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E’ già finita la partecipazione del principino Harry alla “Guerra dei Famosi”. Quelle linguacce degli americani si sono lasciati sfuggire la notizia che il secondogenito di Diana coscialunga era a combattere in Afghanistan “per sfuggire ai paparazzi” (parole sue) ed è scattata l’operazione “salvate il soldato Harry”. Lui aveva già fatto le sue amicizie là, che peccato.
Forse è meglio così, le guerre dei nostri tempi sono fatte per i poveracci, non sono adatte per i figli di sangue blu. Passò il tempo di Re Artù e Riccardo Cuor di Leone.
Oggi la più pregiata carne da macello è quella nera o ispanica, comunque proletaria.
Carnaccia dura che si fa ammazzare senza tante storie e che se ha la disgrazia di sopravvivere conciata per le feste in qualche ospedale per reduci, forse troverà qualche giornalista che dedicherà alla sua tragedia una manciata di foto scioccanti e un articolo da pubblicare su un rotocalco. Tra una star del cinema che entra in riabilitazione e un presidente puttaniere che va in vacanza tra le Alpi e le piramidi che comunque gli ruberanno la scena.

Torna a casa Harry, va, che è meglio. Un altro funerale con la nonna Liz che con l’espressione da poker saluta con la manina ed Elton John che canta in cattedrale non l’avremmo proprio retto.


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E’ già finita la partecipazione del principino Harry alla “Guerra dei Famosi”. Quelle linguacce degli americani si sono lasciati sfuggire la notizia che il secondogenito di Diana coscialunga era a combattere in Afghanistan “per sfuggire ai paparazzi” (parole sue) ed è scattata l’operazione “salvate il soldato Harry”. Lui aveva già fatto le sue amicizie là, che peccato.
Forse è meglio così, le guerre dei nostri tempi sono fatte per i poveracci, non sono adatte per i figli di sangue blu. Passò il tempo di Re Artù e Riccardo Cuor di Leone.
Oggi la più pregiata carne da macello è quella nera o ispanica, comunque proletaria.
Carnaccia dura che si fa ammazzare senza tante storie e che se ha la disgrazia di sopravvivere conciata per le feste in qualche ospedale per reduci, forse troverà qualche giornalista che dedicherà alla sua tragedia una manciata di foto scioccanti e un articolo da pubblicare su un rotocalco. Tra una star del cinema che entra in riabilitazione e un presidente puttaniere che va in vacanza tra le Alpi e le piramidi che comunque gli ruberanno la scena.

Torna a casa Harry, va, che è meglio. Un altro funerale con la nonna Liz che con l’espressione da poker saluta con la manina ed Elton John che canta in cattedrale non l’avremmo proprio retto.


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Oplà! Grazie alla pronta soffiata di un lettore, apprendo che sono stata onorata di una citazione, non si sa se volontaria, inconscia o casuale (in fondo la battuta era facile), di Marco Travaglio che mi ha, ma disciamolo, rubato con destrezza il titolo per l’Uliwood Party di oggi che si intitola proprio come il mio post di domenica: “P2dl”.
Dopo la citazione sul “Manifesto” per le figurine comuniste, finisco anche, indirettamente e in puro spirito, anche sull’“Unità”. Sono soddisfazioni.
Vediamo, se fossimo in America si griderebbe alla violazione del copyright. Siamo in Italia e vorrà dire che la prossima volta che verrà a Faenza, Marco mi deve una copia dell’ultimo libro, come minimo.

Per l’occasione ripropongo una vignetta che realizzai tempo fa. Bisogna leggerla, guardate, pacatamente e serenamente come un omaggio all’arte antica, maanche con lo spirito del ‘a Marco, nun ce prova’ più!


