Ecco, come volevasi dimostrare. Il presunto violentatore pedofilo di Napoli non è un barbone, come si erano affrettati ad espettorare l’altra sera certi cronisti, purtroppo anche quelli che informano sui tg di maggiore ascolto.
La vittima lo ha riconosciuto ed inoltre l’uomo ha precedenti per reati sessuali. Un maniaco, insomma, che oltretutto è il convivente della nonna di un amico del ragazzo. Non è improbabile che avesse adocchiato il ragazzino proprio a casa dell’amico. In questi casi, a sparare vicino a casa delle vittime si centra quasi sempre il colpevole.
Colpevole che, in questo caso, è un operaio comunale addetto alle fognature ma poteva essere chiunque, in quanto a professione.
La prossima volta definiamo sui media questi soggetti più semplicemente PEDOFILI, visto che la pedofilia è trasversale ed alligna in tutte le classi sociali, dal lumpenproletariat all’alta borghesia e quindi non ci si può nemmeno aggrappare alle attenuanti del degrado sociale.

Visto che è mercoledì delle ceneri, non sarebbe male che chi ha il vizio di additare intere categorie, guarda caso poi sempre le stesse, come mostri, se ne cospargesse il capo.


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