Eccolo qua, l’inciucio censorio. Divisi su tutto ma uniti come una testuggine romana contro quella cosa orribile, puzzolente e putrida che è l’informazione e contro quei giudici che osano scoperchiare le loro malefatte o supposte tali.

Ricacciano Santoro dalla RAI, questa volta per lesa Mastella? Tutti d’accordo che ha esagerato, tranne la solita “sinistra radicale”? Minacce di sfiduciare il CdA RAI, che tra parentesi è ancora quello di Berlusconi perchè tanto nessuno aveva interesse a ripristinare l’obiettività dell’informazione nel servizio pubblico?

Per Santoro, costantemente trattato da fazioso, è quasi un onore, una patente bollata di obiettività. Uno che si facesse cacciare sia da Berlusconi che da Prodi rappresenterebbe un record mondiale e allo stesso tempo la riprova che questa politica fatta di compari d’anello che davanti alle telecamere litigano e dietro le quinte si baciano in bocca perchè accomunati dagli stessi interessi di bottega, fa sempre più schifo.

Ho già detto, giusto un anno fa, perchè non possiamo fare a meno di Santoro, nonostante possa piacere o non piacere.
E’ il principio che deve essere difeso. In tv il politico non va per essere leccato e per fare il pulcinella dietro le scrivanie ma per rispondere del suo operato a giornalisti che non fanno agguati, ma domande. Se un giudice nel corso di un’indagine scopre pentole dove ribollono cose schifose che riguardano i politici ha il diritto di scoperchiare ed indagare, anche se Mastella poi si offende. E’ una cosa ovvia dal Canada al Ruanda Burundi. In Italia no.


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