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Di cosa si può parlare quando si è troppo stanchi per impegnarsi in discorsi seri? La psicologia pugnettistica in questi casi è come il metano, ci dà una mano.
L’altro giorno mi è capitato di leggere un articolo su una di quelle famose “ricerche” che provengono regolarmente da “università americane” e promettono scoperte eccezionali nel campo dell’esegesi del comportamento umano, anzi peggio: di quello femminile. Cito pari pari dall’articolo in oggetto:
Come scelgono le donne un ipotetico partner sessuale? Non lo guardano dritto negli occhi e neppure si concentrano su fronte e profilo. Scrutano mascelle, zigomi e labbra, ne soppesano proporzioni e difetti perché il segreto dell’attrazione è tutto lì, racchiuso nella parte inferiore del volto.
Al contrario, quando il gentil sesso vuole ricavare un generico giudizio estetico, denudato da ogni valutazione sessuale, si sofferma sugli occhi, sulla fronte, sulla parte alta del naso, sulla forma della testa. Un giudizio in due tempi, un’analisi del volto diviso a metà che dimostra quanto le donne siano complicate, già dal loro primo sguardo.

Mah. A me, avrebbe detto quel simpaticone di Gino Cogliandro dei Trettrè, me pare na strunzata, ma proprio di quelle con il botto, aggiungo io.
Solo mascelle, zigomi e labbra? Non saranno state per caso studentesse di medicina specializzande del maxillo-facciale?
Così, se io, putacaso, mi beassi guardando un paio d’occhi di quelli che, se incrociano i miei, fiammeggiano le spade laser come in Guerre Stellari, vuol dire che lo faccio solo per un esercizio puramente estetico e non sessuale? Ma mi faccia il piacere!

Se vogliamo proprio fare un discorso psicologico, se vogliamo interpretare i misteri dell’attrazione, del perchè quello ci attizza tanto, mannaggia, e quell’altro non lo toccheremmo neanche con il forcone indossando guanti di lattice, bisogna tirare fuori dall’armadio la Gestalt, ovvero il principo che è l’insieme di tante parti che dà origine ad un tutto.

Più che di costanti e formule matematiche infallibili, si può parlare di POI (punti di interesse,) come quelli in presenza dei quali il tuo navigatore inizia a suonare la sirena. Possono essere due occhi dal colore assolutamente ultraterreno, oppure la bocca, la nuca, la fossetta sul mento, uno scalpo, un profilo, la corporatura, la voce, i capelli, praticamente ogni caratteristica somatica visibile. Della bellezza di una cistifellea e di una placca tibiale non ce ne potrebbe fregare più di tanto a meno che non fossimo anatomopatologhe.
Le mani sono importantissime, ad esempio. Le gambe storte, che in una donna sono un dramma, in un uomo attizzano. E non per andare assieme a visitare una mostra di farfalle esotiche.

E’ una stupidaggine fare la classifica di cosa una donna guarda per prima cosa in un uomo. Prima di tutto perchè non tutte confessano che guardano il sedere e a domanda rispondono ripiegando sui più rispettabili zigomi.

A volte è un unico particolare che rende l’uomo in oggetto interessante. In altri casi, quello degli I.B. (Irrimediabilmente Boni), di loro non butteresti niente, nemmeno il calcagno, o il dente del giudizio, perchè come li rigiri trovi sempre qualcosa di arrapante, anche il modo in cui la giugulare gli attraversa il collo.
Ho detto arrapante, non esteticamente apprezzabile.
In ogni caso, anche quando è un unico particolare a fare la differenza siamo sempre interessate al tutto, alla Forma, alla Gestalt, all’insieme appunto. Non ci piace X solo per gli occhi o la bocca o le natiche, ma perchè a, b, e c assieme diventano un Tutto Irripetibile.

Per tornare alle studentesse feticiste del mastoide. Che si tratti di una ricerca inutile e farlocca lo dimostra il fatto che il campione sul quale è stata condotta, ben 50 soggetti, è ridicolo per numero e assolutamente non rappresentativo della popolazione generale. Quindi non dimostra nulla ed il risultato non è generalizzabile.
Ho paura che si stia cominciando a non distinguere più tra ricerca scientifica e sondaggio. Alla faccia dell’ipotesi nulla.


