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| Foto di Igor Kostin, il dopo Chernobyl |
“Anche le dighe sono pericolose e comunque non ci sono centrali nucleari da aprire domani mattina.” (Maurizio Gasparri, un mito)
Lo so, non è un esercizio molto originale, in questi giorni, visto che lo stanno facendo con merito e a futura memoria giornalisti e blogger, fare la compilation delle ultime parole famose dei nuclearofili, ovvero di coloro che hanno interesse (personale, di amici o amici degli amici?) a riportare il nucleare in Italia.
Anche se la loro è disinformazione pelosa, sono convinta che più spazio si dà a questi distributori a gettone di, a volte, vere e proprie bestialità, meglio è. La loro opera è meritoria perché, vedete, quando li si sente magnificare il nucleare e minimizzarne i rischi, come se stessero parlando di fuffa inerte e non di materiali fissili; quando senti il messaggio rassicurante del cavaliere nucleare convertito Chicco Testa e degli altri testimonial televisivi del Fruttolo al Plutonio, viene una voglia matta di andare ad informarsi altrove sull’argomento e vengono fuori delle cose interessantissime che, se fossero stati zitti, non avresti mai saputo.
Ad esempio, si scopre che le ultime centrali di terza generazione o terza generazione+ (quelle che Scajola definì di “terza generazione e mezza”), le cosiddette moderne e sicure, rapide ed infallibili che Berlusconi vorrebbe regalare a nostre spese alla lobby nucleare, potrebbero essere più pericolose, in caso di disastro, delle vecchie carrette a grafite tipo Chernobyl.
“Il plutonio a volte è descritto nei rapporti dei media come la sostanza più tossica nota dall’uomo, anche se gli esperti in materia concornano nell’affarmare che ciò è errato. Fino al 2003, non c’e’ ancora stata una singola morte umana attribuita ufficialmente all’esposizione a plutonio. Il radio naturale è circa 200 volte più radiotossico del plutonio ed alcune tossine organiche come la tossina del botulismo è miliardi di volte più tossica del plutonio.
La radiazione alfa che emette non penetra la pelle, ma può irradiare gli organi interni quando il plutonio è inalato o ingerito. Le particelle estremamente piccole di plutonio dell’ordine di microgrammi possono causare il cancro polmonare se inalate. Quantita’ considerevolmente più elevate se ingerite o inalate possono causare avvelenamento acuto da radiazioni e morte; tuttavia, finora, nessun essere umano è noto essere morto a causa dell’inalazione o l’ingestione di plutonio e molte persone hanno importi misurabili di plutonio nei loro corpi.” (fonte)
Il riciclaggio di scorie in combustibile MOX, uranio impoverito e plutonio per uso militare è un bisinissi molto allettante. Navi di scorie e di combustibile riciclato viaggiano per il mondo, dal Giappone all’Europa, per esempio. Viaggi sicurissimi, per carità ma, sai com’è. Visto ciò che trasportano.
Venendo all’Italia ed alle sue velleità nucleari. Non volendo soffermarci sulla facilità con la quale le norme di sicurezza degli impianti potrebbero venire aggirate, in un paese ad altissimo tasso di corruzione; tralasciando il carattere altamente sismico del territorio e l’obiettiva difficoltà di realizzare centrali abbastanza isolate per limitarne gli effetti di inquinamento sui centri abitati più vicini, c’è una domanda inquietante da farci.
Non sarà che proprio questo bisinissi del riciclaggio di scorie sta ingolosendo qualcuno? Pensando a chi ha già oggi in mano il riciclaggio dei rifiuti tossici normali, quelli di paranza, a partire dall’infima monnezza, vengono i brividi a pensare agli stessi personaggi che maneggiano il plutonio o il DU su tutto il territorio nazionale. A pensar male, ovvero a pensare che i nostri politici possano farsi paladini degli interessi delle ecomafie, si fa peccato ma, come diceva Andreotti, spesso ci si azzecca. Speriamo siano solo maldicenze e mali pensieri.
Ultimi aggiornamenti dal baraccone del Gran Circo Italia. Il nano malefico, con l’appoggio fondamentale dell’unico alleato fedele rimastogli, il mostro della palude padana, tenterà in ogni modo di dimostrare che Fini, il turpe traditore, è un corrotto perchè la sua donna ha avuto non si sa in che modo un appartamento a Montecarlo e il cognato si è accomodato in RAI riempiendosi il piatto più volte.Praticamente, quello che movimentava attricette in RAI per telefono con i vari maggiordomi, perchè doveva ingraziarsi qualche deputato ancora vergine di corruzione, tenterà di convincere gli italiani che, oltre ad essere corrotto e corruttibile, Fini è anche schiavo della figa e nepotista. Ma và? Praticamente una mosca bianca nel PDL, uno scarafaggio sul tappeto bianco. L’unica pecora nera in un gregge di pecorelle candide come la neve.
