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| Notate la data della vignetta. Non è di oggi. |
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| Mi scuso per la pubblicazione della prima pagina di una testata pornografica |
Il PD non ha aderito alla manifestazione. Non erano previsti attaccapanni sui quali appendere il cappello.
Voi dirigenti ve ne restate chiusi nel bottegone a sorbire la vostra cautela merdosa, a mettere il cappello all’ultimo momento sulle conquiste della gente, a masturbarvi sui sondaggi che vi promettono la vittoria alle prossime elezioni e il ritorno al potere – occhio a non farvi fottere come nel 2006, però – a guardare dalla finestra la gente che impara ogni giorno di più che scendere in piazza contro i regimi che affamano la gente per difendere le caste miliardarie - delle quali siete parte – è pericoloso, che a protestare si prendono le mazzate, il gas e la riprovazione dei media per i quali siamo tutti terroristi anche se lottiamo per i nostri fottuti diritti.
Confusi siete voi, ormai scollati dalla gente, dalla vostra storia e dal vostro tempo, appagati di essere parte integrante del sistema e ad esso perfettamente integrati. Collusi e infelici.
Voi non state più dalla parte del popolo e un giorno qualcuno se ne ricorderà.
P.S. Rileggendo la prima citazione di Bersani mi viene in mente che quel “ci vuole un po’ di cautela” sarebbe perfetto in bocca ad un vescovo al quale è giunta la voce che un suo parroco molesta i bambini.
(Non è la rivoluzione, è solo preriscaldamento.)
Ad integrazione della commemorazione del decennale delle giornate di Genova, vi propongo anche un video della segreteria del GLF: “La gestione dell’ordine pubblico a Genova.”
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| Anziana anarcoinsurrezionalista armata di corpo contundente. |
“Ue ragassi, siamo mica qui a candeggiare i Black Block.” (Bersani apocrifo)
Io però penso male e penso che i Black Bloc, alla fine dei conti, lavorino per il Re di Prussia. Fateci caso, ogni volta che una popolazione si oppone e decide di protestare con le armi che offre la democrazia: cortei, presidi e sit-in contro una decisione della Casta Cialtrona che governa il mondo e che vorrebbe imporle leggi, opere faraoniche di nessuna utilità e soprusi economici di vario tipo, si inizia sempre con un corteo pacifico e poi arrivano loro, gli scarrafoni neri, a rimettere le cose a posto. Come arrivano, ad assaltare ovviamente la polizia, da quel momento non si parla più delle ragioni della manifestazione e della protesta ma diventa tutto terrorismo da stroncare con le botte indiscriminate e le armi chimiche fuorilegge. Facile, no? Sono dieci anni e più che funziona così. Già a Genova nel 2001 era molto chiaro come sarebbe andato il mondo nel nuovo millennio.
Bisogna fermare ed arrestare i violenti. Certamente, sono d’accordo. E’ dal G8 di Genova che aspetto che lo si faccia. Ne arrivano a plotoni ma ne prendono sempre tre o quattro, dei quali però non sappiamo mai nulla e non si sa mai chi li ha mandati, chi gli ha pagato la trasferta, visto che vengono anche dall’estero, e chi eventualmente li manovra.
Secondo me la parte interessante sui Black Bloc dovrebbe cominciare il giorno dopo l’arresto, quando gli si toglie finalmente il passamontagna nero e li si smaschera. Invece, finito l’allarme invasione e le violenze, puf!, spariscono come Kaiser Soze. Ed io penso male.
Penso male anche perché si ha sempre l’impressione che, invece di concentrarsi sugli scarafaggi, andandoli a stanare uno per uno, e di riservare la repressione su di loro, si finisca per menare tutti indiscriminatamente e gasare nel mucchio anche la vecchietta. Segno che, Corso Italia 2001 insegna, con le immagini del sangue e delle legnate servite calde calde al TG1, il Black Bloc offre il pretesto per una bella randellata generale allo scopo di far sbollire i bollenti spiriti ai manifestanti, soprattutto a quelli più pacifici. Così la prossima volta imparano a scendere in piazza contro il sistema.