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Il significato del Sesso Ludico non richiedeva il Q.I. di Newton per essere compreso. (Paolo Barnard, agosto 2009)

E te pareva che non era un problema di comprendonio?
Insomma siamo le solite cretine. E pure delle infami stronze kapò torturatrici sadiche belve delle ss inquisitrici domine implacabili madri snaturate pedofile infanticide penicide catfighters traditrici infami troie e soprattutto streghe.
Uhm, ci sono alcune cose della risposta di Paolo Barnard che titillano il mio psicoclitoride e mi ispirano qualche commentuccio. Da QI 40, ovviamente, niente di importante.

Non abbiamo capito (noi donne) cosa intendeva lui con Sesso Ludico, gnè gnè. Siccome sono cretina ammetto che anche dopo aver letto l’accorata risposta alle streghe in procinto di riunirsi per il sabba agostano non ho ancora ben afferrato ma qualcosa forse comincia ad illuminarsi.
Cito:

Il potere per esempio di stoppargli l’uccello mentre vi sbattono da onanisti ignoranti e di dirgli “così non sento niente, possiamo fare un gioco diverso? Te lo insegno”.

Te lo insegno? E’ quello il problema? Cioè dovremmo essere noi ad insegnarvi come fare l’amore? Scusa ma, e le ragazzine che cominciano adesso e non hanno ancora, poverine, a dodici anni, l’esperienza di una consumata professionista dell’hardcore, che dovrebbero fare? Frequentare un corso, uno stage?
Lo sapete benissimo cosa ci piace. Guardate tonnellate di film porno con i migliori scopatori del mondo e non riuscite ad imparare un cazzo (scusandomi per la licenza poetica). Qualche lezioncina da Linda Lovelace noi l’abbiamo imparata ma voi quando guardate Rocco in azione dove guardate?
Lo sai che fintanto che non incontriamo uno che ci fa godere veramente (perchè evidentemente ci sa fare di natura, non perchè si è diplomato alle serali con Moana) conosciamo solo l’orgasmo clitorideo self-made?
Il piacere che proviamo lo apprendiamo con l’esperienza e con un maschio che, scusa se rigiro il coltello nella piaga, ci sa fare.
Sono d’accordo che sia necessario a volte guidare il maschio verso cosa ci piace e magari rifiutare ciò che a noi non va ma cosa c’entra questo con Ilse la belva delle SS e Leonarda Cianciulli la saponificatrice?
Eh si, perchè nella tua risposta ci tieni a ricordare che anche noi sappiamo essere crudeli e inanelli una serie di Orrori del Femminilismo che fa invidia a quelli del comunismo. Che c’entra questo con la nostra riottosità a diventare Maestre della Tecnica Sessuale Tantrica?
Siamo crudeli. Grazie al cappero. Lo sapevamo. Siamo capaci di accoltellarci l’un l’altra, ok ma, ripeto, che c’entra con il Sesso Ludico?

Dopo il rant misogino arriva il nocciolo della questione. Cito di nuovo:

E rimanendo nei paraggi, avete dimostrato una callosa indifferenza di fronte all’appello che ho riportato nell’articolo a nome di tantissimi uomini. Trattava dell’estenuante fatica e del dolore intenso che soffriamo lungo un’intera vita di abbordi, corteggiamenti, contatti, dove l’implacabilità statistica delle vostre reazioni a “occhi scocciati, o girate di spalle, i ‘non mi stressare’, ‘non è il caso’, la rigidità, la freddezza o addirittura il disprezzo” è ingiustificabile qui, oggi, in Italia. Quella vostra indifferenza, dicevo, è un faro puntato sulla vostra perfidia, care belle e avanzatissime donne (ne riparlo più sotto). Perché non ci vorrebbe tanto a calarsi per un minuto nei panni dell’altro e arrivare alla conclusione cui arrivò una meravigliosa e bellissima donna ‘marziana’, che una volta mi disse: “Se io dovessi fare lo sforzo emotivo che fate voi tutte le volte che ci abbordate, sarei paralizzata dal terrore. E se a ‘cacciare’ in questa cultura dovessero essere le femmine invece degli uomini, credo che sarei stata sola tutta la vita”.

Il cri de coeur è meraviglioso. Siamo kapò schifose perchè vi diciamo di no. Ora, aspetta, siccome sono sadica, accendo la radio su “Stuck in the middle with you” e metto mano al rasoio.
Noi generalmente diciamo no a chi:
1) non ci piace (nel range che va dal non ci attizza al ci fa proprio ribrezzo);
2) non vuole nemmeno fare la fatica di conquistarci ma vuole soltanto che glielo sgrulliamo dicendogli pure grazie.

