Non ci siamo. Forse sto invecchiando e non riesco più ad adattarmi ai cambiamenti troppo rapidi del mondo che mi circonda, ma alcune cose che accadono proprio faccio fatica a capirle.

A margine ancora dei fatti di Catania, si è gridato allo scandalo su tutti i media , compresa la blogosfera, per le affermazioni fatte da due deputati di RC, Heidi Giuliani e Francesco Caruso. Affermazioni definite vergognose, inaccettabili, eccetera.
Vediamo cosa hanno detto i due in concreto. Cominciamo dalla signora Giuliani, tratta da “Liberazione”: “Ho sempre sofferto, per ogni morte; da cinque anni ogni morte mi fa soffrire il doppio e Filippo, a parte la divisa, potrebbe essere mio figlio“.
Questo passaggio ha indignato il segretario generale del Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle Forze di polizia), Franco Maccari, che così le ha risposto: “Ieri Heidi Giuliani, la madre di Carlo, morto a Genova nel 2001 mentre tentava di assassinare Mario Placanica, dichiarava in un lunghissimo articolo su Liberazione, che Filippo Raciti poteva essere suo figlio. Ci perdoni signora Giuliani. Ma noi pensiamo che Filippo abbia ricevuto dalla madre ben altra educazione! Quindi non può essere suo figlio”.

Passiamo a Caruso, definito su Kilombo, aggregatore delle sinistre, “utile idiota” e “mentalità violenta che siede anche in parlamento”:
“Io resto convinto, e lo ribadisco, che dinanzi alla morte di un bambino irakeno, di un soldato italiano, di un ultrà o di un poliziotto, bisogna sempre chinare il capo e portare rispetto. Per me, che sia un tifoso che va a vedere una partita di calcio o un poliziotto in servizio per la tutela dell’ordine pubblico, non è assolutamente tollerabile che si resti ucciso in una pozza di sangue per una stupida partita di calcio
”.

Nonostante Caruso abbia detto altre cose nell’articolo, compresa la sciocchezza di numerare gli elmetti dei poliziotti, e si possa e debba discutere sulle altre dichiarazioni di Heidi Giuliani, compreso quel “a parte la divisa”, mi sempra che sia stata soprattutto l’equiparazione tra i morti fatta dai due a scatenare le critiche.

Con tutta la buona volontà, nelle parole che ho citato vedo solo l’espressione di un sentimento che definirei egualitarismo empatico. L’empatia ci permette di partecipare al dolore degli altri, e ad immedesimarci con loro. Viene considerata addirittura un sentimento cristiano.
Se poi Giuliani e Caruso hanno detto altre cose in quella stessa occasione, più o meno discutibili, a me sembra un normale esercizio di libertà di espressione che può e deve dare adito ad una normale discussione. Ma forse sono io che ho un concetto errato e troppo anglosassone di democrazia. O che sto invecchiando.