Non conosco in tutti i minimi particolari l’ennesima rissa in seno a Kilombo, non avendo avuto la pazienza e il tempo di leggermi tutti i post, commenti e controcommenti ma avendo avuto solo l’accortezza di schivare i piatti che volavano ogni volta che andavo lì a postare.

A proposito di piatti, ho letto quella cosa delle donne che invece di fare politica dovrebbero badare ai figli. E io che non ne ho, che faccio? Mi dò da fare per farne velocemente uno?
Non se ne abbia a male qualcuno, ma la frase mi ha confermato ciò che da tempo la scienza sospetta. E cioè che esiste anche un “ciclo” maschile con relativa sindrome “pre”. Senza rancore.
Se questo è il pensiero dei maschi di sinistra chissà dove mai ci confinerebbero i camerati. Suppongo anch’essi a figliare per l’italica stirpe. Con in più una bella medaglia alla vacca (pardon, mamma) più prolifica.

Della questione nata dal post controverso di Dacia Valent ha detto bene, secondo me, Tisbe, che ben conosce l’aggregatore e i suoi meccanismi interni. Anch’io lessi il post della discordia e mi ricordo che ne rimasi turbata come di fronte a qualcosa che comunque spingeva alla riflessione. Non necessariamente d’accordo con tutto quanto leggevo ma ciò non ha importanza. Apprezzavo la sincerità. La questione è un’altra, però.

Parliamoci chiaro, se quel post avesse parlato di qualunque altra cosa, di fighe trivellate da fave gigantesche, non sarebbe stato censurato.
E’ il titolo che ha fregato Dacia. Dire che Faurisson è meglio di Pacifici è come bestemmiare in Chiesa durante l’Eucaristia, anzi peggio.
E’ una scossa del 7° grado Richter che scuote le fondamenta di questo mondo attuale, governato dal tabù che impone a tutti, gentili ed ebrei stessi eventualmente dissidenti, di parlare di tutto ciò che attiene ad ebraismo ed Israele solo entro i canoni dell’ortodossia che impone un atteggiamento sempre positivo ed entusiasta.
Un tabù che si regge sulla paura della punizione che verrà per chi lo infrange. La punizione in questo caso è peggio del rogo, è l’accusa di antisemitismo, che i guardiani del totem allargano anche al concetto di antisionismo. Non interessa poi se l’eretico è effettivamente antisemita o no. Importa solo che abbia infranto l’ortodossia.

E’ uno strano mondo, questo. I rapinatori in villa possono essere abitualmente definiti in base all’etnia e i musulmani etichettati come terroristi senza preoccuparsi della fallacia della generalizzazione ma nessun assassino, ladro, stupratore e nemmeno una persona lievemente antipatica verrebbero mai appellati secondo il loro essere eventualmente “ebrei”.
Un mondo dove perfino la stessa parola “ebreo” è diventata difficile da pronunciare perché si ha sempre la sensazione di nominare l’innominabile. Come Dio.

La blogsfera non sfugge ovviamente alle regole del mondo governato dal tabù. Per giunta questo strano mondo ci dice continuamente che non siamo cresciuti abbastanza per riuscire a discernere tra bene e male, tra ciò che è sfogo e ciò che è proponimento, tra pensiero e azione, tra libera dialettica e dogma. E’ necessario che qualcuno ci prenda per mano e ci offra una scelta ragionata tra ciò che possiamo leggere e ciò che non dobbiamo nemmeno sfiorare con lo sguardo.

E’ di sinistra tutto ciò? In un certo senso, se ci riferiamo al paternalismo stalinista ma non all’idea che abbiamo noi di sinistra moderna.
Domando, allora: al di là dei post successivi e delle presunte apologie della violenza, la censura a Dacia non sarà nata semplicemente da un titolo che ha fatto, con rispetto parlando, cagar sotto qualcuno di paura? My two cents.


OKNotizie
Ti piace questo post? Votalo su OKNotizie!

Annunci