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(Bettie Page 1923-2008)

Ve l”ho detto, non mi va di festeggiare. Non partecipo al gioco insulso del “questo anno è stato orribile, speriamo nel prossimo”. Per me quest’anno è stato buono, forse addirittura ottimo e il futuro lo affronto giorno per giorno e con fatalismo. Que sera, sera. Tutto il resto è superstizione.
Mi fa ridere come sempre il fatto che noi aspettiamo la mezzanotte con tanto di countdown (vi ho già detto quanto lo odio?) e stando bene attenti a non stappare la bottiglia prima del tempo, mentre ad Auckland e Sidney sono già nel 2009 da ore, quindi il nostro spumante è un qualcosa di puramente relativo, alla faccia di Marcello Pera.
L’unica cosa positiva del Capodanno è che, tra poche ore, sarà finito.

Chiudo l’anno curandomi il mal di stomaco provocatomi dall’ascolto oggi per radio del ministro Frattini (chissà se le enormità che dice le crede veramente?) e di parlamentari che sembravano parlare più da una succursale della Knesset che dal Parlamento italiano. Ragazzi come siamo bravi noi italiani a stare attenti a non avere mai una nostra opinione.

Non parlano più dei morti palestinesi, il contatore si deve essere bloccato. Siamo fermi ad un generico “più di 360”. Peccato che i bombardamenti continuino, come orgogliosamente ci fanno vedere nei filmati su YouTube gli israeliani, con le nuvolette che esplodono sopra le case di Gaza. Ogni nuvoletta, un pezzetto di problema palestinese che se ne va, puf!
Su Informazione Corrotta, intanto, non ci crederete, ma è il solito piagnisteo su come sono antisemiti ed antiisraeliani i media italiani. E pensare che Pagliara si agita tanto per loro ogni sera, instancabile, e che in Parlamento la più moderata nell’amore per “l’unica democrazia del medioriente con licenza d’uccidere” è la Fiamma (nel senso della Nirenstein). Ingrati.

Il Papa, con sprezzo del ridicolo, ha parlato di sobrietà, vestito tutto d’oro zecchino e assiso sul trono anch’esso sbrilluccicante.
Napolitano ha tenuto il discorso di fine anno a reti berlusconiane unificate. Deve aver detto cose memorabili perchè non me ne ricordo nemmeno una.

Domani saremo nel 2009, il mondo farà sempre schifo lo stesso e io avrò ancora il mal di stomaco.
Bisogna dirlo, il Maalox non è più efficace come una volta.

Ad ogni modo, siccome non posso far finta che non sia il 31 dicembre, e visto che me li avete già fatti in tanti, AUGURI a tutti voi, con una bella immagine ed un ricordo di Bettie Page, l’unica donna al mondo che riusciva a far diventare sexy la frangia tagliata con la coppetta. Che Dio la benedica, ovunque lei sia!

Un bacio da Lameduck


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Mi fa ridere come sempre il fatto che noi aspettiamo la mezzanotte con tanto di countdown (vi ho già detto quanto lo odio?) e stando bene attenti a non stappare la bottiglia prima del tempo, mentre ad Auckland e Sidney sono già nel 2009 da ore, quindi il nostro spumante è un qualcosa di puramente relativo, alla faccia di Marcello Pera.
L’unica cosa positiva del Capodanno è che, tra poche ore, sarà finito.

Chiudo l’anno curandomi il mal di stomaco provocatomi dall’ascolto oggi per radio del ministro Frattini (chissà se le enormità che dice le crede veramente?) e di parlamentari che sembravano parlare più da una succursale della Knesset che dal Parlamento italiano. Ragazzi come siamo bravi noi italiani a stare attenti a non avere mai una nostra opinione.

Non parlano più dei morti palestinesi, il contatore si deve essere bloccato. Siamo fermi ad un generico “più di 360”. Peccato che i bombardamenti continuino, come orgogliosamente ci fanno vedere nei filmati su YouTube gli israeliani, con le nuvolette che esplodono sopra le case di Gaza. Ogni nuvoletta, un pezzetto di problema palestinese che se ne va, puf!
Su Informazione Corrotta, intanto, non ci crederete, ma è il solito piagnisteo su come sono antisemiti ed antiisraeliani i media italiani. E pensare che Pagliara si agita tanto per loro ogni sera, instancabile, e che in Parlamento la più moderata nell’amore per “l’unica democrazia del medioriente con licenza d’uccidere” è la Fiamma (nel senso della Nirenstein). Ingrati.

