Stai sfogliando l'archivio delle categorie per la categoria ‘gossip’ .
http://swf.tubechop.com/tubechop.swf?vurl=9FjGwOU8SFg&start=249&end=321&cid=158117
![]() |
| “Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura…” |
Ma lasciate che parli. E’ come quello che andava a gridare “sporchi negri” di notte in strada ad Harlem. Come dice Travaglio, vuole forse solo essere fermato come certi serial killer oppure, più probabilmente, vuole attirare l’attenzione distraendola dal punto focale che si potrebbe riassumere nel concetto “se scoppiano le famose bombe atomiche”.
Il nano insomma sventola un po’ di figa per cercare di farci dimenticare la mafia, i Graviano, Spatuzza, la stagione delle stragi e un bel po’ di altre cosette sulle quali c’è sempre il rischio che esca qualcosa di veramente esplosivo.
Non si chiuderebbero normalmente i giornali perchè un premier si riempie la casa di troiette, ma se sono già chiusi quando vengono fuori le vere porcate, quelle in grado di evocare il ricorso a ben altri piazzali ed ai forconi, allora si capisce perchè vuole, oltre ad impedire le intercettazioni e ad esigere l’impunità assoluta, anche il silenzio stampa. Ha una paura fottuta che i suoi elettori, per idioti che siano, aprano gli occhi e si incazzino veramente. Come con Bettino.
Messo alle strette e scaricato un po’ da tutti, non certo perchè è passeradipendente ma per ben altri motivi, primo fra tutti perchè non sarebbe in grado di governare nemmeno un condominio, e perchè tutto ciò che tocca rischia il fallimento, sta cercando di sgamare per la strada dello scandaletto a luci rosse. E’ un gioco pericoloso perchè, zoccola dopo zoccola, l’elettorato cattolico, quello moralista e quello moderato, alla parola “minorenne”, cominciano ad agitarsi sulla sedia ma non può fare altrimenti. Ormai è prigioniero della sua strategia.
I finiani però non ci stanno a farlo cadere sul gossip e lo tengono sulla graticola, obbligandolo ad alzare sempre di più la posta, a spingerlo verso l’angolo. Prego vada avanti lei, ma no, prima lei. Avete notato, tra parentesi, il silenzio assordante di Tremonti in questi giorni?
Finirà questo tormento, sicuramente. Dopo che avrà berciato a dovere, strepitato come il Nano Tremotino, dovrà levarsi di mezzo. Con le buone o con le cattive. Chissà perchè ho questa immagine di lui che, scuro in volto e con il golfino blu sulle spalle sale la scaletta di un aereo destinazione Antigua. Biglietto di sola andata.
Chissà perchè ora, rileggendo quella prosa simildannunziana e pensando non più a Scarlett ma a Marina, viene da ridere. Non è per cattiveria, è che anche lo zelo del più zelante dei direttori di giornaletti di famigghia dovrebbe conoscere un limite di pura decenza.
Ha detto proprio così, invece, nella foga di compiacere il papi: “la più bella delle Nereidi”. Chissà com’erano le altre.
Chi compera e sfoglia “Chi” non lo sa perchè è abituato a guardare solo le figure anche nella vita ma questa ganza tutta tana, mostrando due poppucce di plastica come se ne vedono anche sulla spiaggia libera di Casalborsetti, crede di farci dimenticare il furto con destrezza compiuto ai danni del Fisco, cioè nostro, grazie all’ennesima legge ad aziendam voluta da papi che ha salvato la sua Mondadori dal pagamento di circa 173 milioni di tasse evase. Ne pagherà solo 8 e noi ce lo saremo presi ancora una volta nel didietro.
Chissà, quei soldi li tireremo fuori noi dalle nostre buste paghe, perchè no?
Ecco perchè ci sono volute ben 25 pagine tutte preziosamente umettate con la saliva dell’intera redazione per descrivere quanto gozzovigliano, quanto sono contenti questi Berlusconi e perchè lei fa la lap-dance con la scopa.
“Poi, finito di mangiare, ha iniziato a ballare inscenando per gli amici e i parenti anche una sorta di scherzosa lap dance con una scopa, bruciando così le calorie che eccedevano quelle consentite dalla dieta”.
Con un papi al governo che le risolve i guai e un Signorini che le grida: “Marinaaaa, sei una forza della naturaaaa, sei una gran figaaaa”, pensando di distrarre i contribuenti, si possono anche spaccare le montagne. E solo un’invidioso comunista potrebbe fare l’associazione finale inevitabile tra scopa, bruciando e strega.