I partiti dell’arco costituzionale che dovrebbero rappresentare all’interno delle istituzioni le istanze delle popolazioni in lotta contro leggi e disposizioni governative percepite come ingiuste (nel nostro paese sarebbe in teoria la fottuta sinistra a doversene far carico) avrebbero il dovere di proteggere le manifestazioni assicurandone il carattere democratico e pacifico. Dovrebbero occuparsi del servizio d’ordine (come facevano una volta!) e collaborare con le forze dell’ordine per concordare la strategia per isolare eventuali agenti provocatori e deficienti in vena di bravate. Facendo sì che la violenza che vuole infiltrarsi nella protesta e farla degenerare venga isolata ed annientata. Con i responsabili consegnati alla giustizia e la manifestazione pacifica che non subisce se non minime conseguenze.
Invece ormai abbiamo un maggiore partito dell’opposizione che regolarmente lascia sole le popolazioni e le loro rivendicazioni in balìa del caso. Se ogni volta non ci scappa il morto è solo per pura fortuna. Ma loro, e glielo dico in faccia, in quella faccia da buco del culo che hanno, hanno la responsabilità morale di ogni singola manganellata, di ogni singolo candelotto sparato ad altezza d’uomo e di ogni caso di intossicazione da CS (gas tossico e vietato) su cittadini inermi che non hanno nulla a che fare con la violenza di pochi ma che erano lì solo per esercitare il loro sa-cro-san-to diritto democratico di opporsi alle decisioni di una Casta non eletta dal popolo ma autonominatasi, esecutrice materiale degli ordini dei loro padroni nominabili ed innominabili. Casta della quale il PD è ormai da anni reggitore ufficiale di coda.
Se sono ordini politici, ci sono sicuramente agenti che non li approvano ma che non possono opporvisi e fa rabbia sapere che anche loro rischiano la vita perché lassù qualcuno ne ha cinicamente interesse al fine di difendere il proprio “particulare”.
E, siccome bisogna schierarsi senza se e senza ma, io sto con il NOTAV, con le popolazioni della Val Susa. In culo a Bersani, per fare un nome a caso.
Il nanerottolo pittato potrà anche essersi comprato qualche arbitro e può tentare di allargare a dismisura la sua collezione di corpivendoli ma, basta leggere i giornali stranieri che raccontano la situazione italiana per quella che è veramente, senza fronzoli favolistici, per capire che il suo destino è comunque segnato.
Il generale inverno non si farà comperare tanto facilmente a suon di dobloni perché porterà ancora più scontento in un paese immobilizzato nell’incantesimo malvagio del berlusconismo, con il boss pittato che sarà costretto a preoccuparsi solo del suo delirio di impunità.
Se con Tangentopoli gli italiani tirarono le monetine ai ladri, qui non basterebbero le riserve auree di Fort Knox, perché il livello di corruzione generalizzata, di spregio per le istituzioni, di occupazione selvaggia della cosa pubblica e del suo stupro aggravato e continuato ha raggiunto livelli inimmaginabili. Bettino rischia di essere seriamente retrocesso al grado di ladro di polli rispetto a questi attuali delinquenti dediti al sacco delle istituzioni a suon di prebende, assunzioni e pretese di privilegi.
Ricordatevi l’ammonimento di Kossiga. In fondo dobbiamo ringraziarlo, perché ci ha svelato le prossime mosse del nemico in modo che possiamo prevederle ma dubito che qualcuno stia facendo tesoro di questa preziosa eredità.
Così poi avrei la scusa per scatenare la reazione violenta non delle forze dell’ordine in generale, ma di quelle che tengo in serbo per le grandi occasioni tipo G8 di Genova, quelle che hanno licenza di menare e, se necessario, di uccidere. Condirei il tutto con infiltrati di ogni genere: gente dei servizi, ultras pallonari, estremisti vogliosi di andare a combattere le zecche. Avrei gioco facile perchè c’è sempre qualche centrosocialista imbecille convinto di poter “violare la zona rossa”, offrendomi il fianco. Se per disgrazia ci scappasse il morto o più di uno, con i media al guinzaglio sarebbe uno scherzo proibire le manifestazioni e scoraggiare qualunque dissenso con un atto di forza. Lo ha detto Kossiga, io cito solo a memoria.
Da quello che si è visto ieri a Roma, un casino senza regole, con infiltrati e provocatori a iosa, ci vuole una risposta precisa ed urgente. Possibilmente non ambigua.
Non basta, secondo me, svegliarsi stamattina con un bel caffè forte e gridare: “C’erano gli infiltrati!” Chiedere a Maroni, che poveretto cosa vuoi che ti risponda, di riferire in Parlamento. Perchè D’Alema, l’esperto in notti cilene che sta appollaiato al Copasir, non può far nulla? Queste grida scandalizzate, caro dirigentume piddino, sono assolutamente insufficienti. A proposito, che fine ha fatto la famosa Commissione d’Indagine sul G8 di Genova che era stata promessa in uno degli ultimi programmi elettorali? Quello bello grosso con la copertina gialla.