Il Papa, con sprezzo del ridicolo, ha parlato di sobrietà, vestito tutto d’oro zecchino e assiso sul trono anch’esso sbrilluccicante.
Napolitano ha tenuto il discorso di fine anno a reti berlusconiane unificate. Deve aver detto cose memorabili perchè non me ne ricordo nemmeno una.

Domani saremo nel 2009, il mondo farà sempre schifo lo stesso e io avrò ancora il mal di stomaco.
Bisogna dirlo, il Maalox non è più efficace come una volta.

Ad ogni modo, siccome non posso far finta che non sia il 31 dicembre, e visto che me li avete già fatti in tanti, AUGURI a tutti voi, con una bella immagine ed un ricordo di Bettie Page, l’unica donna al mondo che riusciva a far diventare sexy la frangia tagliata con la coppetta. Che Dio la benedica, ovunque lei sia!

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Mi fa ridere come sempre il fatto che noi aspettiamo la mezzanotte con tanto di countdown (vi ho già detto quanto lo odio?) e stando bene attenti a non stappare la bottiglia prima del tempo, mentre ad Auckland e Sidney sono già nel 2009 da ore, quindi il nostro spumante è un qualcosa di puramente relativo, alla faccia di Marcello Pera.
L’unica cosa positiva del Capodanno è che, tra poche ore, sarà finito.

Chiudo l’anno curandomi il mal di stomaco provocatomi dall’ascolto oggi per radio del ministro Frattini (chissà se le enormità che dice le crede veramente?) e di parlamentari che sembravano parlare più da una succursale della Knesset che dal Parlamento italiano. Ragazzi come siamo bravi noi italiani a stare attenti a non avere mai una nostra opinione.

Non parlano più dei morti palestinesi, il contatore si deve essere bloccato. Siamo fermi ad un generico “più di 360”. Peccato che i bombardamenti continuino, come orgogliosamente ci fanno vedere nei filmati su YouTube gli israeliani, con le nuvolette che esplodono sopra le case di Gaza. Ogni nuvoletta, un pezzetto di problema palestinese che se ne va, puf!
Su Informazione Corrotta, intanto, non ci crederete, ma è il solito piagnisteo su come sono antisemiti ed antiisraeliani i media italiani. E pensare che Pagliara si agita tanto per loro ogni sera, instancabile, e che in Parlamento la più moderata nell’amore per “l’unica democrazia del medioriente con licenza d’uccidere” è la Fiamma (nel senso della Nirenstein). Ingrati.

Il Papa, con sprezzo del ridicolo, ha parlato di sobrietà, vestito tutto d’oro zecchino e assiso sul trono anch’esso sbrilluccicante.
Napolitano ha tenuto il discorso di fine anno a reti berlusconiane unificate. Deve aver detto cose memorabili perchè non me ne ricordo nemmeno una.

Domani saremo nel 2009, il mondo farà sempre schifo lo stesso e io avrò ancora il mal di stomaco.
Bisogna dirlo, il Maalox non è più efficace come una volta.

Ad ogni modo, siccome non posso far finta che non sia il 31 dicembre, e visto che me li avete già fatti in tanti, AUGURI a tutti voi, con una bella immagine ed un ricordo di Bettie Page, l’unica donna al mondo che riusciva a far diventare sexy la frangia tagliata con la coppetta. Che Dio la benedica, ovunque lei sia!

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In questi giorni terribili dove si ammazzano i civili sotto i bombardamenti senza avere il coraggio di interpretare la parte delle carogne, ma prendendo per il culo il mondo con una propaganda schifosamente di parte e oscena perchè fa passare le vittime per carnefici ed i carnefici per vittime, penso che il rito pagano e superstizioso di domani sera, con l’ineffabile imbecille che a mezzanotte scandirà in TV il solito “5-4-3-2-1, BUON ANNO!!” in mezzo a veline e pagliacci stipendiati da noi, mi riuscirà ancora più insopportabile.

