Anche se il disco ormai è rotto, Umberto & i Suoi Fucili resistono nella hit parade estiva, assieme a Tiziano Ferro e a “Gino e l’Alfetta”.
Dopo il successo della ballabilissima “Lo sciopero fiscale”, ecco ora il lato B in versione heavy metal, anzi full metal jacket: “Mettete dei 740 nei vostri fucili”.

Dalle valli d’or della bergamasca, con le caprette che facevano il gesto dell’ombrello, Umberto ha nuovamente infiammato il suo popolo come quelle vecchie pornostar che fanno gli spettacolini nelle balere di quart’ordine. Quando lui parla di sciopero fiscale è come se al suo popolo gliela facesse vedere, letteralmente. E, come quando cala l’ultimo perizoma della maialona sul palcoscenico, per il radioelettrista che parla di stato ladrone scroscia l’applauso ed è orgasmo liberatorio.

Forse è l’aria di montagna che innalza l’ematocrito e la scarsezza di ossigeno non giova all’ex celodurista ma ciò che preoccupa è che Chiquitto & le Trote Salmonate, che hanno giustificato le sue parole parlavano da livello del mare, forse dalla Bussola di Viareggio.

Anche Bin Laden faceva i suoi proclami dalle montagne e invitava i suoi accoliti alla lotta armata e giustamente per questo era considerato un terrorista, addirittura il nemico pubblico numero uno. Bossi invece, per il centrodestra in guerra contro il terrorismo, è solo un simpatico mattacchione che non va preso sul serio. Il suo terrorismo alla polenta taragna non sarebbe pericoloso. Il suo non è un attacco al cuore dello stato ma solo al basso ventre.

Sarà, ma questi leader minimi ci fanno ancora una volta vergognare di fronte al mondo intero. C’è proprio gusto ad essere italiani, va’.

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