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Oplà! Grazie alla pronta soffiata di un lettore, apprendo che sono stata onorata di una citazione, non si sa se volontaria, inconscia o casuale (in fondo la battuta era facile), di Marco Travaglio che mi ha, ma disciamolo, rubato con destrezza il titolo per l’Uliwood Party di oggi che si intitola proprio come il mio post di domenica: “P2dl”.
Dopo la citazione sul “Manifesto” per le figurine comuniste, finisco anche, indirettamente e in puro spirito, anche sull’“Unità”. Sono soddisfazioni.
Vediamo, se fossimo in America si griderebbe alla violazione del copyright. Siamo in Italia e vorrà dire che la prossima volta che verrà a Faenza, Marco mi deve una copia dell’ultimo libro, come minimo.

Per l’occasione ripropongo una vignetta che realizzai tempo fa. Bisogna leggerla, guardate, pacatamente e serenamente come un omaggio all’arte antica, maanche con lo spirito del ‘a Marco, nun ce prova’ più!


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Minchia santissima, tocca parlare ancora di Big Giuliano e della sua Lista.
I partiti, in questi giorni, sono tutti in preda alla sindrome mosaica delle tavole della legge. Chi propone undici, chi dodici punti irrinunciabili; dieci no, sarebbe forse troppo, nessuno osa tentare il divino accostamento.
Ad ogni modo la “Lista per la Vita” di Ferrara propone dodici punti monomaniacali. Anche se non ci sarebbero parole, mi va di commentarli assieme a voi. Notate il primo punto, un capolavoro di sadismo:

1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.

Un trip di necrofilia pura, direbbe il vecchio Von Kraft-Ebing. Mi dica dotto’, sarà obbligatorio celebrare le esequie con tanto di messa e preghiera “pro perfida mater”, trasporto con carro funebre a norma e cassa zincata a misura di embrione, sui 205×67 millimetri? E per la sepoltura? Pensiamo ad una sezione speciale da predisporre in ogni cimitero comunale, o toccherà aprire i tombini dei nonni per alloggiarci le barettine con i feti e gli embrioni?
A parte l’umorismo macabro, si rende conto l’estensore di questa galattica enormità, di che cosa significa normalmente il lutto per la morte di un figlio? E’ l’unico lutto del quale, passassero mille anni, nessun genitore può mai guarire. E’ il dolore morale più acuto e disumano che si possa provare.
E questi stanno a fantasticare di funeralini da imporre a madri che stanno già soffrendo abbastanza.
Sentiamo: quando il senso di colpa della madre si tramuterà in depressione, che fa il falso magro, gli passa gli antidepressivi e la psicoterapia a spese del contribuente o la lascia soffrire ricordandole ogni giorno il suo ruolo di assassina?

Proseguiamo, punto secondo:

2. Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.

La pillola Ru486, che oggi ha ricevuto il via libera dall’Agenzia del Farmaco, se definitivamente approvata anche in Italia, sarà comunque un farmaco di classe H, quindi somministrabile solo in ospedale. E’ commovente la preoccupazione per la salute e la solitudine delle fattrici, lasciate a muggire di dolore nelle stalle domestiche ma l’aborto chimico continuerà ad essere regolamentato come quello chirurgico, non ci sarà alcun fai-da-te. Peccato che altrettanta solerzia non vi sia quando vengono commercializzati altri farmaci molto più dannosi per la salute delle donne e non solo, magari gabellati come dimagranti o “pillole della felicità”.

3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.

Che tautologica cazzata. Qualunque medico sa che è obbligato a fare tutto il possibile per salvare la vita del paziente., compresi i neonati, ovviamente.

4. Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

5. Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

Pura mania di grandezza. Siamo all’obesità dell’Ego.

6. Difendere la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in recenti sentenze giudiziarie, di introdurre la pratica eugenetica della selezione per annientamento dell’embrione umano al posto della cura e della relativa diagnostica terapeutica. Introdurre nei primi cento giorni una moratoria per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sulla falsariga di quella europea abbandonata dal governo Prodi, e rafforzare la ricerca sulle staminali adulte o etiche.

