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Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai…». Il bianco dell’occhio, l’iride immobile. «Attenti, attenti…». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così…». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall’altra parte come se niente fosse.
Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l’autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l’inosabile.
Buone notizie anche da oltre Tarvisio. Trionfa quella faccia da cazzo di Haider, il fratello nazista di Heidi e anche l’Austria è pronta a rispolverare le camice brune.
Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.
Il bello della domenica è che c’è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell’insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell’altro, quello che “Valentino c’è!!!”, dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c’è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.
E’ morto Newman. Ma si, ci arrivo.
A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attor
e e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella “Piovra 6″.
Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, “Era mio padre” di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.
Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E’ andato in un posto migliore di questo.
Nitrisce. «Ecco, ci siamo!». Digrigna. «Forza, dai…». Il bianco dell’occhio, l’iride immobile. «Attenti, attenti…». I muscoli tesi, gli zoccoli piantati nel tappetino di gomma. «Bravo, così…». La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca. Sesso del buon borghese. E quando ha finito, secondo tradizione maschile, si gira dall’altra parte come se niente fosse.
Non che il resto della prima pagina del Corriere online sia meglio. La pornografia dilaga. Berlusconi e Veltroni litigano e si lanciano battute come George & Mildred, ve li ricordate? Lei stuzzicava il marito per tutta la puntata rinfacciandogli di essere un pisello morto.
Mentre la stella della Palin pare al tramonto e McCain non ha il coraggio di invitarla nemmeno ai tè con le damazze per paura che faccia delle gaffes, l’autarchica Santadeché passa nella squadra di pornopolitichesse di Silvio Schicchi. Con Storace si annoiava, e non si sentiva abbastanza valorizzata. Ora potrà osare l’inosabile.
Buone notizie anche da oltre Tarvisio. Trionfa quella faccia da cazzo di Haider, il fratello nazista di Heidi e anche l’Austria è pronta a rispolverare le camice brune.
Paul, ah si, Newman. Ci arrivo.
Il bello della domenica è che c’è lo sport a distrarti. Peccato solo non potersi dormire in santa pace un Gran Premio di F1 a causa delle urla da cavallo in calore del telecronista di Sky, con quell’insopportabile accento da baùscia. Giuro, dovendo scegliere se buttare lui o quell’altro, quello che “Valentino c’è!!!”, dalla torre, sceglierei la torre e non se ne parli più. Coraggio, ancora qualche gran premio farsa poi la tortura va in letargo fino a primavera e buonanotte ai Briatori.
A proposito, che bello il gran premio by night, con i piloti che si tirano dietro i serpentoni falcia-meccanici e vanno a sbattere in curva come degli ubriachi qualsiasi. Mancava solo la coda davanti alle mignotte. Se i boss della F1 riuscissero a far passare la pista attorno alla roulette e al tavolo del poker di qualche Casino sarebbe il massimo. Sembra di stare alle corse dei cavalli in notturna e c’è lo stesso puzzo di scommesse.
Tutto questo mentre si attende con ansia il derby di Milano sperando nella sconfitta del ghinho di Mourinho. Simpatico il ragazzo, ho conosciuto rottweiler più socievoli e dotati di sense of humor di lui.
E’ morto Newman. Ma si, ci arrivo.
A proposito di attori che non ci sono più. Che grandissimo, stupendo attor
e e uomo era Vittorio Mezzogiorno che mi sono rivista questo pomeriggio nella “Piovra 6″.
Anche Paul ora non è più, dicevo. Ricordo il suo ultimo film, “Era mio padre” di Sam Mendes, dove era cattivo, cattivissimo, nel ruolo più crudele che si possa immaginare, quello di un padre che preferisce al figlio carnale un estraneo. Un mafioso cattivo da far spavento che faceva piangere un duro come Daniel Craig.
Un grande. Uno dei ruoli più belli della sua carriera.
Visto come va il mondo, con lo schifo che predomina e i vivi che ci tocca sopportare, non siate tristi per Paul. E’ andato in un posto migliore di questo.

Quando l’ho vista ieri sera per la prima volta in TV, con quella pettinatura demodé da ommioddio, ha cominciato a ronzarmi in testa, settori memoria a lungo termine ed imprinting televisivo, una fastidiosissima mosca cavallina che mi diceva: “ma dove l’hai già vista?”
Serial mom, si, la signora ammazzatutti. A parte i discorsi da parrucchiere sul look, Sarah fa venire in mente il personaggio di John Waters, la casalinga perfetta americana che uccide la vicina perchè ha osato mettere le scarpe bianche in settembre.
Per prima cosa è membro della NRA, la National Rifle Association, l’associazione di cazzoni della quale era stato presidente il compianto Ben Hur, quelli che vorrebbero gli M16 in mano ai bambini in nome della libertà di girare armati. E anche a Sarah, oh si, a lei piacciono a canna lunga e duri, full metal jacket. Perchè si sa, queste casalinghe forcaiole in tailleur sono in fondo delle maialone, potete giurarci.
In termini di ambientalismo c’è da mettersi le mani nel toupet. Considera le tesi sul riscaldamento globale inattendibili e il medesimo non dovuto all’azione dell’uomo; è a favore dello sfruttamento a manetta dei giacimenti di gas e petroliferi in Alaska (il marito lavora per la BP) , si è rifiutata di includere gli orsi polari nelle specie da preservare, si nutre di hamburger d’alce e durante il suo mandato ha fatto una legge che permetteva di cacciare i lupi sparandogli dagli elicotteri. Immagino che adori l’odore del napalm la mattina presto.
