You are currently browsing the monthly archive for marzo 2008.

Qualche post fa avevo annunciato che avrei analizzato i programmi dei vari partiti per metterli a confronto sui princìpi e i proponimenti.
Accidenti a me che penso sempre di vivere in un un paese normale. Certo, sarebbe stata un’idea simpatica ma oggi che ho avuto un po’ di tempo per rileggermeli con calma, sono giunta alla conclusione che è fatica sprecata e poi, chi ce lo fa fare di farci prendere per i fondelli?
Mi avete convinto, i programmi lasciano il tempo che trovano, sono solo promesse, accozzaglie di buoni propositi che due giorni dopo le elezioni saranno dimenticati. Inoltre, come giustamente mi avete fatto notare, dovrei prendere in considerazione non solo i programmi dei partiti maggiori “maanche” tutti gli altri.

Dico solo un paio di ultime cosette sui programmi, visto che più li leggo e più mi verrebbe voglia di prendere a sberle chi li ha scritti.

Prendiamo ad esempio il problema mafia (mafie) – criminalità organizzata.
Senza arrivare a Forza Nuova che chiede i commissariamenti, le leggi speciali e l’esercito dispiegato al Sud, la Sinistra Arcobaleno almeno recita la formula di rito: “la lotta contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta deve essere radicale; è necessario combattere senza alcuna indulgenza i rapporti perversi tra criminalità organizzata e politica, che coinvolgono in molte regioni del Mezzogiorno settori del centrodestra come del centrosinistra”.

Però, se le ali estreme della politica riconoscono il problema, ognuna a modo suo e con tutti i distinguo del caso, per carità, perchè i due principali schieramenti accennano solo ad un generico “contrasto alla criminalità organizzata” (PDL), neanche fosse un problema di fotoritocco, oppure si impegnano ad essere genericamente “duri contro la criminalità” (PD)? Duri come, di comprendonio?
Comincio a capire perchè al Sud ci si senta sempre meno rappresentati dalla politica e ci si rifugi nell’astensionismo.

Né PDL né PD fanno un discorso approfondito sul problema mafie, traffici internazionali di droga, armi, riciclaggio di denaro sporco ed ogni altra attività illecita delle grandi bande internazionali.
Cosa dovremmo dedurne? Che la mafia non esiste? Che bisogna conviverci, come il colesterolo alto ed il diabete?

Poi magari è sconcertante come, di fronte ad un enorme problema di sicurezza dei cittadini, la genialata sia l’affidarsi alla banda larga, molto amata dagli estensori del programma del PD che la citano ben due volte:
“Diffondere la banda larga in tutti i comuni, con infrastrutture a basso impatto ambientale.”
“Applicare la nuova tecnologia (anche la banda larga) per chiedere e ottenere aiuto – in casa o per strada – in tempi rapidissimi.”

Dopo aver fatto del Mediterraneo un hub e investito nel social housing, una volta che avremo eseguito il benchmarking ed evitato gli spoils systems potremo anche pensare a fare qualcosa contro Mafia, Sistema e ‘Ndrangheta. Come? Collegandoci ad Internet e premendo il pulsante del salvavita Beghelli-Veltronelli. Hai visto mai che ti arrivi in soccorso Shpalman?

http://www.youtube.com/v/KBkThh0azrQ&hl=it


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Qualche post fa avevo annunciato che avrei analizzato i programmi dei vari partiti per metterli a confronto sui princìpi e i proponimenti.
Accidenti a me che penso sempre di vivere in un un paese normale. Certo, sarebbe stata un’idea simpatica ma oggi che ho avuto un po’ di tempo per rileggermeli con calma, sono giunta alla conclusione che è fatica sprecata e poi, chi ce lo fa fare di farci prendere per i fondelli?
Mi avete convinto, i programmi lasciano il tempo che trovano, sono solo promesse, accozzaglie di buoni propositi che due giorni dopo le elezioni saranno dimenticati. Inoltre, come giustamente mi avete fatto notare, dovrei prendere in considerazione non solo i programmi dei partiti maggiori “maanche” tutti gli altri.

Dico solo un paio di ultime cosette sui programmi, visto che più li leggo e più mi verrebbe voglia di prendere a sberle chi li ha scritti.

