A parte il soprabito in vero coccodrillo dorato lucidato a specchio di Donatella Versace, valore “sopra” i 100,000 euro (evvai!) presentato al telegiornale, quindi al popolaccio ma destinato solo alle drusiane di lusso, per quanto riguarda noi povere mortali, la moda di questo autunno inverno è decisamente austera e direi in sintonia con il clima da camicia nera.

Se avete fatto come me un giro da Terranova (uno di quei negozi di abbigliamento per giovani dove prima di entrare ti devi impasticcare se no non reggi la musica techno a tutto volume) oppure al più tranquillo Upim, avrete notato subito quali sono i colori di moda quest’anno: nero in tutte le sfumature dalla pece all’antracite, il grigio (dal topo alla tortora, dalla grisaglia al fumo di Londra) e il bianco, giusto per spezzare un attimo il lutto stretto e donarti quel tocco finale da giovane italiana. A proposito, alla Upim ho visto un abito che pare veramente la divisa delle nostre mamme/nonne durante il ventennio. Non credevo ai miei occhi.
Mai viste in giro tante camice nere, maglioncini neri, pantaloni neri e in generale una gran voglia di orbace. Per le più giovani ci sono anche le felpe con tanti teschiettini neri su fondo grigio.
Basterebbe fare un salto a Predappio e comperarsi una maglia nera con il “me ne frego” e sarebbe la morte sua.

Bisognerebbe solo che, per evitare strani pensieri, nei negozi appendessero un cartello: “in relazione ai colori di moda quest’anno, ogni riferimento al governo di centrodestra ed a presunti revanscismi fascisti, è puramente casuale.”

In attesa di infilarci anche noi vecchi, prima o poi, il grembiule, vestiamoci quindi tutti da avanguardisti, balilla e piccole italiane. Pariamoci con i colori del lutto e della tristezza. Del resto, non c’è proprio niente da ridere.


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