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A Betty importa ‘na sega del destino di un popolo, come del suo del resto, si dispiace solo per il beduino che viaggia in tenda con le amazzoni dal culone strippato dalla divisa e che ogni volta che viene a Roma disegna un nuovo pupazzetto sulla schiena dei governanti italiani. (Gli piace così tanto umiliarci.)
Non venite poi a piangere, cari papiminkia se, dopo aver scampato per quasi dieci anni il terrorismo islamico in casa nostra, qualche esagitato alqaedista o chi per lui farà un bell’attentatone con il botto in Italia, essendosi offeso per quel Corano impugnato come il catalogo dell’IKEA da 500 non-vergini affittate a ore e pronte a convertirsi al Corano per la modica cifra di 70 euro. (Cassandra mode off.)
Strani sommovimenti si sono uditi questa notte nel cimitero degli Allori, a Firenze. Chissà come avrebbe commentato il Rocky Horror Beduin Show la buonanima, quella che avrebbe volentieri dato alle fiamme in stile cappuccino, cornetto e napalm e fatto saltare la moschea, giammai ne avessero costruita una accanto a casa sua.
Chissà se quelli che indossano la maglietta con scritto “I cuore Oriana” non si saranno sentiti un pò presi in giro dal cialtrone della Brianza che, mentre fa l’alleato nella guerra al terrorismo islamico con gli imperiali e con i tollerantizero della Lega razzista, fa bondage estremo con un ex terrorista, anzi uno che Bin Laden al confronto gli fa una pippa. Uno che lo piglia allegramente per il culo, una volta sbarcato a Roma, auspicando l’islamizzazione dell’Europa.
Chissà cosa ne pensano l’infeltrito Feltri e tutti i borghesoni terrorizzati dall’Eurabia di queste liaisons dangereuses con l’amico del deserto un po’ rintronato che sbarca con le amazzoni, le tende e il guardaroba sulle gruccette. Chissà cosa ne pensa la Chiesa cattolica, quella che bisogna tenersi buoni nonostante le escort che animano il lettone di Putin (altro bel tomo), i divorzi e, in generale, la spregiudicatezza morale.
Io penso che lui, il brianzolo, stia solo preparandosi ad una vecchiaia dorata in esilio a Tripoli. Per quella mania che hanno gli statisti milanesi (per carità, basta, non datecene più) di emigrare in Nordafrica quando vedono la mala parata. Come Bettino, per illudersi di essere stato un politico almeno al suo livello. L’allievo che ha superato il maestro in senso negativo.
Magari un giorno i nostri discesi, in un trafiletto in cronaca estera, leggeranno:
“Tripoli, 2056. E’ morto a 120 anni Silvio Berlusconi, curioso personaggio dello spettacolo diventato per diverse volte Presidente del Consiglio italiano negli anni tra il 1990 e il 2010. Travolto da processi e scandali e da una clamorosa debacle finanziaria in seguito al crollo del suo ultimo governo, inseguito dalla CIA, era stato costretto all’esilio in Libia, ospite dell’amico e sodale Muhammar Gheddafi. Da molti decenni si era persa ogni traccia di lui.”
Morto in Libia, appunto.
E che scassamento di minchia! Lo abbiamo capito. Il G8 è servito solo ed esclusivamente ad appagare l’incontenibile ed ipetrofico Ego di questo ometto milanese, che ha goduto come un riccio a sentire delle persone che hanno il torto di essere semplicemente ben educate fargli i complimenti per l’accoglienza in Italia. Un grande sforzo organizzativo per pavoneggiarsi tra i grandi del mondo allo scopo di apparire grande a sua volta. Apparire, non essere.Si sono complimentati. E cosa dovevano fare, come quelli che invitati al pranzo di matrimonio criticano il risotto scotto e la scaloppina fredda? Chi è ospite in casa d’altri di solito fa i complimenti. Si chiama galateo e lui lo scambia per amore.
Mi meraviglia poi che un uomo di spettacolo non conosca la regola del “meraviglioso pubblico“. In qualunque palcoscenico del mondo, per chiamare l’applauso, la rockstar si rivolge alla platea dicendo di essere “molto felice di essere davanti a questo meraviglioso pubblico di (Napoli, Milano, Palermo, Abbiate Grasso, dipende dalla data del tour)”. Sono frasi di circostanza. Ma questi ci credono.