Prendiamo ad esempio il problema mafia (mafie) – criminalità organizzata.
Senza arrivare a Forza Nuova che chiede i commissariamenti, le leggi speciali e l’esercito dispiegato al Sud, la Sinistra Arcobaleno almeno recita la formula di rito: “la lotta contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta deve essere radicale; è necessario combattere senza alcuna indulgenza i rapporti perversi tra criminalità organizzata e politica, che coinvolgono in molte regioni del Mezzogiorno settori del centrodestra come del centrosinistra”.

Però, se le ali estreme della politica riconoscono il problema, ognuna a modo suo e con tutti i distinguo del caso, per carità, perchè i due principali schieramenti accennano solo ad un generico “contrasto alla criminalità organizzata” (PDL), neanche fosse un problema di fotoritocco, oppure si impegnano ad essere genericamente “duri contro la criminalità” (PD)? Duri come, di comprendonio?
Comincio a capire perchè al Sud ci si senta sempre meno rappresentati dalla politica e ci si rifugi nell’astensionismo.

Né PDL né PD fanno un discorso approfondito sul problema mafie, traffici internazionali di droga, armi, riciclaggio di denaro sporco ed ogni altra attività illecita delle grandi bande internazionali.
Cosa dovremmo dedurne? Che la mafia non esiste? Che bisogna conviverci, come il colesterolo alto ed il diabete?

Poi magari è sconcertante come, di fronte ad un enorme problema di sicurezza dei cittadini, la genialata sia l’affidarsi alla banda larga, molto amata dagli estensori del programma del PD che la citano ben due volte:
“Diffondere la banda larga in tutti i comuni, con infrastrutture a basso impatto ambientale.”
“Applicare la nuova tecnologia (anche la banda larga) per chiedere e ottenere aiuto – in casa o per strada – in tempi rapidissimi.”

Dopo aver fatto del Mediterraneo un hub e investito nel social housing, una volta che avremo eseguito il benchmarking ed evitato gli spoils systems potremo anche pensare a fare qualcosa contro Mafia, Sistema e ‘Ndrangheta. Come? Collegandoci ad Internet e premendo il pulsante del salvavita Beghelli-Veltronelli. Hai visto mai che ti arrivi in soccorso Shpalman?


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Quanto manca, quindici giorni? Su, tra due settimane ci leviamo il dente. Intanto voglio fare il lupo Mannheimer e lanciarmi in un’analisi dotta e colta del momento elettorale.

Ogni analisi con i controcazzi parte sempre da un preambolo.
Abbiamo una legge elettorale di merda, fatta dal politico rubato all’odontoiatria e che ci dondola e fa male come una protesi mal messa, fatta appunto da un dentista cane. Una legge pensata dal GIB (Grande Imprenditore Brianzolo) per impedire a Prodi e al centrosinistra, dati per vincenti nel 2006, di governare. Infatti lo stratagemma è riuscito. Dopo neanche due anni si ritorna alle urne per disperazione e Prodi torna con sollievo all’insegnamento.
E’ un mistero alla X-Files, tuttavia, il perchè Berlusconi, dato per vincente stavolta, non abbia voluto modificare la legge elettorale per poter finalmente darci quel ventennio di Età dell’oro che lui ci promette e che attendiamo con ansia.
A questo punto dobbiamo pensare che a non voler modificare la legge sia stato il centrosinistra, sapendo di perdere e volendo impedire a Berlusconi di governare.
Se fosse così il cavadenti padano avrebbe creato (involontariamente, per carità, per uno di quei fenomeni di serendipità come la scoperta della penicillina) il metodo perfetto per l’ingovernabilità e allora non resterebbero che i cari vecchi forcali e le sempre insostituibili picche per cambiare qualcosa. Ma non lanciamoci troppo in scenari futuri. Andiamo per gradi.

Nonostante vi siano interi container di partiti da votare e per tutti i gusti, perchè siamo comunque in un regime proporzionale, non possiamo permetterci di fare una scelta d’opinione o, perchè no, di onestà, affinità o simpatia, perchè il meccanismo elettorale premia il bipolarismo bipenne: o Uolter o il Nano.
I primi tra gli ultimi, Bertinotti e Casini, come presidenti, sono ipotesi possibili solo in universi paralleli e sono messi lì solo per bellezza, diciamolo. La Santanché e Boselli poi, sono puri atti di fede.
Più che votare per, quindi, si voterà contro il Nano o contro Uolter. E’ forse l’unica cosa che, se la chiedessimo agli elettori, risulterebbe certa. Per chi NON voterai?

