Sono tra noi e non ce ne siamo accorti. Lentamente ma inesorabilmente la mala pianta sta avanzando nei nostri lindi giardinetti, perfino in quelli più insospettabili e contagia gli umani, facendoli straparlare e soggiogandoli al culto del Grande Trifide, o Craxide.
Tutta questa montante nostalgia canaglia di Bettino non somiglia sempre più ad un’invasione aliena?

C’è in giro un’aria di abbracciamoci tutti e scurdammoce ‘o passato. Craxi grande leader, comunque meglio di Berlusconi, almeno era più alto, era di sinistra – e qui si sente stridore di unghie sullo specchio, eccetera eccetera.
Terribile, tra trifidi e margherite è già scattata la solidarietà tra vegetali.

Non vorrei aver involontariamente contribuito anch’io al revival pro-Bettino. In un post precedente ho riconosciuto a Craxi il merito di essersi ribellato alle voglie padronali degli USA a Sigonella. Bon, anche lui una cosa buona l’avrà fatta, no? Perfino Hitler ci ha donato il Maggiolino Volkswagen.

A parte quell’episodio, ma c’è davvero bisogno di ricordare, come fa in questo articolo Marco Travaglio, agli smemorandi italiani cosa è stato Craxi? Sono state consumate tonnellate di carta e inchiostro , emesse sentenze, si sono scritte cronache minuziose di corruzioni, ladrerie e malcostume vario ed eventuale, sono volate le monetine dell’Hotel Excelsior e poi?
Tutto inutile di fronte all’avanzata degli ultracorpi. Del resto sono anni che la lima sorda berlusconiana lavora per riabilitare il grande benefattore. La legge Mammì, fatta in quattro e quattr’otto per salvare l’illegalità delle reti Fininvest alla faccia del libero mercato e della concorrenza, uscì dal gran baccellone craxiano. Un baccellone che, dopo la mutazione arcoriana, ha prodotto altri semi velenosi, come la legge Gasparri.

Se cercate però il motivo vero dei supposti meriti e delle supposte benemerenze di Bottino Craxi troverete un vecchio tema caro ai film di fantascienza anni ’50, l’anticomunismo. Il vecchio cadavere che si porta su tutto, in ogni stagione.
Mi sono imbattuta in questa mirabile prosa, tratta da un vecchio numero de “l’Opinione”:

Ora, sia detto senza mezzi termini, fra i socialisti, ma anche fra i repubblicani, come fra i democristiani e così via, vi furono affaristi, profittatori, intascatori di mazzette, accumulatori di soldi da spendersi in lusso crasso e mercenario.
Ma non ce ne furono più di quanti se ne trovassero e se ne trovino dentro altre famiglie politiche, comunisti compresi, e fuori dalla politica. Però, sia detto con altrettanta chiarezza, il finanziamento illecito della politica fu una necessità indotta dall’enorme forza economica dei comunisti; senza quel finanziamento la regolare partita democratica si sarebbe risolta a favore di chi campava con soldi sporchi di sangue.

E ti pareva che non era colpa dei comunisti. Si, abbiamo rubacchiato un po’ anche dalle tue tasche, o beota italiano, dicono i neo-ultracorpi socialisti, ma vuoi mettere la soddisfazione di aver impedito che i cosacchi si abbeverassero a San Pietro – tra l’altro quando l’impero sovietico era già in putrefazione?
Se il muro di Berlino è crollato nell’89 e Tangentopoli è dei primi anni ‘90 qualche conto non torna. Giustamente qualche italiano ancora più beota potrebbe inoltre chiedersi cosa c’entri la salvezza della democrazia con il “lusso crasso e mercenario” ammesso dall’aedo neo-baccellone. Attendiamo risposte. Possiamo solo immaginare la scena: “Bravo, hai salvato la democrazia. Ora tieni questi 50 miliardi e vai a svagarti un po’, magari a mignotte, che te lo meriti.”
C’è da stare tranquilli con difensori della democrazia così.

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