Soldi veri, come disse Berlusconi tentando di usare una Social Card alla Esselunga.

Bisogna sostenere le imprese, certo, però ad un paio di condizioni. Primo che le banche diano il loro contributo non lesinando sul credito. Mica tutti gli imprenditori possono avere come garanzia il deposito pieno di lingotti di Paperon de’ Paperoni. Si applichi quella famosa fiducia anche in sede di concessione del credito. Se le banche pretendono di avere solo clienti a rischio zero stiamo freschi.

Secondo, che gli imprenditori non pensino che il governo sosterrà con gli ammortizzatori sociali tutti i licenziamenti che parrà a loro fare e che soprattutto non sia permesso loro di licenziare alla cavolo di cane, con la scusa della crisi, secondo lo schema: sfoltisco i dipendenti e quelli che restano li faccio lavorare tipo campo di cotone in Louisiana.
Perchè qui, se la nave comincia ad affondare, non vogliamo i lavoratori nei panni dei topi, con la crisi che magari passa e loro che rimangono ad annaspare in mezzo all’oceano mentre i manager gozzovigliano sul ponte di comando.

Barack Obama, ad esempio, è disposto a sostenere le imprese ma ha già detto che la porcata dei bonus miliardari ai dirigenti deve finire. Il gruppo assicurativo AIG, che ha ricevuto un contributo statale di 170 miliardi di dollari, pagati dai contribuenti americani, vorrebbe destinare 165 milioni degli stessi come paghetta ai suoi dirigenti. Tuoni, fulmini e saette e megacazziatone di Obama. Bravo Barack, sdrùmali!


OKNotizie
Vota questo post su OKNotizie!

Annunci