Vi prego ditemelo se qualcuno riuscirà a divertirsi lo stesso, sapendo che, con questi precedenti, un domani sarà possibile commettere qualunque abominio e genocidio facendola franca. Basta essere dalla parte giusta e saper essere i migliori nel chiagni e fotti. Perchè noi abbiamo tanto sofferto.
Metterlo in culo al mondo, ecco la nuova suprema perversione, soprattutto quando il mondo, per paura o per stupidità, si mette pure a mugolare di piacere per compiacenza.

Ciò che comincia a disgustarmi sempre più, come sempre quando sento il tanfo inconfondibile dell’ingiustizia, sono il manicheismo ed equilibrismo di coloro che cadono nell’illusione di osservare una guerra guerreggiata da due eserciti equipollenti, per cui “non si deve parteggiare”.
Ci sono cascata anch’io, in parte, e non mi tiro indietro nell’autocritica. Anch’io nel primo post che ho dedicato a questa tragedia, l’altro giorno, ho scritto che anche gli arabi andrebbero presi a calci nel culo per le cape toste che tengono. In parte è vero, entrambi i popoli vengono dallo stesso stampo di teste dure.
Però, però, però, più passano i giorni e più sento i tamburi di latta del regime mediatico mondiale sparare cazzate ancor più micidiali del “piombo fuso” che sta annichilendo Gaza, più mi sto rendendo conto che la sproporzione tra il piombo fuso e i Qassam non può passare sotto silenzio.

Ma stiamo scherzando? Si bombarda una zona affollatissima, strapiena di civili e si ha il coraggio di fare servizi lacrimevoli sugli abitanti di Sderot ed Ashkelon, che vivono nell’ansia da anni?
Ma ____ (qui ci andrebbe qualcosa alla Germano Mosconi ma mi astengo), e i palestinesi che vivono da sessant’anni senza speranza (perchè i sionisti non molleranno MAI la terra, datevi pace, illusi uniti di tutto il mondo), cosa dovrebbero dire?

Non si capisce il conflitto mediorientale se non ci mettiamo in testa che i palestinesi sono considerati, dalla controparte israeliana sionista come MERDA, nient’altro. C’è un profondo razzismo, alla base, di quello proprio buono basato sulla differenza di sangue e sulla pseudospeciazione e non si può far finta che non vi sia.
Il razzismo però, trattato nei termovalorizzatori mediatici, misteriosamente scompare, viene riciclato, compostato e diventa pappa buona da farci mangiare fino all’ultima cucchiaiata.

Penso che un giorno i servizietti a grandi fratelli unificati dell’inviato Pagliara, tanto per citare il più famoso dei tamburini filoisraeliani, entreranno di diritto nei manuali di propaganda.
Quanto era simpatico stasera il signore israeliano di origine italiana che, dalle macerie immaginarie di Ashkelon, ci ha informato, nell’intervista al mitico, che i palestinesi di Gaza sono degli ingrati di merda, perchè “gli abbiamo dato tutto: l’acqua (!), la luce (!), il cibo (!!) e loro ci bombardano con i missili”.
Facile far passare una minchiata del genere quando nessuno provvede ad informare i lettori ed ascoltatori di una cosa come l’EMBARGO imposto a Gaza, con il blocco di medicinali, acqua, luce e cibo e che ha provveduto ad esasperare gli animi di un popolo fin troppo paziente e votato al martirio.
Poveretto, quel signore forse è convinto veramente che i palestinesi non sappiano domani se pasteggiare a Champagne Veuve Clicquot o Dom Perignon. Come lui la pensano milioni e milioni di obnubilati dalla propaganda sionista.

