Se il contenuto definito scandaloso della mostra censurata di arte omosessuale è veramente tutto qui, le cose in Italia sono più gravi di quanto si potesse immaginare. Spero che almeno in un angolo ci fosse qualche debordante Mapplethorpe che giustificasse un minimo di turbamento.
Curioso che la manifestazione dovesse svolgersi nel Palazzo della Ragione, visto che essa ormai, su queste tematiche, dorme profondamente e non si riesce a svegliarla.

L’errore è stato comunque secondo me, da parte dei curatori della mostra, di mettere quelle due opere che hanno inevitabilmente offerto il fianco alla censura. Perché la statua di Ratzi, benedetti ragazzi? Figurati se di fronte a quella Letizia non avrebbe scatenato tutta la sua bigotteria, oltre alla bigiotteria. E’ umano, una sindaca nelle cui vene scorre pura benzina a 100 ottani è facile che si infiammi di fronte a contenuto rovente, e il sacro fuoco della fede fa divampare anche le sindache apparentemente più riservate.
La patata bollente passa ora a Rosetta (nessuna allusione lesbo) e vedremo se ci sarà da ridere e piangere anche lì.

Si, ve la siete voluta. Io avrei lasciato accuratamente fuori la religione e avrei esposto cazzi, cazzi, cazzi, cazzi e ancora cazzi. Avrei voluto vedere poi a cosa si sarebbe attaccata Letizia.

Ultim’ora: sentite cos’ha da dirvi il nostro Champollion che ha letto ancora nella stele.

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