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Questo anonimo tizio è da ammirare. Non è da tutti avere il coraggio di travestirsi da perfetta testadica’. Se ti conci così, a meno di non uscire di casa nottetempo e coperto da cappuccio e pastrano come l’Uomo Elefante, vuoi non incrociare almeno un paio di condomini per le scale che ti sghignazzano un bel “buonaseeera…”?
Già una volta avevo segnalato i peggiori costumi per Halloween ma questo credo li batta tutti. Esticazzi!

L’orrendo ed osceno costume lo dedico con tutto il cuore agli autori dei miei tormentoni web preferiti, quelli citati nel titolo: il quadratino lampeggiante che mi annuncia la vincita di non so cosa e il sito che insiste per inviarmi riviste di destra, ubiquitario su ogni pagina di Google.
Lo dedico inoltre, in questa notte delle streghe, ai pinocchi di regime, ai loro volonterosi megafoni e soprattutto ai burattinai che ogni tanto ritornano, felici di tirare per i fili tante testedica’. Ma di questo parleremo estesamente domani.


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Già una volta avevo segnalato i peggiori costumi per Halloween ma questo credo li batta tutti. Esticazzi!

L’orrendo ed osceno costume lo dedico con tutto il cuore agli autori dei miei tormentoni web preferiti, quelli citati nel titolo: il quadratino lampeggiante che mi annuncia la vincita di non so cosa e il sito che insiste per inviarmi riviste di destra, ubiquitario su ogni pagina di Google.
Lo dedico inoltre, in questa notte delle streghe, ai pinocchi di regime, ai loro volonterosi megafoni e soprattutto ai burattinai che ogni tanto ritornano, felici di tirare per i fili tante testedica’. Ma di questo parleremo estesamente domani.


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Questo anonimo tizio è da ammirare. Non è da tutti avere il coraggio di travestirsi da perfetta testadica’. Se ti conci così, a meno di non uscire di casa nottetempo e coperto da cappuccio e pastrano come l’Uomo Elefante, vuoi non incrociare almeno un paio di condomini per le scale che ti sghignazzano un bel “buonaseeera…”?
Già una volta avevo segnalato i peggiori costumi per Halloween ma questo credo li batta tutti. Esticazzi!

L’orrendo ed osceno costume lo dedico con tutto il cuore agli autori dei miei tormentoni web preferiti, quelli citati nel titolo: il quadratino lampeggiante che mi annuncia la vincita di non so cosa e il sito che insiste per inviarmi riviste di destra, ubiquitario su ogni pagina di Google.
Lo dedico inoltre, in questa notte delle streghe, ai pinocchi di regime, ai loro volonterosi megafoni e soprattutto ai burattinai che ogni tanto ritornano, felici di tirare per i fili tante testedica’. Ma di questo parleremo estesamente domani.


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Che brutta immagine e, allo stesso tempo, che meravigliosa sintesi della giornata odierna è questo Pinocchio esanime, morto con quel braccio ironicamente teso, in mezzo ai carabinieri.

Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l’idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata “destra” (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un’altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: “non si protesta, né da destra né da sinistra”.

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l’aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l’intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l’ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l’autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l’Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire “NO”.
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente “serviva per picchiare” come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.

Update – Sentite cosa dice Debora Billi del camioncino carico di camerati manganellommuniti, arrivato con si sa come e con quali permessi in zona ultrapedonale.


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Che brutta immagine e, allo stesso tempo, che meravigliosa sintesi della giornata odierna è questo Pinocchio esanime, morto con quel braccio ironicamente teso, in mezzo ai carabinieri.

Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l’idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata “destra” (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un’altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: “non si protesta, né da destra né da sinistra”.

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l’aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l’intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l’ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l’autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l’Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire “NO”.
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente “serviva per picchiare” come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.

Update – Sentite cosa dice Debora Billi del camioncino carico di camerati manganellommuniti, arrivato con si sa come e con quali permessi in zona ultrapedonale.


