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Fulvia l’aveva detto e anch’io avevo avuto la medesima impressione.
Il cane non aveva abbaiato e tanto meno morsicato gli intrusi, erano stati rubati solo 1.500 euro e non i gioielli presenti in casa, tutto faceva pensare che la vittima probabilmente conoscesse l’assassino.
Eppure, nonostante indizi grazie ai quali anche il commissario Rex avrebbe risolto il caso in un bau, magari per telefono, i giornali fin da subito si erano innamorati della tesi rapina-in-villa-stile-arancia-meccanica. Con l’aggravante questa volta della ferocia dell’accanimento su una povera donna incinta (allora si tratta sicuramente di slavi, mafia albanese o russa, gente che al minimo sgarro ti impala).

Nonostante gli italiani abbiano sul libro di volo pindarico migliaia di ore di Perry Mason, Tenente Colombo, Ispettore Derrick e io conosca persone che potrebbero eseguire un’autopsia e una prova al luminol ad occhi chiusi, tanto bene si sono studiati i casi di CSI, la prima ipotesi è quella che conta e al pregiudizio non si comanda.

Vediamo un interessante florilegio di titoli sul per altro tristissimo caso di Marsciano:
Perugia, donna incinta uccisa durante una rapina in villa (Repubblica, 25 maggio)
Il giorno dopo arriva direttamente Charlton Heston con la cavalleria:
A Marsciano dopo l’omicidio di Barbara Cicioni paura e accuse agli stranieri”. E’ noto che gli italiani non fanno rapine. “Le badanti sanno cosa c’è nelle case e lo dicono ai loro uomini”. Soluzione: assumere solo badanti lesbiche. “Umbria, l’eden infranto”. Adamo ed Eva in fuga. “Difendiamoci con i fucili.” Un AK47 o un M16 sarebbero ancora meglio. (Repubblica, 26 maggio)

La vittima aveva dei brandelli di pelle sotto le unghie, quindi ormai si è prossimi a conoscere il DNA dell’assassino, l’alibi del marito comincia a scricchiolare, non ci sono impronte di estranei, eppure si insiste: “Ufficialmente però l’inchiesta pare ancora indirizzata su un furto sfociato per chissà quale motivo in omicidio”. Repubblica, 27 maggio)
Ancora, la macchina di famiglia viene posta sotto sequestro ma loro, aho’, de coccio: “Per ora la pista che sembra essere maggiormente tenuta è quella della rapina sfociata nell’omicidio della donna. Non vengono tuttavia scartate altre strade.” (Repubblica, 27 maggio).
Il commissario Rex comincia a ringhiare indispettito.

Finalmente si comincia ad avere qualche dubbio: “L’ipotesi che la donna sia stata uccisa da una banda di rapinatori, da lei non conosciuti, appare sempre più lontana”. L’arrampicata libera sugli specchi provoca qualche scivolata della logica. Di solito i rapinatori sono non conosciuti. (Repubblica, 28 maggio)
Poi la certezza: “Omicidio Cicioni, arrestato il marito. Urla della folla: “Sei un bastardo” (Repubblica, 29 maggio)

Quest’uomo ora viene dipinto come un mostro, un sanguinario, che picchiava regolarmente moglie e figli, che era noto per essere un violento. Sarà giudicato dalla legge.
Non si parla più di rapinatori, né di badanti ninfomani e spione, né di impalatori rumeni seguaci del Conte Vlad.
E’ stato il marito. Che noia. Come quando finisce il giallo e scopri che è stato il maggiordomo.
Bau!

Fulvia l’aveva detto e anch’io avevo avuto la medesima impressione.
Il cane non aveva abbaiato e tanto meno morsicato gli intrusi, erano stati rubati solo 1.500 euro e non i gioielli presenti in casa, tutto faceva pensare che la vittima probabilmente conoscesse l’assassino.
Eppure, nonostante indizi grazie ai quali anche il commissario Rex avrebbe risolto il caso in un bau, magari per telefono, i giornali fin da subito si erano innamorati della tesi rapina-in-villa-stile-arancia-meccanica. Con l’aggravante questa volta della ferocia dell’accanimento su una povera donna incinta (allora si tratta sicuramente di slavi, mafia albanese o russa, gente che al minimo sgarro ti impala).

