Ieri lo avevo definito, con una battuta, un baraccone con i suoi fenomeni.
Oggi il mondo del calcio, nella persona del suo presidente di Lega Matarrese, ha dimostrato di essere peggio di quei circhi ottocenteschi che non si facevano scrupolo di far soldi con i deformi, gli infelici e gli “uomini elefante” e di possederne lo stesso cinismo.

Non si erano ancora concluse le esequie del povero agente Raciti che Don Tonino si lanciava nelle seguenti affermazioni: “Lo spettacolo deve continuare, il calcio è un’industria che non può fermarsi, il morto fa parte del gioco” e via bestemmiando. Qui il file audio, per udire con le vostre orecchie.
Ricordiamoci che Matarrese, eletto al posto di Galliani dopo il terremoto di Calciopoli e il rinnovamento del “Liquidatore” Guido Rossi, sarebbe il nuovo che avanza. Nel senso che abbiamo tritato gli avanzi del bollito e abbiamo fatto le polpette. Vedrete che ci toccherà rimangiare anche Carraro, prima o poi.
Se non lo sapete, la famiglia Matarrese costruì Punta Perotti, l’ecomostro di Bari demolito l’anno scorso. Lui, Tonino, invece è ancora in piedi.

Tra le altre mostruosità a tre gambe udite a margine della tragedia di Catania, il pianto greco ieri sera al TG1 dei bancarellari che non avevano potuto fare affari di fronte agli stadi, il calcolo delle mancate entrate erariali per le schedine, e oggi il commento del TG2 che ha detto testualmente: “Ebbene, spiace dirlo ma tra queste persone arrestate c’è anche il figlio di un poliziotto, come giovani della cosiddetta Catania bene“.
Già, ogni tanto tra tanti bimbi cosiddetti belli e sani, qualche cosiddetto mostro salta fuori, anche nelle cosiddette famiglie per bene. Lo dovrebbero sapere, i cosiddetti giornalisti.

Vignetta ispirata al film “Freaks” del 1932.

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