Quando si dice che bisogna mettersi nei panni degli israeliani che “sono bombardati tutti i giorni dai missili” (minchiata assoluta ma proprio per questo maggiormente creduta) io ribatto che se mi tirassero giù gli ulivi, le case, mi obbligassero ad estenuanti soste ai check point tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, trattata come un animale senz’anima, li odierei, CARO OBAMA. E forse non avrei altra scelta che affidarmi ai quattro marpioni di Hamas e ai residuati corrotti di Fatah.
Se fossi una palestinese di Gaza odierei gli israeliani. Senza alcuna paura di passare da antisemita, senza paura di offendere i fantasmi delle vittime della Shoah. Starei odiando solo i miei oppressori.
No signori, qui c’è l’esercito meglio equipaggiato del mondo (a spese dei servi americani) contro un popolo che, oltre a dei Katiuscia e Qassam che fanno ridere i polli ma per la propaganda sionista sono più micidiali delle atomiche, hanno come arma, più che altro, un odio coltivato con cura e amore in più di sessant’anni di ingiustizia subita.

Provo un’infinita pietà, e non ho alcun timore a schierarmi ancora una volta senza se e senza ma dalla parte del POPOLO PALESTINESE, dalla parte di coloro che stanno soffrendo un martirio che sarebbe insopportabile per qualunque altro popolo della terra. Forse solo i Ceceni sono altrettanto negletti dalla nostra coscienza.
Provo anche un’insopprimibile nausea per come ci stanno raccontando i fatti i media. Ormai i morti, che non vi fanno vedere e che cercano di non conteggiare, vedrete, cominceranno a resuscitare, per non far passare gli israeliani per troppo cattivi. In Palestina è già successo, molto tempo fa.

(360 : 3, ricordo le proporzioni tra vittime palestinesi ed israeliane (secondo la Questura) di questi giorni, per i lettori più distratti ed annebbiati dai fumi di oppio provenienti dallo schermo televisivo.)


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Vi prego ditemelo se qualcuno riuscirà a divertirsi lo stesso, sapendo che, con questi precedenti, un domani sarà possibile commettere qualunque abominio e genocidio facendola franca. Basta essere dalla parte giusta e saper essere i migliori nel chiagni e fotti. Perchè noi abbiamo tanto sofferto.
Metterlo in culo al mondo, ecco la nuova suprema perversione, soprattutto quando il mondo, per paura o per stupidità, si mette pure a mugolare di piacere per compiacenza.

Ciò che comincia a disgustarmi sempre più, come sempre quando sento il tanfo inconfondibile dell’ingiustizia, sono il manicheismo ed equilibrismo di coloro che cadono nell’illusione di osservare una guerra guerreggiata da due eserciti equipollenti, per cui “non si deve parteggiare”.
Ci sono cascata anch’io, in parte, e non mi tiro indietro nell’autocritica. Anch’io nel primo post che ho dedicato a questa tragedia, l’altro giorno, ho scritto che anche gli arabi andrebbero presi a calci nel culo per le cape toste che tengono. In parte è vero, entrambi i popoli vengono dallo stesso stampo di teste dure.
Però, però, però, più passano i giorni e più sento i tamburi di latta del regime mediatico mondiale sparare cazzate ancor più micidiali del “piombo fuso” che sta annichilendo Gaza, più mi sto rendendo conto che la sproporzione tra il piombo fuso e i Qassam non può passare sotto silenzio.

Ma stiamo scherzando? Si bombarda una zona affollatissima, strapiena di civili e si ha il coraggio di fare servizi lacrimevoli sugli abitanti di Sderot ed Ashkelon, che vivono nell’ansia da anni?
Ma ____ (qui ci andrebbe qualcosa alla Germano Mosconi ma mi astengo), e i palestinesi che vivono da sessant’anni senza speranza (perchè i sionisti non molleranno MAI la terra, datevi pace, illusi uniti di tutto il mondo), cosa dovrebbero dire?

Non si capisce il conflitto mediorientale se non ci mettiamo in testa che i palestinesi sono considerati, dalla controparte israeliana sionista come MERDA, nient’altro. C’è un profondo razzismo, alla base, di quello proprio buono basato sulla differenza di sangue e sulla pseudospeciazione e non si può far finta che non vi sia.
Il razzismo però, trattato nei termovalorizzatori mediatici, misteriosamente scompare, viene riciclato, compostato e diventa pappa buona da farci mangiare fino all’ultima cucchiaiata.