Gli enti per il turismo di Slovenia e Croazia ringraziano perchè le coppie italiane, impedite in un loro diritto sacrosanto, quello della riproduzione, dalla legge del Cavalier Berlusconi, continueranno ad effettuare viaggi della speranza oltre confine. Notare l’uso strumentale della parola eugenetica.

7. Fondare in ogni regione italiana una Agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo.

8. Adottare le modalità del “Progetto Gemma” sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità e status giuridico per la prima accoglienza e educazione dei bambini, con l’erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli.

Consistenti quanto? Quanto il contratto di Pato al Milan o quanto una pensione sociale da 300 euro? E dopo i trentasei mesi? Cazzi loro?

9. Applicare la parte preventiva e di tutela della maternità della legge 194. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico, valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana.

Dire magari la parolaccia “contraccezione” non sarebbe stato male. Si potrebbero distribuire gondoni nelle scuole, smetterla di dire che la pillola fa ingrassare e provoca ogni male possibile e magari battersi perchè possa rientrare nei farmaci di classe B. Tutte le pillole contraccettive più moderne sono in fascia C, a pagamento. Perchè?

10. Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana.

11. Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la vita.

Morto un Casini se ne fa un altro. Ci sfugge la quantificazione del termine adeguate. Preoccupa, sentendolo dalle labbra di un forsennato liberista ammericano, questo continuo ricorrere alle finanze pubbliche. Per la serie, che i pensionati crepino di fame, l’importante è figliare. Lo Stato Gran Coniglio.

12. Le risorse per il programma elettorale sono da fissare nella misura di mezzo punto calcolato sul prodotto interno lordo e verranno rese disponibili attraverso lo stanziamento di 7 miliardi di euro attualmente giacenti presso i conti correnti dormienti in via di smobilitazione e altri cespiti di entrata.

Eccola, la supercazzola prematurata finale con lo scappellamento sul finanziamento: 7 miliardi di euro. Mica male. Sottratti a cose ben più importanti come, ad esempio, la sopravvivenza degli embrioni cresciuti a contratto precario o i feti stravecchi con le pensioni da fame.

I miei lettori lo hanno già detto più volte. Questa campagna contro l’aborto e i diritti delle donne serve solo a confondere le acque e nascondere emergenze ben più gravi. Ne sono sempre più convinta anch’io. Però non sottovalutiamo queste spinte oltranziste. La legge 40 purtroppo è una realtà.


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Minchia santissima, tocca parlare ancora di Big Giuliano e della sua Lista.
I partiti, in questi giorni, sono tutti in preda alla sindrome mosaica delle tavole della legge. Chi propone undici, chi dodici punti irrinunciabili; dieci no, sarebbe forse troppo, nessuno osa tentare il divino accostamento.
Ad ogni modo la “Lista per la Vita” di Ferrara propone dodici punti monomaniacali. Anche se non ci sarebbero parole, mi va di commentarli assieme a voi. Notate il primo punto, un capolavoro di sadismo:

1. Promuovere legislativamente il dovere di seppellire tutti i bambini abortiti nel territorio nazionale, in qualunque fase della gestazione e per qualunque motivo. Le spese sono a carico del pubblico erario.

Un trip di necrofilia pura, direbbe il vecchio Von Kraft-Ebing. Mi dica dotto’, sarà obbligatorio celebrare le esequie con tanto di messa e preghiera “pro perfida mater”, trasporto con carro funebre a norma e cassa zincata a misura di embrione, sui 205×67 millimetri? E per la sepoltura? Pensiamo ad una sezione speciale da predisporre in ogni cimitero comunale, o toccherà aprire i tombini dei nonni per alloggiarci le barettine con i feti e gli embrioni?
A parte l’umorismo macabro, si rende conto l’estensore di questa galattica enormità, di che cosa significa normalmente il lutto per la morte di un figlio? E’ l’unico lutto del quale, passassero mille anni, nessun genitore può mai guarire. E’ il dolore morale più acuto e disumano che si possa provare.
E questi stanno a fantasticare di funeralini da imporre a madri che stanno già soffrendo abbastanza.
Sentiamo: quando il senso di colpa della madre si tramuterà in depressione, che fa il falso magro, gli passa gli antidepressivi e la psicoterapia a spese del contribuente o la lascia soffrire ricordandole ogni giorno il suo ruolo di assassina?