E’ proprio vero che il mondo di oggi è profondamente ingiusto e dominato dalla più schifosa diseguaglianza.
Ve lo dimostra il fatto che io, ad esempio, non mi sono rifatta nulla, non ho tempo di andare in palestra, ho speso ultimamente ben 23 euro per una crema per il viso e, pur essendo quasi coetanea, non ho le rughe che ha Madonna.
Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.
Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.
Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.
I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.
Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”
Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.
Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.
Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.
Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.
I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.
Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”
Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.
Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.
Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.
Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.
I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.
Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”
Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.
Domani si vota per le Europee. Per eleggere i rappresentanti più cari e spocchiosi del continente, quelli in versione italian style, pagati per non fare una ceppa ma per farsi rimborsare comunque costosissime note spese, neanche fossero tanti Kakà. Sa, signora mia, a Bruxelles e Strasburgo è tutto così caro.Queste elezioni dovrebbero interessarci forse più di quelle politiche perchè l’Europa, il nostro amato continente, è l’unica àncora che ci tiene legati al molo della civiltà. Confinare con Svizzera, Austria e Francia, persino con la Slovenia, impedisce alla nostra repubblica, anche se non lo crediamo, di bananizzarsi del tutto. Appena un pò più giù o a destra sulla carta geografica e avremmo fatto impallidire la Panama di Noriega.
Per ora facciamo solo ridere il mondo intero per essere il posto dove i primi ministri di seconda scelta dei paesi emergenti possono girare a bigolo all’aria, perfino in versione “cazza la randa” nella Neverland sardegnola del ducetto (Benito, ma quanto eri serio tu, in confronto?) tra passere scopaiole e passere di mare, si spera almeno maggiorenni.
Le foto con i culi in perizoma interdentale, i topless e i pistolini in libera uscita, proibite solo perchè la randa del capo nun vo’ penzieri e “mavalaaamacosadice” urla a suon di parcelle alla lesa maestà, si vedono tranquillamente sulla stampa straniera. Perchè quella è l’Europa e questa è l’Italia.
Il voto di domani e domenica dovrebbe in teoria essere molto importante perchè, ad esempio, quella libertà di cronaca e di critica esercitata oggi dalla stampa libera europea noi rischiamo di perderla.
In pericolo sono anche la laicità, come sempre e, diciamo per far prima, la democrazia. Tutto questo perchè abbiamo un premier megalomane che sta studiando da imperatore dell’universo e forse non gli basterebbe ancora per placare la sua sete di potere.
Il problema vero, mi direte, è per chi minchia votare? Bella domanda. L’espressione dello scimmiottino dice tutto. Facciamo prima a dire per chi NON si vota.
Sicuramente non si vota Berlusconi, noi che l’abbiamo cordialmente sui coglioni e ne siamo orgogliosi (prima che diventi obbligatorio per legge adorarlo come una specie di maiale d’oro). E nemmeno la Lega, per l’amor di Dio! C’è quasi l’impedimento canonico per chi si sente meridionale ad honorem. E poi basta pensare un attimo al musetto rubicondo di Calderoli e ti butteresti perfino su Casini.
I Radicali? Battaglie civili, staminali, eutanasia, va bene. Però non dimentico il prolungato lingua in bocca con il peggior centrodestra della storia durante l’era Capezzolone. Pannella e Bonino non erano allora momentaneamente in coma, c’erano ed erano ben vivi e scalcianti.
L’estrema sinistra? No, per un semplicissimo motivo. Perchè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Sono gli stessi che sono stati trombati alle politiche, stanno assieme ma litigano dalla mattina alla sera e si scrutano l’un l’altro dicendo:”Ma il mio è più rosso del tuo”. Bocciati.
Restano il PD di fratel Franceschiniello e L’Italia dei Valori di Di Pietro. M’hai detto cotica!
Al primo non si possono perdonare Veltroni, la Binetti, il fatto di non aver saputo e voluto fermare prima Berlusconi e un ministro della giustizia come Mastella. Il secondo, pur con le migliori intenzioni manca di quel certo non so che. Più che voto all’uno o all’altro, si tratterebbe di uno sconfortante anghingò. Come quando la finale è Croazia-Algeria e tu non sai per chi cazzo tifare perchè non te ne può fregar di meno di entrambe le squadre.
C’è pure la tentazione di scrivere sulla scheda “annatevene affanculo tutti” oppure di lanciarsi in una performance tipo quella famosa di un elettore che nascose, nella scheda ben ripiegata, una fetta di prosciutto, dopo aver scritto” Bene, ora mangiatevi anche questa!”