Hai presente i Casanova, i Don Giovanni, quelli che con un battito di ciglia ci stendono a mo’ di tappeto? Te lo sei mai chiesto come ci riescono? Non sarà che a qualcuna piace ancora essere conquistata dal trivialissimo “uomo-che-non-deve-chiedere-mai”?
Fatica a conquistare? A noi piace un casino, sai, impegnarci nella conquista dei vostri bastioni di Orione.
Vi diciamo di no? Conosco un mucchio di uomini che non fanno che dirmi che hanno il problema opposto al tuo: non sanno come difendersi dalle donne. E, tieni presente che non sono dei Viggo Mortensen o dei Johnny Depp.

Sono maschi normali, magari con la grana ma normali. Anche grassocci, bassetti e avanti negli anni. Magari rimorchiano dei cancri ma, credimi, di donne che hanno voglia di divertirsi ce n’è a vagonate oggigiorno. Quindi mi fa specie questa lamentazione nei confronti delle donne che non la danno.
Non sarà che vi brucia solo quella che non ve l’ha data perchè era l’unica che vi interessava davvero? E allora vedi che non è Sesso Ludico, è qualcosa di più. Chiamalo interesse, amore, come ti pare.

Non per menarla con la par condicio ma noi donne ne riceviamo di due di picche, hai voglia! Sai quando riuscite ad essere veramente stronzi? Quando non vi piaciamo. Ci trattate come fossimo altri maschi, come i commilitoni in camerata, raccontate le barzellette sconce e ci fate pure vedere i filmetti porno, tanto siamo per voi come sorelle, anzi ancora meno. E tutto perchè non siamo il vostro tipo. Pensa se per caso a qualcuna di noi piacesse un tipo del genere.

Infine, mi pare tu ci rimproveri di non riuscire, oltre ad insegnarvi il perfetto cunnilingus e l’arte della stimolazione del punto G, anche di non togliervi l’imbarazzo di tutto questo troiaio commercial-sessuale che tanto ci fa schifo.
Come dire: perchè, oltre a lavare, stirare, scaccherare i figlioli e i vecchi, lavorare otto-ore-otto, far da mangiare, raccogliere i vostri panni sporchi, farvi i bagagli quando si parte, pulire l’asse del cesso dopo che avete pisciato perchè è troppa fatica alzarla, darvi lezioni di Sesso Selvaggio Corso Avanzato ogni sera, anche e soprattutto quando abbiamo mal di pancia, curarvi un semplice raffreddore come se fosse un’infezione da Ebola e insomma servirvi di tutto punto, dopo tutto questo, “perchè cara non vai di là a farmi pure la Rivoluzione”?

Con amore,
Lameduck

P.S. Dimenticavo la dedica musicale. Penso che questo video di Robbie Williams esprima bene la nostra crudeltà e disumana indifferenza verso i poveri uomini, che si svenano per noi

UPDATE – Povero Paolo, ci si è messa pure Galatea


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“Non ho nulla contro i gay, anzi ho molti amici omosessuali, ma quelli mi hanno provocato.” (Svastichella, agosto 2009).

Un capolavoro. Un perfetto concentrato di tutto il pensiero omofobo del vero machofascio. Il senso è: ho tanti amici gay purchè non siano troppo carini, altrimenti magari mi eccito e quindi, lo capite, sono loro a provocarmi.
Anche stasera in fondo si parla di deresponsabilizzazione e scaricabarile.

A parte tutte le motivazioni di moralità, di difesa di una cosiddetta “normalità”, la violenza omofoba e soprattutto quella apparentemente irrazionale, nasce solo dalla paura di essere a nostra volta omosessuali. Essere gay è ancora una cosa orrenda, in questa (in)cultura dominante color marrone dove, per esempio, i cantanti e gli attori di successo accettano la misera pantomima mediatica con la provvidenziale ragazza-copertura per non dover ammettere che amano altri uomini e solo pochi hanno il coraggio di “venire fuori” senza problemi.
Bisogna nascondersi perchè mostrare il proprio orientamento sessuale in pubblico è offensivo ma solo se si è omosessuali.

L’omofobia è frutto dell’inconoscenza e dell’angoscia. Grazie come sempre alla fenomenale ignoranza sessuale nella quale siamo conservati fin da piccoli, come esseri mostruosi in formalina, non ci rendiamo conto di una cosa molto semplice.
Si può essere perfettamente eterosessuali, andare regolarmente fuori di testa alla presenza di un appetitosissimo esponente del sesso opposto e ritrovarsi una sera a fare una fantasia erotica su una persona del nostro stesso sesso. Oddìo, che mi succede? Niente, non succede niente. E’ la straordinaria capacità che abbiamo di cercare sempre nuove varianti alla routine sessuale.