Proseguiamo, punto secondo:

2. Vietare per decreto legge l’introduzione in Italia della pillola abortiva Ru486 e simili veleni capaci di reintrodurre la convenzione dell’aborto solitario e clandestino contro lo spirito e la lettera della legge 194 di tutela sociale della maternità.

La pillola Ru486, che oggi ha ricevuto il via libera dall’Agenzia del Farmaco, se definitivamente approvata anche in Italia, sarà comunque un farmaco di classe H, quindi somministrabile solo in ospedale. E’ commovente la preoccupazione per la salute e la solitudine delle fattrici, lasciate a muggire di dolore nelle stalle domestiche ma l’aborto chimico continuerà ad essere regolamentato come quello chirurgico, non ci sarà alcun fai-da-te. Peccato che altrettanta solerzia non vi sia quando vengono commercializzati altri farmaci molto più dannosi per la salute delle donne e non solo, magari gabellati come dimagranti o “pillole della felicità”.

3. Stabilire per via di legge che accoglienza, rianimazione e cura dei neonati sono un compito deontologico dei medici a prescindere da qualunque autorizzazione di terzi.

Che tautologica cazzata. Qualunque medico sa che è obbligato a fare tutto il possibile per salvare la vita del paziente., compresi i neonati, ovviamente.

4. Emendare l’articolo 3 della Costituzione, comma 1. Dove è scritto “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

5. Impegnare il governo della Repubblica a costruire un’alleanza capace di emendare la Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite all’articolo 3. Dove è scritto “ogni individuo ha diritto alla vita” aggiungere una virgola e la frase “dal concepimento fino alla morte naturale”.

Pura mania di grandezza. Siamo all’obesità dell’Ego.

6. Difendere la legge 40 sulla fecondazione medicalmente assistita, escludendo per via di legge e linee guida interpretative ogni possibilità, adombrata in recenti sentenze giudiziarie, di introdurre la pratica eugenetica della selezione per annientamento dell’embrione umano al posto della cura e della relativa diagnostica terapeutica. Introdurre nei primi cento giorni una moratoria per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, sulla falsariga di quella europea abbandonata dal governo Prodi, e rafforzare la ricerca sulle staminali adulte o etiche.

Gli enti per il turismo di Slovenia e Croazia ringraziano perchè le coppie italiane, impedite in un loro diritto sacrosanto, quello della riproduzione, dalla legge del Cavalier Berlusconi, continueranno ad effettuare viaggi della speranza oltre confine. Notare l’uso strumentale della parola eugenetica.

7. Fondare in ogni regione italiana una Agenzia per le adozioni il cui compito specifico sia quello di favorire l’adozione, con procedura riservata e urgente, di quei bambini che possono essere sottratti a una decisione abortiva di qualunque tipo.

8. Adottare le modalità del “Progetto Gemma” sul sostegno materiale alle gestanti in difficoltà e alle giovani madri di ogni nazionalità e status giuridico per la prima accoglienza e educazione dei bambini, con l’erogazione di consistenti somme per i primi trentasei mesi di vita dei figli.

Consistenti quanto? Quanto il contratto di Pato al Milan o quanto una pensione sociale da 300 euro? E dopo i trentasei mesi? Cazzi loro?

9. Applicare la parte preventiva e di tutela della maternità della legge 194. Potenziare in termini di risorse disponibili e di formazione del personale pubblico, valorizzando il volontariato pro vita, la rete insufficiente dei consultori e dei Centri di aiuto alla vita in ogni regione e provincia italiana.

