Quante volte è stato fischiato Berlusconi in cinque anni di governo? Moltissime volte, alcune delle quali clamorose, come in occasione del suo ingresso allo stadio di Torino per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali del 2006. Le bordate successive alla pronuncia del suo nome le sentirono in mondovisione anche nelle Isole Marshall ma, tra il telecronista che cercava di sdrammatizzare e il silenzio sull’accaduto nel successivo TG della sera pensammo di essere invece rimasti vittime di un’allucinazione collettiva, come quella di Fatima con il disco del sole roteante .

Quella non fu comunque l’unica occasione nella quale le labbra degli italiani, in maniera organizzata o spontaneamente, si richiusero a culo di gallina per esprimere sonoramente un concetto universalmente noto all’indirizzo dell’ex presidente del consiglio.
Nel 2004 Silvio fu fischiato ad un raduno sulla musica popolare al Santuario del Divino Amore a Roma. Un anno dopo fu preso di mira dagli artigiani, vil razza dannata, all’assemblea della Confartigianato, e giù fischi. Sempre nel 2005 a Bolzano perse le staffe e rispose con il dito medio alzato all’indirizzo dei rumorosi contestatori.

Ora, perché rivangare le fischiate berlusconiane? Perché da quando è cambiato il governo, ma non l’andazzo in RAI, se prima il fischio sporadico a Berlusconi veniva relegato come notizia di secondo piano rialzato, e data comunque solo se i fischi avevano incrinato i vetri delle finestre, ora la fischiata a Prodi diventa la seconda notizia dopo l’uragano Kyrill o l’attentato a Baghdad.

Prodi fischiato al Motor Show, fischiato all’Università, fischiato in piazza, dal fruttivendolo. Rischia di diventare un gioco di società. Dove lo fischieranno domani? Si accettano scommesse.
Di questo passo se Prodi va in stazione a Bologna e sul primo binario è in partenza l’Eurostar per Roma il TG1 dirà che è stato fischiato anche nella sua città. Consiglierei a Romano di evitare anche lo stadio e i teatri dove canta il tenore Alagna.

E’ democrazia salutare che un leader politico venga fischiato, chiunque egli sia, ma è solo mascalzonaggine propagandistica utilizzare la notizia dell’ennesima fischiata, magari organizzata ad arte con quattro gatti, come riprova che “gli italiani” non amano Prodi.
Peggio ancora quando si sottolineano i fischi a Romano e non il saluto romano dei fischiatori. Se lo fa in campo Di Canio, che tra l’altro non fa mistero di essere fascista e almeno è onesto, è scandalo, ma se succede in un’Università invece non fa né caldo né freddo a nessuno, figuriamoci a Riotta.

Ve la immaginate al TG tedesco la notizia di Angela Merkel accolta all’Università di Berlino da un manipolo della Hitlerjugend con il braccio alzato? Inconcepibile.
Ma da noi quelli non sono fascisti, sono persone affette da una strana forma di paralisi agli arti. Ha proprio ragione il mio medico a dire che le cure termali non contano una cippa.

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