Per troppi, invece, scoprirsi “tendenze”, pensieri, improvvise attrazioni omosessuali è più scioccante che scoprirsi un melanoma maligno perchè pensano sia l’inizio di una malattia che li porterà inevitabilmente a cadere in un abisso di vergogna e depravazione. senza ritorno.
Come se alcuni esponenti della mitologia eterosessuale e campioni di utilizzo finale di esponenti del sesso opposto non fossero monumenti alla perversione ed alla degradazione propria e di chi si accompagna a loro.
Una volta raggiunta una ben riconoscibile identità sessuale (etero o omo) può insomma capitare qualche deviazione e se ciò capitasse non c’è alcun bisogno di andare in giro ad accoltellare le fonti della tentazione.
Per evitare tragedie irrimediabili sarebbe sufficiente insegnare alle persone a gestire senza angoscia eventuali pulsioni contrarie all’orientamento sessuale dominante. A considerarle normali espressioni della nostra sessualità, sia che si limitino al campo delle fantasie, sia che si realizzino in esperienze concrete.

Anche agli omosessuali infatti capita la stessa cosa, di fare cioè fantasie etero. Andiamo, a noi ragazze non è mai capitato un ragazzo gay che ci facesse il filo e anche qualcosa di più? Non risulta però che avvengano così sovente accoltellamenti di donne da parte di orsi o leathers improvvisamente eccitati da un’autoreggente agganciata ad una coscia irrimediabilmente femmina. Il vero maschio normale invece si sente in diritto di eliminare la tentazione con la violenza.

In un bellissimo film di dieci anni fa, “American Beauty”, il protagonista viene ucciso in maniera apparentemente inspiegabile dal vicino di casa, un rude colonnello dei marines ossessionato più dal dubbio che il figlio sia gay che dalla certezza che sia tossicodipendente e spacciatore. In una delle scene chiave del film scopriamo come l’ossessione omofoba del marine derivi niente altro che da una propria irrisolta pulsione omosessuale. Il pensiero di essere eccitato dal vicino di casa fino a perdere ogni controllo, fargli delle avances ed esserne gentilmente ma fermamente respinto è qualcosa che non si può tollerare. Mi ecciti ed io ti uccido così ucciderò forse anche la mia debolezza, quel tratto della mia personalità che così poco si accompagna all’essere un campione di virilità: marine, machoman o fascista.


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Una precisazione, qui non si discute delle qualità vocali di Madonna. Se è stata in grado di cantare le canzoni di notevole difficoltà, con picchi da pista nera di “Evita”, significa che proprio così cagna non è. Anzi, la trovo meglio di tante cosiddette cantanti ben più considerate vocalmente. Tanto per essere chiari, dovendo per forza ascoltare per un pomeriggio intero e senza sosta merenda i suoi dischi o quelli di Laura Pausini, non avrei dubbi nella scelta. Anche perchè al secondo brano della Menopausini (non è mia) dovrebbero già immobilizzarmi alla Hannibal Lecter, con tanto di museruola.

Madonna, quindi, non sarà Celine Dion né Antonella Ruggiero ma ci ha regalato anche molte belle canzoni da canticchiare mentre affetti le melanzane per la ratatouille.
Vogue“, ad esempio, con tanto di video sciccosissimo, che per me ha segnato un epoca; “Into the groove”, “Like a Virgin” e “Hollywood“, dove spingeva al massimo il suo proverbiale trasformismo: la mora, la rossa, la bionda, che secondo me nemmeno il ciglione finto con il piercing di Christina Aguilera gli faceva una pippa al microfono.

Ecco, quello che mi piace(va) da morire di Madonna è che era come una Barbie (altrettanto piccola e stronza) vivente che potevi vestire e svestire, alla quale cambiare le parrucche, i trucchi, le scarpe. Maronna che goduria. In più, schiacciavi il pulsante dietro la schiena e ti cantava le canzoncine porche e spalancava le gambette.

