Avrei voluto rispondere uno per uno ai tanti anonimi che hanno criticato il mio post precedente sui rom ma è impossibile colloquiare con chi non ha il coraggio di darsi nemmeno uno pseudonimo, tanto da potercisi riferire, ad esempio, come lei o lui.
Poi, cosa avrei potuto rispondere? Il mio pensiero l’ho già espresso nel post.
Come persona io sento il dovere di non essere razzista, perchè il razzismo ha portato ad immani tragedie dell’umanità e se non impariamo la lezione della storia siamo solo delle bestie. Se altri invece non sentono questa necessità non so che farci.

Sono stata molto indecisa su quale immagine assegnare a questo articolo. Nessuna sembrava funzionare.
Alla fine, per caso come al solito, ho trovato questa vignetta su un sito americano.
La signora bruna dice, rivolgendosi alla bionda:
“Gordon ha avuto un piccolo problema con la nuova famiglia italiana del numero ventitre, questa mattina”.
Se la battuta non poggiasse su un ben consolidato stereotipo razzista la vignetta non sarebbe divertente.

Vedete, per molti milioni di persone nel mondo noi italiani siamo criminali mafiosi. Tutti, dalle Alpi a Lampedusa. Bisognerebbe non dimenticarlo mai e forse riusciremmo un po’ a capire cosa possono provare gli stranieri che vengono da noi e forse perfino cosa provano gli zingari.

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