Penso che un giorno i servizietti a grandi fratelli unificati dell’inviato Pagliara, tanto per citare il più famoso dei tamburini filoisraeliani, entreranno di diritto nei manuali di propaganda.
Quanto era simpatico stasera il signore israeliano di origine italiana che, dalle macerie immaginarie di Ashkelon, ci ha informato, nell’intervista al mitico, che i palestinesi di Gaza sono degli ingrati di merda, perchè “gli abbiamo dato tutto: l’acqua (!), la luce (!), il cibo (!!) e loro ci bombardano con i missili”.
Facile far passare una minchiata del genere quando nessuno provvede ad informare i lettori ed ascoltatori di una cosa come l’EMBARGO imposto a Gaza, con il blocco di medicinali, acqua, luce e cibo e che ha provveduto ad esasperare gli animi di un popolo fin troppo paziente e votato al martirio.
Poveretto, quel signore forse è convinto veramente che i palestinesi non sappiano domani se pasteggiare a Champagne Veuve Clicquot o Dom Perignon. Come lui la pensano milioni e milioni di obnubilati dalla propaganda sionista.

Quando si dice che bisogna mettersi nei panni degli israeliani che “sono bombardati tutti i giorni dai missili” (minchiata assoluta ma proprio per questo maggiormente creduta) io ribatto che se mi tirassero giù gli ulivi, le case, mi obbligassero ad estenuanti soste ai check point tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, trattata come un animale senz’anima, li odierei, CARO OBAMA. E forse non avrei altra scelta che affidarmi ai quattro marpioni di Hamas e ai residuati corrotti di Fatah.
Se fossi una palestinese di Gaza odierei gli israeliani. Senza alcuna paura di passare da antisemita, senza paura di offendere i fantasmi delle vittime della Shoah. Starei odiando solo i miei oppressori.
No signori, qui c’è l’esercito meglio equipaggiato del mondo (a spese dei servi americani) contro un popolo che, oltre a dei Katiuscia e Qassam che fanno ridere i polli ma per la propaganda sionista sono più micidiali delle atomiche, hanno come arma, più che altro, un odio coltivato con cura e amore in più di sessant’anni di ingiustizia subita.

Provo un’infinita pietà, e non ho alcun timore a schierarmi ancora una volta senza se e senza ma dalla parte del POPOLO PALESTINESE, dalla parte di coloro che stanno soffrendo un martirio che sarebbe insopportabile per qualunque altro popolo della terra. Forse solo i Ceceni sono altrettanto negletti dalla nostra coscienza.
Provo anche un’insopprimibile nausea per come ci stanno raccontando i fatti i media. Ormai i morti, che non vi fanno vedere e che cercano di non conteggiare, vedrete, cominceranno a resuscitare, per non far passare gli israeliani per troppo cattivi. In Palestina è già successo, molto tempo fa.

(360 : 3, ricordo le proporzioni tra vittime palestinesi ed israeliane (secondo la Questura) di questi giorni, per i lettori più distratti ed annebbiati dai fumi di oppio provenienti dallo schermo televisivo.)


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Vi prego ditemelo se qualcuno riuscirà a divertirsi lo stesso, sapendo che, con questi precedenti, un domani sarà possibile commettere qualunque abominio e genocidio facendola franca. Basta essere dalla parte giusta e saper essere i migliori nel chiagni e fotti. Perchè noi abbiamo tanto sofferto.
Metterlo in culo al mondo, ecco la nuova suprema perversione, soprattutto quando il mondo, per paura o per stupidità, si mette pure a mugolare di piacere per compiacenza.

