Silvio Berlusconi nasce con la camicia da una covata della gallina dalle uova d’oro in un ridente paesino della Brianza. Fin da poppante dimostra spiccate qualità di latin-lover. Fa arrossire spesso la tata che gli racconta le favole la sera, mettendogli una manina sulle tette. A due anni sa già tutto della compravendita immobiliare, e visto che non smette di cercare di convincere i suoi genitori ad acquistare un intero lotto di terreno non edificabile a Paderno Dugnano, accusandoli di non essere abbastanza ottimisti, essi meditano segretamente di darlo in adozione in Patagonia. Ma Silvio è furbo, trova sempre una scusa per evitare di seguire i genitori all’aeroporto.

A sei anni, mentre sta andando a scuola, a causa della piccola statura, viene rapito da un Circo itinerante rumeno. Silvio si rende subito simpatico e dimostra di avere il piglio del comunicatore. A 18 anni convince l’impresario ad affidargli un numero e, assieme al suo gruppo “Le Bandane Volanti” miete un successo dopo l’altro in ogni parte del mondo.
Il domatore di leoni, un livornese rosso come un estintore, figlio naturale di Bakunin e discendente diretto di una cugina di Rosa Luxemburg, invidioso di lui, non perde occasione di fargli i dispetti e lo chiude ogni notte a tradimento nella gabbia delle belve. Ma Silvio, con le sue arti di seduttore, sera dopo sera convince i leoni a fondare un partito politico per difendersi dai comunisti e induce la donna cannone a liberarlo con promesse di amore eterno.

Fuggito dal circo per evitare il matrimonio con la corpulenta collega, si rifugia nel villaggio dei Puffi, dove viene subito preso a ben volere dal Grande Puffo che lo inizia all’antica arte del muratore.
Poi l’illuminazione. Un giorno, passando casualmente da Segrate incontra il suo antico persecutore che, divenuto un rapper di successo gli “chiede un cinque” in segno di pace. Silvio invece decide di vendicarsi e lo getta in un canale di irrigazione. Quella stessa sera nella sua cameretta, cogliendo i vari segni del destino e con la benedizione del Gran Maestro dei Puffi, decide di fondare la sua prima televisione: Canale 5.

P.S. Bisogna spiegare il senso della cartolina e raccontare come finì la storia:

A 60 anni Silvio è ricco sfondato, si è sposato 6 volte e ha 47 figli. Grazie a qualche aiutino degli amici possiede 50 televisioni, 87 giornali, 5 squadre di calcio, calcetto e calciobalilla, è presidente del Milan e si annoia molto. Ricordandosi di come aveva ammansito i leoni del circo pensa di scendere in politica e anche lì è un successo. Diviene presidente del consiglio due volte ma deve fare i conti con l’invidia dei comunisti, che tramano per liberarsi di lui.
Una sera, nella sua villa in Sardegna, quella con la riproduzione della diga di Assuan, mentre intrattiene gli amici con canzoni napoletane, un ignoto ospite mascherato lo convince a rifare il vecchio numero della valigia, uno dei suoi più grandi successi. Silvio è generoso e ha bevuto un po’ e accondiscende. Non fa in tempo a dire: “Ma cribbio, non c’è aria qui dentro!” che la valigia viene imbarcata su un volo diretto Olbia-Kathmandu.
Da allora di lui si perdono le tracce ma pare che, di recente, il suo fido amico Emilio abbia ricevuto una cartolina con la seguente dicitura:
Caro Emilio, scusa se non mi faccio vivo spesso, ma da quando mi hanno riconosciuto come la vera reincarnazione del piccolo Buddha non ho molto tempo per scrivere. Non ho dimenticato i miei amici e la politica. Io e Marcello stiamo pensando di fondare un partito perché anche qui è pieno di comunisti che vogliono toglierci la libertà. Abbiamo già il nome, “FORZA NEPAL”, che ne dici?
Dai un bacio a Bondi,
sempre tuo,
Silvio
.”

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