Nonostante gli italiani abbiano sul libro di volo pindarico migliaia di ore di Perry Mason, Tenente Colombo, Ispettore Derrick e io conosca persone che potrebbero eseguire un’autopsia e una prova al luminol ad occhi chiusi, tanto bene si sono studiati i casi di CSI, la prima ipotesi è quella che conta e al pregiudizio non si comanda.

Vediamo un interessante florilegio di titoli sul per altro tristissimo caso di Marsciano:
Perugia, donna incinta uccisa durante una rapina in villa (Repubblica, 25 maggio)
Il giorno dopo arriva direttamente Charlton Heston con la cavalleria:
A Marsciano dopo l’omicidio di Barbara Cicioni paura e accuse agli stranieri”. E’ noto che gli italiani non fanno rapine. “Le badanti sanno cosa c’è nelle case e lo dicono ai loro uomini”. Soluzione: assumere solo badanti lesbiche. “Umbria, l’eden infranto”. Adamo ed Eva in fuga. “Difendiamoci con i fucili.” Un AK47 o un M16 sarebbero ancora meglio. (Repubblica, 26 maggio)

La vittima aveva dei brandelli di pelle sotto le unghie, quindi ormai si è prossimi a conoscere il DNA dell’assassino, l’alibi del marito comincia a scricchiolare, non ci sono impronte di estranei, eppure si insiste: “Ufficialmente però l’inchiesta pare ancora indirizzata su un furto sfociato per chissà quale motivo in omicidio”. Repubblica, 27 maggio)
Ancora, la macchina di famiglia viene posta sotto sequestro ma loro, aho’, de coccio: “Per ora la pista che sembra essere maggiormente tenuta è quella della rapina sfociata nell’omicidio della donna. Non vengono tuttavia scartate altre strade.” (Repubblica, 27 maggio).
Il commissario Rex comincia a ringhiare indispettito.

Finalmente si comincia ad avere qualche dubbio: “L’ipotesi che la donna sia stata uccisa da una banda di rapinatori, da lei non conosciuti, appare sempre più lontana”. L’arrampicata libera sugli specchi provoca qualche scivolata della logica. Di solito i rapinatori sono non conosciuti. (Repubblica, 28 maggio)
Poi la certezza: “Omicidio Cicioni, arrestato il marito. Urla della folla: “Sei un bastardo” (Repubblica, 29 maggio)

Quest’uomo ora viene dipinto come un mostro, un sanguinario, che picchiava regolarmente moglie e figli, che era noto per essere un violento. Sarà giudicato dalla legge.
Non si parla più di rapinatori, né di badanti ninfomani e spione, né di impalatori rumeni seguaci del Conte Vlad.
E’ stato il marito. Che noia. Come quando finisce il giallo e scopri che è stato il maggiordomo.
Bau!

E’ giunto il momento di svelare l’arcano. Annuntio vobis gaudium magnum la nascita di una nuova impresa targata Lameduck & Mr. Cima, LE 7 MERAVIGLIE DELL’imMONDO.
Un altro blog? Si ma che sarà soprattutto fatto da voi e per voi.
Avete mai notato nella vostra città un edificio la cui bruttezza o inutilità, o decadenza gridano vendetta, uno stato di degrado e inquinamento paesaggistico, una nuova fabbrica o impianto che deturpa la vostra zona, una cattedrale nel deserto, un monumento assurdo, insomma qualcosa che fareste molto volentieri sparire dalla vostra vista?

Siete a conoscenza di situazioni di disagio che hanno coinvolto la collettività e che magari vi hanno visto protagonisti, volete denunciare un fatto di cui la stampa velinara e gossipara non si è occupata?

Se avete modo fotografate e inviateci le immagini. Scrivete una presentazione del caso in oggetto per renderci edotti del problema. Potete anche semplicemente inviare immagini che parlano da sole.
Visitate il nuovo blog, linkatelo, segnalatelo, insomma diventare delatori e collaborate attivamente, inviandoci i vostri post all’indirizzo email:

Questa iniziativa trae ispirazione dal lavoro di denuncia che tanti bloggers ormai fanno d’abitudine, sostituendosi degnamente alla stampa tradizionale che invece è impegnata a contare le sbroccate quotidiane di Britney Spears e Paris Hilton.
Se poi oltre a denunciare e a liberarci dall’oppressione, anche solo catarticamente, riusciamo anche a strappare un sorriso, pur amaro, ai nostri lettori, meglio ancora.