Naturalmente, ripartiti Obama, la Merkel, Lula e le Oba-Oba e gli altri pittoreschi invitati, come Gheddafi e Carlà che si sono ritrovati entrambi vestiti da Tony Manero, l’unica traccia che deve rimanere del G8 è la reputazione momentaneamente ricostruita dell’ometto, come una french manicure di fresco.
Gli consigliamo ora, dopo tanti successi, una lunghissima vacanza. Possibilmente al riparo da telecamere e siparietti e fuori portata dai nostri cabbasisi.
A proposito di reputazioni. C’è chi può. Magari al PD potesse essere consentito di organizzare un Mondiale di Calcio straordinario o un’Olimpiade fuori programma per emendare la coscienza dal fatto di avere tra i suoi militanti uno stupratore seriale.
Tra parentesi, ma chi paga Marino per dire quelle stronzate? Cos’è, siccome il PDL ci avrebbe sicuramente inzuppato il biscotto nel fatto della militanza a sinistra del presunto stupratore, li abbiamo battuti sul tempo? Guardateli lì, a prendersi a borsettate per uno che, più che un militante, è soprattutto uno fuori di melone di brutto, il classico pazzo lucido che anche uno psichiatra farebbe fatica a scovare se non fosse per il DNA lasciato abbondantemente sulla crime scene.
Che brutto spettacolo. Quasi quasi meglio la polo di Bertolaso e il tailleur da truzzo di Brooklyn della Bruni.
Macchè Papigirl, roba vecchia! Voglio fare l’amazzone di Gheddafi, con la mia bella divisa (ma quante ne hanno, e tutte diverse?) che strippa davanti e dietro sulle belle curvone da bella samaritana e l’espressione truce da caia-gregoria-guardiana-der-pretorio “mo’ ti taglio in due con la mia scimitarra”.Non
vorrei che, visto il tono da avanspettacolo adottato ultimamente dal nostro paese, i leader mondiali stessero assumendo dei consulenti d’immagine incaricati di consigliarli sul look appropriato per la visita al Circo Italiano. “Sa, devo andare da Berlusconi. Mi si nota di più con il total-beduino o con un bel restyling contaminescion da rockstar in declino?”
Ebbene, Sky annuncia che in questi giorni manderà in onda finalmente proprio il film maledetto. In realtà su Sky il film è già passato mesi fa, su RaisatCinema. Poi Murdoch non vuole che si dica che ce l’ha con il neoducetto.
Il buco nero dei rapporti libici con l’Italia post fascista risale al 1980 quando in una notte caddero un aereo di linea italiano capitato nel momento sbagliato nel punto sbagliato e un MIG libico che andò a terminare la sua corsa sulla Sila. L’aereo italiano cadde al largo di Ustica.
Ufficialmente è un enigma avvolto in un mistero ma alcune teorie fanno risalire il disastro ad uno scenario parecchio inquietante e dai risvolti imbarazzanti per il nostro paese.
Sempre secondo la teoria del fallito attentato con annessa spiata alla vittima, la bomba alla stazione potrebbe essere stata una vendetta o di chi progettò l’attentato originale o di chi lo scampò, una specie di pizzino della serie “parlo a nuora perchè suocera intenda”.
Chissà se un giorno potremo veramente sapere se queste teorie sono campate in aria oppure se dipingono la bieca realtà dei tornaconti politico economici che muovono il sole e le altre sfere?
Per oggi, grazie all’imborghesimento ed alla svolta filoimperiale dell’ex terrorista ci tocca montare la tenda in giardino e fare buon viso a cattivo gioco. Pagare il mutuo venticinquennale di 5 miliardi di dollari alla rockstar in divisa, consegnargli gommoni carichi di disgraziati che andranno sicuramente al macello ma l’importante è che non vadano a girare per Milano e sederci davanti alla paytv dove, a pagamento, un signore australiano ci ricorderà quanto eravamo stronzi quando eravamo fascisti. Eravamo o siamo ancora?
A Gheddafi non importa, l’importante è che i fascisti paghino.
Macchè Papigirl, roba vecchia! Voglio fare l’amazzone di Gheddafi, con la mia bella divisa (ma quante ne hanno, e tutte diverse?) che strippa davanti e dietro sulle belle curvone da bella samaritana e l’espressione truce da caia-gregoria-guardiana-der-pretorio “mo’ ti taglio in due con la mia scimitarra”.Non
vorrei che, visto il tono da avanspettacolo adottato ultimamente dal nostro paese, i leader mondiali stessero assumendo dei consulenti d’immagine incaricati di consigliarli sul look appropriato per la visita al Circo Italiano. “Sa, devo andare da Berlusconi. Mi si nota di più con il total-beduino o con un bel restyling contaminescion da rockstar in declino?”
