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Sollievo e sofferenza: quale dei due applicherò, adesso dipende unicamente da lei.(Dr. Szell, “Il maratoneta”) Temibile come il nazidentista che usava il trapano come strumento di tortura, Silvio Berlusconi prima promette il sollievo della riduzione delle odiate tasse ai suoi elettori e il giorno dopo nega come al solito di aver fatto promesse, toccando ai suoi la nervatura scoperta della scarsella e facendoli mugolare dal dolore. Peggio che trapanar loro il dente senza tronculare.
Perfino le normalmente docili bisce Feltri e Belpietro si sono rivoltate oggi al loro ciarlatano di riferimento, con due prime pagine quasi da giornali di opposizione. Se continua ad illuderli così, prima o poi si becca anche lui del negro.
La promessa, uscita come al solito ad uno che troppo spesso innesta la favella prima di aver collegato il cervello, riguardava una riforma fiscale a due sole aliquote di contribuzione IRPEF, 23 e 33%. Quelli che già hanno l’aliquota al 23%, bustepaghe e pensionati, non avrebbero avuto comunque alcun beneficio dalla riforma del sistema fiscale. Ovviamente. Questo non è un governo per poveri.
Non sia mai che lui ed i suoi geni tributari della lampada vogliano privare i redditi fissi del piacere di pagare le tasse fino all’ultimo centesimo dovuto, alla fonte e senza possibilità di scampo.
La riforma, essendo pensata da un ricco – e mica un ricco qualunque ma un fantastiliardario, non poteva che essere vantaggiosa per i ricchi, soprattutto quelli che, ai massimi livelli, si sarebbero visti ridurre l’aliquota dal 43 al 33%. Dieci punti percentuali secchi in meno. Silvio Berlusconi e suoi eredi compresi.
Leggendo gli editoriali degli house organ in rivolta mi è venuto comunque il sorriso da Gioconda. Hanno stipulato la polizza con l’imbonitore ma gli stanno piovendo addosso le clausole scritte in piccolo. Noi non ci avevamo mai creduto alle sue promesse, loro si. Auguri.
Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.
Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.
Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.
Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?
Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?
Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.
C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.
Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.
Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.
Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.
Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?
Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?
Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.
C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.
Sentite questa perchè, come si dice dalle mie parti “ha i maroni”, è troppo grossa. Mi meraviglierei se ci fosse ancora qualche signore su nel cielo stasera, perchè oggi li ho tirati giù tutti, come un Germano Mosconi in grande spolvero.
Ricevo oggi una raccomandata dall’INPS che mi intima, in quanto legittima erede di mia madre, titolare di pensione sociale numero ecc. ecc. di pagare, entro 30 giorni dal ricevimento della presente, la somma di € 690,00.
Il motivo? “A titolo di restituzione di somme non spettanti risalenti all’anno 2002, a causa di ricalcolo maggiorazione sociale per limiti di reddito”.
Cioè, a mia madre nel corso del 2002 dettero qualche euro in più di aumento di pensione ma siccome oggi si sono accorti che non le spettavano e lei è scomparsa nel 2007, per cortesia che gli eredi se ne facciano carico.
Ieri si parlava di quella famosa maggiorazione delle pensioni sotto i 500 euro, le “pensioni ad un milione al mese” millantate e stambureggiate su tutte le piazze d’Italia dal nano di plastica qualche anno fa, mi pare proprio nel 2002.
Noi non facemmo domanda perchè i miei genitori non rientravano per poco nel limite di reddito complessivo famigliare ma mi pare di ricordare che a mia madre arrivò comunque, qualche mese dopo e non richiesto, un minimo aumento di pensione sociale.
Non sarà mica quello che rivogliono indietro?
Fatto salvo che mi rivolgerò al sindacato per avere lumi a riguardo della richiesta dell’INPS, mi piacerebbe sapere a quanti sono arrivate lettere di questo tipo. Non dovevano piuttosto restituirci da anni il famoso fiscal drag, a noi dipendenti e pensionati? Che fine ha fatto la lotta all’evasione fiscale, che dovrebbe impedire ad un ente pensionistico di andare a chiedere soldi ai morti o ai loro eredi, senza provare la minima vergogna?
Come dicevo prima, dall’indignazione ho battuto il record mondiale di bestemmia aggravata e continuata.
