Noi dovremmo credere che la signorina precaria invitata a fare da spalla comica al cavaliere di plastica, tanto vero da sembrare finto, era una vera precaria qualunque che, folgorata sulla via di Arcore, ha deciso non solo di votare per il PDL ma di candidarsi, lì sul tamburo, per il medesimo partito. Loro prendono una qualunque per fare del qualunquismo, insomma.
Dovremmo credere all’assoluta casualità degli eventi, che gli attori della commedia non si erano mai visti prima.

Invece è molto probabile si sia trattato di una farsa, come si addice ad un partito da avanspettacolo.
La signorina risulta vicina ad AN e in grado di portare i voti della comunità ebraica romana (a volte ancora pericolosamente spostata a sinistra, quindi meglio ungere le ruote). Il sospetto che si sia trattato di una combine è forte.
Un po’ come quegli illusionisti che pescano “casualmente” tra il pubblico il compare di turno. “Si, venga lei, signorina, con quel bel sorriso”.

Come inizio di campagna elettorale non è male. Grazie ai mezzi di informazione, in questo caso il TG2 che ha retto il sacco, il cavalier Houdini ha potuto eseguire il numero del precario che sta dalla parte di Berlusconi. Una truffa a mezzo televisivo che, nel semplicismo che caratterizza i creativi e consigliori d’immagine del mago di Arcore, voleva significare: “facciamo vedere che il problema dei precari non esiste, che Silvio lo risolve magicamente, addirittura offrendo la mano di suo figlio in segno di magnifica munificenza”. Talmente vero da sembrare finto.
Al punto che ora la precaria si sgonfia e dice che non si candida più. Doveva correre per le comunali di Roma, al fianco di Alemanno, ma dice che ci ha ripensato.

Non ci resta che attendere i prossimi elettrizzanti numeri. La sparizione del debito pubblico, la levitazione degli stipendi degli operai, Tremonti che attraversa la muraglia cinese da parte a parte e Silvio Copperfield che tira giù un telone gigantesco a Villa San Giovanni e magicamente vi appare dietro il Ponte sullo Stretto.
Ci attende una campagna elettorale magica.

Nella foto: sex doll in silicone (non chiamatela bambola gonfiabile che si offende), tanto finta da sembrare vera, gentilmente offerta da Real Doll.


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