Insomma, l’unico che detiene veramente il primato della rogna nel PDL si preoccupa di controllare lo stato igienico degli altri e di spulciarli a dovere sulla pubblica piazza. E non dimentichiamo che il vecchio confabulatore deve ancora spiegare a quei babbei che lo votano come ha fatto i soldi dall’oggi al domani, da semplice figlio di bancario e non da figlio di banchiere. Deve ancora raccontare dei suoi rapporti con Dell’Utri e Mangano e una certa Piovra e cosa ci facesse un capomafia nel suo giardino al posto del nanetto d’ordinanza. Giardino di quella stessa villa, en passant, estorta con l’inganno alla ricca orfanella.
Non basta. Il nano deve sciogliere ancora i dubbi che ci attanagliano su un suo possibile ruolo nella strategia della tensione degli anni 90, quella del famoso “patto”, dal quale lui, casualmente, ma proprio proprio per puro caso, ha tratto la sua fortuna politica che dura ormai da quasi un ventennio. Magari sono tutte chiacchiere da bar ma se uno si rifiuta di spiegare, come lui fa da anni, fa pensar male.
Le domande sui suoi rapporti con la Signora Piovra gliele rivolgeva insistentemente anche il tizio della palude, una volta, ma dopo il trauma e l’emiparesi, il poveretto pare aver smarrito anche la memoria. Quando si dice che ad uno gliele vanno tutte dritte. Al nano, s’intende.
Berlusconi potrà dare del cornuto a Fini quanto vuole, ma con quel palco da cervo che si ritrova da par suo ci vorrà tutto il bronzo di una fonderia per ricoprirsene la faccia. Ci riuscirà probabilmente, visto che l’opposizione, sempre all’epoca dei “patti di non belligeranza” gli promise che non gli avrebbe toccato le panzertelevisionen. Quelle che scatenerà contro il traditore e che faranno dire ai cornacchioni: “Povero Silvio!”
Non è stato proprio un 25 luglio ma resta comunque una buona imitazione. Non male, non male.
Forse chi parla così crede che Berlusconi sia un fenomeno facile da debellare, come lo sporco con il Cillit Bang, dove basta una passata. Oppure pensa che Fini sia ancora il vecchio fascista dei tempi che furono. Non riesce a vedere l’evoluzione che ha indubbiamente avuto negli ultimi anni, per cui gli fa strano che un supposto fascista si metta contro il megaloman fascistone sui tacchi.
A volte per sconfiggere un nemico è meglio stargli vicino che osservarlo di lontano. Le operazioni di infiltrazione durano molti mesi, anni addirittura. Che Fini avrebbe rotto con il nano lo si era capito ai tempi del Signor Schultz. Basterebbe paragonare le posizioni sulla laicità, ad esempio, di Fini e di quel baciapile per opportunismo di Berlusconi, per capire la differenza che ormai separa i due. Differenza politica e di statura, non è una battuta, politica.
Pazienza, pazienza, pazienza. Non mi riferisco all’amico di merende sardegnolo ma a ciò che ha dovuto e dovrà avere Fini per liberarsi del piccoletto e liberare forse anche noi. Cosa per la quale passerà alla storia comunque.
Al di là di tutto, Fini dimostra di difendere la legalità. Vi pare poco? Io penso che lo faccia perchè ha le spalle coperte, perchè qualcuno ha deciso di muoversi e di rimettere un paio di cose a posto in Italia visto che qualcun’altro si sta allargando troppo e lui è l’agente designato a rimettere ordine.
Non mi preoccupa affatto la prospettiva di avere un domani un ex fascista come premier, visti i disastri che ha combinato un ex comunista come presidente della repubblica.
Mi preoccupano piuttosto coloro che invocano le elezioni anticipate.
Alle elezioni con il nano in sala comandi, con le panzertelevisionen schierate in suo favore e Bobo il sassofonista agli Interni? Chi si fida? La Lega lo sa benissimo che il suo potere è sopravvalutato e la sua influenza sulla politica nazionale è dopata e che, tolta di mezzo la piovra e la sua testa di minchia, tornerebbero a fare i pirla in riva al Po con le cornazze in testa. Per questo amano tanto il nano mafioso, come lo chiamavano tanti anni fa sulla “Padania”. Ma nemmeno tanti, in fondo.