Parlando di Genova, allora i piddini si chiamavano in un altro modo ma tanto sono sempre loro, presero una decisione: non partecipare alle manifestazioni, lasciare i manifestanti da soli in piazza e negare loro, di conseguenza, qualsiasi protezione da servizio d’ordine.
Per carità, politicamente fecero la cosa giusta, non essendo certo un partito antisistema. Sarebbe stato comico vedere Fassino manifestare contro le banche.
Però hanno anche lasciato tanta gente, che voleva solo pacificamente (ed ingenuamente) protestare contro la globalizzazione, e lo faceva per la prima volta, in balìa dei violenti e della repressione.
Mi dicono poi che quella cosa chiamata “servizio d’ordine del PCI”, un corpo di volontari formato da nerboruti operai, camalli genovesi, perfino vigili del fuoco che andavano in piazza a protezione delle manifestazioni di partito e del sindacato, contro le infiltrazioni e le provocazioni, non esiste più da quando le prese dai katanghesi nel ’77. Secondo me esiste ancora, quando si deve andare a San Giovanni a dire che siamo milioni di milioni, con Bersani e Veltroni. Che fa pure rima. E’ che non lo cedono tanto facilmente.
Ecco, vorrei solo sapere questo. Ho questa curiosità. Se monterà la protesta di quei lavoratori che la sinistra dice di difendere, se la voglia di scendere in piazza a protestare sarà sempre più forte, ci sarà qualcuno a difenderli? Da che parte starà il piddì?
Il regime ci ama e ci brama e quando viene l’estate lo facciamo eccitare se ci vede passare in gruppo per strada, soprattutto quando viene luglio. Gli facciamo sempre rizzare il manganello.
Alla testa, Ramon, alla testa. Per un nuovo miracolo aquilano.
Il 5 dicembre prossimo ci sarà a Roma una manifestazione contro Berlusconi denominata “No Berlusconi Day”. Per me ciò è sufficiente. Non mi interessa altro.Voglio dire, ci sono talmente tanti motivi per essere contro Berlusconi in questo paese, per ciò che sta combinando sulla Giustizia e per lo stato di impasse in cui il paese si trova a causa del tempo che perde a studiare come pararsi il culo dalle proprie malefatte, disinteressandosi dei problemi di coloro che non fanno Berlusconi di cognome, che di manifestazioni così dovrebbero essercene due al giorno dopo i pasti ed una prima di coricarsi. E soprattutto dovrebbero vedere partecipare, senza esitazioni, tutti coloro che ancora hanno a cuore questo paese.
Andiamo per ordine però, che di carne al fuoco ce ne sarà tanta, praticamente un grigliata mista all’argentina.
Come succede oramai tutte le volte che si scende in piazza democraticamente – che sia contro la globalizzazione o contro la strage delle foche cucciole – il Partito Bestemmia si dissocia. Lasciano, bontà loro, libertà agli iscritti di partecipare o meno ma, come entità partitica ormai collusa in maniera conclamata con il regime, non volendo dare dispiaceri a Colui che fingono di contrastare, si astengono. Anzi, si dissociano dalla manifestazione e, ahi che lai, non parteciperanno. Loro no, loro.
Badate che non stiamo parlando di un gran varietà con ghigliottina stile Place de la Concorde fine XVIII secolo, dove si sferruzza il maglione per l’amato tra una testa rotolante e l’altra. Figuriamoci, saranno i soliti tamburi, palloncini e slogan che non fanno paura a nessuno ma, se assieme al folklore ci sarà una grande partecipazione, sarà comunque un bel segnale al monarca wannabe assoluto. Eppure i piddini grigi si cagano addosso dalla paura.
Forse hanno paura di buscarle dagli inglorious basterds in divisa che già si distinsero a Genova per aver bastonato il bastonabile, comprese le vecchiette con i bimbi in braccio? Penso proprio di si.
Ricordo a chi critica Di Pietro perchè non volle la Commissione d’Inchiesta sui fatti del G8 di Genova, beccandosi ad imperitura memoria dello sbirro, che le violenze furono fatte materialmente dai Robocop con faccetta nera come suoneria nel telefonino ma che la colpa morale per aver lasciato la piazza in balia della repressione fu del Partito Democratico di allora, ovvero i Democratici di Sinistra.