Ora invece, mein Gott, perchè insiste ormai da diverse stagioni con questo look da rana di Galvani con le coscine tutte tirate dalla corrente, con gli stivaloni a metà tra il Gatto con i suddetti e Raffaella Carrà, il corpo plastinato e soprattutto l’orrenda capigliatura biondoboccoluta da angelo mummificato che più passa il tempo più va verso un pericoloso effetto lavoro di Alfredo Salafia. Nel complesso una versione en travesti di Otzi, l’Uomo di Similaun.
Ma non lo sa che le vecchie (si, diciamolo, tanto a cinquant’anni per il 99% dei maschi si è vecchie), con i capelli lunghi e il boccolo da bambina inglese ottocento sono ridicole? Il capello vecchio perde di elasticità, ricade pesantemente sulle spalle e fa risaltare la gorgia botulinizzata come un evidenziatore Stabilo Boss. Meglio un clamoroso corto full metal jacket che rischiare la vecchia bambola Furga che ha perso il cerchietto di cellophane che gli teneva a posto la chioma.

Essere muscolose va bene ma quando guardi le braccine di Madonna pensi: “Quale sarà la sua dieta? Mezza lucertola con una foglia di insalata a pranzo e cena e la domenica, giusto per far festa, una carota intera?”
Ragazze, vi chiamo così tanto siamo tutte sulla stessa barca, noi around the 60’s, tutti questi riferimenti necrofili non vi allarmino. Non avete idea, rappezzandovi e riempiendovi di cerone in un look finto giovane da Lolita fuori tempo massimo quanto assomigliate a delle morte. Peccato che se non è più immobile ma cammina, la morta diventa morta vivente e non è più la stessa cosa.

E che dire dell’ormai alzheimeriano atteggiarsi a sexeversiva lesbochic? I giornali hanno scritto “Madonna nel tour bacia la ballerina”. E capirai! Dopo che Asia Argento ha slinguazzato un rottweiler cosa vuoi che sia? La vera notizia sarebbe stata “Clamoroso: Madonna non ha baciato una donna sul palco. Che stia perdendo la memoria?”
Madonna è ancora convinta, dopo trent’anni, che non si è veramente glamourosissime e divine se non si pratica l’omosessualità a targhe alterne: oggi con una donna, domani con un uomo, oddìo me sto a confonde, oggi che giorno è, che mi tocca? Si decida, senza atteggiarsi a camionista platinata con la sorpresa nelle mutande e 27 motivi per conoscerla. E se è finto e con le pile non importa, l’importante è avercelo.

Insomma, che volete. Sarò cattiva ed impietosa nel proporre il confronto con la ciccia fresca, ma io Madonna preferisco ricordarmela così.


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Non è vero che per i terremotati d’Abruzzo sta andando tutto bene, che sono tutti contenti e aspettano solo che si compia a breve, dopo quello delle dentiere, il miracolo della ricostruzione in tempi record di tante l’Aquila2 con i vialetti alberati e i laghetti con le paperette, impresa così mirabolante da esistere solo nella mente della Matrice Berlusconiana.
Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Non è vero che per i terremotati d’Abruzzo sta andando tutto bene, che sono tutti contenti e aspettano solo che si compia a breve, dopo quello delle dentiere, il miracolo della ricostruzione in tempi record di tante l’Aquila2 con i vialetti alberati e i laghetti con le paperette, impresa così mirabolante da esistere solo nella mente della Matrice Berlusconiana.
Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Non è vero che per i terremotati d’Abruzzo sta andando tutto bene, che sono tutti contenti e aspettano solo che si compia a breve, dopo quello delle dentiere, il miracolo della ricostruzione in tempi record di tante l’Aquila2 con i vialetti alberati e i laghetti con le paperette, impresa così mirabolante da esistere solo nella mente della Matrice Berlusconiana.
Nelle tendopoli dove sono ammassati soprattutto gli anziani vi sono disagi, malcontento, malattia, disperazione e repressione. Ho letto diverse testimonianze che parlano di militarizzazione dei campi e limitazione della libertà personale. Alcune delle testimonianze che stanno girando in rete sembrano quasi incredibili ma in linea di massima ciò che denunciano viene confermato da chi è sul posto, dai giornali locali e dagli abruzzesi che continuano a tenerci informati con i propri blog e a raccontarci una realtà ben diversa da quella programmata dal Piccolo Grande Architetto con il compasso e il grembiulino. Non è vero quindi che l’emergenza terremoto è finita perchè è sparita dal mainframe della Matrice. Esiste ancora e bisogna parlarne.

Non è vero che alle manifestazioni di studenti e operai partecipano solo brigatisti rossi che attentano al cuore dello Stato ed alle terga dei sindacalisti softcore. E’ vero che, ormai, appena si mette il naso in una piazza e si tenta di esprimere dissenso, arrivano le mazzate, per qualsiasi pretesto e motivo. Tanto i pennivendoli di regime sapranno cosa raccontare, travisando i fatti, negando la realtà ed inventando di sana pianta. Prepariamoci perchè tra poco, con la sciagura imminente del G8, inizieranno con i Black Bloc, gli anarcoinsurrezionalisti e i terrrroristi con tante erre da arrotare tutte assieme con la linguetta.

