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Dicono che siamo un paese che sta naufragando. Anzi, che è già naufragato ma non se n’è ancora accorto.

Sono due giorni che al TG1 ci mostrano le immagini dell’isola di plastica nel Pacifico, con le spiagge che si riempiono di spazzatura planetaria e gli animali che muoiono perchè ingoiano piccoli frammenti dell’infernale materia che non si disintegra. Secondo me non può essere un caso.

Siamo già alla deriva e forse cercano di farcelo capire preparandoci con sottili metafore, mentre tentiamo di restare a galla tra cose innominabili che ci galleggiano attorno. Eppure non mancano gli indizi di consapevolezza: siamo circondati da cumuli di monnezza, le zoccole sono in libera uscita e fanno tremare i palazzi correndo con i loro tacchi a spillo e abbiamo addirittura un presdelcons interamente di plastica, indistruttibile.

Siamo abbandonati, cast away e non abbiamo trovato di meglio, per alleviare la solitudine e la miseria morale, che consolarci appunto con un vecchio pallone gonfiato che abbiamo chiamato Silvio Wilson.
Sarà dura ritornare alla civiltà, se mai verranno a salvarci.


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Dicono che siamo un paese che sta naufragando. Anzi, che è già naufragato ma non se n’è ancora accorto.

Sono due giorni che al TG1 ci mostrano le immagini dell’isola di plastica nel Pacifico, con le spiagge che si riempiono di spazzatura planetaria e gli animali che muoiono perchè ingoiano piccoli frammenti dell’infernale materia che non si disintegra. Secondo me non può essere un caso.

Siamo già alla deriva e forse cercano di farcelo capire preparandoci con sottili metafore, mentre tentiamo di restare a galla tra cose innominabili che ci galleggiano attorno. Eppure non mancano gli indizi di consapevolezza: siamo circondati da cumuli di monnezza, le zoccole sono in libera uscita e fanno tremare i palazzi correndo con i loro tacchi a spillo e abbiamo addirittura un presdelcons interamente di plastica, indistruttibile.

Siamo abbandonati, cast away e non abbiamo trovato di meglio, per alleviare la solitudine e la miseria morale, che consolarci appunto con un vecchio pallone gonfiato che abbiamo chiamato Silvio Wilson.
Sarà dura ritornare alla civiltà, se mai verranno a salvarci.


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Sono due giorni che al TG1 ci mostrano le immagini dell’isola di plastica nel Pacifico, con le spiagge che si riempiono di spazzatura planetaria e gli animali che muoiono perchè ingoiano piccoli frammenti dell’infernale materia che non si disintegra. Secondo me non può essere un caso.

Siamo già alla deriva e forse cercano di farcelo capire preparandoci con sottili metafore, mentre tentiamo di restare a galla tra cose innominabili che ci galleggiano attorno. Eppure non mancano gli indizi di consapevolezza: siamo circondati da cumuli di monnezza, le zoccole sono in libera uscita e fanno tremare i palazzi correndo con i loro tacchi a spillo e abbiamo addirittura un presdelcons interamente di plastica, indistruttibile.

Siamo abbandonati, cast away e non abbiamo trovato di meglio, per alleviare la solitudine e la miseria morale, che consolarci appunto con un vecchio pallone gonfiato che abbiamo chiamato Silvio Wilson.
Sarà dura ritornare alla civiltà, se mai verranno a salvarci.


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Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell'[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell'[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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Concludo la trilogia sulle parole insopportabili con la peggiore di tutte, una parolaccia ancora più intollerabile di FILIERA, PERFORMANCE, SISTEMA PAESE, ATTIMINO, BENCHMARKING, CRESCITA e SHOCK.
Come abbiamo fatto a farcela sfuggire finora? Eppure compare nel 99,9 periodico dei titoli dei telegiornali.
Parte la sigla con il mondomarcio blu che gira e qual’è il primo titolo?

“E’ POLEMICA sulle dichiarazioni di….” al quale poi segue almeno un altro:
“Sul ruolo dell'[*] è POLEMICA”.

* riempire con, a scelta: opposizione, giustizia, sindacato, chiesa, partiti, ecc.

Le polemiche hanno il brutto vizio di scoppiare e l’Italia è il paese dove scoppia una polemica ogni mezz’ora e per ogni cosa, dalla più grave alla più insignificante.
E’ la parola peggiore perchè rispecchia il nostro lato peggiore. La polemica di Berlusconi con la giustizia, ad esempio.
E’ una fortuna che le polemiche, scoppiando, non provochino danni ingenti a cose o persone ma solo ai nostri poveri cabbasisi, come al solito. Pensate se la polemica invece scoppiasse come Mr. Creosote, magari nel bel mezzo di una puntata di “Porta a Porta”. Non vorrei perdermelo per niente al mondo.