Dire magari la parolaccia “contraccezione” non sarebbe stato male. Si potrebbero distribuire gondoni nelle scuole, smetterla di dire che la pillola fa ingrassare e provoca ogni male possibile e magari battersi perchè possa rientrare nei farmaci di classe B. Tutte le pillole contraccettive più moderne sono in fascia C, a pagamento. Perchè?

10. Triplicare i fondi per la ricerca sulle disabilità e istituire una Agenzia di tutela e integrazione del disabile in ogni regione italiana.

11. Sostenere con sovvenzioni pubbliche adeguate l’attività dell’associazione di promozione sociale denominata Movimento per la vita.

Morto un Casini se ne fa un altro. Ci sfugge la quantificazione del termine adeguate. Preoccupa, sentendolo dalle labbra di un forsennato liberista ammericano, questo continuo ricorrere alle finanze pubbliche. Per la serie, che i pensionati crepino di fame, l’importante è figliare. Lo Stato Gran Coniglio.

12. Le risorse per il programma elettorale sono da fissare nella misura di mezzo punto calcolato sul prodotto interno lordo e verranno rese disponibili attraverso lo stanziamento di 7 miliardi di euro attualmente giacenti presso i conti correnti dormienti in via di smobilitazione e altri cespiti di entrata.

Eccola, la supercazzola prematurata finale con lo scappellamento sul finanziamento: 7 miliardi di euro. Mica male. Sottratti a cose ben più importanti come, ad esempio, la sopravvivenza degli embrioni cresciuti a contratto precario o i feti stravecchi con le pensioni da fame.

I miei lettori lo hanno già detto più volte. Questa campagna contro l’aborto e i diritti delle donne serve solo a confondere le acque e nascondere emergenze ben più gravi. Ne sono sempre più convinta anch’io. Però non sottovalutiamo queste spinte oltranziste. La legge 40 purtroppo è una realtà.


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Ormai ne hanno su tutto e per tutti, ogni giorno, prima e dopo i pasti.
Dal cinema “imbegnato” e le scene di sesso, alla sempre più insopportabile voglia di infilarsi nei nostri letti.
L’ingerenza reiterata e continuata della Chiesa cattolica in tutte le sue forme nei fatti politici di un paese che è formato anche da valdesi, protestanti, ebrei, musulmani, buddisti, scintoisti, devoti della dea Kali, agnostici e atei e che quindi dovrebbe essere rispettato nella sua laicità sta diventando francamente insostenibile.

Negli ultimi giorni è stato un martellamento continuo.
I radicali si alleano con il PD? Giunge la scomunica da “Famiglia Cristiana”. Sai che paura ma intanto si intromettono.
Veronesi, il barone rampante, si candida con il PD? Preoccupazione di Ferrara, il crociatone, e di “Famiglia Cristiana”, di nuovo.
Benedetto 16° ormai parla a targhe alterne: oggi di aborto, domani di eutanasia, dopodomani ancora di aborto.
L’ordine dei medici ci prova a firmare un documento in difesa della legge 194 e della contraccezione e salta su “Avvenire”. E’ un falso, dicono, i medici non possono difendere una legge dello Stato. La protervia è senza freni. Mi immagino gli attacchi che verranno nei prossimi giorni dall’Osservatore Romano, dal Calendario di Frate Indovino e dall’Agenda di Suor Germana.

Non ci vengano, per favore, a dire che hanno tutto il diritto di parlare. Certo, dai pulpiti e negli oratori fin che gli si secchi la gola ma se lo fanno tramite i media, in maniera martellante e solo per criticare le scelte politiche di uno stato, perdìo laico, il sospetto che vogliano imporre il loro punto di vista anche a chi la pensa diversamente è forte e questo è inaccettabile.