Nel grande insieme degli elettori vi sono prima di tutto i decisi: i berlusconiani e i piddini. Io li invidio molto. Passeranno queste due settimane senza arrovellarsi, in attesa solo di poter votare per i loro amati leader.
Ci sono poi i duri e puri e gli idealisti che voteranno per i piccoli partiti e anche quelli li invidio.
Poi ci sono quelli decisi a NON andare a votare: coloro che ormai hanno raggiunto la pace dei sensi democratica e non ci vanno più da anni e i neofiti dell’astensionismo, che si dividono in quelli con argomenti convincenti e quelli del “chemmefregatantosotuttiladri”.

Poi ci sono gli indecisi, insieme estremamente eterogeneo. Quelli che potrebbero fare ambarabacicciccocco’ con la matita tra PD e PDL tanto di politica non capiscono un cazzo e lo ammettono tranquillamente, anzi se ne vantano; quelli che si lasciano convincere all’ultimo momento in base a misteriosi meccanismi di suggestione mentale.
Altri sottoinsiemi comprendono quelli che saranno ritrovati cadavere nel seggio ancora con la copiativa in mano, stroncati dall’indecisione e quelli che appena votato si pentiranno della scelta fatta.
Tra gli indecisi si distinguono coloro che passeranno notti insonni in attesa di un insight rivelatore o illuminazione e coloro (dell’insieme che interseca quello del “chemmefrega”) che decideranno effettivamente all’ultimo minuto, altrimenti detti quelli dell’effetto “colpo di scena”. C’è una legge della statistica non scritta che dice che gli intervistati per gli exit-poll appartengano sempre al secondo gruppo. Ecco perchè i suddetti non ci prendono mai.

Se volessimo ulteriormente complicarci la vita dovremmo citare infine il caso di coloro che voteranno, approfittando delle due schede, per due partiti diversi. Non è un’opzione solo per gli indecisi e coloro che non vogliono fare torto a nessuno. A causa della legge porcata che prevede meccanismi perversi di attribuzione dei seggi vi è già chi teorizza che è possibile far perdere questo o quello schieramento votando in un certo modo alla Camera e in un altro al Senato. L’importante è portarsi dietro un foglietto con su scritte le istruzioni, per non fare casini, ed essere pronti a superare certe ripugnanze.

Ah, sempre che a qualcuno non venga in mente di truccare le elezioni. In tal caso avremmo a che fare con uno scenario di probabilità completamente alterato, la mia teoria andrebbe a farsi fottere e il lupo Mannheimer a questo punto vi manderebbe tutti cordialmente affanculo.

(Che c’entra il coniglione? Niente. Sto ancora cercando un modo per farlo rientrare logicamente nel post ma l’unica idea che mi viene, a parte l’associazione coglioni-coniglioni, è che il lupo Mannheimer potrebbe mangiarsi il conijone. Me cojoni!)

P.S. Per una versione molto simpatica e intelligente del dilemma sul voto, vi consiglio la lettura del post di Beppone.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Quanto manca, quindici giorni? Su, tra due settimane ci leviamo il dente. Intanto voglio fare il lupo Mannheimer e lanciarmi in un’analisi dotta e colta del momento elettorale.

Ogni analisi con i controcazzi parte sempre da un preambolo.
Abbiamo una legge elettorale di merda, fatta dal politico rubato all’odontoiatria e che ci dondola e fa male come una protesi mal messa, fatta appunto da un dentista cane. Una legge pensata dal GIB (Grande Imprenditore Brianzolo) per impedire a Prodi e al centrosinistra, dati per vincenti nel 2006, di governare. Infatti lo stratagemma è riuscito. Dopo neanche due anni si ritorna alle urne per disperazione e Prodi torna con sollievo all’insegnamento.
E’ un mistero alla X-Files, tuttavia, il perchè Berlusconi, dato per vincente stavolta, non abbia voluto modificare la legge elettorale per poter finalmente darci quel ventennio di Età dell’oro che lui ci promette e che attendiamo con ansia.
A questo punto dobbiamo pensare che a non voler modificare la legge sia stato il centrosinistra, sapendo di perdere e volendo impedire a Berlusconi di governare.
Se fosse così il cavadenti padano avrebbe creato (involontariamente, per carità, per uno di quei fenomeni di serendipità come la scoperta della penicillina) il metodo perfetto per l’ingovernabilità e allora non resterebbero che i cari vecchi forcali e le sempre insostituibili picche per cambiare qualcosa. Ma non lanciamoci troppo in scenari futuri. Andiamo per gradi.

