“Nell’esercizio del vostro ministero pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico. Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi”;

“L’ottimo lavoro e il generoso impegno della grande maggioranza dei sacerdoti e dei religiosi in Irlanda non devono essere oscurati dalle trasgressioni di alcuni loro fratelli”. (Il discorso di Benedetto XVI ai presuli della conferenza Episcopale di Irlanda ricevuti in visita “Ad limina apostolorum” – 29 Ottobre 2006)

Finalmente il Papa Ratzinger si pronuncia contro la pedofilia, annunziano “cum gaudium magnum” i giornali e le campane mediatiche suonano a distesa.

Tralasciando il fatto che la pedofilia viene definita dal Papa una “trasgressione”, il che è francamente sbalorditivo e che la gravità dell’atto non dovrebbe essere data da chi lo perpetra ma dall’atto in sé, ci sarebbe da aprire un lungo discorso sul fatto che l’80% degli abusi sui minori avvengono da parte di persone di famiglia, soprattutto di sesso maschile ma non solo e che in questo caso nessun Papa si è mai pronunciato a memoria d’uomo.
In quella sacra istituzione che è la Famiglia, padri, zii, patrigni, nonni, amici di famiglia compiono ogni giorno abusi sessuali sui bambini, con conseguenze psicologiche gravi e permanenti sulle vittime, spesso nella più totale impunità e approfittando dell’omertà mafiosa che regna attorno a questi episodi.
Le madri fungono a volte da volonterose carnefici coprendo i responsabili degli abusi, guardando ma non vedendo e addirittura offrendo i piccoli in pasto ai maiali. Questo tipo di pedofilia, che non ha bisogno di Internet e dei viaggi in Thailandia è la più diffusa e meno riconosciuta.
Come sarebbe bello che un Papa dicesse: “Smettetela di molestare i vostri figli o vi scomunico tutti, brutti porci, che possiate bruciare all’Inferno!”, un po’ come avrebbe detto Nostro Signore Gesù Cristo, che con i pedofili ce l’aveva a morte.

Tornando al coming out antipedofilo del Papa, per pura combinazione qualche giorno fa, esattamente il 1 Ottobre, la BBC ha trasmesso un’inchiesta denominata “Sex crimes and the Vatican” (I crimini sessuali e il Vaticano) che qui vi presento in versione integrale in inglese, ora con sottotitoli italiani. Chi di voi ha Sky tenga d’occhio il canale BBC World che dovrebbe ritrasmetterlo in italiano.
L’inchiesta condotta da Colm O’Gorman, violentato a 14 anni da un prete cattolico nella diocesi di Ferns in Irlanda, rimette il coltello nella piaga e presenta un documento segretissimo del 1962 firmato dal Card. Ottaviani, Crimen Sollicitationis (originale in latino e traduzione inglese).
Nel documento, inviato allora a tutti i vescovi del mondo con la raccomandazione di mantenerlo assolutamente segreto e nascosto in luogo sicuro, venivano impartite istruzioni su come gestire gli eventuali scandali sessuali che avessero coinvolto i religiosi, e la regola era quella di imporre il giuramento di segretezza sia alla vittima che agli eventuali testimoni e al prete medesimo, pena la scomunica. In parole povere, se si veniva a sapere che un prete aveva molestato un bambino o un giovane, tutti zitti.

La Chiesa, che non ha voluto collaborare all’inchiesta della BBC, sostiene ora che quel documento non ha più alcun valore vincolante dal momento in cui sono entrate in vigore le disposizioni che nel 1983 hanno riformato il Codice di Diritto Canonico.
Il bello è però che nel 2001 sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, a seguito della colata lavica di accuse sempre più numerose di pedofilia a membri della Chiesa Cattolica soprattutto negli Stati Uniti, l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger, nell’epistola De Delictis Gravioribus datata 18 Maggio 2001 e rivolta a tutti i vescovi del pianeta, raccomandava di non testimoniare in tribunali civili (pena la loro scomunica) per reati di abusi sessuali che avessero coinvolto religiosi.
Nel documento, Ratzinger scrisse che:

«Nei Tribunali costituiti presso gli ordinari o i membri delle gerarchie cattoliche solamente i sacerdoti possono validamente svolgere le funzioni di giudice, promotore di giustizia, notaio e difensore» ribadendo che «le cause di questo tipo sono soggette al segreto pontificio» e che si sarebbero dovuti attendere 10 anni, da quando le vittime avessero compiuto la maggiore età, per rivelare le accuse (ottenendo in questo modo la prescrizione dei reati, a quel punto non più perseguibili). Tale documento quindi, appariva essere un aggiornamento del discusso Crimen Sollicitationis datato 1962. (citazione da Wikipedia).

Se le norme del 1962 non erano più in vigore nel 2001 quindi, perché sentire il bisogno di rinforzarle con una nuova serie di raccomandazioni, per giunta citando proprio il “decaduto” Crimen Sollicitationis nelle note?
E’ ciò che si chiese l’avvocato americano Daniel Shea, citando Ratzinger per “ostruzione della giustizia” nell’ambito del processo intentato in Texas a Juan Carlos Patino-Arango, seminarista colombiano accusato di abusi sessuali su minori.
La faccenda doveva essere seria, visto che il 20 settembre 2005 il Dipartimento di Stato statunitense ha accolto la richiesta di concedere al Santo Padre l’immunità diplomatica, in quanto capo in carica di uno Stato sovrano.

Le ultime dichiarazioni del Papa contro la pedofilia sono il segno di un vero cambiamento di rotta? Chi vivrà vedrà.
Intanto si potrebbe collaborare per assicurare alla giustizia ordinaria quei vescovi che, accusati in America, girano liberamente per Roma dove sono stati trasferiti in silenzio. Magari in cerca di nuovi bei bambini da molestare.

Aggiornamento 25/5:
Cucù, e il video non c’è più. Si sono inculati pure quello.

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