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«Bruciare una bandiera, di Israele come di qualsiasi altro Paese, è intollerabile, perché sta a significare la volontà di distruggere quello Stato. La volontà di distruggere lo Stato di Israele è scritta anche nello statuto di Hamas e questo lo dico a coloro che spesso in Italia sembrano dimenticarlo», ha detto il presidente di Montecitorio.
«Bruciare una bandiera non è soltanto un reato, ma un atteggiamento che merita ferma condanna, perché dà vita a politiche di tipo terroristico».
(Le nuove norme sui reati d’opinione, Ddl Senato 25.1.2006)
In Italia bruciare la bandiera è reato, è vero, come recita il codice penale che ho citato, derivato dal Codice Rocco. In America invece si lotta da anni contro l’emendamento alla Costituzione che renderebbe il flag burning un reato.
Come dire che vi è differenza significativa tra paesi come l’Italia e paesi come gli Stati Uniti, in termini di libertà di espressione.
«Ci sono diversi modi per dimostrare di voler distruggere uno Stato: scriverlo nel proprio statuto, come ha fatto Hamas, o dando fuoco a una bandiera. Non credo che ci sia una differenza significativa», ha proseguito il presidente Fini.
Orcaboia, qui siamo in pieno pensiero magico. Io brucio la bandiera e, di lì a poco, le ferrovie e le autostrade del paese che odio si liquefanno, i palazzi crollano, si apre un’immensa voragine e il paese canaglia sparisce in una nuvola piroclastica con i suoi nemici che ballano allegri la lambada sulle sue rovine.
Non c’è differenza significativa, dice Fini, tra l’atto simbolico e l’atto fattuale. Pensiero e azione.
A questo punto, per eliminare un capo di stato odioso, chi glielo fa fare ai terroristi di piazzare bombe e kamikaze ben imbottiti di C4? Basterebbe una bambolina voodoo e una manciata di spilloni ben appuntiti.
Ricapitolando. Chi brucia la bandiera vuole distruggere Israele. Hamas vuole distruggere Israele. Chi brucia la bandiera è come Hamas.
Ma Hamas ha mai provato a bruciare la bandiera di Israele?
«Bruciare una bandiera, di Israele come di qualsiasi altro Paese, è intollerabile, perché sta a significare la volontà di distruggere quello Stato. La volontà di distruggere lo Stato di Israele è scritta anche nello statuto di Hamas e questo lo dico a coloro che spesso in Italia sembrano dimenticarlo», ha detto il presidente di Montecitorio.
«Bruciare una bandiera non è soltanto un reato, ma un atteggiamento che merita ferma condanna, perché dà vita a politiche di tipo terroristico».
(Le nuove norme sui reati d’opinione, Ddl Senato 25.1.2006)
In Italia bruciare la bandiera è reato, è vero, come recita il codice penale che ho citato, derivato dal Codice Rocco. In America invece si lotta da anni contro l’emendamento alla Costituzione che renderebbe il flag burning un reato.
Come dire che vi è differenza significativa tra paesi come l’Italia e paesi come gli Stati Uniti, in termini di libertà di espressione.
«Ci sono diversi modi per dimostrare di voler distruggere uno Stato: scriverlo nel proprio statuto, come ha fatto Hamas, o dando fuoco a una bandiera. Non credo che ci sia una differenza significativa», ha proseguito il presidente Fini.
Orcaboia, qui siamo in pieno pensiero magico. Io brucio la bandiera e, di lì a poco, le ferrovie e le autostrade del paese che odio si liquefanno, i palazzi crollano, si apre un’immensa voragine e il paese canaglia sparisce in una nuvola piroclastica con i suoi nemici che ballano allegri la lambada sulle sue rovine.
Non c’è differenza significativa, dice Fini, tra l’atto simbolico e l’atto fattuale. Pensiero e azione.
A questo punto, per eliminare un capo di stato odioso, chi glielo fa fare ai terroristi di piazzare bombe e kamikaze ben imbottiti di C4? Basterebbe una bambolina voodoo e una manciata di spilloni ben appuntiti.
Ricapitolando. Chi brucia la bandiera vuole distruggere Israele. Hamas vuole distruggere Israele. Chi brucia la bandiera è come Hamas.
Ma Hamas ha mai provato a bruciare la bandiera di Israele?






