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Allora è proprio vero, non era solo un mio eccesso di pessimismo, l’ho letto oggi sulla “Stampa”. A Joseph Fritzl è stato comminato l’ergastolo perchè riconosciuto colpevole di aver cagionato la morte per incuria di uno dei sette figli-nipoti, che avrebbe potuto forse salvarsi se fosse stato soccorso in tempo dopo la nascita. Il piccolo cadavere fu bruciato in una caldaia, come una povera cosa.
Se fosse stato un estraneo, come nel caso di Natascha Kampusch, sarebbero stati più severi ed avrei letto meno commenti indignati per la frittura a 2000 volts? Diamine, che stomacucci delicati, eppure ciò che ha subito Elizabeth non lo augurereste al vostro peggiore nemico.
Questo è l’ennesimo caso in cui si dimostra che la vita delle donne (bambine, adulte, non importa) non conta nulla. Lo ripeto, è dovuto morire un neonato affinchè questo bastardo avesse l’ergastolo.
Hanno perfino preso misure di sicurezza perchè hanno paura che Fritzl commetta suicidio. Lui? Non lo hanno messo in carcere perchè si sa cosa accade in carcere a chi tormenta i bambini. Mi pare che di pietà ne abbia avuta fin troppa. Mi scuso per i 2000 volt ma a me fanno più pena le 3000 volte che Elizabeth è dovuta morire.
Allora è proprio vero, non era solo un mio eccesso di pessimismo, l’ho letto oggi sulla “Stampa”. A Joseph Fritzl è stato comminato l’ergastolo perchè riconosciuto colpevole di aver cagionato la morte per incuria di uno dei sette figli-nipoti, che avrebbe potuto forse salvarsi se fosse stato soccorso in tempo dopo la nascita. Il piccolo cadavere fu bruciato in una caldaia, come una povera cosa.
Se fosse stato un estraneo, come nel caso di Natascha Kampusch, sarebbero stati più severi ed avrei letto meno commenti indignati per la frittura a 2000 volts? Diamine, che stomacucci delicati, eppure ciò che ha subito Elizabeth non lo augurereste al vostro peggiore nemico.
Questo è l’ennesimo caso in cui si dimostra che la vita delle donne (bambine, adulte, non importa) non conta nulla. Lo ripeto, è dovuto morire un neonato affinchè questo bastardo avesse l’ergastolo.
Hanno perfino preso misure di sicurezza perchè hanno paura che Fritzl commetta suicidio. Lui? Non lo hanno messo in carcere perchè si sa cosa accade in carcere a chi tormenta i bambini. Mi pare che di pietà ne abbia avuta fin troppa. Mi scuso per i 2000 volt ma a me fanno più pena le 3000 volte che Elizabeth è dovuta morire.
Allora è proprio vero, non era solo un mio eccesso di pessimismo, l’ho letto oggi sulla “Stampa”. A Joseph Fritzl è stato comminato l’ergastolo perchè riconosciuto colpevole di aver cagionato la morte per incuria di uno dei sette figli-nipoti, che avrebbe potuto forse salvarsi se fosse stato soccorso in tempo dopo la nascita. Il piccolo cadavere fu bruciato in una caldaia, come una povera cosa.
Se fosse stato un estraneo, come nel caso di Natascha Kampusch, sarebbero stati più severi ed avrei letto meno commenti indignati per la frittura a 2000 volts? Diamine, che stomacucci delicati, eppure ciò che ha subito Elizabeth non lo augurereste al vostro peggiore nemico.
Questo è l’ennesimo caso in cui si dimostra che la vita delle donne (bambine, adulte, non importa) non conta nulla. Lo ripeto, è dovuto morire un neonato affinchè questo bastardo avesse l’ergastolo.
Hanno perfino preso misure di sicurezza perchè hanno paura che Fritzl commetta suicidio. Lui? Non lo hanno messo in carcere perchè si sa cosa accade in carcere a chi tormenta i bambini. Mi pare che di pietà ne abbia avuta fin troppa. Mi scuso per i 2000 volt ma a me fanno più pena le 3000 volte che Elizabeth è dovuta morire.
In questo strano paese borderline con un piede nel G8 e l’altro nel quarto mondo culturale, può capitare che in una mostra fotografica allestita a Bari il Sovrintendente alle Belle Arti ordini di rimuovere la foto qui a lato, raffigurante un bacio tra uomini. Oltre ad augurare al signore di essere immediatamente trasferito nella capitale emiliana così da potersi fregiare del titolo di Sovrintendente alle Belle arti bolognesi vorrei dire qualcosa a margine della nota faccenda dei DICO, la legge discount sulle unioni civili per le coppie di fatto sul cui destino post-crisi di governo tutti ci interroghiamo.Se già era imbarazzante scoprire che le scempiaggini dette sull’argomento dalla deputatessa già sfasciafamiglie Carfagna erano in realtà apporti ectoplasmatici del pensiero del sedicente filosofo Pera, rimango ancora più allibita nello scoprire che il Papa si è ridotto a citare, spero involontariamente, proprio la Carfagna con il suo accenno alle “convivenze alternative al matrimonio e chiuse alla procreazione naturale”. Pera-Carfagna-Ratzinger, il cerchio si chiude e non c’è più religione.