Di quali venti milioni ciancia il grande statista dal cui schizzo è uscita una trota? Ma mi facciano il piacere. Venti milioni di mona li voglio proprio vedere tutti assieme e in fila per tre col resto di due. Si ricordino, quando sbarellano di secessione, di Aviano e di quanto non siano affatto padroni in casa propria come non lo siamo noi italiani. Finchè si fanno le pirlate folk con le ampolle, passi, ma ci si ricordi del problema che rappresenta la Lega in Europa e che preoccupa chi ha a cuore la stabilità della geopolitica. Per l’osservatore internazionale la Lega è nient’altro che un partito razzista, ben più a destra di altre cloache nazionaliste tipo quella di Haider buonanima. Nessun impero permetterà mai sclerate secessioniste. Si accontentino delle poltrone che hanno arraffato per sé e per i figli ciuchi e delle mollezze che ancora per poco lo stare attaccati ai tentacoli della mamma Roma gli saranno permesse. Quando questi cialtroni torneranno ad infettare solo i loro territori, ridimensionati al vero valore di quell’otto per cento di voti che è fin troppo per loro, staremo meglio tutti.
Ancora più ridicola è la posizione delle opposizioni. Dovremmo andare alle elezioni anticipate con il PD in questo stato? Con PD e IDV che litigheranno un giorno si e l’altro pure perchè nessuno vorrà sedersi di dietro ma solo davanti e sulle ginocchia dei guidatori collaborazionisti con il regime?
Ma davvero il Sor Pampurio e i suoi piddini grigi pensano di poter trarre vantaggio dalle disgrazie del nano, (anche se oggi, bontà sua, dice che le elezioni non le vuole?) Gente che ha rimediato trombate epocali che nemmeno Jessica Rizzo?
Un partito con un segretario premier che è calvo ma anche no, con quei capelli incerti sul da farsi e che bisognerebbe sottoporre alla macchinetta tosamarines, è esteticamente e politicamente improponibile e Vendola… mon dieu, non è un frontman per questa Italia di merda e l’Italia di merda non è pronta per un premier con l’orecchino. Con il fondotinta e i tacchi e i dané si ma con l’orecchino no.
Intendiamoci, Vendola è caruccio quando parla. Dice cose molto cool specialmente quando è intervistato da Daria Bignardi ma non verrebbe mai votato dalle megere del Nord con il terrore del grosso negro schwanstuck. Primo perchè Nichi è terrone, secondo perchè gay e terzo perchè comunista. Sembra la barzelletta americana che dice: “Signor Hermann, lei è gay, ebreo e americano. Quando si è reso conto di essere americano?”
Vendola è una pura fantasia. E’ il sogno ad occhi aperti di un Italia finalmente normale e moderna. Oserei dire europea. Lo vedrei molto bene come ministro ma la possibilità che gli italiani lo votino come premier è pura fantascienza e di quella parecchio lisergica.
Berlusconi è la testa ma ci sono anche i tentacoli e i tentacoli sono rozzi, ignoranti, pieni di pregiudizi, razzisti, omofobi e bacchettoni. Ai tentacoli piacciono i mostri alla Gentilini, la “toleransa zero”, le fintemonache alla Gelmini, le redente alla Carfagna. Vendola non è Milk e l’Italia non è la California.
Ci vuole pazienza, pazienza, pazienza. Sia che stiano per esplodere le bombe atomiche o meno, forse il piano sul quale siede il nano sta diventando veramente e sempre più pericolosamente inclinato.
A proposito di bombe, è inquietante nominarle alla vigilia del trentesimo anniversario della strage di Bologna ma non bisogna meravigliarsi del governo che non si presenta alle celebrazioni perchè questo non è altro che un puro atto mancato freudiano. Non ci va perchè nell’inchiesta c’entrarono Gelli e Pazienza. Perchè forse Gheddafi ha avuto un ruolo e loro sono troppo amici di Gheddafi. Gli baciano addirittura le mani. E forse perchè all’impiccato non piace sentir parlare di corde.
