Ormai ne hanno su tutto e per tutti, ogni giorno, prima e dopo i pasti.
Dal cinema “imbegnato” e le scene di sesso, alla sempre più insopportabile voglia di infilarsi nei nostri letti.
L’ingerenza reiterata e continuata della Chiesa cattolica in tutte le sue forme nei fatti politici di un paese che è formato anche da valdesi, protestanti, ebrei, musulmani, buddisti, scintoisti, devoti della dea Kali, agnostici e atei e che quindi dovrebbe essere rispettato nella sua laicità sta diventando francamente insostenibile.

Negli ultimi giorni è stato un martellamento continuo.
I radicali si alleano con il PD? Giunge la scomunica da “Famiglia Cristiana”. Sai che paura ma intanto si intromettono.
Veronesi, il barone rampante, si candida con il PD? Preoccupazione di Ferrara, il crociatone, e di “Famiglia Cristiana”, di nuovo.
Benedetto 16° ormai parla a targhe alterne: oggi di aborto, domani di eutanasia, dopodomani ancora di aborto.
L’ordine dei medici ci prova a firmare un documento in difesa della legge 194 e della contraccezione e salta su “Avvenire”. E’ un falso, dicono, i medici non possono difendere una legge dello Stato. La protervia è senza freni. Mi immagino gli attacchi che verranno nei prossimi giorni dall’Osservatore Romano, dal Calendario di Frate Indovino e dall’Agenda di Suor Germana.

Non ci vengano, per favore, a dire che hanno tutto il diritto di parlare. Certo, dai pulpiti e negli oratori fin che gli si secchi la gola ma se lo fanno tramite i media, in maniera martellante e solo per criticare le scelte politiche di uno stato, perdìo laico, il sospetto che vogliano imporre il loro punto di vista anche a chi la pensa diversamente è forte e questo è inaccettabile.

Il vizio del Vaticano di intromettersi nei fatti italiani è antico. Chiunque in Italia abbia cercato di innovare, aprire ai diritti dei lavoratori, ai diritti delle minoranze, delle donne, degli omosessuali, in favore della scienza e della laicità, si è ritrovato con i bastoni pastorali tra le ruote.
Sentite cosa accadde in occasione dell’introduzione del divorzio, al povero Aldo Moro, allora Ministro degli Esteri del governo Rumor. E’ il 25 giugno 1970:

L’ambasciatore italiano in Vaticano, Gianfranco Pompei, indirizza al ministro degli Esteri Aldo Moro un dispaccio nel quale riferisce che Paolo VI, a causa dell’introduzione del divorzio in Italia, “deduce la previsione di conseguenze dannose non limitate alla materia in discussione, ma assai più vaste, estendentesi a tutto l’insieme dei rapporti tra la S. Sede e l’Italia. Egli è profondamente preoccupato per il grave danno morale e sociale, che vede e prevede non solo immediato, ma persistente e progressivo. Con vivo dolore prevede una netta posizione di contrasto che i cattolici, clero e fedeli, saranno ormai obbligati a prendere ed in maniera permanente. Divenuta ormai palese la reale incapacità di far prevalere la propria tesi, la S. Sede non potrà che lasciare i cattolici italiani liberi di agire sul piano interno secondo la loro coscienza religiosa e con i mezzi dei quali dispongono.
E’ superfluo, conclude Pompei, mettere in evidenza la gravità di tali dichiarazioni.”

Il 6 luglio il governo va in crisi e Rumor si dimette. Il 29 luglio, sempre l’ambasciatore Pompei, annota:

“Moro mi dice, in gran segreto, che la crisi è stata direttamente determinata dal Vaticano. Casaroli ha convocato Rumor e Forlani e chiesto le dimissioni del governo come unico modo di impedire o allontanare il divorzio.
Rumor incapace e già depresso ha accettato e, ciò che è molto più grave, Forlani ha accettato di non lasciar formare nessun governo che non ottenga qualche emendamento alla legge. La crisi, oltre che materialmente sospendere l’attività legislativa delle Camere, avrebbe dato alla Dc maggior forza contrattuale. Lo credo abbastanza ma non così Moro il quale pensa che mai questa materia potrebbe rientrare negli accordi di governo”.
(Note tratte dal sito della Fondazione Cipriani.)

Stiamo in guardia quindi, perchè la storia insegna. Ne proporrò altre di scosse storiche come queste, sperando di risvegliare la laicità di chi mi legge. La campagna è qui, per chi volesse aderire.

Devo dire la verità, però. Ogni volta che vedo immagini come queste, leggo scomuniche e sento il paparatzi dimenticarsi del Darfur e di Gaza per parlare di massimi sistemi e di prolungare sadicamente le sofferenze ai malati terminali, io ho un’orgasmo. Il mio punto L, il punto della laicità non sono ancora riuscita a fotografarlo ma è lì, pronto a scoppiare.


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