Per colmo di sventura, mi è toccato inoltre ascoltare il nano per tv dire agli italiani, con la faccia che tiene, che non devono posticipare l’acquisto della nuova macchina “perchè c’è la crisi”, ma devono spendere, spendere, spendere senza paura.
Ecco, se mi toccherà pagare veramente l’estorsione ai danni della buonanima della mia mamma, tra trenta giorni, proprio sotto Natale, mi sarò già fottuta la tredicesima, dio berlusconi.
C’è una splendida maledizione ebraica che dice: “Che possano cadervi tutti i denti, tranne uno. Per il mal di denti”.
Voglio e posso fare di meglio e la dedico a Lorsignori, cioè a coloro che devono raccattare soldi per salvare le banche, gli sfruttatori, gli speculatori, i furbetti dell’Alitalia, insomma i loro amici; a chi dice “vorrei farvi diventare tutti miliardari come me ma, che sfiga, non avete abbastanza soldi da darmi” e anche e soprattutto a chi li ha votati e ancora oggi dice che “Berlusconi ha aumentato le pensioni.
“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)
Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.
In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).
E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.
Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.
Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.
Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.
Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.
“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)
Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.
In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).
E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.
Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.
Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.
Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.
Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.
“Non è un intervento caritatevole, i bisognosi esistono e vanno considerati”. (Giulio Tremonti)
Ho un dubbio. Ho paura che anche stavolta, con la meravigliosa iniziativa della Social Card, varata dal nostro amato governo, sentiremo un pizzicorino inequivocabile dalle parti del fondoschiena.
In una precedente versione del governo Berlusconi, non ricordo se la 2.0 o la 3.0, tra le promesse elettorali da marinaio vi fu quella di aumentare le pensioni minime a 500 euro mensili.
Fu detto proprio così generalizzando. Molti ci cascarono e credettero che a tutti, automaticamente, sarebbe arrivato a casa l’aumento. Da come aveva detto Berlusconi doveva essere così.
Invece i pensionati scoprirono, una volta informatisi al patronato, che 1) la cosa non era automatica ma bisognava presentare la relativa domanda; 2) non tutti i pensionati al minimo ne avevano diritto ma solo coloro che non superavano i 7.069,27 euro annui di reddito e avevano più di settant’anni. Attenzione, se il pensionato richiedente conviveva con il coniuge, il reddito era da considerarsi cumulativo e non doveva superare gli 11.943,88 euro. Se uno dei due avesse anche avuto diritto all’aumento, cumulando reddito con il coniuge avrebbe potuto superare facilmente il limite del reddito familiare complessivo.
Non solo, ma per presentare domanda di aumento era necessario compilare la dichiarazione ISEE che normalmente ti chiede se possiedi immobili, quanti soldi hai in banca tra conto corrente e titoli, quanto percepisci di reddito da lavoro o da pensione e quanti peli hai nelle orecchie (mi sono contenuta).
E’ per queste clausole scritte in piccolo sul contratto con gli italiani che, di 4.000.000 di pensionati con meno di 500 euro al mese, solo 1.800.000 alla fine hanno ottenuto il famoso aumento.
Per ironia della sorte, chi ha veramente aumentato le pensioni e senza considerare il reddito da abitazione e cumulativo ma solo quello individuale è stato il governo Prodi nel 2007, il tanto vituperato dai berlusconidi. E’ parimenti stato il governo Prodi a firmare il decreto per l’apertura delle discariche che hanno permesso poi al nano di far bella figura ripulendo il centro di Napoli, ma lasciamo perdere.
Tornando a questa Social Card, come ci spiegano i giornali, essa consisterà in una tessera tipo bancomat o mastercard ma non a credito illimitato come quella della signora Beckham, eh si, ciccia!, ma ricaricata con ben quaranta euro al mese.
Ricordate quando dicevo che i cento euro che alla zia ricca servono solo per la messa in piega a noi dovrebbero bastare un mese? E’ la stessa mentalità. Sono poveri? Diamogli una miseria, se no che poveri sono? Tanto loro si accontentano di poco. Una tazza di latte tiepido e una brioscina.
Quaranta euro al mese. Nemmeno il buon gusto di darne 51,65 che, psicologicamente, sarebbero state le vecchie centomila lire.