Non è vero che Berlusconi è stato condannato nel cosiddetto “Processo Mills” perchè i giudici sono estremisti di sinistra che ce l’hanno con lui, meschino, ma perchè Berlusconi ha corrotto un testimone (leggi: pagato profumatamente) affinchè dichiarasse il falso in tribunale per favorire la Fininvest. E poi Mills parlò di mister B, non di mister X, come ha confabulato oggi il premier durante la sceneggiata antigiudici, tra una cafonata riferita alla Marcegaglia e i patetici applausi della clacque confindustriale. Proprio una classe dirigente da andarne fieri nel resto del mondo. Si fossero liberati rumorosamente dal gas intestinale avrebbero fatto migliore figura.

Non è vero che la televisione è in mano alla sinistra, come vaneggiano il nano e le sue numerose Biancaneve. Dopo le ultime nomine di fedelissimi giaurri che diranno solo quello che Lui vuole, fatte in campagna elettorale e contro i flebili belati di una concorrenza incaprettata, la RAI è ormai occupata militarmente dal vecchio in fondotinta che la userà per scassarci i coglioni senza pietà raccontando le sue balle stratosferiche sulla sua innocenza e specchiata virtù ad ogni ora del giorno e della notte. Vespa o non Vespa, o con l’ausilio del suo in-sop-por-ta-bile avvocato “ma vaaaa ma cosa sta dicendoo ma stia zitto ma vaaa laaaaa suvvia ma cosaaa diceeee avantiii !”

courtesy La Repubblica

Non è vero che il consenso per Berlusconi aumenta così a dismisura, come il naso di Pinocchio. Ammettendo che i sondagi siano reali, cosa già dubbia vista l’attitudine alla menzogna del committente, gli italiani a domanda rispondono dicendo che lo amano ma il sospetto che si tratti di una risposta insincera esiste. E’ la realtà fenomenica che lo suggerisce.
Infatti, perchè quando parli di politica con persone che tu sai essere sicuramente di centrodestra e nemmeno per un’anticchia di sinistra, non trovi un cane che ammetta di averlo votato? Ammettono senza problemi la simpatia per Fini e per Bossi, e di quest’ultimo vanno generalmente molto fieri, ma di lui no, si schermiscono e cambiano discorso. Per non parlare di persone di estrema destra che gli darebbero volentieri fuoco.

Perchè questa contraddizione? Un 38% di consensi nel paese (stima estera, sicuramente più obiettiva di quella dei sondaggisti di famiglia) eppure la maggioranza dei tuoi interlocutori lo rinnega due, tre, quattro volte come un Cristo qualsiasi al canto del gallo.
Perchè se ne vergognano? Non mi pare che girino le guardie rosse per strada cantando “L’Oriente è rosso” e minacciando la deportazione dei poveri berlusconiani nei campi di rieducazione. Ormai i rossi, oltre a vivere nella mente malata del maniaco ossessivo, sono più rari del muflone muschiato.

Se le persone di centrodestra si vergognano di ammettere di avere votato e di avere intenzione di votare il nano cicisbeo incipriato, ed anzi arrossiscono come vergini di fronte ad un’erezione se si affronta l’argomento, è perchè inconsciamente percepiscono la sua colossale volgarità ed inadeguatezza a ricoprire un ruolo così importante come il capo di un governo.
Sarà il Super Io, che ne so, saranno dei freni inibitori particolarmente efficienti, un residuo di dignità nazionale ma che l’hanno votato non glielo estorci nemmeno sotto tortura. Non è strano? Arrivo a pensare che ammettere di essere berlusconiani sarebbe per loro come ammettere di godere nel trattenere l’evacuazione, una cosa vergognosa che deve rimanere nell’ambito delle cose che mai si confiderebbero agli estranei e forse nemmeno agli amanti.
Ecco quindi che, pur non ammettendo quasi mai in pubblico di votare Berlusconi, se non con l’aiuto di un paio di birre medie e tre vodke, nel segreto dell’urna lo fanno, magari bagnando le mutandine, come atto di puro onanismo.
Una volta venuti, nel momento esatto in cui la matita traccia il solco sull’osceno simbolo, riemerge il vecchio cattolicissimo senso di colpa e la vergogna di avere peccato, quindi ecco la negazione: non l’hanno votato, ma figurati.