Nonostante vi siano interi container di partiti da votare e per tutti i gusti, perchè siamo comunque in un regime proporzionale, non possiamo permetterci di fare una scelta d’opinione o, perchè no, di onestà, affinità o simpatia, perchè il meccanismo elettorale premia il bipolarismo bipenne: o Uolter o il Nano.
I primi tra gli ultimi, Bertinotti e Casini, come presidenti, sono ipotesi possibili solo in universi paralleli e sono messi lì solo per bellezza, diciamolo. La Santanché e Boselli poi, sono puri atti di fede.
Più che votare per, quindi, si voterà contro il Nano o contro Uolter. E’ forse l’unica cosa che, se la chiedessimo agli elettori, risulterebbe certa. Per chi NON voterai?

Nel grande insieme degli elettori vi sono prima di tutto i decisi: i berlusconiani e i piddini. Io li invidio molto. Passeranno queste due settimane senza arrovellarsi, in attesa solo di poter votare per i loro amati leader.
Ci sono poi i duri e puri e gli idealisti che voteranno per i piccoli partiti e anche quelli li invidio.
Poi ci sono quelli decisi a NON andare a votare: coloro che ormai hanno raggiunto la pace dei sensi democratica e non ci vanno più da anni e i neofiti dell’astensionismo, che si dividono in quelli con argomenti convincenti e quelli del “chemmefregatantosotuttiladri”.

Poi ci sono gli indecisi, insieme estremamente eterogeneo. Quelli che potrebbero fare ambarabacicciccocco’ con la matita tra PD e PDL tanto di politica non capiscono un cazzo e lo ammettono tranquillamente, anzi se ne vantano; quelli che si lasciano convincere all’ultimo momento in base a misteriosi meccanismi di suggestione mentale.
Altri sottoinsiemi comprendono quelli che saranno ritrovati cadavere nel seggio ancora con la copiativa in mano, stroncati dall’indecisione e quelli che appena votato si pentiranno della scelta fatta.
Tra gli indecisi si distinguono coloro che passeranno notti insonni in attesa di un insight rivelatore o illuminazione e coloro (dell’insieme che interseca quello del “chemmefrega”) che decideranno effettivamente all’ultimo minuto, altrimenti detti quelli dell’effetto “colpo di scena”. C’è una legge della statistica non scritta che dice che gli intervistati per gli exit-poll appartengano sempre al secondo gruppo. Ecco perchè i suddetti non ci prendono mai.

Se volessimo ulteriormente complicarci la vita dovremmo citare infine il caso di coloro che voteranno, approfittando delle due schede, per due partiti diversi. Non è un’opzione solo per gli indecisi e coloro che non vogliono fare torto a nessuno. A causa della legge porcata che prevede meccanismi perversi di attribuzione dei seggi vi è già chi teorizza che è possibile far perdere questo o quello schieramento votando in un certo modo alla Camera e in un altro al Senato. L’importante è portarsi dietro un foglietto con su scritte le istruzioni, per non fare casini, ed essere pronti a superare certe ripugnanze.

Ah, sempre che a qualcuno non venga in mente di truccare le elezioni. In tal caso avremmo a che fare con uno scenario di probabilità completamente alterato, la mia teoria andrebbe a farsi fottere e il lupo Mannheimer a questo punto vi manderebbe tutti cordialmente affanculo.

(Che c’entra il coniglione? Niente. Sto ancora cercando un modo per farlo rientrare logicamente nel post ma l’unica idea che mi viene, a parte l’associazione coglioni-coniglioni, è che il lupo Mannheimer potrebbe mangiarsi il conijone. Me cojoni!)

P.S. Per una versione molto simpatica e intelligente del dilemma sul voto, vi consiglio la lettura del post di Beppone.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Oscar Wilde scrisse: “Diffida di una donna che dice la sua vera età, una donna così è capace di tutto.” Esagerato! Però, in fondo, non aveva mica tutti i torti.