Il vizio del Vaticano di intromettersi nei fatti italiani è antico. Chiunque in Italia abbia cercato di innovare, aprire ai diritti dei lavoratori, ai diritti delle minoranze, delle donne, degli omosessuali, in favore della scienza e della laicità, si è ritrovato con i bastoni pastorali tra le ruote.
Sentite cosa accadde in occasione dell’introduzione del divorzio, al povero Aldo Moro, allora Ministro degli Esteri del governo Rumor. E’ il 25 giugno 1970:

L’ambasciatore italiano in Vaticano, Gianfranco Pompei, indirizza al ministro degli Esteri Aldo Moro un dispaccio nel quale riferisce che Paolo VI, a causa dell’introduzione del divorzio in Italia, “deduce la previsione di conseguenze dannose non limitate alla materia in discussione, ma assai più vaste, estendentesi a tutto l’insieme dei rapporti tra la S. Sede e l’Italia. Egli è profondamente preoccupato per il grave danno morale e sociale, che vede e prevede non solo immediato, ma persistente e progressivo. Con vivo dolore prevede una netta posizione di contrasto che i cattolici, clero e fedeli, saranno ormai obbligati a prendere ed in maniera permanente. Divenuta ormai palese la reale incapacità di far prevalere la propria tesi, la S. Sede non potrà che lasciare i cattolici italiani liberi di agire sul piano interno secondo la loro coscienza religiosa e con i mezzi dei quali dispongono.
E’ superfluo, conclude Pompei, mettere in evidenza la gravità di tali dichiarazioni.”

Il 6 luglio il governo va in crisi e Rumor si dimette. Il 29 luglio, sempre l’ambasciatore Pompei, annota:

“Moro mi dice, in gran segreto, che la crisi è stata direttamente determinata dal Vaticano. Casaroli ha convocato Rumor e Forlani e chiesto le dimissioni del governo come unico modo di impedire o allontanare il divorzio.
Rumor incapace e già depresso ha accettato e, ciò che è molto più grave, Forlani ha accettato di non lasciar formare nessun governo che non ottenga qualche emendamento alla legge. La crisi, oltre che materialmente sospendere l’attività legislativa delle Camere, avrebbe dato alla Dc maggior forza contrattuale. Lo credo abbastanza ma non così Moro il quale pensa che mai questa materia potrebbe rientrare negli accordi di governo”.
(Note tratte dal sito della Fondazione Cipriani.)

Stiamo in guardia quindi, perchè la storia insegna. Ne proporrò altre di scosse storiche come queste, sperando di risvegliare la laicità di chi mi legge. La campagna è qui, per chi volesse aderire.

Devo dire la verità, però. Ogni volta che vedo immagini come queste, leggo scomuniche e sento il paparatzi dimenticarsi del Darfur e di Gaza per parlare di massimi sistemi e di prolungare sadicamente le sofferenze ai malati terminali, io ho un’orgasmo. Il mio punto L, il punto della laicità non sono ancora riuscita a fotografarlo ma è lì, pronto a scoppiare.


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Ormai ne hanno su tutto e per tutti, ogni giorno, prima e dopo i pasti.
Dal cinema “imbegnato” e le scene di sesso, alla sempre più insopportabile voglia di infilarsi nei nostri letti.
L’ingerenza reiterata e continuata della Chiesa cattolica in tutte le sue forme nei fatti politici di un paese che è formato anche da valdesi, protestanti, ebrei, musulmani, buddisti, scintoisti, devoti della dea Kali, agnostici e atei e che quindi dovrebbe essere rispettato nella sua laicità sta diventando francamente insostenibile.

Negli ultimi giorni è stato un martellamento continuo.
I radicali si alleano con il PD? Giunge la scomunica da “Famiglia Cristiana”. Sai che paura ma intanto si intromettono.
Veronesi, il barone rampante, si candida con il PD? Preoccupazione di Ferrara, il crociatone, e di “Famiglia Cristiana”, di nuovo.
Benedetto 16° ormai parla a targhe alterne: oggi di aborto, domani di eutanasia, dopodomani ancora di aborto.
L’ordine dei medici ci prova a firmare un documento in difesa della legge 194 e della contraccezione e salta su “Avvenire”. E’ un falso, dicono, i medici non possono difendere una legge dello Stato. La protervia è senza freni. Mi immagino gli attacchi che verranno nei prossimi giorni dall’Osservatore Romano, dal Calendario di Frate Indovino e dall’Agenda di Suor Germana.