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E’ giunto il momento di svelare l’arcano. Annuntio vobis gaudium magnum la nascita di una nuova impresa targata Lameduck & Mr. Cima, LE 7 MERAVIGLIE DELL’imMONDO.
Un altro blog? Si ma che sarà soprattutto fatto da voi e per voi.
Avete mai notato nella vostra città un edificio la cui bruttezza o inutilità, o decadenza gridano vendetta, uno stato di degrado e inquinamento paesaggistico, una nuova fabbrica o impianto che deturpa la vostra zona, una cattedrale nel deserto, un monumento assurdo, insomma qualcosa che fareste molto volentieri sparire dalla vostra vista?

Siete a conoscenza di situazioni di disagio che hanno coinvolto la collettività e che magari vi hanno visto protagonisti, volete denunciare un fatto di cui la stampa velinara e gossipara non si è occupata?

Se avete modo fotografate e inviateci le immagini. Scrivete una presentazione del caso in oggetto per renderci edotti del problema. Potete anche semplicemente inviare immagini che parlano da sole.
Visitate il nuovo blog, linkatelo, segnalatelo, insomma diventare delatori e collaborate attivamente, inviandoci i vostri post all’indirizzo email:

Questa iniziativa trae ispirazione dal lavoro di denuncia che tanti bloggers ormai fanno d’abitudine, sostituendosi degnamente alla stampa tradizionale che invece è impegnata a contare le sbroccate quotidiane di Britney Spears e Paris Hilton.
Se poi oltre a denunciare e a liberarci dall’oppressione, anche solo catarticamente, riusciamo anche a strappare un sorriso, pur amaro, ai nostri lettori, meglio ancora.


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Non conosco in tutti i minimi particolari l’ennesima rissa in seno a Kilombo, non avendo avuto la pazienza e il tempo di leggermi tutti i post, commenti e controcommenti ma avendo avuto solo l’accortezza di schivare i piatti che volavano ogni volta che andavo lì a postare.

A proposito di piatti, ho letto quella cosa delle donne che invece di fare politica dovrebbero badare ai figli. E io che non ne ho, che faccio? Mi dò da fare per farne velocemente uno?
Non se ne abbia a male qualcuno, ma la frase mi ha confermato ciò che da tempo la scienza sospetta. E cioè che esiste anche un “ciclo” maschile con relativa sindrome “pre”. Senza rancore.
Se questo è il pensiero dei maschi di sinistra chissà dove mai ci confinerebbero i camerati. Suppongo anch’essi a figliare per l’italica stirpe. Con in più una bella medaglia alla vacca (pardon, mamma) più prolifica.

Della questione nata dal post controverso di Dacia Valent ha detto bene, secondo me, Tisbe, che ben conosce l’aggregatore e i suoi meccanismi interni. Anch’io lessi il post della discordia e mi ricordo che ne rimasi turbata come di fronte a qualcosa che comunque spingeva alla riflessione. Non necessariamente d’accordo con tutto quanto leggevo ma ciò non ha importanza. Apprezzavo la sincerità. La questione è un’altra, però.

Parliamoci chiaro, se quel post avesse parlato di qualunque altra cosa, di fighe trivellate da fave gigantesche, non sarebbe stato censurato.
E’ il titolo che ha fregato Dacia. Dire che Faurisson è meglio di Pacifici è come bestemmiare in Chiesa durante l’Eucaristia, anzi peggio.
E’ una scossa del 7° grado Richter che scuote le fondamenta di questo mondo attuale, governato dal tabù che impone a tutti, gentili ed ebrei stessi eventualmente dissidenti, di parlare di tutto ciò che attiene ad ebraismo ed Israele solo entro i canoni dell’ortodossia che impone un atteggiamento sempre positivo ed entusiasta.
Un tabù che si regge sulla paura della punizione che verrà per chi lo infrange. La punizione in questo caso è peggio del rogo, è l’accusa di antisemitismo, che i guardiani del totem allargano anche al concetto di antisionismo. Non interessa poi se l’eretico è effettivamente antisemita o no. Importa solo che abbia infranto l’ortodossia.

E’ uno strano mondo, questo. I rapinatori in villa possono essere abitualmente definiti in base all’etnia e i musulmani etichettati come terroristi senza preoccuparsi della fallacia della generalizzazione ma nessun assassino, ladro, stupratore e nemmeno una persona lievemente antipatica verrebbero mai appellati secondo il loro essere eventualmente “ebrei”.
Un mondo dove perfino la stessa parola “ebreo” è diventata difficile da pronunciare perché si ha sempre la sensazione di nominare l’innominabile. Come Dio.