P.S. Psss, questa è una notizia riservata. Non fatelo sapere troppo in giro ma domattina sulle 11 la vostra papera zoppa va in diretta su Radio Pico nel programma di Peter e Stefano “Che domenica”. Il nordest è avvertito. E che non scoppino polemiche, mi raccomando.


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Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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Cosa c’è di meglio del sexual freak di turno per convincere la gente ad uscire e spendere i fatidici sette euro del biglietto del cinema? Dopo il mutante Tetsuo di Tsukamoto, detto ” ‘A trivella” e la Linda Lovelace con il clitoride delocalizzato dalle parti del velopendulo, ecco una vecchia conoscenza: la vagina dentata.

E’ in arrivo “Denti”, storia di una signorina che ha un modo tutto suo di stringere conoscenza con gli uomini che gli capita di incontrare. Un film ferocemente disapprovato dai peni e scansato dai ginecologi ma consigliato dall’Associazione Medici Dentisti Italiani. E’ l’unica categoria che, alla visione, non viene colta dall’angoscia di castrazione. Pensa, fantasticano, un mondo di guadagni raddoppiati, con tutti quei denti, a mille euro ogni cura…

La vagina dentata è un mito antichissimo che funziona sempre, soprattuto a livello catartico se inserito nel genere cinematografico rape and revenge e che ha perfino ispirato una certa oggettistica nata con il lodevole intento di scongiurare gli stupri.

Spero solo che il film non si prenda troppo sul serio e non picchi solo sul tasto dell’horror. Se vi fosse lo spirito anarchico di Russ Meyer e l’umorismo di “Gola profonda” (“mi sta bagnando, dottore”) sarebbe perfetto. Se poi immaginiamo cosa avrebbe combinato la Zoe di “L’angelo della vendetta” di Abel Ferrara con un’attrezzatura odontoginecologica del genere, vengono i brividi cinefili.

A proposito di freaks cinematografici. Se la Sposa di Tarantino concepisse una figlia con Hannibal Lecter il risultato sarebbe la protagonista di “Hard Candy“, film che non credo vedrete mai su Raiuno a Natale e che mi ha deliziato ieri a noleggio.
Se una quattordicenne, una lupetto rosso con i geni di cotali genitori avesse tra le mani un pedofilo da tenere sequestrato per un intero pomeriggio, cosa mai potrebbe farne? A voi il gusto di scoprirlo così capirete, finalmente, cosa avete fatto al vostro gatto.


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Domandina facile facile per chi si è fatto abbindolare dal venditore di aspirapolveri con il parrucchino di lusso e le gorge aggiustate a suon di milioni con il botulino: non riuscite proprio a sentire che vi sta prendendo per il culo per la duecentosessantamilionesima volta?

Sapete che c’è una crisi economica della madonna, che la gente non arriva a fine mese, che i petrolieri sanguisughe tra un pò ci costringeranno a far andare le macchine direttamente con il nostro sangue gruppo O RH+ e non avete niente da dire di fronte ad un signore che per prima cosa, appena riagguantato il potere, pensa a sconvolgere il sistema della giustizia per il suo proprio strafottutissimo tornaconto personale?
Minchia, sono decenni che persegue solo il suo interesse e voi ancora credete che vi farà ricchi per proprietà transitiva solo perchè guardate le sue televisioni?

Non vi fa vomitare questo campione della casta che vuole l’impunità assoluta per arricchirsi ancora di più, alla faccia vostra? Dicono che sarà per una sola legislatura ma sarà per sempre. E , diventati intoccabili, lui e i suoi scagnozzi, sarà più dolce per loro finire l’opera di farvelo uscire dalla bocca.

Sarà il caldo, il pensiero della sofferenza che dev’essere indossare un bikini di pelo in un clima come questo ma, pensando al pelo sullo stomaco che dimostra di avere chi avete votato mi verrebbe voglia di prendere una bacchetta magica e far sparire la casta intera dalla faccia della terra. Ad eccezione di Laetitia, s’intende.

P.S. Se siete riusciti a seguire il ragionamento fino in fondo senza farvi distrarre e mi scriverete nei commenti che sono peggio i comunisti e che Prodi ha rovinato l’Italia, mi sa che siete pure gay.


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