Mentre a Vicenza il bue dà del cornuto all’asino, non si sa se per troppa generosità o minchioneria o, nella peggiore delle ipotesi, per non sapere in realtà prendere decisioni irrevocabili, il governo sta rimangiandosi un decreto e un proponimento dopo l’altro, e per giunta nel ludibrio generale dei mezzi di informazione che sono, secondo il bue Berlusconi, tutti asserviti alla sinistra.

All’inizio fu l’affare tassisti. Il ministro Bersani annuncia coraggiose riforme liberalizzatici che includono, ad esempio, maggiore libertà di concessione di licenze di taxi. Apriti cielo, moti di piazza e minacce da parte di un manipolo di tassisti incazzati alla De Niro in “Taxi Driver” e sobillati dalla destra e Bersani che fa? Fa inversione a U e chiede scusa per l’incomodo.

Ora che sta per essere approvata la finanziaria non passa giorno che non ci si rimangi qualcosa.
Reintroduciamo le tasse di successione? Si, e pagheranno tutti anche moglie e figli a partire da 250.000 euro. No, anzi, solo oltre il milione di euro. Tassiamo i SUV? Si, e abbuoniamo il bollo per tre anni agli euro 4, anzi no, niente di niente, macchina indietro, tassiamo le motociclette che inquinano. Vietiamo la vendita di alcolici ai minori, come negli Stati Uniti? No, non vietiamo, tassiamo i superalcoolici. Inseriamo una ingiusta gabella che penalizzerebbe chi redige le rassegne stampa? Si, subito. Anzi, no, stracciamo tutto perché si comincia già a sentire arrotar di coltelli.
Potrei andare avanti ma mi fermo per non infierire.
Ad ogni annuncio di riforma si alzano i lai dei poveri ricchi a reti unificate e loro che fanno? Si commuovono e innestano la retromarcia. Il bello è che anche il precedente governo lanciò proposte di legge che poi furono accantonate, ma le lamentele erano sempre dovute, guarda caso, ai comunisti.
Non sarà che il cuore tenero dell’Unione si scioglierà a breve anche al pianto proveniente dal presepe di Arcore per la riforma Gentiloni e per la ancora da venire riforma della RAI e straccerà tutto? Lo temo.

Qual è il problema di questa benedetta maggioranza? Se una legge è giusta e si deve fare per il bene del paese, ha senso rinunciarvi appena si ode la minima protesta contraria, spesso strumentalizzata e amplificata dalla televisione, notoriamente asservita alla sinistra come dice il bue Berlusconi? Se alcune proposte erano così sbagliate da potervi poi rinunciare in quattro e quattr’otto non le si poteva studiare un po’ meglio prima di renderle pubbliche? No, così tanto per evitare la figura di m.
Un decreto idiota come quello delle rassegne stampa se lo potevano evitare. Magari non si fa caso a cose più importanti ma la lesione del diritto al copia&incolla fa saltare giustamente tutti sulla sedia e ha creato una inutile e dannosa ulteriore polemica sull’operato del governo, visto che poi il decreto è stato ritirato. Ma tant’è.

Recentemente in Spagna Prodi si è lasciato andare ad uno sfogo che ha fatto abbastanza sorridere anche chi lo ha votato. Come in preda ad una strana identificazione con il predecessore, ha lamentato di avere tutta la stampa contro.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso. Nessuno impedirebbe a Prodi di andare in televisione a spiegare cosa intende fare per il bene del paese e perchè bisogna eventualemente accettare dei sacrifici. Berlusconi lo faceva anche per cose meno importanti.
E poi, nell’era della comunicazione, qualunque governo, compresi quelli assolutamente democratici, si premura di avere come minimo un certo sostegno dai principali organi di stampa e dai mezzi di informazione televisivi, la cosiddetta informazione dei media mainstream, Berlusconi docet.

Se invece si lascia quasi tutto nelle mani dell’opposizione, soprattutto in una situazione anomala come quella Italiana dove l’opposizione possiede tre televisioni e di fatto controlla ancora la televisione pubblica, lamentarsi è un po’, come dire, se mi si passa il termine, da sorella di Pirlo.

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