Ricordo perfettamente, perchè sono giornate che sono scolpite al laser nella memoria, che i piddini di allora, i DS, negarono l’appoggio del loro servizio d’ordine ai cortei del Genoa Social Forum. Sempre con la stessa solfa: “Preferiamo dissociarci, non fa per noi, noi siamo persone serie, non abbiamo bisogno di scendere in piazza (me cojoni!), eccetera”.
Chi ha qualche anno sulla gobba come me, ricorderà che una volta se ad una manifestazione c’era il servizio d’ordine del PCI non volava una mosca e di norma non succedeva nulla di grave. Nel senso che il servizio d’ordine proteggeva i manifestanti, sapeva riconoscere gli eventuali infiltrati agents provocateurs ed era organizzato per neutralizzarli.
A Genova nel 2001 il servizio d’ordine dell’ex PCI non c’era e difatti abbiamo avuto infiltrazioni a tutto spiano e di ogni tipo, provocazioni, manovre suicide dei cortei e anarchia totale nella gestione della piazza. Risultato, un morto e non si sa quanti feriti.
La cosa più grave e politicamente ignobile fu negare il servizio d’ordine al corteo del sabato, quello successivo alla morte di Carlo Giuliani, dove se ne bastonarono centinaia per educarne milioni con le immagini trasmesse al TG1 e nulla vieta di sospettare che, forse, la mancata protezione del maggiore partito d’opposizione ai manifestanti sia stata anche un involontario semaforo verde per la macelleria messicana di quella stessa notte alla scuola Diaz.
Malignità? A me paiono fatti. Il sospetto che nacque a quel tempo di avere a che fare con un’opposizione senza palle e tanticchia infame è andato negli anni consolidandosi in una certezza.
Per non farla tanto lunga. I Mastella e i Di Pietro possono vergognarsi per aver ostacolato la Commissione d’Inchiesta sui fatti di Genova ma io considero ben più colpevoli i Fassino e i D’Alema che, dopo essersi sciacquati la bocca con lo sdegno per la “notte cilena” hanno poi preso per il culo i loro elettori inserendo l’istituzione della commissione d’inchiesta nel programma del governo Prodi solo per boicottarla e di fatto annientarla. Tanto la colpa se la sarebbe presa Di Pietro lo sbirro, n’est pas?
Caro Tafanus, lo sai che ti voglio bene ma, sinceramente, non capisco quale sia il problema quanto scrivi:
“Ecco, poi qualcuno si meraviglia se Bersani, pur lasciando piena libertà ai militanti PD di andare dove vogliono, come partito non ci sarà. Ma, di grazia, non è una manifestazione “apartitica, nata dal basso, proprietà della ggente del webb”? cosa dovrebbe andara a fare? A prendere calci da destra da parte di Tonino, di Beppe, di Pancho, e da sinistra da parte di Flores, della De Zardo, e di altri compagni di viaggio di questi tipo? Cioè di gente il cui obiettivo principale, in questi ultimi due anni, è stato quello di lottare più contro il PD che contro la destra?” (tafanus, 27 novembre 2009)
Quello che vedo è il solito vizio della sinistra dura e pura d’antan di perdere tempo a litigare e a farsi le scarpe tra concorrenti, mentre l’astronave sta per esplodere.
Allora, ti chiedo, è più grave un Berlusconi che, come Sansone, vuol tirare giù il tempio con tutti i Filistei, che saremmo noi, o una manifestazione che, orrore!, non è controllata da quei cazzoni del PD?
Quegli stessi piddini grigi e tristi che continuano a fottere ogni giorno i loro elettori con i loro maledetti inciuci, con gli intrallazzi e le furbate, con le loro promesse di non toccare le televisioni a Berlusconi e con tutto ciò che, Dio li stramaledica, non hanno fatto quando sono stati al governo per ben due volte.
Quei dirigenti incapaci e indegni che rischiano di far diventare anticomunista anche chi non si sarebbe mai sognato di diventarlo. Gente che non avrà mai più il mio voto, lo giuro, perchè mai potrò perdonare loro l’interessata vigliaccheria e il concorso esterno in associazione berlusconiana.
Credimi, non è il momento di controllare l’integrità degli imeni e dei prepuzi per stabilire chi è davvero di sinistra. Stiamo lottando contro un cancro in metastasi e ci preoccupiamo che il nostro vicino possa passarci le verruche nello spogliatoio della piscina.