Ciò che comincia a disgustarmi sempre più, come sempre quando sento il tanfo inconfondibile dell’ingiustizia, sono il manicheismo ed equilibrismo di coloro che cadono nell’illusione di osservare una guerra guerreggiata da due eserciti equipollenti, per cui “non si deve parteggiare”.
Ci sono cascata anch’io, in parte, e non mi tiro indietro nell’autocritica. Anch’io nel primo post che ho dedicato a questa tragedia, l’altro giorno, ho scritto che anche gli arabi andrebbero presi a calci nel culo per le cape toste che tengono. In parte è vero, entrambi i popoli vengono dallo stesso stampo di teste dure.
Però, però, però, più passano i giorni e più sento i tamburi di latta del regime mediatico mondiale sparare cazzate ancor più micidiali del “piombo fuso” che sta annichilendo Gaza, più mi sto rendendo conto che la sproporzione tra il piombo fuso e i Qassam non può passare sotto silenzio.

Ma stiamo scherzando? Si bombarda una zona affollatissima, strapiena di civili e si ha il coraggio di fare servizi lacrimevoli sugli abitanti di Sderot ed Ashkelon, che vivono nell’ansia da anni?
Ma ____ (qui ci andrebbe qualcosa alla Germano Mosconi ma mi astengo), e i palestinesi che vivono da sessant’anni senza speranza (perchè i sionisti non molleranno MAI la terra, datevi pace, illusi uniti di tutto il mondo), cosa dovrebbero dire?

Non si capisce il conflitto mediorientale se non ci mettiamo in testa che i palestinesi sono considerati, dalla controparte israeliana sionista come MERDA, nient’altro. C’è un profondo razzismo, alla base, di quello proprio buono basato sulla differenza di sangue e sulla pseudospeciazione e non si può far finta che non vi sia.
Il razzismo però, trattato nei termovalorizzatori mediatici, misteriosamente scompare, viene riciclato, compostato e diventa pappa buona da farci mangiare fino all’ultima cucchiaiata.

Penso che un giorno i servizietti a grandi fratelli unificati dell’inviato Pagliara, tanto per citare il più famoso dei tamburini filoisraeliani, entreranno di diritto nei manuali di propaganda.
Quanto era simpatico stasera il signore israeliano di origine italiana che, dalle macerie immaginarie di Ashkelon, ci ha informato, nell’intervista al mitico, che i palestinesi di Gaza sono degli ingrati di merda, perchè “gli abbiamo dato tutto: l’acqua (!), la luce (!), il cibo (!!) e loro ci bombardano con i missili”.
Facile far passare una minchiata del genere quando nessuno provvede ad informare i lettori ed ascoltatori di una cosa come l’EMBARGO imposto a Gaza, con il blocco di medicinali, acqua, luce e cibo e che ha provveduto ad esasperare gli animi di un popolo fin troppo paziente e votato al martirio.
Poveretto, quel signore forse è convinto veramente che i palestinesi non sappiano domani se pasteggiare a Champagne Veuve Clicquot o Dom Perignon. Come lui la pensano milioni e milioni di obnubilati dalla propaganda sionista.

Quando si dice che bisogna mettersi nei panni degli israeliani che “sono bombardati tutti i giorni dai missili” (minchiata assoluta ma proprio per questo maggiormente creduta) io ribatto che se mi tirassero giù gli ulivi, le case, mi obbligassero ad estenuanti soste ai check point tutti i giorni per andare e tornare dal lavoro, trattata come un animale senz’anima, li odierei, CARO OBAMA. E forse non avrei altra scelta che affidarmi ai quattro marpioni di Hamas e ai residuati corrotti di Fatah.
Se fossi una palestinese di Gaza odierei gli israeliani. Senza alcuna paura di passare da antisemita, senza paura di offendere i fantasmi delle vittime della Shoah. Starei odiando solo i miei oppressori.
No signori, qui c’è l’esercito meglio equipaggiato del mondo (a spese dei servi americani) contro un popolo che, oltre a dei Katiuscia e Qassam che fanno ridere i polli ma per la propaganda sionista sono più micidiali delle atomiche, hanno come arma, più che altro, un odio coltivato con cura e amore in più di sessant’anni di ingiustizia subita.

