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| Anziana anarcoinsurrezionalista armata di corpo contundente. |
“Ue ragassi, siamo mica qui a candeggiare i Black Block.” (Bersani apocrifo)
Io però penso male e penso che i Black Bloc, alla fine dei conti, lavorino per il Re di Prussia. Fateci caso, ogni volta che una popolazione si oppone e decide di protestare con le armi che offre la democrazia: cortei, presidi e sit-in contro una decisione della Casta Cialtrona che governa il mondo e che vorrebbe imporle leggi, opere faraoniche di nessuna utilità e soprusi economici di vario tipo, si inizia sempre con un corteo pacifico e poi arrivano loro, gli scarrafoni neri, a rimettere le cose a posto. Come arrivano, ad assaltare ovviamente la polizia, da quel momento non si parla più delle ragioni della manifestazione e della protesta ma diventa tutto terrorismo da stroncare con le botte indiscriminate e le armi chimiche fuorilegge. Facile, no? Sono dieci anni e più che funziona così. Già a Genova nel 2001 era molto chiaro come sarebbe andato il mondo nel nuovo millennio.
Bisogna fermare ed arrestare i violenti. Certamente, sono d’accordo. E’ dal G8 di Genova che aspetto che lo si faccia. Ne arrivano a plotoni ma ne prendono sempre tre o quattro, dei quali però non sappiamo mai nulla e non si sa mai chi li ha mandati, chi gli ha pagato la trasferta, visto che vengono anche dall’estero, e chi eventualmente li manovra.
Secondo me la parte interessante sui Black Bloc dovrebbe cominciare il giorno dopo l’arresto, quando gli si toglie finalmente il passamontagna nero e li si smaschera. Invece, finito l’allarme invasione e le violenze, puf!, spariscono come Kaiser Soze. Ed io penso male.
Penso male anche perché si ha sempre l’impressione che, invece di concentrarsi sugli scarafaggi, andandoli a stanare uno per uno, e di riservare la repressione su di loro, si finisca per menare tutti indiscriminatamente e gasare nel mucchio anche la vecchietta. Segno che, Corso Italia 2001 insegna, con le immagini del sangue e delle legnate servite calde calde al TG1, il Black Bloc offre il pretesto per una bella randellata generale allo scopo di far sbollire i bollenti spiriti ai manifestanti, soprattutto a quelli più pacifici. Così la prossima volta imparano a scendere in piazza contro il sistema.
I partiti dell’arco costituzionale che dovrebbero rappresentare all’interno delle istituzioni le istanze delle popolazioni in lotta contro leggi e disposizioni governative percepite come ingiuste (nel nostro paese sarebbe in teoria la fottuta sinistra a doversene far carico) avrebbero il dovere di proteggere le manifestazioni assicurandone il carattere democratico e pacifico. Dovrebbero occuparsi del servizio d’ordine (come facevano una volta!) e collaborare con le forze dell’ordine per concordare la strategia per isolare eventuali agenti provocatori e deficienti in vena di bravate. Facendo sì che la violenza che vuole infiltrarsi nella protesta e farla degenerare venga isolata ed annientata. Con i responsabili consegnati alla giustizia e la manifestazione pacifica che non subisce se non minime conseguenze.
Invece ormai abbiamo un maggiore partito dell’opposizione che regolarmente lascia sole le popolazioni e le loro rivendicazioni in balìa del caso. Se ogni volta non ci scappa il morto è solo per pura fortuna. Ma loro, e glielo dico in faccia, in quella faccia da buco del culo che hanno, hanno la responsabilità morale di ogni singola manganellata, di ogni singolo candelotto sparato ad altezza d’uomo e di ogni caso di intossicazione da CS (gas tossico e vietato) su cittadini inermi che non hanno nulla a che fare con la violenza di pochi ma che erano lì solo per esercitare il loro sa-cro-san-to diritto democratico di opporsi alle decisioni di una Casta non eletta dal popolo ma autonominatasi, esecutrice materiale degli ordini dei loro padroni nominabili ed innominabili. Casta della quale il PD è ormai da anni reggitore ufficiale di coda.
Se sono ordini politici, ci sono sicuramente agenti che non li approvano ma che non possono opporvisi e fa rabbia sapere che anche loro rischiano la vita perché lassù qualcuno ne ha cinicamente interesse al fine di difendere il proprio “particulare”.
E, siccome bisogna schierarsi senza se e senza ma, io sto con il NOTAV, con le popolazioni della Val Susa. In culo a Bersani, per fare un nome a caso.
“Un paese civile e democratico come l’Italia non può permettersi la permanenza di un presidio come quello del villaggio Maddalena, al di fuori della legalità. La Tav è un’opera fondamentale per lo sviluppo dell’Europa e un’infrastruttura importante per mantenere i collegamenti dell’Italia a livello internazionale. Per questo è fondamentale che i cantieri partano entro fine mese, per non perdere quote di finanziamento europeo”. (Emma Marcegaglia)
Lasci stare la legalità, signora mia. O almeno pensi prima ai troppi operai che muoiono nei suoi stabilimenti, all’albergo alla Maddalena (che combinazione) costato a noi fessi suoi concittadini 120 milioni di euro per il G8 abortito del 2009 ed a lei affittato dalla Bertolaso Band alla cifra da hard discount di 60 mila euro l’anno, alle altre speculazioni edilizie ai limiti dello scempio ambientale tipo Malfatano, ed alle altre magagnucce di famiglia.