Oggi non c’è niente da leggere. Si festeggia una penna bianca in più per la papera e il fatto che si potrà scherzare sul “qui succede un 48”.
Oggi non si muove un muscolo in casa, non si cucina (si pranza fuori) e si cerca di farsi festeggiare il più possibile, per rendere il giorno lieve.
Purtroppo, e questo è ormai il secondo, un compleanno senza mamma è come una rappresentazione che vada in scena senza il regista. E’ una di quelle ricorrenze che si ammantano, da quel momento in poi, di malinconia, rendendoti il boccone della torta meno dolce.
E’ una bella giornata per fortuna, finalmente primaverile, e andare in campagna in mezzo alla natura sarà un balsamo per l’anima.

Ora potete farmi gli auguri, se vi piace.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Oscar Wilde scrisse: “Diffida di una donna che dice la sua vera età, una donna così è capace di tutto.” Esagerato! Però, in fondo, non aveva mica tutti i torti.

Oggi non c’è niente da leggere. Si festeggia una penna bianca in più per la papera e il fatto che si potrà scherzare sul “qui succede un 48”.
Oggi non si muove un muscolo in casa, non si cucina (si pranza fuori) e si cerca di farsi festeggiare il più possibile, per rendere il giorno lieve.
Purtroppo, e questo è ormai il secondo, un compleanno senza mamma è come una rappresentazione che vada in scena senza il regista. E’ una di quelle ricorrenze che si ammantano, da quel momento in poi, di malinconia, rendendoti il boccone della torta meno dolce.
E’ una bella giornata per fortuna, finalmente primaverile, e andare in campagna in mezzo alla natura sarà un balsamo per l’anima.

Ora potete farmi gli auguri, se vi piace.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Che delusione! Francamente, dopo tanta attesa, mi aspettavo qualcosa di più di una versione meno fluente e più noiosa del solito Elie Wiesel da asporto.

Qualche giorno fa Rosalux si era sentita piccata dal mio post sulla vignetta antifiamma e ne era scaturita una piccola querelle, una querellina. Niente di grave, per carità, non desidero iscrivermi alla nuova moda del catfight.
Mi aveva promesso una risposta articolata ed ecco finalmente il suo post, al quale rispondo brevemente per non annoiare i lettori.

Suppongo che i “lameduck” ripetuti ossessivamente nel testo siano da intendere come gli antisemiti. La cosa è molto originale, non c’è che dire.
In conclusione, cosa dice Rosalux di nuovo? Nulla appunto, come ammette all’inizio; che chi critica Israele o gli ebrei in formazione sparsa e riporta le affermazioni dei self-hating jews è un antisemita. Cioè, lei può dire che la Nirenstein è melensa, se lo dico io sono antisemita.
Penso che per i rosalux funzioni come un mantra, quasi come una formula magica.

Cara Rosalux, tiri fuori come al solito la Germania nazista, i Protocolli, i pogrom; potevi aggiungere Suss l’Ebreo o Der Ewige Jude. Cose che io conosco bene non perchè dorma con il Mein Kampf sotto il cuscino ma perchè ho dedicato nove mesi della mia vita (come fare un figliolo) ad una tesi di laurea di 160 pagine sui crimini nazisti e la Shoah, pensa un po’ che cogliona!

Salto alle tue conclusioni finali: la lobby ebraica non esiste perchè la guerra in Iraq è stata un fallimento. E’ l’unico argomento che porti come confutazione della frase da me riportata di Silverstein:

“Sembra proprio che Israele, almeno una parte di esso, tema un’eventuale presidenza Obama. C’è ancora questa fobia ebraica e israeliana che un politico nero, specialmente uno che agli inizi di carriera era molto vicino ai palestinesi, possa voltare le spalle ad Israele.
L’idea è semplicemente ridicola perchè (sfortunatamente) nessuno può diventare Presidente degli Stati Uniti senza essere uno schiavo di Israele, volente o nolente. Gli ebrei mettono troppo denaro nella campagna elettorale e vi è troppo potere da parte dell’AIPAC e delle altre lobby ebraiche”.

Un po’ pochino.
Oh bella, forse che non sono mai esistiti progetti folli nella storia finiti con sconfitte militari? Forse perchè i rosalux non sbagliano mai e si incazzano se i lameduck gli fanno notare quando cascano dal pero?
Siamo noi che ci facciamo di acido oppure molti dei membri nel PNAC che non mi negherai occupino i posti principali dell’amministrazione Bush, hanno forti legami con il Likud? Per carità liberissimi di farlo ma perchè inalberarsi quando si chiamano le cose con il loro nome? Fare lobby non è mica una parolaccia, significa difendere certi interessi da parte di certi gruppi. Lobby dei camionisti si e lobby ebraica no?