La blogsfera non sfugge ovviamente alle regole del mondo governato dal tabù. Per giunta questo strano mondo ci dice continuamente che non siamo cresciuti abbastanza per riuscire a discernere tra bene e male, tra ciò che è sfogo e ciò che è proponimento, tra pensiero e azione, tra libera dialettica e dogma. E’ necessario che qualcuno ci prenda per mano e ci offra una scelta ragionata tra ciò che possiamo leggere e ciò che non dobbiamo nemmeno sfiorare con lo sguardo.

E’ di sinistra tutto ciò? In un certo senso, se ci riferiamo al paternalismo stalinista ma non all’idea che abbiamo noi di sinistra moderna.
Domando, allora: al di là dei post successivi e delle presunte apologie della violenza, la censura a Dacia non sarà nata semplicemente da un titolo che ha fatto, con rispetto parlando, cagar sotto qualcuno di paura? My two cents.


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Non conosco in tutti i minimi particolari l’ennesima rissa in seno a Kilombo, non avendo avuto la pazienza e il tempo di leggermi tutti i post, commenti e controcommenti ma avendo avuto solo l’accortezza di schivare i piatti che volavano ogni volta che andavo lì a postare.

A proposito di piatti, ho letto quella cosa delle donne che invece di fare politica dovrebbero badare ai figli. E io che non ne ho, che faccio? Mi dò da fare per farne velocemente uno?
Non se ne abbia a male qualcuno, ma la frase mi ha confermato ciò che da tempo la scienza sospetta. E cioè che esiste anche un “ciclo” maschile con relativa sindrome “pre”. Senza rancore.
Se questo è il pensiero dei maschi di sinistra chissà dove mai ci confinerebbero i camerati. Suppongo anch’essi a figliare per l’italica stirpe. Con in più una bella medaglia alla vacca (pardon, mamma) più prolifica.

Della questione nata dal post controverso di Dacia Valent ha detto bene, secondo me, Tisbe, che ben conosce l’aggregatore e i suoi meccanismi interni. Anch’io lessi il post della discordia e mi ricordo che ne rimasi turbata come di fronte a qualcosa che comunque spingeva alla riflessione. Non necessariamente d’accordo con tutto quanto leggevo ma ciò non ha importanza. Apprezzavo la sincerità. La questione è un’altra, però.

Parliamoci chiaro, se quel post avesse parlato di qualunque altra cosa, di fighe trivellate da fave gigantesche, non sarebbe stato censurato.
E’ il titolo che ha fregato Dacia. Dire che Faurisson è meglio di Pacifici è come bestemmiare in Chiesa durante l’Eucaristia, anzi peggio.
E’ una scossa del 7° grado Richter che scuote le fondamenta di questo mondo attuale, governato dal tabù che impone a tutti, gentili ed ebrei stessi eventualmente dissidenti, di parlare di tutto ciò che attiene ad ebraismo ed Israele solo entro i canoni dell’ortodossia che impone un atteggiamento sempre positivo ed entusiasta.
Un tabù che si regge sulla paura della punizione che verrà per chi lo infrange. La punizione in questo caso è peggio del rogo, è l’accusa di antisemitismo, che i guardiani del totem allargano anche al concetto di antisionismo. Non interessa poi se l’eretico è effettivamente antisemita o no. Importa solo che abbia infranto l’ortodossia.

E’ uno strano mondo, questo. I rapinatori in villa possono essere abitualmente definiti in base all’etnia e i musulmani etichettati come terroristi senza preoccuparsi della fallacia della generalizzazione ma nessun assassino, ladro, stupratore e nemmeno una persona lievemente antipatica verrebbero mai appellati secondo il loro essere eventualmente “ebrei”.
Un mondo dove perfino la stessa parola “ebreo” è diventata difficile da pronunciare perché si ha sempre la sensazione di nominare l’innominabile. Come Dio.

La blogsfera non sfugge ovviamente alle regole del mondo governato dal tabù. Per giunta questo strano mondo ci dice continuamente che non siamo cresciuti abbastanza per riuscire a discernere tra bene e male, tra ciò che è sfogo e ciò che è proponimento, tra pensiero e azione, tra libera dialettica e dogma. E’ necessario che qualcuno ci prenda per mano e ci offra una scelta ragionata tra ciò che possiamo leggere e ciò che non dobbiamo nemmeno sfiorare con lo sguardo.

