Italia, sec. XXI, esempio di arte di regime, attribuito alla bottega di tale Filippo Panseca.
Titolo dell’opera: “Nemmeno Nicolae ed Elena avevano mai osato tanto”


Ho sempre avuto simpatia per Veronica Lario e da oggi che finalmente si è decisa a chiedere il divorzio al vecchio satiro ne ho ancora di più, pensando al coraggio che deve avere per mettersi contro il più amato dagli italiani e assumere un ruolo che da domani sarà quello della peggiore delle infami, sputtanata, rapata a zero e portata in giro a reti unificate. Ecco gli scherani di regime cosa scrivono già di lei:

“… Posso solo dire che nei panni della signora – e mi è difficile immaginarmi coi tacchi a spillo – avrei agito diversamente, anche solo per evitare il rischio di un ricovero coatto in struttura psichiatrica. […]
Sarà una donna stravagante, forse eccentrica; sicuramente è pericolosa per Berlusconi, capo del più grande partito italiano, impegnato nella campagna elettorale europea, e presidente del Consiglio. Un uomo cioè chiamato a responsabilità da cui non può essere distratto dai capricci rumorosi della moglie…” (Vittorio Feltri su “Libero”)

L’editoriale velenoso come un’Amanita Phalloides, la relativa immonda copertina da stupratori e il tono generale da “taci, puttana!” sono un piccolo trattato di meschinità maschile, condito con il solito pizzico di omofobia non petita (stia tranquillo Vittorio, vederla in tacchi a spillo sarebbe spettacolo ben più orrendo del braccio mozzato di Veronica in “Tenebre”) ed è basato sull’assunto taleban-reazionario che una donna che si ribella è sempre matta. Giusto per ricordare alle donne italiane qual’è l’immagine che questa destra manganellara ha di loro.

Ricovero coatto in struttura psichiatrica. Pericolosa per il marito. Come quel fatto di Benito, che fece appunto rinchiudere in manicomio la sua prima moglie Ida Dalser e il figlio Benito Albino, con modalità che rientrano a pieno titolo nei crimini del fascismo? Per fortuna strutture psichiatriche del genere non esistono più, magari lo si comunichi al direttore.

Al talebano Feltri, voglioso di lapidazione pubblica per la femmina ingrata e ribelle, non passa neppure per la capa che è Berlusconi a comportarsi in maniera indecente, a calpestare la dignità della sua intera famiglia facendo ministre le sue supposte amanti e candidando alle elezioni ragazze nel ruolo di semplici portatrici di figa, gabellate al popolo come preparate politicamente solo perchè hanno giocato, in un pomeriggio di stage, al nano Brunettolo e le Sette Biancanevi. Stagiste, quindi. In America suona così male, stagista.
Del resto hanno ragione ad incazzarsi, povere veline, letteronze e gossippine. Nemmeno inserite in lista e già trombate. La trombata preventiva, una novità in politica.
Nella ormai continua opera di riabilitazione di Paolo Guzzanti che ci tocca fare, dobbiamo ammettere che il suo giudizio sui Berlusconiani che “odiano le donne” è esatto.
Solo chi ha perso completamente la dignità può aggredire verbalmente una donna che la rivendica per sé e per questo paese.

L’indipendenza (scusate se rido) di giornali e telegiornali si vedrà nei prossimi giorni dal modo in cui tratteranno Veronica. Temo sarà un circo sanguinario dove i freaks la faranno a pezzi e un elefantino sarà costretto ai salti mortali, nonostante la mole, visto che Veronica è la proprietaria del “Foglio”.
Dubito invece che i telegiornali riusciranno a non parlarne, come non hanno parlato della goccia che ha fatto traboccare il vaso già stracolmo di Madame Berlusconi: il piezz’e core segreto, la Piertopa emersa al diciottesimo anno in quel di Casoria con il suo stucchevole “papi qui e papi là”.
Veronica ha detto che non ne può più perchè “suo marito frequenta le minorenni” (un’accusa mica da poco, tra l’altro. Carlucciiii!!!!?). Bisogna vedere se frequentava anche le di loro madri, a suo tempo.


E’ la volgarità al potere, come dimostra l’orrendo quadro in apertura, il premier-uccello in fase di atterraggio sulla topa ministeriale. E’ l’assoluta mancanza di pudore, il comportarsi come se si fosse al di sopra di Dio e degli uomini, la completa ostentazione del peccato ed la sua apologia continua.
Chissà cosa ne pensano in Vaticano, tra una suonatina di pianoforte e una dissertazione teologica.
Divorziato due volte, con amanti presunte sfoggiate con pubblico scandalo, figli illegittimi altrettanto presunti, favorite a iosa, manca solo il ripudio della regina e il taglio della di lei testa nella Torre.
Hai visto mai che il nano discenda da Enrico VIII? E che il prossimo papa, dopo lo Scisma del Biscione, esiliato Ratzinger nella natia Baviera con armi, bagagli e pianoforte, si chiamerà davvero Bonifacio Silvio I?

Post Scriptum. Mi sbagliavo e di brutto. L’elefantino ha rinunciato ai salti mortali, segno che avere intestato un giornale non ti fa automaticamente padrona dello stesso. Francesco Forte sul “Foglio” fa il Feltri , definisce l’annuncio del divorzio di Veronica una serie di quattro autogol e termina con una frase che per me è agghiacciante: “Quarto autogol, questa noia della questione femminile. Basta e poi basta. Seguitando così, si potrà dire che le femministe se la vanno a cercare”. Che brutta frase.

Il TG1. Record mondiale di arrampicata libera sugli specchi con le mani unte di vaselina. Hanno dato l’annuncio di un divorzio per colpa evitando accuratamente di elencare le colpe e nominare chi le ha commesse. Succo del servizio: Veronica divorzia, Silvio è addolorato = povero Silvio. La prossima volta fate leggere le news a Cornacchione che almeno ridiamo un po’.


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