E poi andiamo, la guerra sarà un fallimento (soprattutto per quei poveri 4000 soldati americani morti e le migliaia di civili Iracheni) ma Saddam è stato tolto di mezzo ed era uno che i coglioni ad Israele li rompeva alla grande. Qualche missile Scud arrivò ai tempi della prima guerra del Golfo.
In conclusione, cara Rosalux, cos’hai dimostrato? Hai forse spiegato a noi ignoranti cos’è l’AIPAC?
Il fatto che un potere sia stato enfatizzato nella storia significa che esso non sia mai esistito e che non possa organizzarsi qualche volta in lobby? Non esistono forse le lobby vaticane che difendono gli interessi della Chiesa?

Sai qual’è l’impressione che ci si fa leggendoti? Che non ci sia molta voglia di discussione ma solo di eiaculare sentenze e luoghi comuni. Per carità, legittimo, se proprio non ci si può trattenere e si hanno le palle gonfie, ma scarsamente proficuo ai fini della dialettica.
Anche quello di “ebrei contro il resto del mondo” non è un mito assai enfatizzato ed alimentato dai rosalux nella storia?

A questo punto, visto che ha fatto tanto scalpore la frasetta di Silverstein, pensa se ti raccontassi cosa ci siamo detti in un appassionante scambio di email, all’epoca della mia tesi, io e Norman Finkelstein.
Hai ragione, devo smetterla di frequentare intellettuali ebrei, con le loro idee antisemite.

Ah, l’hai nominato tu Disney, peggio per te. 😉

http://www.youtube.com/v/Pp5O-X7ZomM&hl=it


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Che delusione! Francamente, dopo tanta attesa, mi aspettavo qualcosa di più di una versione meno fluente e più noiosa del solito Elie Wiesel da asporto.

Qualche giorno fa Rosalux si era sentita piccata dal mio post sulla vignetta antifiamma e ne era scaturita una piccola querelle, una querellina. Niente di grave, per carità, non desidero iscrivermi alla nuova moda del catfight.
Mi aveva promesso una risposta articolata ed ecco finalmente il suo post, al quale rispondo brevemente per non annoiare i lettori.

Suppongo che i “lameduck” ripetuti ossessivamente nel testo siano da intendere come gli antisemiti. La cosa è molto originale, non c’è che dire.
In conclusione, cosa dice Rosalux di nuovo? Nulla appunto, come ammette all’inizio; che chi critica Israele o gli ebrei in formazione sparsa e riporta le affermazioni dei self-hating jews è un antisemita. Cioè, lei può dire che la Nirenstein è melensa, se lo dico io sono antisemita.
Penso che per i rosalux funzioni come un mantra, quasi come una formula magica.

Cara Rosalux, tiri fuori come al solito la Germania nazista, i Protocolli, i pogrom; potevi aggiungere Suss l’Ebreo o Der Ewige Jude. Cose che io conosco bene non perchè dorma con il Mein Kampf sotto il cuscino ma perchè ho dedicato nove mesi della mia vita (come fare un figliolo) ad una tesi di laurea di 160 pagine sui crimini nazisti e la Shoah, pensa un po’ che cogliona!

Salto alle tue conclusioni finali: la lobby ebraica non esiste perchè la guerra in Iraq è stata un fallimento. E’ l’unico argomento che porti come confutazione della frase da me riportata di Silverstein:

“Sembra proprio che Israele, almeno una parte di esso, tema un’eventuale presidenza Obama. C’è ancora questa fobia ebraica e israeliana che un politico nero, specialmente uno che agli inizi di carriera era molto vicino ai palestinesi, possa voltare le spalle ad Israele.
L’idea è semplicemente ridicola perchè (sfortunatamente) nessuno può diventare Presidente degli Stati Uniti senza essere uno schiavo di Israele, volente o nolente. Gli ebrei mettono troppo denaro nella campagna elettorale e vi è troppo potere da parte dell’AIPAC e delle altre lobby ebraiche”.

