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Dato che Frankie Hi-NRG mi sta dando un dispiacere con la decisione di andare a Sanremo (auch!) e preferisco ricordarlo così, mi consolo con quello che è quasi sicuramente il rapper più arrabbiato ed antisistema che io conosca, Paris.
Paris inizia la sua carriera di rapper nei primi anni novanta a San Francisco, ma passa praticamente un decennio senza ottenere il successo che merita. E’ nel 2003 che riesce a sfondare con un album, Sonic Jihad, dalla sorprendente e contestata copertina. Fonda la casa discografica Guerrilla Funk, che pubblica anche Dead Prez e i Public Enemy, autori di un pezzuccio quasi melodico: Son of a Bush.
Anche Paris dedica una canzone a Bush, “Bush Killa”, quella che me l’ha fatto conoscere.
L’hip hop non è solo puttane scosciate e papponi ingioiellati, come vorrebbe farci credere l’industria discografica mainstream ma impegno, coscienza politica e denuncia del perdurante razzismo, alla faccia dei neri delavé alla Obama che forse ben poco potranno cambiare dello status quo.
Nelle pagine di Guerrilla Funk ci sono anche articoli di controinformazione e filmati sulle malefatte dell’impero, con una larga sezione dedicata all’indagine alternativa sull’11 settembre. Insomma c’è da perderci volentieri una serata o più. Per chi non vorrà vedersi Sanremo è l’ideale.
Qui altre canzoni di Paris da vedere e che potrete anche scaricare in mp3 ed ascoltare in anteprima, assieme ad altri interi album, sul sito di Guerrilla Funk:
Break the Grip of Shame
Assata’s Song
The Days of Old





