Questa sera vi propongo un viaggio nel trash seguendo la parola chiave: telefono. Vedremo se alla fine risulteranno più atroci le associazioni video subculturali che mi sono venute pensando alla telefonata tra Agostino Saccà e Silvio Berlusconi intercettata dalla magistratura e pubblicata su Repubblica, o la telefonata stessa.
Berlusconi si è incazzato tanto per la divulgazione della telefonata ma, dei due, quello che fa la figura di merda è Saccà. “Ciao, sono io… amore mio” , sembrava Claudia Mori in “Buonasera dottore”.
Lui, il presidente, cosa vuoi, non faceva altro che star lì a farsi leccare ed adulare come è abituato. A chi non piacerebbe sentirsi dire “sei il più amato dagli italiani”, come le signorine delle hotline che ti dicono “chissà che maschione sei… mmh”. Sicuramente non si sarà fatto le matte risate come quella volta con Marcello, ma meglio che farsi telefonare da Pierpaolo.

In fondo i due di cosa parlavano poi, di signorine da piazzare in RAI perchè il presidente Scavolini stava facendo campagna acquisti e gli serviva il voto del satiro arrapato. Poi, sempre Silvio, si faceva carico di una richiesta di Bossi, che poverino in fondo si sarebbe accontentato di guardare una fiction sul Barbarossa, magari con la borsa dell’acqua calda sulle ginocchia. Oops, non parliamo di borse dell’acqua calda, per carità.

Io temo che, pensando al suo povero inventore che inorridirà vedendo quali miserie la sua amata invenzione si sia ridotta a veicolare, al telefono non resti altro che piangere.


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