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| I cinque radicali ad opposizione alternata |
* grazie Gianguido.
Non è stato facile trovarne uno nella mia città però ce l’ho fatta e sono riuscita a firmare. Oggi alle 12.30, in una piazza con il mercato già in smobilitazione, sotto la torre cittadina, c’erano due persone con un banchetto. Pochi segni di riconoscimento, a parte una bandiera dell’IDV un po’ stazzonata e seminascosta sopra il tavolino. Niente palloncini o gazebi, nessuno che abbordasse i potenziali firmatari. Forse anche i volontari erano in piena smobilitazione preprandiale. A quell’ora, come si dice da noi, la fame è cattiva.
P. S. Ovviamente, se il banchetto non c’è, ci si può sempre recare nel proprio Comune di residenza e chiedere di firmare. Ma quanti lo sanno?
Ieri mattina, in spiaggia a Cesenatico, c’erano i Piddini grigi con le pesche e lo slogan “Il governo è alla frutta”. Una descrizione più dettagliata dell’evento potete trovarla nel post di esattamente un anno fa, visto che quella di domenica ne era una quasi identica ripetizione.
Una situazione parecchio straniante. Sapete, come vedere passare il gatto nero una seconda volta. Il Deja vu e il bug nella matrice.
Stessa spiaggia e stesso mare ma sicuramente con minori forze in campo rispetto all’anno scorso. Un paio di volontari, due bandierine e appena due o tre misere cassette di nettarine nonostante di questi tempi, tra l’altro, te le tirino dietro perché non valgono niente e gli agricoltori della nostra zona ne stiano sostituendo le piante con distese di pannelli solari. Ecco, anche la scelta di un frutto perdente ed in crisi può avere un significato simbolico devastante.
Quest’anno non mi sono fermata a discutere con i volontari perchè sarebbero volati gli stracci. Ho fatto finta di nulla, ho innestato la modalità ” nun ce prova’ “, loro non mi hanno fermata e sono passata oltre. Peccato per la pesca, con il caldo che faceva sarebbe stata un ristoro. Però mi conosco, avrei attaccato briga e non ne avevo voglia, di domenica e in pieno relax marinaro.
Ad ogni modo rivedere, a distanza di un anno, la stessa scenetta inconcludente mi ha fatto impressione.
Mi ha fatto una tristezza terribile e mi ha dato l’idea della pochezza di questo partito bestemmia che aspetta solo che Berlusconi faccia un passo indietro oppure rimanga sotto boccaglio o venga eliminato da un’operazione in nero della CIA per mettersi al suo posto con i Penati al posto dei Milanese (per carità, tutti innocenti fino a prova contraria, eh?)
I piddini che mi leggono si incazzeranno, lo so, ma purtroppo anche quella che sembra pochezza, inconcludenza ed innocua bonarietà di un partito inutile è una strategia precisa ed è un comportamento voluto dall’adesione di questi collaborazionisti al pensiero unico globale.
Cosa dicono Bersani e Berlusconi? Che: “Non c’è alternativa”. Non c’è alternativa al PD come partito d’opposizione e non c’è alternativa a Berlusconi a destra.
A proposito di mancanza di alternativa, che fine ha fatto la campagna “a porta a porta” preannunciata l’autunno scorso dal PD?
Il brutto è che non è mica farina del loro sacco, questo pensiero unico. E’ il vecchio “THERE IS NO ALTERNATIVE” (TINA) di Margaret Thatcher.
In soldoni e tradotto in tutte le lingue: “il mondo è questo e ve lo ciucciate così”. Con la globalizzazione, il mercato dei pirati della Malesia, le borse, gli Standard & Poors (dove i poors saremmo noi) e la forbice tra quelli che pagano sempre e gli altri che non pagano mai che ormai si sta spezzando.
E loro che comandano perché “non c’è alternativa, bla, bla”, con l’enunciato del Marchese del Grillo a tradurre il bla bla. Al limite, proprio proprio per farci contenti e darci l’illusione della democrazia, un po’ governa una B e poi l’altra. Tanto non c’è alternativa a questo Bed & Breakfast. O mangi questa colazione o la salti proprio.
Altro che pesche. Bisognerà proprio che questa benedetta alternativa, che è nascosta bene da qualche parte ma c’è, ce la troviamo da soli.
“Il 10% degli italiani, coloro che sono i più ricchi, diano un contributo straordinario per fare scendere il debito pubblico. Veltroni lancia la proposta a metà discorso. Definendo il debito pubblico “un cancro che divora il paese”. Per questo, secondo il leader della minoranza Pd, serve uno sforzo straordinario. Come l’eurotassa di passata memoria: “In quel caso tutti compresero che era necessaria, doverosa e utile”.