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Se poco fa avete sentito rompersi i vetri di casa vostra, sappiate che sono stati i nasi cresciuti spropositatamente dei cronisti che hanno raccontato le manifestazioni e gli scontri, tanti Pinocchi che dovevano inculcare in noi l’idea che si fosse trattato di un cavalleresco duello tra una non meglio identificata “destra” (non chiamiamoli fascisti, per carità) ed un’altrettanta generica sinistra (rappresentata, secondo i Pinocchi, solo dai centri sociali). Una singolar tenzone la cui morale, una volta medicate le teste, deve essere: “non si protesta, né da destra né da sinistra”.

Come racconta invece, da testimone, Curzio Maltese, oltre ai manifestanti di vario colore, si sono rivisti i cari vecchi provocatori che arrivano con le mazze e le spranghe, agiscono, picchiano, con gli agenti che assistono incomprensibilmente immobili e poi se ne vanno da dove sono venuti.
Forse trattavasi di quei provocatori pronti a tutto da infiltrare nel movimento di cui parlava profeticamente Cossiga nei giorni scorsi?
Con un insight da vero Nostradamus, il paragnosta l’aveva previsto e sono arrivati i provocatori e le botte.

Siccome mi sono rotta i cabbasisi (i coglioni, traduco per i padani insensibili alla bellezza della vulgata sicula) mi sono rotta, dicevo, di leggere che Cossiga è stato frainteso, che l’intervista è una balla della sinistra, una volta per tutte ecco cosa ha detto l’ex presidente della Repubblica. Chi volesse controllare l’autenticità della fonte, clicchi qui per la riproduzione della pagina del QN, giornale notoriamente bolscevico.

Parlando delle minacce di usare la forza pubblica contro i manifestanti, Cossiga dice:

“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…”
Gli universitari, invece? (Chiede il giornalista)
“Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì».

Adesso, chi viene a dire che è il signor K è stato frainteso, che non sono parole gravi, si becca una virtuale pinocchiata sulle gengive. E guai se dopo si lamenta.

Per fortuna nessun ragazzino morto. Già. Solo un Pinocchio spiaccicato per terra, simbolo casuale ma straordinariamente significativo di quello che l’Italia in questo momento non vuole: la ribellione.
Di Pinocchio ci vanno bene le bugie, siamo governati dai Pinocchi e da stuoli di Gatti e Volpi, ma non accettiamo più la sua indole anarchica, il suo rompere gli schemi. Il suo dire “NO”.
Questo Pinocchio gigante non portava il passamontagna e chissà se veramente “serviva per picchiare” come ha titolato (sotto mescalina) la Repubblica, ma se rimaneva a casa sua forse era meglio. Ecco cosa succede ai Pinocchi quando non vogliono andare a scuola e disobbediscono ai babbi. I Pinocchi per bene non scendono in piazza, dicono solo le bugie e per questo fanno carriera fino ai massimi livelli.

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La signora della foto non è misericordiosa come Carla Bruni, sempre in ballerine raso terra per non svettare su Sarko. Il taglio d’abito stile impero slancia la figura e il tacco stiletto da dieci (almeno) mortifica senza pietà il cavallo del mini-stro accompagnatore.
L’effetto “l’accettiamo, uno di noi” è assicurato.

Ipotetico lettore – Ma che fai Lameduck, ci sono studenti, professori e genitori in rivolta contro la Gelmini, le scuole in subbuglio, il presdelcons in fibrillazione per i “sondagi” negativi e tu cazzeggi sulla statura di Brunetta, pur deliziandoci con raffinatissime citazioni cinefile?

Lameduck – E’ vero ma altrimenti la gente non capisce.


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L’effetto “l’accettiamo, uno di noi” è assicurato.

Ipotetico lettore – Ma che fai Lameduck, ci sono studenti, professori e genitori in rivolta contro la Gelmini, le scuole in subbuglio, il presdelcons in fibrillazione per i “sondagi” negativi e tu cazzeggi sulla statura di Brunetta, pur deliziandoci con raffinatissime citazioni cinefile?