Un po’ pochino.
Oh bella, forse che non sono mai esistiti progetti folli nella storia finiti con sconfitte militari? Forse perchè i rosalux non sbagliano mai e si incazzano se i lameduck gli fanno notare quando cascano dal pero?
Siamo noi che ci facciamo di acido oppure molti dei membri nel PNAC che non mi negherai occupino i posti principali dell’amministrazione Bush, hanno forti legami con il Likud? Per carità liberissimi di farlo ma perchè inalberarsi quando si chiamano le cose con il loro nome? Fare lobby non è mica una parolaccia, significa difendere certi interessi da parte di certi gruppi. Lobby dei camionisti si e lobby ebraica no?

E poi andiamo, la guerra sarà un fallimento (soprattutto per quei poveri 4000 soldati americani morti e le migliaia di civili Iracheni) ma Saddam è stato tolto di mezzo ed era uno che i coglioni ad Israele li rompeva alla grande. Qualche missile Scud arrivò ai tempi della prima guerra del Golfo.
In conclusione, cara Rosalux, cos’hai dimostrato? Hai forse spiegato a noi ignoranti cos’è l’AIPAC?
Il fatto che un potere sia stato enfatizzato nella storia significa che esso non sia mai esistito e che non possa organizzarsi qualche volta in lobby? Non esistono forse le lobby vaticane che difendono gli interessi della Chiesa?

Sai qual’è l’impressione che ci si fa leggendoti? Che non ci sia molta voglia di discussione ma solo di eiaculare sentenze e luoghi comuni. Per carità, legittimo, se proprio non ci si può trattenere e si hanno le palle gonfie, ma scarsamente proficuo ai fini della dialettica.
Anche quello di “ebrei contro il resto del mondo” non è un mito assai enfatizzato ed alimentato dai rosalux nella storia?

A questo punto, visto che ha fatto tanto scalpore la frasetta di Silverstein, pensa se ti raccontassi cosa ci siamo detti in un appassionante scambio di email, all’epoca della mia tesi, io e Norman Finkelstein.
Hai ragione, devo smetterla di frequentare intellettuali ebrei, con le loro idee antisemite.

Ah, l’hai nominato tu Disney, peggio per te. 😉


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Anch’io ho fatto il giochino del “voi siete qui” e, più che scoprire che sto a sinistra, cosa che sospettavo, mi ha interessato individuare il partito a me più lontano, che non è il PDL ma l’UDC di Pierfurby Casini. Scoprire dove si è collocati politicamente tuttavia non elimina il dilemma sul chi votare, che è appena meno grave del ben più dilaniante “voto o non voto?”

Per quanto mi riguarda, per capire chi eventualmente votare e soprattutto chi non votare, ho scelto alcuni argomenti chiave, che per me sono: lavoro, precarietà, pensioni, sanità, politica estera, diritti civili, laicità. Sono scelte egoistiche perchè riflettono, da una parte, le necessità della mia pancia e di quella dei miei cari, più alcuni principi che considero fondamentali per tutti.
Ho scaricato i programmi in pdf di PDL, PD e Sinistra Arcobaleno e me li sono letti. Poi, utilizzando lo strumento “cerca”, ho inserito le parole chiave di cui sopra e ne ho tratto le mie conseguenze.
Lo so che i programmi dei partiti sono pieni di proponimenti difficili da mantenere e che in quanto a promesse da marinaio si potrebbero dare tutti la mano, anche se dobbiamo ammettere che Berlusconi, con le ultime sparate sui figli in cordata, potrebbe tranquillamente prendere il posto vacante del recentemente scomparso Capitan Findus. Con Veltroni forse nella parte del nostromo Spugna.
Però, dato che sono testona, nonostante le lusinghe e le bugie, voglio vedere se si può ancora far valere alcuni princìpi e se si può ancora dire che il tale partito o schieramento sta dalla mia parte ed è in grado di difendere i miei diritti o almeno ci prova.
Nei prossimi giorni illustrerò i risultati delle ricerche, per ogni argomento di cui sopra.

Intanto voglio dare un assaggio partendo da quello che forse sembra l’argomento a più bassa priorità: la politica estera. Cerchiamo le parole PACE e GUERRA nei programmi.
Nessun risultato nel PDL, a parte un accenno alla lotta al terrorismo interno ed internazionale, anche attraverso lo stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista.
La parola PACE compare nel programma del PD: L’Italia del PD sceglie il multilateralismo: per le missioni internazionali di pace, contro il riarmo convenzionale e nucleare; per i diritti umani, contro il riscaldamento globale. Missioni di pace… mmmh.

