Nel torpore e nell’indifferenza che provo verso il mondo in questi giorni, alcuni fatti sono riusciti comunque a scuotermi e a ridarmi, grazie a Dio, il gusto dell’indignazione.

Stamattina mi sono fatta un bel giro tra i blog che seguo abitualmente e voglio segnalare un post di Dacia, che non solo ritorna sul caso di Ariel Toaff e l’autocensura del suo libro “Pasque di sangue”, ma segnala l’ostracismo nei confronti dei figli del rabbino Friedman, cacciati dalla loro scuola ebraica di Vienna a causa delle posizioni antisioniste del padre, membro del movimento Neturei Karta.
Ho scaricato il libro di Toaff, grazie a OneMoreBlog e mi riprometto di leggerlo presto. L’unica cosa che posso dire ora, in linea di principio, è che trovo terribile che uno studioso accetti di rinnegare il proprio lavoro di ricerca per paura e per l’atteggiamento che non posso che definire stalinista di una ideologia che, per evitare qualunque dissenso, adotta gli stessi metodi inquisitori degli antichi persecutori del suo popolo. Un grande ebreo viennese la definirebbe “coazione a ripetere”.
Toaff si è autoevirato per paura dell’antisemitismo, ma in realtà ha dimostrato ancora una volta che un qualunque tipo di ricerca storica che si permetta di disturbare il dogma dell’ultimo arnese ideologico ottocentesco rimasto è da considerarsi oggigiorno tabu. Non ricorreva l’anniversario di Giordano Bruno, qualche giorno fa?

Siccome però la mamma dei bigotti è sempre incinta, devo anche segnalare l’exploit teodemenziale dell’onorevole Binetti, la quale ha definito l’omosessualità una devianza, dimostrando di essere rimasta, come letture di aggiornamento professionale, alla Psychopatia Sexualis di von Krafft-Ebing del 1886.
Accesa la tv dopo diversi giorni di salutare blackout (come consiglia anche mizarin in questo bellissimo post), sono capitata per caso sul dibattito sui PACS a “Tetris” su La7 con Madame Binetti, appunto, Grillini e la deputata Moroni di Forza Italia.
Nel corso della trasmissione, oltre alle esternazioni straordinariamente moderne sull’omosessualità, si è anche appreso che la signora, che purtroppo fa parte della coalizione dei volonterosi di centrosinistra impegnati ogni giorno a farsi del male, fa uso del cilicio, vetusto strumento di automortificazione immortalato a livello popolare anche nel film sul “Codice da Vinci” e in dotazione standard agli opusdeisti come lei.
Grillini, che ne sa una più del diavolo, ha insinuato che la Madame Brutal della Margherita in realtà goda dell’intimo supplizio e la sventurata non ha risposto né si né no, lasciandoci nel dubbio che tanta intolleranza nei confronti delle scopate altrui nasconda in realtà l’insoddisfazione per le proprie, magari sublimate nel sadomasochismo. A lei e alle altre insoddisfatte e nel segreto magari gran maiale, che pretendono di insegnarci cosa è dritto e cosa è storto, scomodando anche Darwin, Mendel e il DNA, dedico una citazione da un divertentissimo film gay.

Stai a sentire brutta manza, appiccati il fuoco alla cordicella del tampax e fatti esplodere la caverna perché è l’unica botta che avrai nella vita, tesoro caro.” (dal film “Priscilla – la Regina del deserto”)