Legge sul conflitto di interessi. Strano ma vero, se ne parla. Timidamente e sottovoce, come delle turpitudini più vergognose, ma se ne parla.
Anche se vi scappa da ridere al pensiero di un governo di sinistra che riesca a togliere potere a Berlusconi, ricomponetevi e abbiate fiducia.

Gentiloni, con l’espressione un po’ così, ha detto che farà una buona legge. Del resto ha la strada spianata.
Fini è pronto a collaborare, se la legge escluderà Berlusconi e se riusciranno a trovargli il Pizzaballa che gli manca per completare la collezione dei calciatori 1968/69.
I cattolici di centrodestra chiederanno il perdono cristiano per Berlusconi e quelli di centrosinistra imporranno il cilicio per tutti ma cosa volete che sia.
Ho sentito il solito Diliberto dire che sarebbe necessaria anche l’ineleggibilità di chi detiene mezzi di telecomunicazione. Come negli Stati Uniti, ultimo baluardo dei comunismo al mondo. I soliti estremisti.
Di Pietro si, minaccia l’astensione ma è solo per rubare la scena a Mastella. A proposito, il guardasigilli è solo un galantuomo. A sinistra ce ne sono tanti, come dice Berlusconi.

Siamo proprio un paese straordinario. Dal Manzanarre al Reno, ormai si sarebbero tutti rotti gli zebedei di sentire uno che il giorno prima piange che gli rovinano le sue aziende e il giorno seguente spende cinquemila fantastiliardi per mettere ancora meglio i piedi nel servizio pubblico radiotelevisivo.
Nel Burkina Faso sarebbe un’attrazione da museo, un esemplare imbalsamato di imprenditore che cercò addirittura di fare il politico.
In Italia continuano a dargli credito, a lasciargli l’ultima parola nei telegiornali, a prenderlo sul serio e, quel che è peggio, a considerarlo uno statista. L’uomo della provvigione.
C’è anche gente che dice che se dà da mangiare ai 20.000 dipendenti di Mediaset ciò basta a farne un grand’uomo e a desiderare di votarlo ed essere dominati da lui, per non dire peggio. Chissà perchè mi viene in mente “Io ai miei cani do Pal”, vi ricordate?
Speriamo piuttosto che alle prossime elezioni non gli venga in mente di seguire le orme di Tania Dervaux, perché secondo i suoi standard non dovrebbero essere meno di 1.000.000. Meglio togliere davvero l’ICI.

Nonostante non abbia proprio nulla da temere (a parte l’eventuale vittoria alle prossime elezioni, dove noi chiederemo il riconteggio dei pompini), è sempre un piacere ascoltarlo gridare che vogliono rovinarlo, che sono comunisti e che le ultime elezioni le hanno taroccate di brutto i soliti “signori della sinistra”. Se un domani faranno un film su di lui ci vorrebbe De Niro. A sinistra sono solo chiacchiere e distintivo. Tranne Mastella.

P.S. Che ci crediate o no, la foto è opera di un americano e si trova nella miniera di fotomontaggi Worth1000.com.

OT. Sono contenta che sia venuto fuori dal cassetto, almeno in rete, con grande clamore il documentario su “Pedofilia e Vaticano” della BBC. Io ne avevo parlato tempo addietro. Povero Ratzi, ohi ohi, che male.


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