A me di Beppe Grillo non frega più di tanto. Di Pietro mi piace quando dice ciò che l’Opposizione dovrebbe dire di Berlusconi. Travaglio sarà troppo dipietrista ma, guarda caso, quando ho voluto informarmi sull’infamia del Processo Breve, l’ultima pensata degli avvocati di Berlusconi, la spiegazione più chiara ed esauriente l’ho avuta da lui. Riassumo in breve per chi non ha il tempo di vedere qui il filmato per intero.
Se dovesse passare la “legge sul processo breve”, che si applicherebbe a tutti i gradi di giudizio, dal momento in cui il GIP rinvia a giudizio un imputato fino al momento della sentenza non potranno trascorrere più di due anni. A quel punto il processo si chiude e, qui arriva il bello, tutto ciò che è stato fatto fino a quel momento viene dichiarato nullo. Se il colpevole è reo confesso, ci sono le prove e tutto quanto, passati due anni, se ne torna a casa impunito. I coglioni che fino a quel momento hanno speso migliaia di euro in spese legali potranno dire addio alla possibilità di rientrare con eventuali risarcimenti. Come è facile immaginare, agli avvocati una legge del genere provoca una vigorosa erezione perchè, qualunque sia il destino del processo, le loro parcelle saranno comunque garantite.
La disinformacija berlusconiana che dice invece, per bocca dell’Angelino? Che con il processo breve la giustizia si sveltirà. Balle. La giustizia si sveltisce solo aumentando le risorse economiche a sua disposizione, tenendo i tribunali aperti anche di pomeriggio e fornendoli di personale a tempo pieno.
Tra l’altro il processo breve non si applicherà ai pregiudicati ma solo agli incensurati o precedentemente prescritti. Travaglio fa l’esempio dell’avvocato Mills, che essendo già stato condannato in primo e secondo grado per corruzione si trova attualmente in cassazione. Per lui il processo potrà durare anche vent’anni. Chi se ne frega. Lo stesso accadrà a chi avrà sulle spalle una condanna in primo grado per aver scaricato il cd di Gigi d’Alessio con il mulo.
La legge non è fatta per gli italiani. Serve solo ad impedire che si svolgano i processi a Berlusconi che, tu guarda la combinazione, risulta precedentemente assolto o prescritto. Una legge tagliata e cucita su misura come un doppiopetto di Caraceni.
Il danno che verrebbe a noi italiani da una legge ad personam come questa è presto detto.
Nel caso di processi complessi, dove è necessario audire decine di testimoni, verificare perizie e controperizie ed analizzare quintali di documenti ci sarebbe il rischio concreto di non riuscire ad arrivare materialmente a completare l’iter processuale. Nemmeno se i giudici riuscissero a fissare un’udienza ogni settimana.
E’ il caso del processo per le lesioni colpose ai pazienti della clinica Santa Rita di Milano, operati senza necessità per gonfiare i rimborsi della sanità pubblica, citato nel filmato da Travaglio. Uno dei processi che rischia seriamente di saltare sotto i cavilli esplosivi dello studio Ghedini.
Il GIP ha rinviato a giudizio l’anno scorso gli imputati, incastrati da eloquenti intercettazioni telefoniche. Il difficile ora è riuscire a dimostrare, in sede processuale, che i pazienti non necessitavano degli interventi. Capirete, si parla di organi finiti nell’inceneritore.
Per far ciò occorre esaminare decine di perizie mediche, stabilire i danni a lungo termine subiti dai pazienti e ci vuole tempo. Se l’anno prossimo a luglio non si sarà concluso il dibattimento, i colpevoli andranno tutti impuniti e i pazienti non avranno alcun risarcimento.
Non solo questo processo, che verte su fatti particolarmente odiosi, ma anche quelli sui crack Cirio e Parmalat, sul disastro della Thyssen Krupp e sui morti per l’amianto rischiano di essere cancellati. Un danno incommensurabile, morale ed economico, che ricadrà pesantemente sulle spalle degli italiani.
Non so te, Taf, o gli altri ma a me conoscere queste porcate dà motivo sufficiente per aderire a qualsiasi manifestazione contro chi le pensa.
Francamente, se chi le organizza è un movimento spontaneo o la CIA o gli Illuminati o Di Pietro non me ne può fregare di meno.