Se passa il decreto anti-intercettazioni salvacosche con la norma strangolablog (ma io non credo che passerà), entro 48 ore dalla pubblicazione di un’affermazione come quella del titolo, noi blogger saremo obbligati a rettificarla, cioè a ribaltarne il senso.Mi piace, mi piace. Quella nel “NON” potrebbe diventare una tecnica di resistenza, se saremo obbligati a stare attenti come parliamo. Basterà scrivere:
“Berlusconi non ha fatto i soldi grazie a Cosa Nostra”
“Berlusconi non va con le minorenni”
“Berlusconi non è un nano”.
“Berlusconi non è impotente.”
Ecc., ecc…
Oggi, grazie a Sky del cospiratore Rupert Murdoch ho potuto ascoltare il Bossi Umberto che parlava dalla folkloristica Pontida di “liberazione” del popolo padano.
Non solo ma proclamo con forza, in quanto italiana, il mio diritto alla liberazione dal giogo padano impropriamente imposto su tutto il territorio del nostro paese (isole comprese) dal regime dell’ex “mafioso e quinta colonna della mafia al Nord“, come scriveva appena nel decennio scorso lo smemorato di Pontida, prima di battere la testa contro un lingotto d’oro ed essere colpito da amnesia retrograda.
Cari italiani senza distinzione di sottomarca sanguigna, siamo governati da questi cialtroni che in qualunque altro paese sarebbero stati imputati, loro si, di eversione per attentato all’unità nazionale, e che invece giocano ai perseguitati, agli oppressi, neanche fossero dei nordirlandesi all’indomani del Bloody Sunday o dei palestinesi in cerca di patria da sessant’anni. Che strano, dei nordisti che utilizzano il più tradizionale ed indisponente dei repertori meridionali: il chiagni e fotti.
Il loro popolo, la loro terra. Ma di che minchia parlano? E bravi quelli che li seguono. No davvero, non si possono sentire certe stronzate se non incolpandole agli effetti dell’inquinamento e della nube di Seveso.
Vogliono essere padroni in casa loro quando sono proprio gli imprenditori del nordest a chiamare manovalanza de paranza da ogni angolo della periferia del mondo, solo perchè costa poco e non rompe i coglioni con i sindacati.
Prima li si fa venire a rompersi la schiena nelle loro aziende, poi ci si meraviglia che non si adattino alla polenta e latte e alla cassoeula ma continuino a scolare vodka o a mangiare cuscus e allora si scatena il borghese piccolo piccolo, quello che se sente il vicino (padano) che sgozza la moglie non chiama la polizia ma vorrebbe l’esercito a presidiare il quartiere perchè nell’aria si sente puzza di curry.
Gli imprenditori del nordest, quelli che non avrebbero fatto un franco senza l’aiuto della partitocrazia con base a Roma che hanno rinnegato appena uno di loro è divenuto imperatore della Brianza e che ora giocano alla rivolta popolare giurando che pagherebbero volentieri le tasse federali dopo aver evaso per anni quelle nazionali. Alla rivoluzione in SUV.
La cessione del quinto della dignità al nano permette da anni alla Lega di vedere taciuti sulla stampa e sulle television gli effetti dei suoi malgoverni locali. Prendiamo Malpensa. Da quanti anni governano il centrodestra e la Lega in Lombardia? Nessuno che chieda conto del perchè il glorioso hub varesotto si sia ridotto ad una piantagione di ortica e cicoria? Non sarà che questi legaioli, tolto l’effetto magico dell’acqua del Po, sono come gli altri amministratori, dei magnamagna e dei quaquaraquà?
Si parlava di cospirazione. Orbene, il re duce reduce dall’accampamento beduino oggi se ne esce con il complotto eversivo contro di lui. Poteri forti, banche, rivali in affari (il perfido Murdoch), la moglie, vera capa della Spectre AntiSilvio e i comunisti ridotti allo 0,000001%, ovviamente. Che non siano quelli, però, i veri nemici?
Modestamente qui se n’era già accennato ma mi fa piacere che quelle inchieste ed approfondimenti sul fronte I Misteri di Papi, che avevo auspicato, stiano arrivando, come ad esempio in questo articolo della Voce delle Voci:
“Mentre scriviamo, alla Voce risulta invece che sono in corso indagini top secret alla Procura di Napoli proprio per accertare il possibile collegamento fra i Letizia di Secondigliano (Benedetto detto Elio, ma anche altri suoi stretti congiunti) e il clan Letizia affiliato ai Casalesi. Un legame che, se fosse accertato, nella vicenda Papi, spiegherebbe tutto. O quasi. Qualcuno, in Campania ed oltre, sa bene da tempo cosa significa pronunciare alcuni grossi nomi. E perche’, se telefona uno con quel nome, se si spinge fino a chiedere a un leader politico di mostrarsi alla nazione intera, intervenendo ad una festa di paese, lui potrebbe essere costretto ad acconsentire. Ma in ossequio alla ragion di stato sarebbe obbligato a far credere – perfino alla moglie e ai figli – che si tratti d’una storia di corna e minorenni, piuttosto che rivelare al Paese e al mondo la verita’”.
