Update: Devo ringraziare anche WebLogin, Galatea, Querelle(s), Petrolio e MovimentoImpattoZero che, con i loro complimenti, mi hanno fatto diventare rossa fin sotto le piume. Grazie ragazzi, la stima è reciproca.
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Alla terza nomination, nonostante mi sia nascosta finora dietro ad occhialoni e parrucca non posso proprio tirarmi più indietro.
C’è in giro un nuovo meme, questa volta dedicato ai “blog che fanno pensare” e sono stata nominata da agentealcairo, pibua e luposordo.
Li ringrazio per la preferenza ma la cosa mi dà da pensare. Se io li faccio pensare è un bene o un male? Pensare troppo non rende insoddisfatti, arrabbiati con le cose che non vanno? Ma no, forse dò loro da pensare, nel senso che ormai sono indecisi tra il T.S.O. o l’arrosto di anatra con patate.
Vabbé va, partecipo anch’io al gioco, nominando cinque bloggers che mi fanno pensare, piacevolmente stimolando le mie cellule grigie ed anche l’amigdala, il centro delle emozioni.
Ladies and gentlemen, ecco a voi:

Cloroalclero perchè penso sia, se possibile, ancora più arrabbiata di me.
Pensatoio perchè con un nome così ispira l’introspezione
A.I.U.T.O. perchè penso sempre a quando ricomincerà a bloggare.
Galatea perchè penso scriva le cose più argute e fulminanti che mi capita di leggere.
Querelles(s) perchè penso mi fornisca quell’informazione in più che mi mancava.

Ecco le regole per partecipare a questa piccola iniziativa:

1. Partecipare se si è stati nominati a meno di non disporre di una dispensa papale.
2. Lasciare un link al post originario inglese.
3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.
4. Indicare i i blog che hanno la “capacità di farti pensare”.

Bene, e anche questa è fatta. Penso.


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