Attenzione, si avvertono i signori lettori che per le situazioni descritte e l’alto tasso di satira, questo post è sconsigliato alle persone particolarmente sensibili ed è destinato ad un pubblico adulto.

Per far credere a Uolter che vi sia una vera competizione tra diversi candidati alla leadership del PD, si sono già sacrificate le seguenti illustri personalità del centrosinistra: l’ex direttore dell’Unità Furio Colombo, Marco Pannella, Enrico Letta e la nostra indomita Rosaria Bindi, in arte Mastro Bindi.
Spero di non aver dimenticato nessuno, visto che ogni minuto giungono nuove autocandidature alla trombata finale che sancirà l’incoronazione del mite ma risoluto, buono ma non troppo, un po’ di qua e un po’ di là, Re Uolter.

Vediamo da vicino questo bel parterre de roi.
Furio Colombo, l’intellettuale, il liberal con il D.O.P. e senza la e finale, l’americano senza il kappa. Su di lui ho un piccolo aneddoto personale.
Ero ad un convegno sulla Shoah e lui si accalorò molto negli ultimi minuti del suo intervento, auspicando che la memoria fosse tramandata tra i giovani e vi fossero molte tesi di laurea sull’argomento.
Quando si dice la realtà romanzesca: all’epoca stavo appunto scrivendo la mia tesi di laurea sulla dittatura nazista. Appena ci fu l’occasione di avvicinarsi al palco dei relatori, mi precipitai tutta orgogliosa da Furio per annunciargli che io stavo giusto scrivendo una tesi che parlava estesamente anche della Shoah. Deve aver pensato che la frase successiva doveva essere “se può trovarmi un posto all’Unità da non meno di 6 milioni di lire al mese e un 180 mq vista mare a Portofino, gliene sarò molto grata”, perché manco mi rispose e si girò platealmente dall’altra parte, lasciandomi con la sensazione di essermi trasformata in un mucchietto di cacca fumante.
Voi direte: una rondine non fa primavera, allora è un fatto personale, ti sei tolta questo sassolino dalla scarpa ma in realtà Furio è un grande personaggio.
Si certo, magari quel giorno aveva le sue cose, ma mi dimostrò con i fatti una coerenza prossima allo zero. Poco da intellettuale e molto da politico, per cui forse effettivamente come segretario di partito sarebbe perfetto.

Marco Pannolone, il liberale con la e finale. E’ il testimonial perfetto della raccolta differenziata, perché riesce sempre a riciclare se stesso e il Partito Radicale (ovvero il suo gemello parassita) all’infinito. Se producesse energia dalle sue minchiate sarebbe una fonte rinnovabile illimitata e avremmo risolto i nostri problemi energetici per sempre. Sulla sua candidatura non dico altro, lascio volentieri la parola ad Elfobruno.

Enrico Letta. Non so dirne molto. Non riesco a non confonderlo con Gianni Letta. Forse la candidatura è una tattica per far confondere anche Berlusconi.

Rosy Bindi, la guerriera. Lo confesso, mi è simpatica. Da sempre. La sua forza travolgente e il profumo di limon potrebbe dare una bella ripulita al centrosinistra, ed è una bella tosta.
Per questo, visto che il panorama alternativo è desolante, e non si candida, nonostante le nostre preci, George Clooney, dovessi proprio avere un AK47 puntato alla tempia e dovessi scegliere un leader del Piddì, sceglierei lei.

Mi dicono in questo momento che anche la blogstar Adinolfi si è candidata(o) alla guida del PD. Vi tranquillizzo subito, io non mi candido.


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