Poi le sue idee sul senso della vita. Qualcuno dovrebbe spiegarmi come fa una ad essere allo stesso tempo contro l’aborto e a favore della pena di morte e che razza di coerenza è questa. Già, la coerenza.
Alla gente piacciono tanto questo soggetti perchè rassicurano la loro schizofrenia. Difendiamo la morale ma non il plantigrado, difendiamo la morula, ogni spermatozoo è sacro ma friggiamo il negro con mucho gusto e al massimo voltaggio.
Sarah riesce a far convivere in sé l’iniezione letale con l’antiabortismo e forse saprebbe fare ancor meglio di Tipper Gore (quella che censurava i testi delle canzoni) in fatto di difesa della morale e dei costumi prendendo gli zozzoni a colpi di cotonatura.
Disclaimer: Non c’è bisogno di far notare che Tipper è moglie di un cand
idato democratico (Al) e Sarah repubblicana. Il bigottismo è rigorosamente bipartisan.
La morona dal reggiseno corazzato difende la famiglia. Nel suo stato ha bandito i matrimoni gay (alla faccia di quei frocioni della California) ma, per la legge della coerenza, assicura che ha un casino di amici gay. Magari proprio tra i parrucchieri.
Sarah non è che l’ultimo esempio di donne politiche di destra che vogliono passare per dure, per quelle maggiormente affette da celodurismo clitorideo. Niente di nuovo anzi, un noiosissimo revival. In fondo anche la signora Thatcher, la lady di ferro, amava cotonarsi i capelli.
Finalmente ho avuto l’illuminazione su chi mi ricordava la vicepresidenta: Mariarosa, l’antagonista pasticciona e tanticchia stronza di Olivella, la brava mogliettina del Carosello Bertolli. Sputata.
Update – Geniale il Tafanus sulla celodurista: “… una sorta di OGM ottenuto incrociando la Poli Portone con la Binetti, poi con Mara Carfagna, con Simona Ventura e con Roberto Formigoni.”
EXTRA, EXTRA! Oggi è un giorno di letizia. E’ tornato A.I.U.T.O.

Quando l’ho vista ieri sera per la prima volta in TV, con quella pettinatura demodé da ommioddio, ha cominciato a ronzarmi in testa, settori memoria a lungo termine ed imprinting televisivo, una fastidiosissima mosca cavallina che mi diceva: “ma dove l’hai già vista?”
Serial mom, si, la signora ammazzatutti. A parte i discorsi da parrucchiere sul look, Sarah fa venire in mente il personaggio di John Waters, la casalinga perfetta americana che uccide la vicina perchè ha osato mettere le scarpe bianche in settembre.
Per prima cosa è membro della NRA, la National Rifle Association, l’associazione di cazzoni della quale era stato presidente il compianto Ben Hur, quelli che vorrebbero gli M16 in mano ai bambini in nome della libertà di girare armati. E anche a Sarah, oh si, a lei piacciono a canna lunga e duri, full metal jacket. Perchè si sa, queste casalinghe forcaiole in tailleur sono in fondo delle maialone, potete giurarci.
In termini di ambientalismo c’è da mettersi le mani nel toupet. Considera le tesi sul riscaldamento globale inattendibili e il medesimo non dovuto all’azione dell’uomo; è a favore dello sfruttamento a manetta dei giacimenti di gas e petroliferi in Alaska (il marito lavora per la BP) , si è rifiutata di includere gli orsi polari nelle specie da preservare, si nutre di hamburger d’alce e durante il suo mandato ha fatto una legge che permetteva di cacciare i lupi sparandogli dagli elicotteri. Immagino che adori l’odore del napalm la mattina presto.
Poi le sue idee sul senso della vita. Qualcuno dovrebbe spiegarmi come fa una ad essere allo stesso tempo contro l’aborto e a favore della pena di morte e che razza di coerenza è questa. Già, la coerenza.
Alla gente piacciono tanto questo soggetti perchè rassicurano la loro schizofrenia. Difendiamo la morale ma non il plantigrado, difendiamo la morula, ogni spermatozoo è sacro ma friggiamo il negro con mucho gusto e al massimo voltaggio.
Sarah riesce a far convivere in sé l’iniezione letale con l’antiabortismo e forse saprebbe fare ancor meglio di Tipper Gore (quella che censurava i testi delle canzoni) in fatto di difesa della morale e dei costumi prendendo gli zozzoni a colpi di cotonatura.
Disclaimer: Non c’è bisogno di far notare che Tipper è moglie di un cand
idato democratico (Al) e Sarah repubblicana. Il bigottismo è rigorosamente bipartisan.
La morona dal reggiseno corazzato difende la famiglia. Nel suo stato ha bandito i matrimoni gay (alla faccia di quei frocioni della California) ma, per la legge della coerenza, assicura che ha un casino di amici gay. Magari proprio tra i parrucchieri.
Sarah non è che l’ultimo esempio di donne politiche di destra che vogliono passare per dure, per quelle maggiormente affette da celodurismo clitorideo. Niente di nuovo anzi, un noiosissimo revival. In fondo anche la signora Thatcher, la lady di ferro, amava cotonarsi i capelli.
Finalmente ho avuto l’illuminazione su chi mi ricordava la vicepresidenta: Mariarosa, l’antagonista pasticciona e tanticchia stronza di Olivella, la brava mogliettina del Carosello Bertolli. Sputata.
Update – Geniale il Tafanus sulla celodurista: “… una sorta di OGM ottenuto incrociando la Poli Portone con la Binetti, poi con Mara Carfagna, con Simona Ventura e con Roberto Formigoni.”
EXTRA, EXTRA! Oggi è un giorno di letizia. E’ tornato A.I.U.T.O.