Lo ammetto, quando sento parlare dei fatti del G8 di Genova e soprattutto ascolto i commenti della ggente a riguardo, con il solito mantra dell’estintore e del “era solo un delinquente”, mi va il sangue alla testa e divento più cattiva del solito.Quindi ho provato un carto sollievo quando ho letto i due post di Alessandro Tauro e Fikasicula, che hanno scritto in maniera impeccabile ciò che avrei voluto dire io stessa sulla sentenza europea riguardo al ricorso presentato dalla famiglia Giuliani per la morte del figlio Carlo.
La verità sulla morte di Carlo Giuliani occultata dallo Stato italiano
Il caso Carlo Giuliani, nell’informazione peggiore del mondo – nota di Giuliano Giuliani
Aggiungo solo qualche riflessione a margine.
La sentenza, se da un lato riconosce come le autorità italiane abbiano condotto in maniera scellerata la gestione dell’ordine pubblico in quei giorni, pecca di eccessiva fiducia nella tesi governativa che sostiene sia stato solo Placanica a sparare, visti i tanti dubbi a riguardo.
Dubbi soffocati da una pronta archiviazione della pratica e, come giustamente osserva la Corte, da una frettolosa cremazione del cadavere di Carlo, quando sarebbe stato più prudente, anche nell’interesse della famiglia, scegliere l’inumazione o la tumulazione in modo da poter procedere eventualmente ad ulteriori perizie.
Il punto è che, ripetutamente nel corso di questi otto anni, come ricorda questo post di Anita Richeldi, Placanica ha buttato là, nel corso di svariate interviste, che forse non era stato lui a sparare. Che forse è stato qualcuno fuori dal defender; che il proiettile, risultato di tipo speciale alle perizie, non poteva essere in dotazione ad un militare di leva come lui ma solo ad un ufficiale.
Nel 2008, assistito da Taormina (altro motivo per noi di inquietudine) ha addirittura presentato denuncia contro ignoti per l’omicidio di Carlo Giuliani presentandosi come parte lesa.
Ora dice che è contento di essere stato scagionato dalla sentenza europea che gli ha riconosciuto l’esercizio della legittima difesa ma, solo due mesi fa, il suo difensore chiedeva al tribunale di Genova di ottenere il proiettile che uccise Carlo per sottoporlo a perizia e forse dimostrare che non poteva essere stato sparato dall’arma in dotazione a Mario.
Quindi, a meno di non pensare al povero Placanica (un ragazzo che io ho sempre considerato una vittima delle circostanze) usato cinicamente da avvocati marpioni per annebbiare e depistare ancor di più la verità, sarebbe interessante proseguire l’indagine fino a giungere ad una ragionevole certezza sul reale svolgimento dei fatti.
Nell’interesse di tutti; di Placanica, della famiglia Giuliani, delle forze dell’ordine, dei politici che in quei giorni erano ospitati in questura e dirigevano le operazioni ed eventualmente stabilivano le regole d’ingaggio. Come quella di poter sparare con proiettili veri, anzi speciali, sui manifestanti, invece che con proiettili non letali di gomma. Non sono quisquilie.
Mi rendo conto, però, che qui si sta ragionando. Si sta facendo i Perry Mason, i tenenti Colombo, i commissari Montalbani della situazione. Agli italiani invece non frega un cazzo di come sono andate le cose. Loro hanno già le loro certezze: “ha fatto bene il carabiniere perchè il delinquente voleva ucciderlo”. Non pensano che avere una polizia che spara in piazza potrebbe mettere a repentaglio la vita di chiunque, anche di una ragazzina che sta manifestando per i diritti civili, in maniera pacifica. E’ già successo, si chiamava Giorgiana Masi e lì non c’era alcun estintore.
L’informazione di regime, quella dei TG delle venti dove si parla di bolle di sapone (Busi, ma davvero non provi mai vergogna?), deve solo confermare le certezze fallaci degli Itagliani. Quindi, nessun ragionamento ed analisi dei dubbi sui fatti di piazza Alimonda. Nessun cenno alla condanna comminata dalla Corte Europea allo Stato italiano per le colpe sulla gestione dell’ordine pubblico al G8 di Genova. E’ una notizia contraria a Berlusconi, meglio tacere.
Solo un unico grande slogan ad effetto, che faccia presa come la colla del bisonte nell’elettore medio e fortifichi il sano atteggiamento italico contro la deriva progressista:
In Italia uccidere un comunista in piazza è legittima difesa.