Non solo ma anche Repubblica ha parlato di indagini del Tribunale di Napoli volte a scoprire come mai un processo intentato al babbo di Noemi non sia inspiegabilmente mai stato celebrato. Veri e propri Papi ‘X’ Files che dovrebbero preoccuparci più delle migliaia di foto di Zuppetta, come lo chiama il fido Fede, con i finti jus primae noctis del feudatario sulle servette delle gleba. Quelle si sciocchezze al confronto di un premier ostaggio ricattabile della Piovra.
La domanda è semplice ed il dubbio atroce. Bisogna fare chiarezza il più presto possibile. Qualcuno dalle parti di Gomorra sta per caso ricattando Papi a causa di passati favori e sta presentando il conto? Qualcuno che sta allargandosi troppo come potere economico ha lanciato la sua sfida eversiva, quella si, al potere politico ed a tutti noi allo STATO? E’ questo il complotto? Caro Papi, parlando di battute forse meglio è appartenere a Sodoma che a Gomorra.
Sono cose che credo abbiamo il diritto di sapere. Noi italiani. E anche i padani, và.
“Letizia, Letizia… questo nome non mi è nuovo”, direbbe Totò.
P.S. Si, lo so, si potrebbero fare facili dietrologie. Ma anche serie inchieste giornalistiche su certe coincidenze, forse.
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Non so se si è capito che, sotto il governo Berlusconi, l’unico problema della Sicilia e l’unica cosa pericolosa sul suo territorio sono i cani randagi.
C’è una curiosa sindrome neurologica che si chiama Neglect (Sindrome da eminattenzione spaziale). I pazienti che ne sono affetti in seguito ad ictus del lobulo parietale inferiore destro cerebrale, non riescono più a prestare attenzione e quindi a “vedere” la porzione sinistra del loro mondo. Anche se hanno il piatto di spaghetti pieno, ne vedono solo la parte destra e, richiesti di disegnare degli oggetti, li riproducono incompleti, mancanti della parte sinistra, come si vede nella foto. Se ci si pone alla loro sinistra sarà come se non esistessimo.
Gli italiani soffrono di una sindrome molto simile. Per tutto ciò che attiene a cose come: mafia, infiltrazione mafiosa nel tessuto connettivo dello Stato, mentalità mafiosa ed affini, siamo diventati negligenti, nel senso che non prestiamo attenzione, non vediamo proprio, di conseguenza non ce ne cale.
E’ possibile che, come ho fatto notare nel post precedente, vi siano tutti i sintomi della vittoria della piovra sullo Stato e nessuno che se ne indigni?
Se guardi una fiction di vent’anni fa e ti rendi conto che i cattivi di allora ragionano come alcuni dei nostri governanti, per giunta baciati dal consenso popolare, non dovremmo tutti avere qualcosa da dire?
Non mi pare che l’argomento abbia sortito una grande discussione. Nemmeno l’aver condito il post con un po’ di figa, è servito.
Riformulo quindi la domanda: a voi non preoccupa che alcuni dei più autorevoli esponenti della classe politica dirigente ragionino come i mafiosi dei film? Non vi fa rabbrividire il fatto che la mentalità mafiosa che vuole ostacolare in ogni modo la giustizia non riesca più ad essere riconosciuta come tale (cioè come mafiosa) e diventi normalità?
In queste calde serate estive mi sto riguardando “La Piovra” in DVD.Nella prima serie, che ho appena finito, il commissario Cattani combatte contro un’agguerrita ma circoscritta cosca locale. Palazzinari, immobiliaristi, notabili, banchieri, spacciatori, coalizzati nel grande affare del riciclaggio del denaro sporco. E’ una realtà ancora prettamente siciliana, una mafia d’altri tempi, che però ha già i suoi uomini piazzati nelle modeste tv locali.
C’è un oscuro personaggio, tale Laudeo, che si aggira per i salotti della borghesia mafiosa o fiancheggiatrice la malavita, reclutando personalità di spicco e offrendo loro la coalizione in un grande progetto per l’Italia. I riferimenti alla P2 sono palesi e, alla luce dei fatti storici successivi, il tutto suona tristemente beffardo. La vita che ha imitato l’arte.
