A volte la chiamano ancora impropriamente circoncisione ma la Escissione/Mutilazione Genitale Femminile non ha nulla a che fare con la tradizione comune alle religioni ebraica ed islamica di privare ritualmente l’uomo del suo prepuzio a pochi giorni dalla nascita.

La Escissione/Mutilazione Genitale Femminile è una tradizione di origine faraonica comune ai paesi dell’Africa subsahariana ed è una delle più orrende pratiche di mutilazione rituale.
Non è un’usanza religiosa islamica, come falsamente creduto, ma un atroce rito di passaggio, subìto da almeno 100-140 milioni di donne nel mondo.

La E/MGF (nel link il rapporto dell’UNICEF in italiano) viene compiuta sulle donne ancora bambine, a volte di pochissimi mesi, e consiste nel tagliare ed asportare parzialmente o totalmente il clitoride. Senza alcuna anestesia, con una lametta, con una manovra compiuta dalle donne anziane della tribù.
Nella infibulazione faraonica, la più estrema, la donna, oltre che amputata del clitoride e degli organi della intera vulva, viene cucita nel vero senso della parola, lasciando solo un minuscolo foro per la fuoriuscita dell’urina e del sangue mestruale.

In altre realtà culturali le donne hanno subìto in tutte le epoche diversi tipi di dolorosi riti di passaggio, come l’allungamento del collo mediante collari o la deformazione cinese dei piedi, il Loto d’Oro, ma nulla è paragonabile all’E/MGF.
Chi la subisce, oltre all’atroce dolore del momento, un dolore inimmaginabile, secondo la descrizione di chi l’ha provato, alle infezioni croniche ed alla sofferenza fisica che le attanaglierà il ventre per sempre, è condannata a vivere la sessualità come il peggiore degli stupri. Senza alcun piacere, senza alcuna libertà e solo nel dolore, come pochissime donne in occidente hanno la sfortuna di provare, a causa di eventi traumatici o patologici.
Se per noi donne occidentali il primo rapporto sessuale può essere doloroso, ma non necessariamente, per una donna infibulata è sempre come essere sventrata e quel dolore si ripeterà ogni volta che il marito ne avrà voglia. Dopo il parto, spesso la donna viene nuovamente ricucita.

Ecco perchè noi dovremmo ringraziare la Sorte o Dio, per chi ci crede, ogni giorno e più volte al giorno di non essere nate nei paesi che praticano la E/MGF. Purtroppo nel mondo la popolazione femminile può essere suddivisa in Escisse e Non Escisse. La discriminante è solo ed unicamente la regione geografica dove si è nate e la popolazione di appartenenza. Al di fuori di esse si è salve ma non se, con l’emigrazione, la tradizione ha seguito i nostri genitori.
In Europa si calcola vivano 500.000 donne escisse provenienti dai paesi in cui è praticata la E/MGF. Per questo motivo si stanno moltiplicando gli appelli alle autorità europee affinchè vigilino sull’importazione della pratica nelle comunità di migranti, vietandola con forza e perseguendo chi la pratica illegalmente.
Di recente si sono svolti convegni di sensibilizzazione delle comunità africane praticanti, con l’invito, nel tentativo di limitare il danno, a passare gradualmente almeno a forme puramente simboliche di infibulazione. Intanto, l’Eritrea ha proibito per legge l’infibulazione nel 2007 ma la strada da percorrere per eradicare completamente il fenomeno nel mondo è ancora lunga.

Che milioni di uomini africani godano dello sventrare le proprie donne, invece di farci l’amore con pieno e reciproco godimento è difficile da capire. Difficile anche, in questi casi, pensare di farci gli affari propri rispettando le tradizioni culturali altrui. Quando è in gioco la salute, fisica e mentale, di milioni di individui è necessario interferire, anche con forza.
Evidentemente, il percorso evolutivo dell’Uomo non prevede l’immediato riconoscimento della sessualità liberamente vissuta della donna e del suo diritto al piacere. La cosa si perde nella notte dei tempi, ma le cinture di castità erano un modo altrettanto barbaro per ottenere la fedeltà e la sottomissione della donna nel nostro Medioevo. Nel più recente Ottocento, alcuni fanatici bigotti farneticavano di “circoncisione” e mutilazione più o meno simile a quella faraonica per chi indulgeva nella masturbazione.

E’ auspicabile che le E/MGF vengano presto abolite per sempre e forse recentemente è accaduto un fatto storico che potrebbe essere decisivo.

Una delle scene che mi hanno maggiormente impressionata in occasione dell’elezione di Barack Obama, primo presidente americano afroamericano, è stata l’esultanza delle popolazioni africane, le manifestazioni di giubilo all’idea di quanta strada fosse stata compiuta dalla loro gente dai tempi della schiavitù fino agli attuali onori del trono imperiale.
Barack non è solo il primo presidente nero, è anche un uomo di straordinario carisma ed ha una moglie altrettanto affascinante ed influente.

Così mi è venuto in mente che Michelle potrebbe fare molto per le sorelle africane, forse più di chiunque altra donna del mondo.
Lei che ha avuto la fortuna di nascere dalla parte di mondo dove vivono le Non Escisse, che ha due bimbe che, se fossero nate a qualche migliaio di chilometri da Chicago, sarebbero già state vittime di una pratica inumana, potrebbe fare concretamente qualcosa.

Cara Michelle, noi intendiamo tirarti per la giacchetta in questo caso e suggerirti di fare un bel discorsetto a Barack, affinchè lui parli agli africani del problema delle loro donne e tiri fuori tutto il suo carisma e capacità di convincimento per far loro abbandonare la pratica della E/MGF.
Anche facendo la voce grossa, se è il caso. Sarebbe una delle poche volte in cui l’imperialismo può impegnarsi in una nobile causa e momentaneamente riscattarsi.


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