Nel programma della Sinistra Arcobaleno, che si differenzia dagli altri perchè è molto più articolato nelle argomentazioni a differenza delle miserine presentazioni in PowerPoint dei due principali schieramenti, la PACE viene posta tra i loro princìpi e anche l’Europa viene posta in grande rilievo, così come il rifiuto del concetto di terrorismo e guerra preventiva, definiti fenomeni che si alimentano e giustificano a vicenda. Quello della SA è l’unico programma dove si auspica una soluzione del problema palestinese, attraverso il principio del “due stati per due popoli”.
Non si nominano Iraq e Afghanistan né da parte del PD che del PDL. Assente anche la parola DISARMO.

E’ solo un assaggio, dicevo. Nei prossimi post ne sentiremo delle belle.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Anch’io ho fatto il giochino del “voi siete qui” e, più che scoprire che sto a sinistra, cosa che sospettavo, mi ha interessato individuare il partito a me più lontano, che non è il PDL ma l’UDC di Pierfurby Casini. Scoprire dove si è collocati politicamente tuttavia non elimina il dilemma sul chi votare, che è appena meno grave del ben più dilaniante “voto o non voto?”

Per quanto mi riguarda, per capire chi eventualmente votare e soprattutto chi non votare, ho scelto alcuni argomenti chiave, che per me sono: lavoro, precarietà, pensioni, sanità, politica estera, diritti civili, laicità. Sono scelte egoistiche perchè riflettono, da una parte, le necessità della mia pancia e di quella dei miei cari, più alcuni principi che considero fondamentali per tutti.
Ho scaricato i programmi in pdf di PDL, PD e Sinistra Arcobaleno e me li sono letti. Poi, utilizzando lo strumento “cerca”, ho inserito le parole chiave di cui sopra e ne ho tratto le mie conseguenze.
Lo so che i programmi dei partiti sono pieni di proponimenti difficili da mantenere e che in quanto a promesse da marinaio si potrebbero dare tutti la mano, anche se dobbiamo ammettere che Berlusconi, con le ultime sparate sui figli in cordata, potrebbe tranquillamente prendere il posto vacante del recentemente scomparso Capitan Findus. Con Veltroni forse nella parte del nostromo Spugna.
Però, dato che sono testona, nonostante le lusinghe e le bugie, voglio vedere se si può ancora far valere alcuni princìpi e se si può ancora dire che il tale partito o schieramento sta dalla mia parte ed è in grado di difendere i miei diritti o almeno ci prova.
Nei prossimi giorni illustrerò i risultati delle ricerche, per ogni argomento di cui sopra.

Intanto voglio dare un assaggio partendo da quello che forse sembra l’argomento a più bassa priorità: la politica estera. Cerchiamo le parole PACE e GUERRA nei programmi.
Nessun risultato nel PDL, a parte un accenno alla lotta al terrorismo interno ed internazionale, anche attraverso lo stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista.
La parola PACE compare nel programma del PD: L’Italia del PD sceglie il multilateralismo: per le missioni internazionali di pace, contro il riarmo convenzionale e nucleare; per i diritti umani, contro il riscaldamento globale. Missioni di pace… mmmh.

Nel programma della Sinistra Arcobaleno, che si differenzia dagli altri perchè è molto più articolato nelle argomentazioni a differenza delle miserine presentazioni in PowerPoint dei due principali schieramenti, la PACE viene posta tra i loro princìpi e anche l’Europa viene posta in grande rilievo, così come il rifiuto del concetto di terrorismo e guerra preventiva, definiti fenomeni che si alimentano e giustificano a vicenda. Quello della SA è l’unico programma dove si auspica una soluzione del problema palestinese, attraverso il principio del “due stati per due popoli”.
Non si nominano Iraq e Afghanistan né da parte del PD che del PDL. Assente anche la parola DISARMO.

E’ solo un assaggio, dicevo. Nei prossimi post ne sentiremo delle belle.


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Flickr Photos

onlookers

Renzistein Junior

Von Trierweiler's Nymphomaniac

Eurodeliri

Altre foto

Blog Stats

  • 83,041 hits

Categorie