Tanto per salvare l’apparenza, direbbe uno spirito maligno.
Il nanerottolo pittato potrà anche essersi comprato qualche arbitro e può tentare di allargare a dismisura la sua collezione di corpivendoli ma, basta leggere i giornali stranieri che raccontano la situazione italiana per quella che è veramente, senza fronzoli favolistici, per capire che il suo destino è comunque segnato.
Il generale inverno non si farà comperare tanto facilmente a suon di dobloni perché porterà ancora più scontento in un paese immobilizzato nell’incantesimo malvagio del berlusconismo, con il boss pittato che sarà costretto a preoccuparsi solo del suo delirio di impunità.
Se con Tangentopoli gli italiani tirarono le monetine ai ladri, qui non basterebbero le riserve auree di Fort Knox, perché il livello di corruzione generalizzata, di spregio per le istituzioni, di occupazione selvaggia della cosa pubblica e del suo stupro aggravato e continuato ha raggiunto livelli inimmaginabili. Bettino rischia di essere seriamente retrocesso al grado di ladro di polli rispetto a questi attuali delinquenti dediti al sacco delle istituzioni a suon di prebende, assunzioni e pretese di privilegi.
Ricordatevi l’ammonimento di Kossiga. In fondo dobbiamo ringraziarlo, perché ci ha svelato le prossime mosse del nemico in modo che possiamo prevederle ma dubito che qualcuno stia facendo tesoro di questa preziosa eredità.
Così poi avrei la scusa per scatenare la reazione violenta non delle forze dell’ordine in generale, ma di quelle che tengo in serbo per le grandi occasioni tipo G8 di Genova, quelle che hanno licenza di menare e, se necessario, di uccidere. Condirei il tutto con infiltrati di ogni genere: gente dei servizi, ultras pallonari, estremisti vogliosi di andare a combattere le zecche. Avrei gioco facile perchè c’è sempre qualche centrosocialista imbecille convinto di poter “violare la zona rossa”, offrendomi il fianco. Se per disgrazia ci scappasse il morto o più di uno, con i media al guinzaglio sarebbe uno scherzo proibire le manifestazioni e scoraggiare qualunque dissenso con un atto di forza. Lo ha detto Kossiga, io cito solo a memoria.
Da quello che si è visto ieri a Roma, un casino senza regole, con infiltrati e provocatori a iosa, ci vuole una risposta precisa ed urgente. Possibilmente non ambigua.
Non basta, secondo me, svegliarsi stamattina con un bel caffè forte e gridare: “C’erano gli infiltrati!” Chiedere a Maroni, che poveretto cosa vuoi che ti risponda, di riferire in Parlamento. Perchè D’Alema, l’esperto in notti cilene che sta appollaiato al Copasir, non può far nulla? Queste grida scandalizzate, caro dirigentume piddino, sono assolutamente insufficienti. A proposito, che fine ha fatto la famosa Commissione d’Indagine sul G8 di Genova che era stata promessa in uno degli ultimi programmi elettorali? Quello bello grosso con la copertina gialla.
Parlando di Genova, allora i piddini si chiamavano in un altro modo ma tanto sono sempre loro, presero una decisione: non partecipare alle manifestazioni, lasciare i manifestanti da soli in piazza e negare loro, di conseguenza, qualsiasi protezione da servizio d’ordine.
Per carità, politicamente fecero la cosa giusta, non essendo certo un partito antisistema. Sarebbe stato comico vedere Fassino manifestare contro le banche.
Però hanno anche lasciato tanta gente, che voleva solo pacificamente (ed ingenuamente) protestare contro la globalizzazione, e lo faceva per la prima volta, in balìa dei violenti e della repressione.
Mi dicono poi che quella cosa chiamata “servizio d’ordine del PCI”, un corpo di volontari formato da nerboruti operai, camalli genovesi, perfino vigili del fuoco che andavano in piazza a protezione delle manifestazioni di partito e del sindacato, contro le infiltrazioni e le provocazioni, non esiste più da quando le prese dai katanghesi nel ’77. Secondo me esiste ancora, quando si deve andare a San Giovanni a dire che siamo milioni di milioni, con Bersani e Veltroni. Che fa pure rima. E’ che non lo cedono tanto facilmente.
Ecco, vorrei solo sapere questo. Ho questa curiosità. Se monterà la protesta di quei lavoratori che la sinistra dice di difendere, se la voglia di scendere in piazza a protestare sarà sempre più forte, ci sarà qualcuno a difenderli? Da che parte starà il piddì?














