Nell’ottobre del 2001, un’America ancora sotto shock per la tragedia dell’11 settembre si trovò ad affrontare una nuova emergenza, questa volta ancora più sottilmente spaventosa e che aveva a che fare con lo spettro del terrorismo batteriologico. Fu una crisi che coinvolse direttamente il Congresso americano e alcuni politici di primo piano e causò la morte di cinque persone.
Erano giorni frenetici per i senatori del Congresso, ai quali si richiedeva di approvare il Patriot Act, una legge antiterrorismo voluta fortemente dall’Amministrazione Bush, che avrebbe introdotto alcune limitazioni alle libertà personali dei cittadini americani e per questo era estremamente controversa.
Il progetto di legge fu presentato al Congresso il 2 ottobre. Il leader della maggioranza al Senato, il senatore democratico Tom Daschle chiese più tempo per esaminare tutte le carte relative e disse che dubitava che il Senato avrebbe approvato questa legge rispettando la tabella di marcia di una settimana come desiderava l’amministrazione Bush. [ Washington Post, 3/10/01].
Anche il capo della commissione giustizia al Senato, il democratico Patrick Leahy, che come Daschle aveva il potere di bloccare l’iter legislativo, sollevò dubbi di incostituzionalità del provvedimento.

Il 5 ottobre i giornali riportarono la notizia della morte di Robert Stevens, un giornalista del “Sun” di Boca Raton, Florida che era stato ricoverato in seguito al contagio con il Bacillus Anthracis, un batterio le cui spore provocano l’antrace, una malattia mortale (CNN, 18/11/01, South Florida Sun-Sentinel, 01/12).
Il segretario alla Sanità Tommy Thompson escluse la matrice terroristica e suggerì che il contagio fosse avvenuto attraverso vie naturali. L’opinione pubblica venne rassicurata, l’antrace non è contagiosa. Si scoprirà che altre persone erano state infettate fin dal 23 settembre (le prime lettere risultarono spedite il 18) ma non erano state correttamente diagnosticate.

La mattina di lunedì 15 ottobre 2001 si raggiunse l’apice della crisi. Un impiegato dell’ufficio del senatore Tom Daschle aprì una lettera minatoria (spedita il 9) contenente una polvere che si scoprirà contenere spore di bacillo dell’antrace. Risulterà in seguito che un’altra lettera contenente le micidiali spore era stata indirizzata al Sen. Patrick Leahy.
Il testo delle lettere indirizzate a Daschle e Leahy diceva: “Non puoi fermarci. Abbiamo questa antrace. Morirai. Hai paura? Morte all’America. Morte ad Israele. Allah è grande”. (fonte FBI).
Il giorno 16 il palazzo che ospita gli uffici del Senato venne chiuso e i controlli si estesero anche alla Camera dei Rappresentanti, dopo che 28 membri del personale risultarono positivi al test dell’antrace.
Tutto il personale e i deputati e senatori che potevano essere stati infettati vennero sottoposti a trattamento con Cipro, un antibiotico della famiglia dei chinolonici usato comunemente contro le infezioni urinarie ma efficace anche contro il bacillo dell’antrace.
Altre due lettere contaminate vennero nel frattempo spedite alla NBC News e al New York Post.

Il 21 e 22 ottobre morirono di antrace gli impiegati postali Thomas L. Morris (55 anni) e Joseph P. Curseen (47), che avevano maneggiato le lettere contaminate.
Il governatore Thomas Ridge, direttore della Sicurezza Nazionale, rivelò che le spore contenute nelle lettere inviate al New York Post e ai senatori democratici appartenevano al ceppo Ames (generalmente utilizzato nei laboratori di ricerca sulle armi batteriologiche) ma che quelle destinate ai senatori erano dieci volte più concentrate.
Il 31 ottobre morì l’infermiera di New York Kathy Nguyen e il 21 novembre l’ultima vittima, Ottilie Lundgren di Oxford nel Connecticut.

Il 24 ottobre fu approvato un finanziamento di 300 milioni di dollari per gli stati che avevano subito l’emergenza antrace e inoltre il segretario alla sanità Tommy Thompson annunciò, assieme al presidente e amministratore delegato della Bayer Corporation Helge Wehmeier, il raggiungimento di un accordo per l’acquisto da parte delle autorità federali di ingenti quantitativi di Cipro a basso prezzo.

