’ per questo suo suggerire il negazionismo che i suoi esegeti vanno a nozze e si prendono delle libertà con le traduzioni. Quindi, augurarsi la fine del sionismo equivale a voler cancellare Israele.
Sarebbe come se il deputato Schulz (ricordate, il famoso kapò del film sui campi di concentramento nazisti) dicesse che “il potere di Berlusconi presto giungerà alla fine” e il Giornale scrivesse che “La Germania vuole buttare a mare gli Italiani.” Lo so, è un paragone cretino ma non me ne viene in mente uno più intelligente, visto il livello della propaganda in gioco.
Io non sono abituata ad identificare i regimi politici (dittatoriali o meno) con i popoli che da essi si fanno rappresentare, volenti o nolenti. Un iraniano qualunque non dovrebbe mai pagare per le parole di un pupo come Ahmadinejad. Come non ritengo il mio amico israeliano responsabile delle vaccate di Olmert e Sharon.
P.S. Sto leggendo “Lepidezze postribolari” di Luttazzi, dove si fa notare come sia Bush che Ahmadinejad abbiano gli occhi talmente vicini che uno finisce per rassomigliare all’altro. La vignetta è ancora più esplicita. Succede lo stesso tra moglie e marito e tra cane e padrone.
Come si fa a sopportare l’appello per la moratoria sull’aborto lanciato da Giuliano Ferrara sul “Foglio”?Va già meglio, no?
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Il dubbio rimane. E’ già in funzione la Precensura?