Che fossimo semplicemente, più che un popolo di idioti, un popolo di pervertiti?


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Con la conclusione del reality concentrazionario più amato dagli itagliani e la smobilitazione della casa chiusa del Grande Fratello, se dobbiamo attribuire a ciò che accade in televisione una valenza culturale ed educativa, nonché un’espressione dello Zeitgeist, dobbiamo registrare un’altra conquista del regime.

Cosa volete che sia far giungere i treni in orario, questi sono riusciti a far stare sotto lo stesso tetto un panettiere bergamasco e un napoletano; tre uomini e un paio di tette parlanti a vanvera senza che la portatrice di tette venisse strangolata e soprattutto sono riusciti a tenere chiuso in casa un rom per 99 giorni. Quest’ultima era la sfida più difficile, dimostrare cioè che il nomadismo dei nomadi non esiste ed è un vizio facilmente estirpabile e giustamente è stata consacrata con la vittoria del rom montenegrino.
Questi si che sono zingari che ci piacciono, come quelli che segnano alla Ibrahimovic.

Si, è vero che c’è voluto il classico vecchio trucco dell’incentivo in denaro, che le cavie lo hanno fatto per la prospettiva di vincere appena 300 mila euro, cifra che farebbe salivare chiunque, ma l’esperimento alla Zimbardo è pienamente riuscito.
Questo è il tipo di sperimentazione scientifica che è rimasto possibile fare in Italia. Ripetere vecchi catenacci arrugginiti di psicologia sociale per dimostrare alla plebe stravaccata sul divano che degli individui chiusi nella stessa gabbia dopo un pò o trombano o sclerano o entrambe le cose.

Nel mondo animale, l’affollamento delle gabbie provoca prima o poi lo scannamento reciproco degli esemplari rinchiusi ma finora, per i reality show, ci si è per fortuna limitati allo sbudellamento verbale.
Pare che la gente si diverta a vedere pianti e cazziatoni, perfino vere sofferenze in diretta dei porcellini e porcellone d’India. In fondo è il vecchio sogno di rendere trasparenti le mura di casa per assistere ai fattacci privati dei vicini di casa. Vista la bramosia di sangue ed efferratezze che fa schizzare in alto gli ascolti delle trasmissioni che grufolano nei più atroci delitti di cronaca nera, non mi meraviglierei che il prossimo Grande Fratello non fosse altro che una riedizione dei giochi dei gladiatori. Con il televoto al posto del pollice verso. Potrebbero chiamarlo il Grande Colosseo.

Quando realizzò il suo film più discusso, Pasolini disse:
“So di aver fatto un’opera volutamente inguardabile. Il giorno in cui il pubblico potrà vedere “Salò’” senza provare un brivido di disgusto, vorrà dire che il senso di dignità dell’uomo si è spento del tutto”.
Ci siamo quasi?

A proposito di Salò. Per la serie “Ci ho un rigurgito fascista”, Ignazio Benito Maria dice che i partigiani rossi non possono essere chiamati liberatori. Non agitatevi, sono solo prove microfono in previsione dei festeggiamenti del 25 aprile dove, prevedo, sarà molto di moda andarci in nero.


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Con la conclusione del reality concentrazionario più amato dagli itagliani e la smobilitazione della casa chiusa del Grande Fratello, se dobbiamo attribuire a ciò che accade in televisione una valenza culturale ed educativa, nonché un’espressione dello Zeitgeist, dobbiamo registrare un’altra conquista del regime.

Cosa volete che sia far giungere i treni in orario, questi sono riusciti a far stare sotto lo stesso tetto un panettiere bergamasco e un napoletano; tre uomini e un paio di tette parlanti a vanvera senza che la portatrice di tette venisse strangolata e soprattutto sono riusciti a tenere chiuso in casa un rom per 99 giorni. Quest’ultima era la sfida più difficile, dimostrare cioè che il nomadismo dei nomadi non esiste ed è un vizio facilmente estirpabile e giustamente è stata consacrata con la vittoria del rom montenegrino.
Questi si che sono zingari che ci piacciono, come quelli che segnano alla Ibrahimovic.

Si, è vero che c’è voluto il classico vecchio trucco dell’incentivo in denaro, che le cavie lo hanno fatto per la prospettiva di vincere appena 300 mila euro, cifra che farebbe salivare chiunque, ma l’esperimento alla Zimbardo è pienamente riuscito.
Questo è il tipo di sperimentazione scientifica che è rimasto possibile fare in Italia. Ripetere vecchi catenacci arrugginiti di psicologia sociale per dimostrare alla plebe stravaccata sul divano che degli individui chiusi nella stessa gabbia dopo un pò o trombano o sclerano o entrambe le cose.