Non lo so. Deciderò al momento. Sicuramente non mi farò prendere dai rimorsi dopo aver votato questo o quello. L’importante è sapere chi non votare. Al resto ci penseremo.
Signore e signori, ecco a voi un classico del repertorio femminile, non esclusivamente di destra ma che fascisticamente a destra partorisce sempre gli esemplari più pregiati: la collaborazionista.Qualche giorno fa Reo Silvio si era lamentato pubblicamente del fatto che le ministre e le cortigiane (nel senso di dame che frequentano la sua corte) non l’avessero difeso nella tenzone contro Veronica, la moglie stanca di puttanate e in procinto di dissotterrare l’ascia di guerra, dopo le papirivelazioni della papigirl dalla lingua sciolta.
Razza di stronze, perchè non mi difendete, era scritto tra le righe del comunicato. Io che vi ho tolto dalla strada e vi ho elevate agli onori dei ministeri? Veline ingrate, come direbbe Vittorio Infeltrito.
Orbene, il silenzio è continuato fino a quando è venuta fuori la collaborazionista, appunto. Ignara del famoso detto cinese “se non sei sicura di ciò che dici, fatti sempre i cazzi tuoi”, Madame Santanché, tra un colpo di sole e l’altro, ha rivelato il nascondiglio del partigiano, ha buttato là con nonchalance ma in realtà per conquistarsi un posto da feldmarescialla ad honorem, la sua versione extensions del divorzio Berlusconi-Lario. ” Povero Silvio, la Veronica ci ha l’amante da anni: è il bodyguard (nda, peccato non fosse il guardiacaccia) e Silvio, poverino, ci ha le corna.”
Quando la donna momentaneamente sprovvista di siero antivipera incontra la donna con la lingua biforcuta, la donna senza antidoto è una donna morta.
L’Infeltrito, tenendo ferma la Lario, ha perfidamente titolato “Veronica ha un compagno“. Pensate l’impatto tremendo di quella parola: “compagno” nelle delicate meningi dei suoi lettori.
Pure un comunistaccio che si tromba la moglie del nostro Salvatore, ci tocca sopportare, ohibò?
Come nelle più malfamate e retrograde periferie del Pakistan è iniziato il processo all’adultera. Si, perchè questi hanno fatto il frontale con la civiltà dalla parte dei crociati ma nel profondo sono talebani.
Se Ali Babà Silvio mette assieme quaranta ragazze è perchè deve svagarsi, è perchè (poverosilvio) “tene ‘e ccorne“.
Si chiama in tutti i paesi “rivoltare la frittata” ed è una strategia tipica di chi si trova dalla parte del torto, soprattutto quando una moglie ti intenta una causa di divorzio per colpa. E’ una tecnica maschilista fino al midollo fatta da avvocati maschilisti e con lo stomaco a doppio strato di moquette. Difensori di uomini che hanno cornificato la moglie per anni ma che, di fronte al tradimento per disperazione della moglie con l’unico che le ha degnate di un briciolo di considerazione e magari le fa sentire ancora donne, gridano alla lesa maestà. E se la moglie non li ha traditi, non importa, lo ha fatto lo stesso perchè il duce ha sempre ragione.
Forse, secondo il collegio difensivo del Reo Silvio la moglie di Berlusconi doveva chiamarsi Penelope e limitarsi a fare e disfare la tela per resistere alla corte dei Proci. Invece si chiama Veronica e ha a che fare con dei Porci, maschi e femmine.
Non sappiamo se sia vera la storia con il tipo della sicurezza, una cosa molto “Endaaaaaiaiaaaa will always love youuuuu!” (l’interessato ha smentito, e che doveva fare?) ma che questa supposta rivelazione l’abbia fatta una donna, dimenticando la solidarietà tra donne, i libri contro l’oscurantismo degli islamici che lapidano le adultere ed altre “battaglie” recenti della candidata della “destra”, è assai spregevole.
E’ vagamente spiazzante doversi dire d’accordo con Francesco Storace, che si è detto sconcertato dall’iniziativa della sua ex candidata topolona, ma non si può fare altrimenti.
Poi, visto che siamo nella stagione delle ciliegie e una collaborazionista tira l’altra, viene fuori anche la Laura Comi, candidata alle europee per (indovinate) il PDL. Anche lei sapeva tutto, già.
Vedrete, sarà il diluvio. Un bello scroscio di veleno per farsi belle di fronte al gallo. La famosa ira funesta delle cagnette. Aspettavano solo che qualcuna cominciasse e ora si divertiranno in un bel catfight. Tutte assieme a graffiare e tirare i capelli una che a loro non ha fatto niente, se non ignorarle.