Dunque il problema sono le unioni omosessuali. E ci voleva tanto a dirlo? Sono mesi che ci girano attorno. Non sono le coppie di fatto qualsiasi, quelle talmente simili alle altre coppie che quasi non si distinguono dalle
“origginali”, tanto sono ben imitate, ma le scandalose unioni tra uomo e uomo o donna e donna, magari più stabili e felici di quelle eterosessuali, a togliere il sonno al santo padre e magari anche a padre Georg.
Qui lo DICO e qui non lo nego. Secondo me una società si definisce veramente civile quando non discrimina più la sua componente omosessuale. Quando è capace di non scandalizzarsi di fronte a due donne o due uomini che si baciano, e permette a queste persone di vivere la propria vita liberamente, anche e soprattutto quando accolgono su di sé le responsabilità di una vita in comune. Non ci dovrebbe neanche essere bisogno di chiederlo un “matrimonio” gay. Dovrebbe esistere naturalmente, come esiste il matrimonio civile.
Ieri guardavo una vignetta su Verosudamerica a corredo di un post di Antonio sulla situazione della legislazione per le coppie gay in America Latina, decisamente più avanzata che da noi. La vignetta diceva: “La Chiesa si oppone alle unioni omosessuali?” “Dipende, se un ragazzo omosessuale sposa una ragazza omosessuale non c’è problema”.
E’ proprio ciò che accade di frequente e che fa capire come l’idea di matrimonio esclusivamente tra uomo e donna sia un qualcosa a volte di profondamente ipocrita.
Ma si rendono conto i signori bigotti di quale strada lunga e tortuosa sia quella che porta ciascuno di noi, una volta adulto, a potersi definire “eterosessuale” o “omosessuale” e a vivere la propria situazione accettandosi serenamente? E si rendono altresì conto di cosa significhi per una persona doversi sentire reietta a vita per qualcosa che non ha deciso di essere? E’ una cosa che mi ha sempre fatto sentire malissimo per empatia, e non solo per aver ricevuto le confidenze dolorose di amici gay.
Il Papa, facendo sospettare un tratto leggermente maniacale nel suo pensiero, si ostina a osannare la Famiglia, come se la Famiglia con la effe maiuscola, quella per intenderci formata da padre (uomo)-madre (donna) e ragazzini non si facesse già abbastanza male con le proprie mani. C’è ancora bisogno di ripetere che l’80% delle violenze sessuali sui bambini avvengono non nell’antro dell’orco nel bosco ma nell’intimità della propria casa, ad opera di persone di famiglia che proprio perché si sentono onnipotenti e patentati con bollo abusano dei piccoli come fossero una loro proprietà? Non sto a ricordare ancora una volta la cappa di omertà che le autorità vaticane hanno sempre steso sulla pedofilia e di come non siano altrettanto solerti nel denunciare la piaga degli abusi in famiglia.
Senza arrivare a questi estremi, la famiglia è spesso origine di sofferenza per i propri membri. Le famiglie dei vari mulini bianchi della pubblicità con le mamme strafighe già alle sei e tre quarti del mattino e mai con le mestruazioni dolorose, i babbi giulivi e i figlietti tanto buoni da sembrare finti ci mostrano un qualcosa che non esiste ed è per questo che queste pubblicità ci fanno tanta rabbia. La famiglia sarebbe una cosa bellissima ma raramente riesce ad esserlo, perchè siamo esseri umani.
La famiglia l’abbiamo assaggiata tutti e qualche volta il boccone è stato amaro. Ma anziché metterci a lavorare tutti per migliorare i rapporti tra le persone, per imparare a conoscerci, a rispettarci e ad amarci anche nelle differenze, ci si ostina – loro si ostinano – a voler tener in piedi a tutti i costi un simulacro dell’ordine costituito.
Mi viene in mente una cosa interessante. Ricordate quando “Ultimo Tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci fu sequestrato e addirittura bruciato sul rogo come opera indegna e indecente? Lessi qualche tempo fa che la cosa che aveva fatto andare in bestia i censori erano stati, più che le situazioni sessuali i dialoghi che le accompagnavano, come questo: “Voglio farti un discorso sulla famiglia…Quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alle virtù… Ed adesso ripeti insieme a me…Santa famiglia, sacrario dei buoni cittadini… dove i bambini sono torturati da quando dicono la prima bugia”, che accompagnava la famosa scena di sodomia.
Non so che fine farà la legge sui DICO (già PACS) nonostante la buona volontà delle ministre Pollastrini e Bindi. Nei 12 punti-regalo con il governo in premio non ve n’è traccia e sono pessimista. Nel fuoco di fila degli ipocriti, delle bolle papali e delle puttane sante probabilmente o si farà o un papocchio o si accantoneranno in attesa di millenni migliori. Prodi se non ha il coraggio non se lo può dare.
Io però continuo a sperare che un giorno anche il mio paese possa chiamarsi veramente civile.