Nel mondo animale, l’affollamento delle gabbie provoca prima o poi lo scannamento reciproco degli esemplari rinchiusi ma finora, per i reality show, ci si è per fortuna limitati allo sbudellamento verbale.
Pare che la gente si diverta a vedere pianti e cazziatoni, perfino vere sofferenze in diretta dei porcellini e porcellone d’India. In fondo è il vecchio sogno di rendere trasparenti le mura di casa per assistere ai fattacci privati dei vicini di casa. Vista la bramosia di sangue ed efferratezze che fa schizzare in alto gli ascolti delle trasmissioni che grufolano nei più atroci delitti di cronaca nera, non mi meraviglierei che il prossimo Grande Fratello non fosse altro che una riedizione dei giochi dei gladiatori. Con il televoto al posto del pollice verso. Potrebbero chiamarlo il Grande Colosseo.

Quando realizzò il suo film più discusso, Pasolini disse:
“So di aver fatto un’opera volutamente inguardabile. Il giorno in cui il pubblico potrà vedere “Salò’” senza provare un brivido di disgusto, vorrà dire che il senso di dignità dell’uomo si è spento del tutto”.
Ci siamo quasi?

A proposito di Salò. Per la serie “Ci ho un rigurgito fascista”, Ignazio Benito Maria dice che i partigiani rossi non possono essere chiamati liberatori. Non agitatevi, sono solo prove microfono in previsione dei festeggiamenti del 25 aprile dove, prevedo, sarà molto di moda andarci in nero.


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Cosa volete che sia far giungere i treni in orario, questi sono riusciti a far stare sotto lo stesso tetto un panettiere bergamasco e un napoletano; tre uomini e un paio di tette parlanti a vanvera senza che la portatrice di tette venisse strangolata e soprattutto sono riusciti a tenere chiuso in casa un rom per 99 giorni. Quest’ultima era la sfida più difficile, dimostrare cioè che il nomadismo dei nomadi non esiste ed è un vizio facilmente estirpabile e giustamente è stata consacrata con la vittoria del rom montenegrino.
Questi si che sono zingari che ci piacciono, come quelli che segnano alla Ibrahimovic.

Si, è vero che c’è voluto il classico vecchio trucco dell’incentivo in denaro, che le cavie lo hanno fatto per la prospettiva di vincere appena 300 mila euro, cifra che farebbe salivare chiunque, ma l’esperimento alla Zimbardo è pienamente riuscito.
Questo è il tipo di sperimentazione scientifica che è rimasto possibile fare in Italia. Ripetere vecchi catenacci arrugginiti di psicologia sociale per dimostrare alla plebe stravaccata sul divano che degli individui chiusi nella stessa gabbia dopo un pò o trombano o sclerano o entrambe le cose.

Nel mondo animale, l’affollamento delle gabbie provoca prima o poi lo scannamento reciproco degli esemplari rinchiusi ma finora, per i reality show, ci si è per fortuna limitati allo sbudellamento verbale.
Pare che la gente si diverta a vedere pianti e cazziatoni, perfino vere sofferenze in diretta dei porcellini e porcellone d’India. In fondo è il vecchio sogno di rendere trasparenti le mura di casa per assistere ai fattacci privati dei vicini di casa. Vista la bramosia di sangue ed efferratezze che fa schizzare in alto gli ascolti delle trasmissioni che grufolano nei più atroci delitti di cronaca nera, non mi meraviglierei che il prossimo Grande Fratello non fosse altro che una riedizione dei giochi dei gladiatori. Con il televoto al posto del pollice verso. Potrebbero chiamarlo il Grande Colosseo.

Quando realizzò il suo film più discusso, Pasolini disse:
“So di aver fatto un’opera volutamente inguardabile. Il giorno in cui il pubblico potrà vedere “Salò’” senza provare un brivido di disgusto, vorrà dire che il senso di dignità dell’uomo si è spento del tutto”.
Ci siamo quasi?

A proposito di Salò. Per la serie “Ci ho un rigurgito fascista”, Ignazio Benito Maria dice che i partigiani rossi non possono essere chiamati liberatori. Non agitatevi, sono solo prove microfono in previsione dei festeggiamenti del 25 aprile dove, prevedo, sarà molto di moda andarci in nero.


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