E’ di sinistra tutto ciò? In un certo senso, se ci riferiamo al paternalismo stalinista ma non all’idea che abbiamo noi di sinistra moderna.
Domando, allora: al di là dei post successivi e delle presunte apologie della violenza, la censura a Dacia non sarà nata semplicemente da un titolo che ha fatto, con rispetto parlando, cagar sotto qualcuno di paura? My two cents.


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Dopo la discesa in campo ci mancava anche la discesa in pista. Minacciata, promessa o solo sfiorata come idea.
O Luchino, forse anni fa quando avremmo potuto fregiarci della “dottoressa” Edwige Fenech come first-lady se ne sarebbe potuto parlare ma ormai è troppo tardi.

Luca Cordero di Montezemolo di fronte alla platea di Confindustria ha detto anche cose giuste, tipo che bisognerebbe che le tasse le pagassero tutti, che bisognerebbe dare spazio alla meritocrazia ma quando si è trattato di dire cosa fare in concreto, ha parlato solo vagamente di “scelte coraggiose”, “riforme” “cambiamenti”. E allora? In soldoni?

Forse, posso dare un suggerimento, il costo del lavoro è troppo alto? E’ un argomento che titilla sempre le zone erogene degli imprenditori ma ho l’impressione che se anche si tornasse ai tempi di Kunta Kinte loro si lamenterebbero lo stesso. Perchè gli schiavi purtroppo se non mangiano non stanno in piedi e dargli da mangiare costa.

Ha fatto una grande impressione la sferzata ai politici del manager bolognese, peccato che parli uno che ha diretto un’azienda che ha sempre fatto dei contributi statali e dei favori della politica una religione. Che rappresenta la classe imprenditoriale meno amante del rischio in tutto il mondo: quella che, nonostante il più alto tasso di lavoro nero ed evasione fiscale nel paese, non sa nemmeno confrontarsi sul mercato con imprenditori che a casa loro le tasse le pagano fino all’ultimo centesimo senza sognarsi di evaderle.

Peccato che, se anche scendesse in pista per un giro di prova, farebbe come ha fatto Berlusconi. O Prodi. Né più né meno. Nessun sfracello, ma tanti compromessi. Non è il politico in sè che è cattivo, è la politica che lo fa diventare così. Lui non scamperebbe alla maledizione della prima urna. Governare un paese non è governare un’azienda, qualcuno glielo faccia capire. Altrimenti il prossimo che ci troviamo sulla scheda elettorale è Briatore. Qualcuno gli dica che, se anche stiamo andando a fondo, l’Italia non è Luna Rossa. E che non c’è uno Schumacher in grado di guidare la cariola.

Sublime il commento all’exploit del presidente della Confindustria di Berlusconi che, in pieno trip peronista descamisado, ha detto che “conta il popolo, non la Confindustria”. Bisogna dirlo, è sempre un grande.


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C’è un nuovo “power seller” su eBay, vende paccottiglia causa trasloco e spedisce dall’Inghilterra.
Cosa vende di interessante questo TonyTheFormerPM?

Oltre ad un set completo di boccaloni da birra con coperchio in ghisa e scene di caccia bavarese avuti da una certa Angela, il pezzo forte sono una quindicina di orologi che lui sostiene essergli stati regalati nientepopodimenoche da Silvio Berlusconi. Figuriamoci, Berlusconi che regala orologi! Ma quando mai. Questo dev’essere un mentitore come la Ariosto.

Tra gli altri oggetti che ha messo in vendita questo ebayer ci sono: una matrioska gigante che raffigura il presidente russo Putin, un Padre Pio in cera persa alto 180 cm. con dedica “from Ratzi with love”, diversi cappelli da cowboy, un servizio da tè spaiato, il Partito Laburista inglese e un ombrello.

State attenti, ha diversi feedback negativi. Un tizio gli ha scritto: “Avevo acquistato da lui delle armi di distruzione di massa ma non mi sono mai arrivate”. Anche Colin da Washington si lamenta di essere stato buggerato.
Un certo GeorgieTX invece gli dà sempre il feedback positivo: “Venditore serio, affidabile, è un piacere fare affari con lui”. Si sospetta che i due siano d’accordo e che Tony lo paghi per rilanciare ad un minuto dalla scadenza dell’offerta. Ovviamente, dopo la storia delle armi di distruzione di massa, accetta solo Pay Pal.

P.S. O maiali, non pensate male, Tony sta solo testando un nuovo etilometro.


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