Si, però avrai anche lo sconto del 5% in alcuni supermercati. La tessera è anonima, non è umiliante, si schermiscono i genialoidi che l’hanno inventata ma immagino che dovrai esibirla alla cassa per ottenere lo sconto. Quindi?
Anche per la Pover Card è necessaria la dichiarazione ISEE che, si badi bene, è il classico strumento di un Fisco che fa le pulci ai poveri invece di farle ai ricchi. Vuoi risparmiare il canone Telecom? Presenta l’ISEE, ovvero il certificato di povertà. Questa volta, invece del certificato o della tessera annonaria ci danno una finta carta di credito, che però alla cassa ti farà sentire quasi come la signora Beckham che fa acquisti in Montenapo.
Come noi da bambini che mettevamo la molletta con la carta da gioco tra i raggi della bicicletta per far finta di avere la moto.
Ah, una preghiera: potrebbero Berlusconi e gli esponenti del suo governo non usare le parole bisognosi e meno fortunati ma chiamarli più correttamente poveri? No, perchè ci dà sui nervi, grazie.
Prima approvano l’abolizione dell’ICI accodandosi agli strombazzamenti ed ai colpi di grancassa populisti del PDL, poi si rendono conto che era una tassa federale e siccome tutto ciò che è federale è buono e giusto (perfino le tasse!) gli statisti polenta e faidate, scoprono che è stato ingiusto toglierla perchè i Comuni cominciano a dover tagliare i servizi.
L’ICI foraggiava i Comuni con fiumi di soldi sicuri. Sicuri perchè siamo un popolo di proprietari di case e perchè se per caso non pagavi l’imposta o ne sbagliavi il conteggio, una mattina ti trovavi davanti alla porta il messo comunale con la cartella di contravvenzione da consegnarti a mano.
I Comuni, se erano ben amministrati, utilizzavano i fondi raccolti creando servizi (asili nido, assistenza agli anziani, sanità pubblica ecc.)
Il governo precedente aveva già ridotto l’imposta basandosi sul reddito e privilegiando i proprietari meno abbienti ma, come sempre, non era stato capace o non aveva voluto vendere la propria iniziativa all’opinione pubblica.
Togliendo l’ICI di brutto, il governo Berlusconi non ha evidentemente pensato a come compensare l’ammanco nelle casse degli enti locali che ora cominciano giustamente a lamentarsi, comprese le amministrazioni di centrosinistra.
Il fatto è che quella dell’ICI era una mossa ad effetto, a fini propagandistici, che non poteva essere elusa. Qualunque sbaglio farà Berlusconi in futuro, qualunque mascalzonaggine, dovesse pure fuggire alle Barbados con la cassa, potrà sempre dire “io vi ho tolto l’ICI”. Non importa se è stata una manovra errata che ha portato la nave sugli scogli, andava fatta. E’ questo il pericolo di un governo che si regge sullo spot pubblicitario.
Basterebbe studiare un fisco più efficente che desse la possibilità di scaricare tutto, anche lo scontrino del bar, come negli Stati Uniti, e che invogliasse a rilasciare e richiedere regolari fatture; basterebbe fare in modo che pagassero tutti, soprattutto coloro che non pagano e non ci sarebbe bisogno di nuove tasse. Tantomeno quelle odiose sulla casa di proprietà, create per difendere e non voler bastonare gli illustri evasori.
Bossi non può non sapere che, anche chiamandole tasse federali, il suo elettorato non ha piacere di pagarle comunque. E’ gente che vuole la botte piena e la moglie ubriaca. Vuole i servizi, l’asilo, la scuola, la sanità aggratis, che lo Stato gli fornisca il respiratore e i pannoloni per l’anziano, pretende Robocop che gli pattugli il cortile di casa e gli sbatta via i négher ma senza sborsare una lira (visto che l’euro non gli piace). Pensa davvero che in nome del federalismo sarebbero contenti di pagare nuovamente l’ICI? Non ci credo nemmeno se li vedo.
Comunque il pericolo è un altro. Che reintroducano l’ICI sotto mentite spoglie, aggiungano qualche altra tassa per condimento e alla fine andiamo a pagare più di prima. Tanto se il tg e i giornali non ne parlano non ce ne accorgeremo nemmeno. Rimarrà sullo schermo l’immagine di Berlusconi che dice: “vi ho tolto l’ICI, adoratemi”.







