Mentre Ralph Nader, candidato alle presidenziali americane nel 2000 per i Verdi e nel 2004 come indipendente, sta valutando l’opportunità di correre anche stavolta in alternativa ai due somarelli Hillary e Obama e all’elefantino McCain, candidati dei due partiti maggiori, colgo e traduco dal suo sito questo elenco di argomenti che lui definisce “i tabu dei candidati”, ovvero ciò di cui non si parla mai nei programmi elettorali. Nader si riferisce alla realtà americana ma il discorso è adattabilissimo, secondo me, anche alla competizione elettorale italiana di questi giorni. Se no che globalizzazione sarebbe?

Se cercherete su Wikipedia la biografia di Nader, il candidato più a sinistra d’America, già paladino dei consumatori, leggerete con stupore che è considerato colui che fece perdere Al Gore contro Bush nel 2000. In pratica, per la regola aurea che sostiene che votando per i candidati minori si diperdono voti, come dice Berlusconi, le preferenze a Nader in Florida avrebbero permesso la vittoria di Bush (muhahaha!). Mi sa invece che furono i brogli con le migliaia di elettori di colore cancellati preventivamente dalle liste e le macchinette della Diebold a fare il miracolo. Cosa che si ripeté quattro anni più tardi nello stato dell’Ohio, anch’esso decisivo per la seconda vittoria di Bush. Leggere il documentatissimo libro “Democrazia in vendita” di Greg Palast se la cosa non vi sembra possibile.

Il povero Nader, allora come forse alle prossime elezioni, cerca solo di essere un candidato presidente diverso, sicuramente più dalla parte della gente dei candidati ufficiali che, in fin dei conti, non sono poi così diversi l’uno dall’altro. E’ il solito discorso dei due partiti, uno di destra e l’altro di estrema destra. Leggendo le interessanti argomentazioni di Ralph Nader qui di seguito e notando come siano molto più a sinistra non solo di Veltroni ma anche di Bertinotti, non vi cascano un poco le braccia pensando al nostro paese?

What the Candidates Avoid – Quello che i candidati non dicono

1) Non li sentirete parlare di una seria lotta contro il crimine organizzato, contro le frodi e gli abusi che hanno derubato miliardi di dollari dei lavoratori, degli investitori, di pensionati, contribuenti e consumatori.
Tra le riforme che non saranno mai da loro suggerite; fornire maggiori risorse per perseguire penalmente i truffatori e fare leggi per democratizzare il governo delle aziende, in modo da dare vero potere agli azionisti. Non sentirete i candidati chiedere a gran voce la restituzione dei guadagni illecitamente ottenuti e nemmeno leggi di trasparenza sul mercato.

2) Non li sentirete chiedere per i lavoratori un salario adeguato al costo della vita, invece di un salario minimo sindacale. Non supporteranno la richiesta di abrogare la legge antisindacato Taft-Hartley nel 1947, che ha impedito a più di 40 milioni di lavoratori di unirsi in sindacato per migliorare i salari e i diritti al di sopra dei livelli di McDonald’s o Walmart.

3) Non li sentirete richiedere il ritiro dal WTO e dal NAFTA. La negoziazione degli accordi economici dovrebbe rimanere separata da quella dei diritti dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente, senza che essi siano subordinati ai diktat del commercio internazionale.

4) Non sentirete parlare di una riforma del sistema fiscale che lasci più soldi nelle tasche dei lavoratori e vada a tassare le cose che meno ci piacciono: l’inquinamento, la speculazione finanziaria e le tecnologie ad alto consume di energia. Non li sentirete nemmeno accennare ad un aumento del contributo fiscale per le aziende, le cui tasse sono andate sempre diminuendo negli ultimi 50 anni.

5) Non li sentirete parlare di sanità pubblica. Quasi sessant’anni dopo la prima proposta fatta dal presidente Truman, non abbiamo ancora un sistema sanitario per tutti, un programma che controlli qualità e costi e si focalizzi sulla prevenzione. Un’assistenza sanitaria completa salverebbe migliaia di vite all’anno e non eliminerebbe la competizione con un sistema di sanità privata.