Com’è che si declina al femminile “omm ‘e sfaccimm”?
Signore e signori, ecco a voi un classico del repertorio femminile, non esclusivamente di destra ma che fascisticamente a destra partorisce sempre gli esemplari più pregiati: la collaborazionista.Qualche giorno fa Reo Silvio si era lamentato pubblicamente del fatto che le ministre e le cortigiane (nel senso di dame che frequentano la sua corte) non l’avessero difeso nella tenzone contro Veronica, la moglie stanca di puttanate e in procinto di dissotterrare l’ascia di guerra, dopo le papirivelazioni della papigirl dalla lingua sciolta.
Razza di stronze, perchè non mi difendete, era scritto tra le righe del comunicato. Io che vi ho tolto dalla strada e vi ho elevate agli onori dei ministeri? Veline ingrate, come direbbe Vittorio Infeltrito.
Orbene, il silenzio è continuato fino a quando è venuta fuori la collaborazionista, appunto. Ignara del famoso detto cinese “se non sei sicura di ciò che dici, fatti sempre i cazzi tuoi”, Madame Santanché, tra un colpo di sole e l’altro, ha rivelato il nascondiglio del partigiano, ha buttato là con nonchalance ma in realtà per conquistarsi un posto da feldmarescialla ad honorem, la sua versione extensions del divorzio Berlusconi-Lario. ” Povero Silvio, la Veronica ci ha l’amante da anni: è il bodyguard (nda, peccato non fosse il guardiacaccia) e Silvio, poverino, ci ha le corna.”
Quando la donna momentaneamente sprovvista di siero antivipera incontra la donna con la lingua biforcuta, la donna senza antidoto è una donna morta.
L’Infeltrito, tenendo ferma la Lario, ha perfidamente titolato “Veronica ha un compagno“. Pensate l’impatto tremendo di quella parola: “compagno” nelle delicate meningi dei suoi lettori.
Pure un comunistaccio che si tromba la moglie del nostro Salvatore, ci tocca sopportare, ohibò?
Come nelle più malfamate e retrograde periferie del Pakistan è iniziato il processo all’adultera. Si, perchè questi hanno fatto il frontale con la civiltà dalla parte dei crociati ma nel profondo sono talebani.
Se Ali Babà Silvio mette assieme quaranta ragazze è perchè deve svagarsi, è perchè (poverosilvio) “tene ‘e ccorne“.
Si chiama in tutti i paesi “rivoltare la frittata” ed è una strategia tipica di chi si trova dalla parte del torto, soprattutto quando una moglie ti intenta una causa di divorzio per colpa. E’ una tecnica maschilista fino al midollo fatta da avvocati maschilisti e con lo stomaco a doppio strato di moquette. Difensori di uomini che hanno cornificato la moglie per anni ma che, di fronte al tradimento per disperazione della moglie con l’unico che le ha degnate di un briciolo di considerazione e magari le fa sentire ancora donne, gridano alla lesa maestà. E se la moglie non li ha traditi, non importa, lo ha fatto lo stesso perchè il duce ha sempre ragione.
Forse, secondo il collegio difensivo del Reo Silvio la moglie di Berlusconi doveva chiamarsi Penelope e limitarsi a fare e disfare la tela per resistere alla corte dei Proci. Invece si chiama Veronica e ha a che fare con dei Porci, maschi e femmine.
Non sappiamo se sia vera la storia con il tipo della sicurezza, una cosa molto “Endaaaaaiaiaaaa will always love youuuuu!” (l’interessato ha smentito, e che doveva fare?) ma che questa supposta rivelazione l’abbia fatta una donna, dimenticando la solidarietà tra donne, i libri contro l’oscurantismo degli islamici che lapidano le adultere ed altre “battaglie” recenti della candidata della “destra”, è assai spregevole.
E’ vagamente spiazzante doversi dire d’accordo con Francesco Storace, che si è detto sconcertato dall’iniziativa della sua ex candidata topolona, ma non si può fare altrimenti.
Poi, visto che siamo nella stagione delle ciliegie e una collaborazionista tira l’altra, viene fuori anche la Laura Comi, candidata alle europee per (indovinate) il PDL. Anche lei sapeva tutto, già.
Vedrete, sarà il diluvio. Un bello scroscio di veleno per farsi belle di fronte al gallo. La famosa ira funesta delle cagnette. Aspettavano solo che qualcuna cominciasse e ora si divertiranno in un bel catfight. Tutte assieme a graffiare e tirare i capelli una che a loro non ha fatto niente, se non ignorarle.
Com’è che si declina al femminile “omm ‘e sfaccimm”?