Non ci vengano, per favore, a dire che hanno tutto il diritto di parlare. Certo, dai pulpiti e negli oratori fin che gli si secchi la gola ma se lo fanno tramite i media, in maniera martellante e solo per criticare le scelte politiche di uno stato, perdìo laico, il sospetto che vogliano imporre il loro punto di vista anche a chi la pensa diversamente è forte e questo è inaccettabile.

Il vizio del Vaticano di intromettersi nei fatti italiani è antico. Chiunque in Italia abbia cercato di innovare, aprire ai diritti dei lavoratori, ai diritti delle minoranze, delle donne, degli omosessuali, in favore della scienza e della laicità, si è ritrovato con i bastoni pastorali tra le ruote.
Sentite cosa accadde in occasione dell’introduzione del divorzio, al povero Aldo Moro, allora Ministro degli Esteri del governo Rumor. E’ il 25 giugno 1970:

L’ambasciatore italiano in Vaticano, Gianfranco Pompei, indirizza al ministro degli Esteri Aldo Moro un dispaccio nel quale riferisce che Paolo VI, a causa dell’introduzione del divorzio in Italia, “deduce la previsione di conseguenze dannose non limitate alla materia in discussione, ma assai più vaste, estendentesi a tutto l’insieme dei rapporti tra la S. Sede e l’Italia. Egli è profondamente preoccupato per il grave danno morale e sociale, che vede e prevede non solo immediato, ma persistente e progressivo. Con vivo dolore prevede una netta posizione di contrasto che i cattolici, clero e fedeli, saranno ormai obbligati a prendere ed in maniera permanente. Divenuta ormai palese la reale incapacità di far prevalere la propria tesi, la S. Sede non potrà che lasciare i cattolici italiani liberi di agire sul piano interno secondo la loro coscienza religiosa e con i mezzi dei quali dispongono.
E’ superfluo, conclude Pompei, mettere in evidenza la gravità di tali dichiarazioni.”

Il 6 luglio il governo va in crisi e Rumor si dimette. Il 29 luglio, sempre l’ambasciatore Pompei, annota:

“Moro mi dice, in gran segreto, che la crisi è stata direttamente determinata dal Vaticano. Casaroli ha convocato Rumor e Forlani e chiesto le dimissioni del governo come unico modo di impedire o allontanare il divorzio.
Rumor incapace e già depresso ha accettato e, ciò che è molto più grave, Forlani ha accettato di non lasciar formare nessun governo che non ottenga qualche emendamento alla legge. La crisi, oltre che materialmente sospendere l’attività legislativa delle Camere, avrebbe dato alla Dc maggior forza contrattuale. Lo credo abbastanza ma non così Moro il quale pensa che mai questa materia potrebbe rientrare negli accordi di governo”.
(Note tratte dal sito della Fondazione Cipriani.)

Stiamo in guardia quindi, perchè la storia insegna. Ne proporrò altre di scosse storiche come queste, sperando di risvegliare la laicità di chi mi legge. La campagna è qui, per chi volesse aderire.

Devo dire la verità, però. Ogni volta che vedo immagini come queste, leggo scomuniche e sento il paparatzi dimenticarsi del Darfur e di Gaza per parlare di massimi sistemi e di prolungare sadicamente le sofferenze ai malati terminali, io ho un’orgasmo. Il mio punto L, il punto della laicità non sono ancora riuscita a fotografarlo ma è lì, pronto a scoppiare.


