Confesso che Santoro l’ho dormito, l’altra sera. Ho ascoltato solo la tesi difensiva iniziale di Fisichella (il monsignore, non il pilota), poi sono crollata sotto i sofismi, tutti quei puntini sulle i e la voce al pentothal di Michele.
Il colpo di grazia è stata la scritta in sovrimpressione che raccomandava di mettere a letto i bambini, come se gli spettatori non fossero in grado di decidere cosa far vedere ai loro figli e non si sapesse già da giorni quale fosse l’argomento della trasmissione, quei preti che hanno il viziaccio di ingropparsi i bambini. Il vecchio paternalismo della RAI verso il popolo bue. Un tentativo molto democristiano di contenere il danno, cioè l’Informazione.

Ha risolto poi i dubbi la trasmissione? Si è capito se Ratzinger ha veramente cercato di fare come il suo gatto nella cassettina, occultare lo scandalo? Oppure l’ambiguità dei testi canonici ha fatto si che quei perfidi inglesi antipapisti ci inzuppassero il biscotto per chissà quali motivi?
A giudicare dalla reazione rabbiosa dei papaboys di centrodestra e al riflesso pavloviano della censura contro la trasmissione di Santoro che era subito scattato in loro, a qualcosa comunque la trasmissione è servita.
L’importante in questi casi è spezzare la congiura del silenzio, che se ne parli, come della mafia.

La pedofilia non è solo un perverso effetto collaterale di Internet o un fenomeno legato alle realtà degradate della società, è un fenomeno all’80% familiare (compresa la Sacra Famiglia Borghese) che, come la mafia, prospera nell’omertà.
La madre sa, vede, ma non parla. Per paura e “rispetto” del codice d’onore. Chi ha subìto in passato tace, non avverte i parenti del vizioso che si annida in famiglia e la faida si perpetua alle nuove generazioni.
Quando la vittima parla si percepisce il disagio del clan. L’infame ha parlato. Come osa? Sarà pazzo, sarà isterica, poverini. Il vecchio maiale muore impunito a cent’anni nel suo letto, venerato come un santo, oppure schiatta nell’orto come Don Vito Corleone, pianto da tutti, comprese le figlie che si è stuprato da piccole. Chi si ribella è fortunato che non sia più di moda la lobotomia prefrontale.

Se vogliamo che si spezzi la catena dell’omertà attorno alla pedofilia bisogna parlarne e mettere in guardia soprattutto i bambini. Insegnargli a mirare alle palle quando qualcuno cerca di toccarli in maniera impropria. Altro che mandarli a letto.

Smascherare la pedofilia dà fastidio perché essa è una delle facce dello sfruttamento complessivo del corpo e della mente del bambino, considerato la più insignificante delle merci nella società mercificata. Anche i piccoli senza infanzia che cuciono da schiavi le scarpe della Nike devono tacere e sopportare e mai denunciare i loro padroni sfruttatori. Come i soldatini arruolati nelle guerre dove l’arma più gentile è il machete. Oppure i tanti piccoli venduti ai laidi turisti del sesso. Tacere e sopportare perché una società globalmente mercificata e mafiosa “nun vo’ penzieri”.

Tornando ad Anno Zero e al filmato della BBC, seguiremo il consiglio del sommo dentista padano e ci sciacqueremo la bocca prima di parlare del Papa, anzi useremo il collutorio antibatterico. Parleremo solo ed unicamente di quel monsignore americano, Bernard Law, che addirittura fu promosso a Roma tra gli officianti della messa funebre di Giovanni Paolo II, nonostante i suoi trascorsi pedofili negli Stati Uniti, ampiamente denunciati alle autorità di quel paese. Aiutato da chi? Dal gatto di Ratzinger?

P.S. Non so voi ma questa pubblicità di Armani mi fa vomitare.