Provo un’infinita pietà, e non ho alcun timore a schierarmi ancora una volta senza se e senza ma dalla parte del POPOLO PALESTINESE, dalla parte di coloro che stanno soffrendo un martirio che sarebbe insopportabile per qualunque altro popolo della terra. Forse solo i Ceceni sono altrettanto negletti dalla nostra coscienza.
Provo anche un’insopprimibile nausea per come ci stanno raccontando i fatti i media. Ormai i morti, che non vi fanno vedere e che cercano di non conteggiare, vedrete, cominceranno a resuscitare, per non far passare gli israeliani per troppo cattivi. In Palestina è già successo, molto tempo fa.

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Famosi violinisti e critici ci hanno lasciato falangi e metacarpi. E’ senz’altro il botto più pericoloso, di questi tempi. Chi tocca Allevi, muore.


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E’ arrivata la neve, giusto per complicarci la vita. Perchè la neve è bella solo in montagna in vacanza, quando l’unico pensiero è come far sera. In città è una scocciatura, se non hai cinque anni e un babbo che ti costruisce il pupazzo di neve con la bella carotona al posto del naso.
E’ anche un rischio perchè, pur con la trazione integrale, in curva la macchina ti accenna il giro di valzer.

La neve dovrebbe di solito portare allegria ma sarà che, quest’anno e in questi giorni, non c’è proprio niente da ridere, quel manto bianco ti fa solo strano ed un vago senso di inquietudine.

Almeno non ho ascoltato i TG, oggi. Mi sono risparmiata sicuramente un mucchio di propaganda indigesta su Gaza ed il massacro in atto, come quella inscatolata ogni sera, con tanto di botulino, dal Pagliara.
I morti, per la cronaca, sarebbero già 400 (secondo Hamas, quindi sono cifre sovrastimate, insinuano viperescamente i media). Anche per i morti palestinesi vale la Legge della Questura. Come se poi 280 morti fossero una sciocchezza, una statistica.

Definirei, per usare un eufemismo, irritante il modo in cui i giornalisti mainstream e i blogger filoisraeliani stanno presentando il raid. E’ tutta colpa di Hamas, povera Israele bersagliata dai missili e i bambini israeliani traumatizzati dagli stessi. Quelli palestinesi che ci muoiono per i missili non contano un cazzo. Insomma, come al solito, se la sono cercata.
Lo so perchè gli facciamo tanta rabbia, noi che stiamo qui a scrivere su Gaza e la Palestina facendoci andare il pandoro di traverso e incupendoci di sconcerto per tanta brutalità. Non si fanno una ragione che ci scandalizziamo ancora per 400 straccioni palestinesi. La pietà è come l’erbaccia, si fa fatica ad estirparla. Sono anni che usano diserbanti mentali per sradicare la pietà dalle nostre menti e cazzo, con certi irriducibili non funzionano.

Tra le vittime solo un paio di bambini, dicevano ieri. Colpiti solo i terroristi di Hamas. Certo l’orario scelto non è stato felice, scusate se vi abbiamo colto proprio mentre eravate al lavoro o a scuola, alle 11,30.

Falsi e bugiardi. Sono stati colpiti dei poveri poliziotti di quartiere e delle reclute e, in un posto affollato come Gaza, dire che sono stati colpiti solo un paio di donne bambini è ridicolo. Almeno altrettanto quanto il dire che con ottanta missili made in Iran si sono colpiti solo un israeliano (che vale mille punti, però) e due bambine palestinesi.

Il Papa, d’oro e d’ermellino vestito, ha implorato che si fermino. Bel gesto, inutile come sempre, come le preghiere, ma intanto la pratica è sbrigata.
Inutile sperare in un tardivo ravvedimento e in un rinculo di pietà. Mi è bastato ascoltare ieri sera l’inquisito Olmert, a fianco della iena 007 Livni e dell’imbroglione Barack (quello che voleva dare la terra ai palestinesi mantenendo il controllo sui rubinetti degli acquedotti, ecco perchè Arafat non firmò l’accordo di pace, altro che testardaggine da arabo), tutti insieme a dire che “i palestinesi non sono il nostro nemico”. Meno male. Pensate se lo fossero.
Davvero non c’è speranza.

Sarà per questo che la neve che è caduta oggi, in questo inverno bianco e opprimente, sembra più far parte di un inverno nucleare che di un White Christmas.

***
Un anno fa su questo blog: “Ombre pakistane”.

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