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Che strano, il programma di Berlusconi e del Pdl, appena presentato, contiene, tra i soli undici punti principali e come fosse una cosa irrinunciabile, l’abolizione della validità legale del titolo di studio.
Una cosa che mi pareva di aver già letto da qualche parte tanto tempo fa.
Ma certo, nel solito “Piano di Rinascita Democratica” di nonno Licio, che diceva:

“b1) abolizione della validita’ legale dei titoli di studio (per sfollare le universita’ e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione)”

Il Piano era un ambizioso progetto politico che auspicava un sistema partitico bipolare con l’esclusione della sinistra radicale e i partiti organizzati in clubs dove si affermava, tra l’altro:

c) […] Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

E più avanti:

d) Altro punto chiave e’ l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese. E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.

Va bene, cosa c’entra, l’abolizione della validità legale del titolo di studio è una cosa che chiedono da tempo anche i Radicali e, se vogliamo essere pignoli, anche Tonino Di Pietro che chiede l’abolizione delle province potrebbe allora essere accusato di aver copiato dal Piano di Gelli.
Il fatto è che qui non è una rondine che non fa primavera. Le coincidenze tra il Piano di Rinascita Democratica e i programmi di FI sono talmente tante e stranote che, chi vuole, le può scoprire o riscoprire in questo interessante articolo.

Giusto per tenere a mente che ricorre quest’anno il trentesimo anniversario dell’iscrizione di Silvio Berlusconi alla loggia (26 gennaio 1978), tessera n° 1816. E’ solo una coincidenza o, a volte, ritornano?



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Che strano, il programma di Berlusconi e del Pdl, appena presentato, contiene, tra i soli undici punti principali e come fosse una cosa irrinunciabile, l’abolizione della validità legale del titolo di studio.
Una cosa che mi pareva di aver già letto da qualche parte tanto tempo fa.
Ma certo, nel solito “Piano di Rinascita Democratica” di nonno Licio, che diceva:

“b1) abolizione della validita’ legale dei titoli di studio (per sfollare le universita’ e dare il tempo di elaborare una seria riforma della scuola che attui i precetti della Costituzione)”

Il Piano era un ambizioso progetto politico che auspicava un sistema partitico bipolare con l’esclusione della sinistra radicale e i partiti organizzati in clubs dove si affermava, tra l’altro:

c) […] Cosi’ e’ evidente che le forze dell’ordine possono essere mobilitate per ripulire il paese dai teppisti ordinari e pseudo politici e dalle relative centrali direttive soltanto alla condizione che la Magistratura li processi e condanni rapidamente inviandoli in carceri ove scontino la pena senza fomentare nuove rivolte o condurre una vita comoda.
Sotto tale profilo, sembra necessario che alle forze di P.S. sia restituita la facolta’ di interrogatorio d’urgenza degli arrestati in presenza dei reati di eversione e tentata eversione dell’ordinamento, nonche’ di violenza e resistenza alle forze dell’ordine, di violazione della legge sull’ordine pubblico, di sequestro di persona, di rapina a mano armata e di violenza in generale.

E più avanti:

d) Altro punto chiave e’ l’immediata costituzione di una agenzia per il coordinamento della stampa locale (da acquisire con operazioni successive nel tempo) e della TV via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media nel vivo del Paese. E’ inoltre opportuno acquisire uno o due periodici da contrapporre a Panorama, Espresso, Europeo sulla formula viva “Settimanale”.

Va bene, cosa c’entra, l’abolizione della validità legale del titolo di studio è una cosa che chiedono da tempo anche i Radicali e, se vogliamo essere pignoli, anche Tonino Di Pietro che chiede l’abolizione delle province potrebbe allora essere accusato di aver copiato dal Piano di Gelli.
Il fatto è che qui non è una rondine che non fa primavera. Le coincidenze tra il Piano di Rinascita Democratica e i programmi di FI sono talmente tante e stranote che, chi vuole, le può scoprire o riscoprire in questo interessante articolo.

Giusto per tenere a mente che ricorre quest’anno il trentesimo anniversario dell’iscrizione di Silvio Berlusconi alla loggia (26 gennaio 1978), tessera n° 1816. E’ solo una coincidenza o, a volte, ritornano?



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