Lo stesso giorno, al Senato, passò finalmente il Patriot Act, con il solo voto contrario del senatore Russell Feingold, il cui ufficio era di fianco a quello di Tom Daschle.
Il membro del Congresso Ron Paul dichiarò:“A quanto ho potuto capire il disegno di legge non era stato stampato prima del voto – o almeno io non ho potuto averne una copia. Utilizzano ogni tipo di gioco o sotterfugio, tenere la Camera aperta in sessione per tutta la notte, ed il disegno di legge era molto complicato. Forse una manciata di funzionari lo ha anche realmente letto ma sostanzialmente il testo della legge non è stato reso disponibile ai membri del Congresso prima del voto”. Più tardi si scoprì che soltanto due copie della legge furono rese disponibili nelle ore prima del suo passaggio alla Camera e gran parte dei rappresentanti ammisero di aver votato il Patriot Act senza averlo letto prima.” (Insight, 9/11/01)

Inizialmente venne suggerito che sia al-Qaeda o l’Iraq fossero i mandanti delle lettere all’antrace. [Observer, 14/102001; BBC, 16/10/2001; London Times, 27/10/2001].
In realtà, ulteriori indagini condussero gli investigatori a concludere che “tutto faceva pensare ad una fonte interna. Nessun indizio risultava compatibile con un’operazione di terrorismo internazionale.” [Washington Post,27/10/2001; St. Petersburg Times, 10/11/2001]

Secondo quanto scrive Tempo Medico, “Le spore di antrace circolate per posta nell’ottobre 2001 appartenevano al ceppo Ames ed erano particolarmente letali perché venivano dal cuore della scienza militare americana: erano infatti state raffinate nel laboratorio di massima sicurezza di Fort Detrick (Maryland), tanto che il vicedirettore dell’FBI Van Harp scrisse una lettera ai quarantamila scienziati dell’American Society for Microbiology, affermando: “E’ molto probabile che qualcuno di voi sappia chi è il colpevole”. Su questo stesso punto insistette, sul New England Journal of Medicine, anche Louise Richardson dell’Università di Cambridge: “Con la costruzione di nuovi laboratori di massima sicurezza, in cui lavoreranno centinaia di persone appositamente addestrate, aumenta anche la possibilità che qualcuno di questi scienziati abbia dei contatti con una qualche organizzazione terroristica”.

Nell’agosto 2002, l’FBI fece il nome di Steven Hatfill, un ricercatore di armi batteriologiche che aveva lavorato per il governo Americano, come persona sospetta nel caso “Amerithrax”. [Associated Press, 1/8/2002; London Times, 2/8/2002]
Nonostante le approfondite indagini non verrà mai formalmente incriminato.

Il 10 gennaio 2003 Judicial Watch, un ente privato conservatore che negli Stati Uniti controlla l’apparato giudiziario denunciò il fatto che l’amministrazione Bush, nonostante la legge sulla libertà di informazione FOIA, non aveva rilasciato i documenti da loro richiesti per un’ulteriore indagine sul caso antrace.
La denuncia si basava su notizie comparse sulla stampa fin dall’ottobre 2001 che parlavano della possibilità che il personale della Casa Bianca, incluso il vicepresidente Dick Cheney e il suo staff, la sera stessa dell’11 settembre, avesse cominciato ad assumere pastiglie di Cipro, che come ricordiamo, è efficace contro l’antrace.
La giornalista Sandra Sobieraj dell’Associated Press scriveva il 23 ottobre 2001 sul Washington Post: “Come ha dichiarato un testimone, la notte dell’11 settembre lo staff medico della Casa Bianca distribuì il Cipro al personale che accompagnava il vice presidente Dick Cheney in partenza per Camp David, dicendo loro che si trattava di “misure precauzionali”. A quel tempo nessuno poteva prevedere le dimensioni del piano terroristico”.

Judicial Watch voleva sapere se era vero che la Casa Bianca era stata protetta col farmaco, mentre senatori e deputati e i lavoratori delle poste, due dei quali erano morti, non lo erano stati o avevano ricevuto il trattamento solo dopo gli attacchi. E soprattutto, in quel caso, perchè la Casa Bianca era stata protetta ben prima che la crisi antrace scoppiasse quasi un mese dopo?
Judicial Watch non ha ricevuto risposte e nessuno risulta a tutt’oggi, a cinque anni di distanza, indagato per il caso Amerithrax.

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