Ebbene, Sky annuncia che in questi giorni manderà in onda finalmente proprio il film maledetto. In realtà su Sky il film è già passato mesi fa, su RaisatCinema. Poi Murdoch non vuole che si dica che ce l’ha con il neoducetto.
Il buco nero dei rapporti libici con l’Italia post fascista risale al 1980 quando in una notte caddero un aereo di linea italiano capitato nel momento sbagliato nel punto sbagliato e un MIG libico che andò a terminare la sua corsa sulla Sila. L’aereo italiano cadde al largo di Ustica.
Ufficialmente è un enigma avvolto in un mistero ma alcune teorie fanno risalire il disastro ad uno scenario parecchio inquietante e dai risvolti imbarazzanti per il nostro paese.
Sempre secondo la teoria del fallito attentato con annessa spiata alla vittima, la bomba alla stazione potrebbe essere stata una vendetta o di chi progettò l’attentato originale o di chi lo scampò, una specie di pizzino della serie “parlo a nuora perchè suocera intenda”.
Chissà se un giorno potremo veramente sapere se queste teorie sono campate in aria oppure se dipingono la bieca realtà dei tornaconti politico economici che muovono il sole e le altre sfere?
Per oggi, grazie all’imborghesimento ed alla svolta filoimperiale dell’ex terrorista ci tocca montare la tenda in giardino e fare buon viso a cattivo gioco. Pagare il mutuo venticinquennale di 5 miliardi di dollari alla rockstar in divisa, consegnargli gommoni carichi di disgraziati che andranno sicuramente al macello ma l’importante è che non vadano a girare per Milano e sederci davanti alla paytv dove, a pagamento, un signore australiano ci ricorderà quanto eravamo stronzi quando eravamo fascisti. Eravamo o siamo ancora?
A Gheddafi non importa, l’importante è che i fascisti paghino.
Macchè Papigirl, roba vecchia! Voglio fare l’amazzone di Gheddafi, con la mia bella divisa (ma quante ne hanno, e tutte diverse?) che strippa davanti e dietro sulle belle curvone da bella samaritana e l’espressione truce da caia-gregoria-guardiana-der-pretorio “mo’ ti taglio in due con la mia scimitarra”.Non
vorrei che, visto il tono da avanspettacolo adottato ultimamente dal nostro paese, i leader mondiali stessero assumendo dei consulenti d’immagine incaricati di consigliarli sul look appropriato per la visita al Circo Italiano. “Sa, devo andare da Berlusconi. Mi si nota di più con il total-beduino o con un bel restyling contaminescion da rockstar in declino?”
Ebbene, Sky annuncia che in questi giorni manderà in onda finalmente proprio il film maledetto. In realtà su Sky il film è già passato mesi fa, su RaisatCinema. Poi Murdoch non vuole che si dica che ce l’ha con il neoducetto.
Il buco nero dei rapporti libici con l’Italia post fascista risale al 1980 quando in una notte caddero un aereo di linea italiano capitato nel momento sbagliato nel punto sbagliato e un MIG libico che andò a terminare la sua corsa sulla Sila. L’aereo italiano cadde al largo di Ustica.
Ufficialmente è un enigma avvolto in un mistero ma alcune teorie fanno risalire il disastro ad uno scenario parecchio inquietante e dai risvolti imbarazzanti per il nostro paese.
Sempre secondo la teoria del fallito attentato con annessa spiata alla vittima, la bomba alla stazione potrebbe essere stata una vendetta o di chi progettò l’attentato originale o di chi lo scampò, una specie di pizzino della serie “parlo a nuora perchè suocera intenda”.
Chissà se un giorno potremo veramente sapere se queste teorie sono campate in aria oppure se dipingono la bieca realtà dei tornaconti politico economici che muovono il sole e le altre sfere?
Per oggi, grazie all’imborghesimento ed alla svolta filoimperiale dell’ex terrorista ci tocca montare la tenda in giardino e fare buon viso a cattivo gioco. Pagare il mutuo venticinquennale di 5 miliardi di dollari alla rockstar in divisa, consegnargli gommoni carichi di disgraziati che andranno sicuramente al macello ma l’importante è che non vadano a girare per Milano e sederci davanti alla paytv dove, a pagamento, un signore australiano ci ricorderà quanto eravamo stronzi quando eravamo fascisti. Eravamo o siamo ancora?
A Gheddafi non importa, l’importante è che i fascisti paghino.












