“Sarebbe stata la deflagrazione dell’esplosivo portato dai terroristi centrati dai tiri dei militari israeliani a causare la morte di una madre palestinese e dei suoi quattro bambini. È quanto emerge da una prima inchiesta condotta dalle Forze di Difesa israeliane sulle circostanze esatte del tragico incidente occorso lunedì a Beit Hanoun, nella parte nord della striscia di Gaza. Secondo i primi risultati dell’indagine, due terroristi palestinesi sono stati individuati nei pressi alla casa dove si trovava la famiglia Abu Meatak. A quel punto forze aeree israeliane sparavano e colpivano i due terroristi, che però stavano trasportando ordigni esplosivi i quali di conseguenza sono esplosi provocando una seconda deflagrazione che investiva l’edificio e provocava la strage della famiglia.
Una portavoce militare israeliana ha riferito che lunedì i terroristi avevano ripetutamente aperto il fuoco contro i soldati a partire da zone abitate, dalle quali spesso vengono lanciati missili Qassam verso Israele. “Si tratta dell’ennesimo caso di uso dei civili come scudi umani da parte dei terroristi”, ha aggiunto la portavoce”.(Da: Jerusalem Post, YnetNews, Ha’aretez, 28.04.08) tratto da Israele.net)

Ecco, ci chiedevamo da dove Claudio Pagliara, corrispondente dei TG RAI dal medioriente avesse ricavato la storia un tantino sporca della mamma e dei bambini di Gaza saltati in aria perchè capitati per colmo di sfiga all’incrocio tra un missile (altre fonti dell’esercito dicono un carro armato) israeliano e due terroristi palestinesi imbottiti di esplosivo che saltando in aria e coinvolgendo nell’esplosione la sventurata famiglia avevano provvidenzialmente scagionato gli israeliani.

Ma si, che palle, ancora bambini palestinesi morti. Invece di cercare di scoprire come sono andate le cose, andiamo direttamente a prendere la versione ufficiale precotta di Tsahal, la passiamo un tantino al microonde ed è pronta da far ingoiare al pubblico rimminchionito delle otto di sera.
Magari c’era pure una bombola d’ossigeno che ha fatto la sua parte. O una pentola a pressione difettosa. Magari a qualcuno è scappata una scorreggia di troppo.
E poi la devono smettere quelle cazzo di case palestinesi di mettersi sempre davanti al tiro dei tank. Già bastano i fotoreporters, che ti si parano davanti all’improvviso, come quel tale Ciriello, tempo fa.

La prossima volta e i prossimi bambini morti, si può dire, per far prima, che sono scoppiati da soli di salute. Tanto si sa che a Gaza se non salta in aria per sfiga una bombola di gas o un bambino troppo sano, si campa fino a 150 anni.

(nella foto: Raffaele Ciriello, Venosa 1959-Ramallah 2002)

Mi dispiace se qualcuno si sentirà disturbato dalla foto che pubblico in apertura ma è necessario mostrare certe immagini per renderci conto che quelli sono esseri umani, non “bastardi terroristi”.
Ovviamente anche in Israele non tutti si bevono le versioni ufficiali dell’esercito e ne approvano le azioni ma di costoro, ebrei e arabi che si battono assieme da anni per la pace, non si deve parlare. Anzi si fa in modo che non esistano proprio, oscurandoli completamente dall’informazione.
Il nostro Raffaele Ciriello, centrato dal tiro di un tank a Ramallah mentre cercava di documentare i fatti che stavano accadendo, non ha avuto giustizia.


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