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| Dal film: “Alien” |
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| Il logo suggerisce che dal 2011 in poi dobbiamo andare “avanti veloce”? |
La patria, vediamo. “Fratelli (coltelli) d’Italia” è il nostro inno, il tricolore la nostra bandiera. Nostri? Nostri di chi? Di noi italiani. E chi sono gli italiani?
Ecco il primo problema. Noi consideriamo la guerra un’opportunità di carriera e di solito, cominciandola da uno schieramento, non sai mai dalla parte di chi la finiremo. La sovranità nazionale, del resto, non ci interessa più di tanto. Sono più di sessant’anni che viviamo benissimo senza e ormai forse non sapremo più che farcene. Ci siamo abituati a camminare su una gamba sola.
Ecco quindi la Marcegaglia strepitare perché il 17 marzo, giorno in cui si festeggiano i 150 anni dall’unificazione di regnucoli e granducati in Regno d’Italia, visto che c’è la crisi “ohm!”, non bisogna astenersi dal lavoro. Capirai, come se un giorno facesse vendere più tubi a lei e più Punto a Marchionne.
Marchionne che non si sognerebbe di certo di costringere i lavoratori americani a lavorare il 4 luglio perché prenderebbe delle sonore cinghiate da Obama in giù , fino all’ultimo discendente di Toro Seduto.
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Anche Montezemolo dice che bisognerebbe lavorare ma propone di eliminare la Befana, ormai già trascorsa, al posto della festa del 17 marzo che, comunque e se non sbaglio, sarebbe celebrata solo quest’anno. Beh, lui ci ha provato.
In realtà agli imprenditori viene il bruciaculo al pensiero di dover retribuire la giornata festiva ai lavoratori. Tutto qui.
In ambito governativo ci sono ovviamente i leghisti, strutturalmente contrari a festeggiare una ricorrenza italiana e non padana come la sagra della polenta taragna, a loro sicuramente più cara. Fedeli al diktat del “va’ a laura’”, vogliono che il 17 marzo si lavori comunque.
Anche la Gelmini difende l’apertura coatta delle scuole nel giorno di festa. Chissà come saranno contenti i ragazzi.
Sempre dalle parti degli italiani per forza, ecco le minoranze come i sudtirolesi rifiutarsi di partecipare alle celebrazioni ufficiali dei 150 anni.
Notoriamente considerati da Vienna come i terroni dell’Austria, e nonostante ricevano come provincia autonoma dallo Stato Italiano benefici fiscali che il resto d’Italia si sogna, compreso il ritorno a livello locale del 90% delle tasse pagate, si sono preoccupati recentemente di salvare il governo Berlusconi con il loro voto, vendendosi l’orifizio come tutti gli altri. Sarebbe gradito un loro silenzio sulle questioni italiane per i prossimi, diciamo, mille anni.
A questo antipatriottismo legaiolo e kartoffeln, più qualche smania irredentista sicula e in attesa del risveglio dell’orgoglio etrusco e di quello villanoviano, si oppongono ovviamente i fascisti-su-marte alla La Russa e anche la ministrina Meloni, povera cocca, ma sono voci troppo flebili per poter essere ascoltate.
L’opposizione, del resto, impegnata com’è a trovare dieci milioni di firme per mandare via Berlusconi, non si è ancora pronunciata. A proposito, frega a qualcuno di ciò che eventualmente potrebbe dire Veltroni a riguardo?
Nemmeno Berlusconi, che pure è giustificato dagli enormi problemi che deve affrontare in questi giorni, ha ancora proferito parola sulla ricorrenza del 17 marzo. Penso che possiamo comunque intuire il suo pensiero. Il 17 marzo non bisogna astenersi dal trombare.
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| Che vi piaccia o no, questa è l’immagine dell’Italia di oggi. |
“La soluzione per chi si scopa le minorenni? Abbassare la maggiore età delle stesse. Rendere la legge malleabile come il pongo, da plasmare a piacere a seconda delle esigenze del sovrano.
Se dichiariamo i neonati maggiorenni appena li si va a registrare all’anagrafe sconfiggeremo pure la piaga della pedofilia.”
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| Il profeta Pasolini – “Salò o le 120 giornate di Sodoma” |
Vogliono ridurre l’Italia così. Imbavagliata e sottomessa, preda di un gioco sadico. La nostra povera Italia ridotta a schiava non di Roma ma di Varese e delle cosche metastatizzate anche al Nord grazie alla connivenza di politici corrotti e corruttibili che nessuno avrebbe mai sospettato essere collusi con le coppole del profondo sud a causa della loro impeccabile inflessione meneghina.
I magistrati, con sforzi sovrumani e senza mezzi come sono, riescono a colpire la Piovra tagliandole un tentacolo dopo l’altro ma il governo del fare è pronto a varare una legge che farà stappare le bottiglie di champagne a tutto il peggio della criminalità organizzata e farà ricrescere i tentacoli alla bestiaccia. Una legge che da un lato impedisce alla Giustizia di funzionare e dall’altro lascerebbe i cittadini all’oscuro di tutto ciò che potrebbe turbarne il sonno. Per esempio scoprire che certi intoccabili di regime, autentici supereroi della propaganda, sono solo dei volgari ladri attaccati al quattrino e alle natiche di vari corpivendoli e corpivendole d’alto bordo, per una botta ai quali spendono volentieri lo stipendio mensile di un operaio.
L’OSCE, organismo internazionale di controllo sulle libertà democratiche si è espresso oggi contro la legge bavaglio che Berlusconi vuole a tutti i costi ed alla svelta, manco fosse a bordo di un’astronave pronta ad autodistruggersi tra trenta minuti (magari). L’ha detto a Fini, che traccheggia assieme a Bocchino ed alla Bongiorno: “O ti sottometti o si va ad elezioni anticipate”. Il nanaccio scalpita, vuole chiudere la partita. Di che si preoccupa? Non deve campare fino a 120 anni?
Il labbropendulo Gasparri ha risposto all’OSCE in maniera sublime, da autentico statista, invitandola a “presentarsi alle elezioni, quando sarà eletta potrà parlare…” Occazzo, questi sono convinti di aver vinto le elezioni a vita. Anzi, governeranno anche dopo morti, dall’oltretomba, che il Signore se li fulmini.
Eh, cari elettori del nanaccio, per voi un bel Signore vendicativo e giustizialista tipo quello dell’Ezechiele 25, 17 sarebbe ancora poco.
Intanto le regioni pagano il prezzo della manovra finanziaria e noi cittadini ci vedremo tagliare i servizi essenziali. Incredibile a dirsi, anche il Formicone era incazzato stasera, anche la Polverina. Ho sentito perfino Fitto belare contro la manovra. Ho visto cose…
Chissà i cialtroni leghisti a cui piace tanto il “poveropiero… poveropiero… poveropiero” del Peppino al posto del Fratelli d’Italia come ci rimarranno di merda quando gli salterà il federalismo. Vuoi vedere che, Verdi per Verdi, passeranno al “Dies Irae”?