6) Non c’è motivo di credere che i candidati si opporranno agli interessi commerciali che derivano dall’attuale sistema energetico. Abbiamo bisogno invece di un grande progetto per la salvaguardia dell’ambiente che contrasti tali interessi e punti sull’energia solare, sulle auto a minore consumo e sulle tecnologie pulite. Non riconosceranno che l’attuale sistema energetico basato sul petrolio ed i suoi derivati, provoca non solo il riscaldamento globale ma cancro, malattie respiratorie e problemi a livello geopolitico. Infine non chiederanno la fine del razzismo ambientale che rende le periferie degradate più soggette all’inquinamento dell’aria, dell’acqua e dei rifiuti tossici.

7) I candidati non chiederanno una diminuzione delle spese militari che divorano metà del gettito federale senza che vi sia più un’Unione Sovietica o altre grandi potenze nemiche nel mondo. Studi provenienti perfino da ambienti del Pentagono riportano le opinioni di ammiragli e generali in pensione che sostengono che una eccessiva spesa militare paradossalmente indebolisce la nazione e distorce le priorità della politica interna.

8) Non li sentirete parlare di una seria riforma elettorale. Entrambi i partiti, Repubblicano e Democratico, si sono spartiti l’elettorato grazie al meccanismo dei distretti elettorali, un espediente che garantisce la rielezione dei loro candidati alla spese dei votanti. Non vi sarà nemmeno una seria proposta per riammettere al diritto di voto i pregiudicati che abbiano scontato la pena e siano tornati ad essere buoni cittadini.
Altre riforme elettorali dovrebbero includere, tra l’altro, una controprova cartacea del voto elettronico e il completo finanziamento pubblico delle elezioni per garantirne la regolarità.

9) Non sentirete molto parlare della fallimentare lotta alla droga che costa 50 miliardi di dollari all’anno e nemmeno del fatto che i tossicodipendenti dovrebbero essere curati piuttosto che incarcerati.

10) I candidati non daranno spazio ai movimenti pacifisti israeliani i cui membri hanno fatto accordi per una soluzione “due popoli, due stati” con le controparti palestinese e americana. E’ tempo di rimpiazzare il teatrino di Washington con un vero teatro di pace per la sicurezza dei popoli americano, palestinese ed israeliano.

11) Non sentirete i candidati opporsi agli interessi aziendali che hanno imposto modifiche al nostro sistema giudiziario tali da impedire che le persone danneggiate o raggirate dalle corporations ottengano giustizia. Dove sono le campagne contro le frodi e i danni a pazienti, consumatori e lavoratori? Dovremmo favorire ulteriormente le class-actions affinché i cittadini possano difendersi più facilmente contro gli abusi del mercato.

Gli elettori dovrebbero visitare I siti dei principali candidati, vedere cosa dicono e non dicono e poi mandare email o lettere per chiedere loro perché evitano questi argomenti. Forse rompere il tabu non partirà dalla parte dei candidati ma possiamo cominciare dagli elettori.

A parte la sanità pubblica, che da noi è un caposaldo del welfare da decenni e il cui malfunzionamento non è questione di sostanza ma di organizzazione, abbiamo molti punti in comune con la situazione descritta, tanto che questo programma potrebbe benissimo essere quello di una qualunque compagine di sinistra.
Se si parla di crimine, in quanto a Mafia, Sistema, N’drangheta e mafie importate non siamo secondi a nessuno. Anche per le frodi finanziarie non abbiamo niente da imparare: Cirio, Parmalat, bond argentini, derivati. La trasparenza del mercato, le class-actions e la difesa dell’ambiente riguardano anche noi.
Se siamo un poco più fortunati in Italia con la difesa sindacale dei diritti dei lavoratori, la precarizzazione del lavoro ci ha americanizzato fin troppo.
Insomma, questo Nader non ha alcuna possibilità di diventare presidente degli Stati Uniti ma è stato bello sognare che ci potesse essere qualcuno alla Casa Bianca che tagliasse le spese militari, si adoperasse per una vera pace in Palestina e pensasse soprattutto al bene degli americani e non dei kossovari albanesi.
Teniamoci i nostri sogni e pensiamo che tanto, chiunque venga eletto, ben poco cambierà.
Se poi Nader volesse fare cambio con Veltroni, io ci sto.


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