Lameduck – E’ vero ma altrimenti la gente non capisce.


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La signora della foto non è misericordiosa come Carla Bruni, sempre in ballerine raso terra per non svettare su Sarko. Il taglio d’abito stile impero slancia la figura e il tacco stiletto da dieci (almeno) mortifica senza pietà il cavallo del mini-stro accompagnatore.
L’effetto “l’accettiamo, uno di noi” è assicurato.

Ipotetico lettore – Ma che fai Lameduck, ci sono studenti, professori e genitori in rivolta contro la Gelmini, le scuole in subbuglio, il presdelcons in fibrillazione per i “sondagi” negativi e tu cazzeggi sulla statura di Brunetta, pur deliziandoci con raffinatissime citazioni cinefile?

Lameduck – E’ vero ma altrimenti la gente non capisce.


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A noi storici detrattori del nano è sfuggita questa settimana una notizia che dovrebbe invece farci ricredere sulle qualità di rianimatore d’urgenza dell’economia reale possedute dal nostro (anti)eroe.
La notizia in questione è l’annunciato arrivo al Milan di David Beckham, il Ken superdotato marito della “Barbie Stronza” limited edition a grandezza naturale. Il nerboruto giovanotto che una leggenda metropolitana sostiene essere addirittura un calciatore.

David e Victoria (la Barbie) arrivano nel momento giusto, in questi chiari di luna dove la gente si indebita, riceve l’intimo di sfratto ed affolla i LIDL per fare la spesa, perchè sono i personaggi perfetti per un’era prerivoluzionaria (di quelle dove sibilano le lame delle ghigliottine, per intenderci), capaci di far impallidire gli sprechi di Maria Antonietta e delle sue caprette al Petit Trianon.
Grazie a loro potremmo osservare un enorme rilancio del lavoro a maglia. E’ con personaggi del genere in giro a schiaffeggiare la miseria che i popoli mettono mano ai forconi.

Se non avete mai provato a leggere le cronache dei loro shopping, di cosa riescono a comprare Posh e Becks in due ore e di quanti soldi riescono a sperperare nel periodo di tempo dato, vi consiglio senz’altro l’esperienza. C’è addirittura un canale di Sky dedicato alle loro imprese e a quelle di altri parassiti, l’inimmaginabile ed osceno “E!”.
Non avete idea della soddisfazione a sentire che quello che voi guadagnate in un mese di duro lavoro, diciamo 1000 euro, Lady Becks li spende per uno shampoo e una spuntatina alla chioma. La manicure no, è a parte. Non oso immaginare il costo della crema alla merdina di usignolo che si spalma regolarmente la sera prima di andare a letto con Ken.
In una delle loro innumerevoli ville (un tratto in comune con il loro prossimo datore di lavoro) hanno fatto costruire la casetta dei giochi per i loro due cuccioli di miliardario. Non una casetta normale, di quelle in legno prefabbricate ma una vera villa in miniatura, costata qualche milione di dollari.

E’ in questo contesto di pornografico scialacquamento di risorse, di uso hardcore della carta di credito ed ingoio di denaro a gola profonda che Silvio deve avere avuto la geniale pensata.

Sguinzagliare Posh in Via Montenapo per un paio d’ore al pomeriggio (la mattina no, poverina, deve riposare), potrebbe risollevare le sorti del Made in Italy. Chi se non lei potrebbe ordinare una dozzina di quei plaids in zibellino visti in un negozio di Montenapo e prezzati 100.000 euro l’uno?
Non salveremo i piccoli negozietti, “Le trine di Marcella”, la “Casa della Calzatura”, le Upim, le Oviesse, i Carrefour, le Ikea ma il triangolo d’oro della Milano da succhiare sarà salvo. Così si potrà fare media e dire che i consumi in Italia ripartono, magari con una bella foto di Posh stracarica di pacchi dono per Natale sbattuta su “Libero” con il titolo: “Ecco la crisi inventata dai comunisti”.

Non c’è che dire, è stata proprio una bella pensata. Dal culo di Sacchi al culo di Beckham.


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