Cattani spinge la sua indagine fino al punto di poter sgominare l’intreccio affaristico mafioso ma viene fermato da un odioso ricatto. Gli rapiscono la figlia e per riaverla viva dovrà non solo fermare le sue indagini ma rinnegarle e comportarsi lui stesso come un delinquente. Alla mafia non basta fermare il poliziotto che ha osato sfidarla ma vuole umiliarlo, annientarlo.
Nelle serie successive Cattani incontra personaggi della nuova mafia, con appoggi e coperture sempre più alte, sempre meno siciliane e più continentali e internazionali. Già la terza delle dieci serie è ambientata a Milano nei salotti dell’alta finanza, dominati da Tano Cariddi, un caruso dai capelli impomatati che ha fatto fortuna dal niente, con costanza e determinazione criminale.
Vedere “La Piovra” oggi, a ventiquattro anni dalla prima serie, fa uno strano effetto. E’ come tornare indietro nel tempo, vedere in embrione ciò che l’Italia è poi diventata e rendersi conto di non poter fare nulla per fermare il corso degli eventi, l’autodistruzione, di non poter soffocare quel mostro nella culla e poi svegliarsi e rendersi conto con sollievo di avere solo sognato. Ciò che i notabili della “organizzazione” hanno in mente di fare per l’Italia nella fiction sappiamo che si è avverato nella realtà e che forse è peggio di quanto potessimo immaginare. La cosa è agghiacciante e vagamente disperante. L’opposizione è stata sequestrata e il suo leader fa tutto ciò che gli chiedono di fare.
Quando uscì “La Piovra” tutti gli italiani solidarizzarono con il tutore della legge. Cattani divenne nel 1984 un indiscusso eroe popolare. Siamo sicuri che oggi un sondaggio non stabilirebbe che si tratta di un pericoloso comunista?
Dal sito di Remo Girone, leggo:
“La sua popolarità si afferma a livello internazionale con la partecipazione alla fortunata serie televisiva La Piovra, di cui diventa personaggio fisso, dalla terza (1987) alla decima (2000) serie, nel celebre ruolo di Tano Cariddi.Ma Silvio Berlusconi esce allo scoperto e accusa il serial di fare cattiva pubblicità alla Sicilia. Lo segue a ruota Zeffirelli, allora senatore di Fi.
L’ultima polemica è legata a un’intervista di Girone. L’attore ha replicato: «L’impegno della “Piovra” è sempre stato civile ma abbiamo continuamente subito una serie di attacchi di ogni tipo, soprattutto dalle destre, e in particolare da Berlusconi e Zeffirelli. Quando si fa una fiction sulla mafia sembra che i mafiosi siamo noi. Noi realizziamo invece una serie su un fenomeno che obiettivamente esiste e non si può far finta che non esista. Nella stessa intervista ho detto che La Piovra difende tutti i giudici che fanno onestamente il loro lavoro, compreso Borsellino che non mi pare fosse di sinistra». Quanto alla strumentalizzazione elettorale «a prodotto ultimato – dice Stefano Munafò, capo di Rai Fiction – con il direttore generale, Celli, e di Raidue, Freccero, esamineremo “La Piovra 10″ e se dovessimo ritenerla causa di turbamento della campagna elettorale ne sposteremo la programmazione, ma di politica nella storia ce ne è davvero poca. E’ la chiusura del vecchio ciclo».
Dopo questo scandalo la TV russa ha rifuitato di mostrare 5-10 serie di “La piovra”.
Ciò che comunque la fiction non è riuscita ad immaginare allora è come il potere che se la prende con la legge invece che con i delinquenti si sarebbe esaltato nel postribolare, nel godereccio e del pecoreccio. Non si poteva immaginare a quale livello di puttanaio (in tutti i sensi) ci saremmo ridotti.
C’è troppa serietà nel mondo della “Piovra” televisiva, un’atmosfera troppo austera, quasi funerea nella figura del cattivo. Bastava solo immaginare un Tano che racconta le barzellette sconce e tocca il culo alla segretaria per avere un’idea veramente profetica del futuro.
Per tirarci un po’ su, vi lascio con un’immagine della posizione della Piovra, che ben si adatta al gioco di parole del titolo e a questo paese che è diventato una grande società dei magnaccioni.
Peccato. Se in Italia vi fosse stata una zona desertica vi avrebbero costruito una città e l’avrebbero chiamata Las Figas.









